A buon diritto James G. Ballard è considerato tra i maggiori scrittori inglesi contemporanei. Con diciannove romanzi pubblicati nell’arco di quarant’anni, da "Il mondo sommerso" del 1962 a "Regno a venire" del 2003, ha raccontato con voce originalissima alcune delle dinamiche distopiche implicite nel profondo della nostra modernità, tra cui l’angoscia della piccola borghesia, ormai autoreclusa nei suburb e nelle periferie urbane, ma percorsa sottotraccia da una violenza terribile pronta a scatenarsi con irrefrenabile violenza contro l’altro da sé. Ballard, che pure ha ispirato tutte le arti contemporanee, dal cinema al fumetto alla pittura, aveva nel racconto la sua forma letteraria preferita, con cui sperimentava le intuizioni più visionarie e gli scenari più sorprendenti, tanto da essere considerato uno dei maestri assoluti della short story. Il terzo volume dei racconti di Ballard chiude un’opera che espone in modo definitivo la straordinaria creatività di uno degli scrittori più di culto del Ventesimo secolo. Il volume raccoglie trentasette racconti, scritti nel periodo più maturo della sua produzione, dal periodo preparatorio della "Mostra delle atrocità" (qui anticipata in diversi racconti, tra cui Appunti verso un collasso mentale) e "Crash" (si veda per esempio "Il sorriso"), passando per l’"Impero del sole" fino alla "Gentilezza delle donne". Trentasette straordinari lampi di futuro.
James Graham "J. G." Ballard (15 November 1930 – 19 April 2009) was an English novelist, short story writer, and essayist. Ballard came to be associated with the New Wave of science fiction early in his career with apocalyptic (or post-apocalyptic) novels such as The Drowned World (1962), The Burning World (1964), and The Crystal World (1966). In the late 1960s and early 1970s Ballard focused on an eclectic variety of short stories (or "condensed novels") such as The Atrocity Exhibition (1970), which drew closer comparison with the work of postmodernist writers such as William S. Burroughs. In 1973 the highly controversial novel Crash was published, a story about symphorophilia and car crash fetishism; the protagonist becomes sexually aroused by staging and participating in real car crashes. The story was later adapted into a film of the same name by Canadian director David Cronenberg.
While many of Ballard's stories are thematically and narratively unusual, he is perhaps best known for his relatively conventional war novel, Empire of the Sun (1984), a semi-autobiographical account of a young boy's experiences in Shanghai during the Second Sino-Japanese War as it came to be occupied by the Japanese Imperial Army. Described as "The best British novel about the Second World War" by The Guardian, the story was adapted into a 1987 film by Steven Spielberg.
The literary distinctiveness of Ballard's work has given rise to the adjective "Ballardian", defined by the Collins English Dictionary as "resembling or suggestive of the conditions described in J. G. Ballard's novels and stories, especially dystopian modernity, bleak man-made landscapes and the psychological effects of technological, social or environmental developments." The Oxford Dictionary of National Biography entry describes Ballard's work as being occupied with "eros, thanatos, mass media and emergent technologies".
premessa: ballard è tipo il mio scrittore preferito di sempre. in questa terza antologia di racconti sono presenti le opere composte parallelamente a quei romanzi che rappresentano sicuramente la parte più sperimentale della sua carriera, da "la mostra delle atrocità" fino all'avvento del ciclo dedicato alla "classe media" inaugurato con "cocaine night". è strano come diversi temi siano stati sviluppati soprattutto qui (si veda l'ossessione per il volo e i viaggi spaziali, che esploderà nel trittico di racconti del 1982, quasi tre variazioni di uno stesso tema...anche se leggerle tutte e tre di seguito è stata una fatica enorme, personaggi e situazioni si sovrapponevano e in certi paragrafi sembrava di rileggere qualcosa letto due pagine prima), mentre sembrano assenti altre ossessioni (penso al periodo di "condominio" e "l'isola di cemento", i cui temi sembrano qui in secondo piano, anche se la fascinazione per certa architettura c'è anche qui). la postfazione di antonio caronia, lucidissima, aiuta a svelare meglio il genio di ballard. volete scoprire questo autore? forse questo e "condominio" sono il modo migliore per cominciare...
Lo scrittore sa essere predittivo o l’evoluzione viene influenzata dallo scrittore?Nel secondo caso il gene dell’autodistruzione è certamente parte della nostra elica…….sempre applausi a J.D.