Il mondo di Tony Pagoda è grande, non si lascia contenere da un solo libro. E così eccolo di nuovo, presentato dall'ex cognato Ughetto De Nardis. Ughetto parla di "nuove esperienze" che a lui non sono piaciute per niente. Noi possiamo, con Pagoda, parlare di vecchi e nuovi amici, di tutti gli incontri che Tony ha continuato ad avere nel mondo che più gli piace, quello compreso fra lo spettacolo di chi fa spettacolo e lo spettacolo delle vite pubbliche. Fabietto e Carmen Russo, il mago Silvan e Tonino Paziente, Maurizio Costanzo e Jacqueline O'Rourke. Ogni occasione è buona per far mostra di una copiosa morale dell'assurdo che è diventata cifra stilistica, segno inconfondibile. Tony Pagoda non teme la risata, non teme la lacrima, non teme la sprezzatura, o lo sfottò. Con lui ci facciamo portare dentro un'umanità che mai avremmo visto così, con cui mai avremmo pensato di compatire. Ma questa volta è come se la voce di Tony raddoppiasse in quella del suo creatore, che infatti sentiamo arrivare, più si avvicina il congedo, ad aprirsi un varco, a lasciare un'impronta. Interprete del nostro tempo, Tony Pagoda è pur sempre il protagonista, lui e le sue tirate, come Falstaff: "L'umanità, dunque, è miserabile. Non si discute su questo. Eppure, non è stato inventato ancora niente di meglio. Perché, quando si palpita, si palpita. Tutte le emozioni della vita non hanno senso. Si addizionano tra loro, incongrue, per accumulo. Compongono la vita, come una lista della spesa. E questo, infine, è il senso".
Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore, è nato a Napoli nel 1970. Nel 2001 realizza il suo primo lungometraggio, L’uomo in più, con Toni Servillo e Andrea Renzi. Il film, selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia, viene candidato a tre David di Donatello, vince un Nastro d’Argento come miglior regista esordiente e due Grolle d’Oro. Nel 2004 porta a termine il suo secondo film Le conseguenze dell’amore. Unico italiano in concorso al Festival di Cannes, il film ottiene numerosi riconoscimenti tra cui cinque David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e cinque Ciak d’Oro. Nel 2006 realizza il suo terzo film L’amico di famiglia, presentato in concorso al Festival di Cannes, partecipa a numerosi festival internazionali. Nel 2008 con Il divo, interpretato da Toni Servillo, Paolo Sorrentino torna in concorso per la terza volta al Festival di Cannes e ottiene il Prix du Jury. Il film si aggiudica poi sette David di Donatello, cinque Ciak d’Oro, cinque Nastri d’Argento ed una candidatura all’Oscar per il Make Up. Nel 2010 viene pubblicato da Feltrinelli il suo primo romanzo Hanno tutti ragione, favorevolmente accolto da pubblico e critica, il libro è finalista al Premio Strega. Nel 2011 This must be the place, segna l’esordio in lingua inglese di Sorrentino. Interpretato da Sean Penn e Frances McDormand il film viene presentato in Concorso al 64. Festival di Cannes. Ottiene numerosi riconoscimenti tra cui sei David di Donatello, tre Nastri d’Argento e quattro Ciak d’Oro. Nel 2012 Feltrinelli pubblica il suo secondo libro Tony Pagoda e i suoi amici. La grande bellezza, interpretato da Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli, porta, per la quinta volta, Paolo Sorrentino in Concorso al Festival di Cannes.
Ova knjiga je ono što sam ja, u stvari, očekivala od Svi su u pravu, a moje očekivanje je potpuno bilo određeno Sorentinovim posljednjim filmovima. Od Svi su u pravu to nisam dobila u potpunosti, ali ovo je jedna apsolutno divna pisana himna životu i ostavljanje traga o traženju ljepote i tamo gdje na prvi pogled izgleda kao da je već prošla ili da nikad neće ni doći. Divota jedna!
Sećam se koliko sam otkinuo prošle godine na roman "Svi su u pravu", sa istim glavnim protagonistom. A i ova zbirka pripovedaka jednako puca od mudrosti i duhovitosti, a ponajviše od sete.
Moji utisci bi sigurno bili još intenzivniji da nisam nepotrebno razvukao čitanje na preko dva meseca.
Topla preporuka - čitajte, ali i gledajte Sorentina.
Ero perplessa perché pensavo che non si sarebbe ripetuta la magia di Hanno tutti ragione. Invece anche questo libro stupisce per la saggezza di Tony Pagoda che da vecchio, così come l'abbiamo lasciato nel precedente romanzo, incontra personaggi dello spettacolo mettendo a nudo le ipocrisie e i falsi miraggi della popolarità.
Un paio di eccezioni: la mamma, burlona, e l'amico Maurizio Ricci sul quale Sorrentino-Pagoda si diletta ad elucubrare oltre la saggezza, in viaggioni esistenziali estremi quasi incomprensibili sulla necessità della risata. Ma il messaggio alla fine è chiaro.
Ne è valsa la pena, avrei aspettato un prezzo più accessibile ma ho avuto la fortuna di comprarlo nell'unica giornata in cui era in offerta speciale! Ottimo tempismo ;)
I just have to say: The Serbian cover is magnificent. Reminds me of those images on youtube for vaporwave and retrowave music videos, and I enjoy that aesthetic. And that peach-pinkish flamingo color.
Enough about the covers, I haven’t seen that there is an English edition of this book, but I do feel more comfortable writing reviews in English so I will stick to that.
Short story collections are something that is 50/50 for me, sometimes I love them and sometimes I am disappointed. Usually, I settle for giving 3 stars for such collections but this one left a nice impression on me.
It focuses mostly on the stories of a fictional character in his elder years Toni Pagoda, who was also a protagonist in another Sorentinis’ book that came before this one, but I haven’t read it so I don’t know about his character development before this book.
The tone of this book is nostalgic and humoristic, all stories told through the eyes of our cynic main character, it’s charming and bitter at the same time.
The writing is good, actually I was pleasantly surprised.
I never read anything by Sorentini before and I haven’t watched any of his movies so I kept my expectations low. And this writing at some points reminds me of Bukowski but it is unique to the author, in a way that there are statements Bukowski would never write.
I will definitely be checking out his previous novel or maybe even buy it? I quite enjoyed this book so I don’t know, anything’s possible. 4/5.
Sorrentino, Paolo (2010). Hanno tutti ragione. Milano: Feltrinelli. 2010. ISBN 9788807018091. Pagine 319. 18,00 €
Sorrentino, Paolo (2012). Tony Pagoda e i suoi amici. Milano: Feltrinelli. 2012. ISBN 9788807018879. Pagine 159. 9,99 €
Di Paolo Sorrentino, prima del 21 marzo 2010, sapevo soltanto che era un regista apprezzato e sulla strada di diventare famoso. Avevo visto, per la verità, un solo suo film, che però mi era piaciuto molto, soprattutto per la l’interpretazione quasi perfetta di Toni Servillo: Le conseguenze dell’amore del 2004. Non avevo visto i film successivi (L’amico di famiglia del 2006 e Il Divo del 2008), ma soprattutto non avevo visto il primo lungometraggio, L’uomo in più del 2001 (spiegherò tra un minuto perché è importante).
Poi ho visto la puntata del 21 marzo 2010 di Che tempo che fa, dove Paolo Sorrentino faceva pubblicità al suo primo romanzo. Al di là delle iperboli a profusione del solito Fabio Fazio, per il quale nulla è mai meno che straordinario, sono rimasto colpito dall’ironia sottilmente napoletana di questo Paolo Sorrentino, un quarantenne che dimostra più anni di quelli anagrafici, soprattutto per due guance da trombettista in disarmo.
Qui sotto vi faccio vedere un piccolo stralcio dell’intervista, ma se volete (ri)vederla tutta la trovate qui.
Tony Pagoda, il protagonista del romanzo, è un cantante melodico napoletano che si è ritirato dalle scene, vivendo per 18 anni nella giungla amazzonica, dopo un successo strepitoso che lo aveva portato a cantare davanti a Frank Sinatra al Met, ma anche dopo che la vita gli era crollata addosso. Il personaggio, con il nome di Tony Pisapia, era nato nel film L’uomo in più, dove era interpretato da Toni Servillo.
La vicenda, però, è ben poco importante. In realtà, l’interesse del libro è nel linguaggio e nello stile aforistico ed epigrammatico di Tony, che parla come un oracolo. Molta napoletanità, ma napoletanità moderna e non folcloristica.
Alla lunga, almeno a me. la cosa un po’ stanca. È innegabile, però, che la voce di Sorrentino (o di Pagoda) sia una voce fresca e originale nel panorama delle patrie lettere.
Tony Pagoda e i suoi amici non è un romanzo, ma una raccolta di articoli/racconti già comparsi su periodici. Alcuni sono molto belli, ma non tutti sono allo stesso livello. Né sono al livello di Hanno tutti ragione.
* * *
Difficile scegliere citazioni da libri che, come ho detto, procedono per aforismi. Mi accorgo ora che di Hanno tutti ragione, che ho letto oltre 2 anni fa e nell’edizione cartacea, non mi ero appuntato nessun passo. Qualche sprazzo, invece, da Tony Pagoda e i suoi amici (il riferimento è come di consueto alle posizioni sul Kindle):
Lasciala perdere. Ti fa accumulare la merda nella testa con una tale lentezza che il giorno che capisci che vuoi divorziare avrai compiuto novantasei anni. [52]
Perché quando ti butti in vetrina finisci sempre a gennaio col cartello dei saldi bene in vista. E con i saldi è sempre la stessa storia. Finisci per pensare che era roba che valeva poco anche quando la vendevano a prezzo pieno. [192]
Ma il pubblico non glielo ha mai chiesto veramente, è una sua supposizione. Non può essere altrimenti, perché il pubblico non chiede mai niente. Il pubblico, cioè la gente, ci ha un sacco di cazzi propri a cui pensare e non ha proprio il tempo di mettersi a chiedere a quelli che vanno in televisione cosa devono fare. [213]
Ma pare che sia la modernità. Si cattura a brandelli. Di fretta. Un pezzo di film, la strofa di una canzoncina, poche righe di un articolo, niente per intero, le frasi tutte sconnesse, incomplete, tutti pronti a ciò che viene dopo, nella speranza che quel dopo sia più rilevante, invece è rilevante solo ciò che viene dopo ancora e così via, fino a essere depositati lentamente dentro una bara. [362]
Uno fa finta che il mondo era meglio prima, ma non è vero, è un alibi, eri tu che eri meglio prima. [1030]
Si diceva che Roma è morta. Questo è il motivo per cui, stringi stringi, è il posto migliore del mondo in cui vivere. Per sentirsi vivi, non bisogna forse ossessivamente relazionarsi alla morte? [1210]
Le decisioni rapide sono peculiarità dell’anziano moderno per ovvie ragioni: lo stringato tempo rimanente di vita. [1327]
La zoppicante scalata del costrutto, prima. [1783: degna di Hegel]
Abbiamo teso centinaia di agguati, tutti architettati dentro una comicità da dilettanti. Nient’altro, poiché professionismo e narcisismo coincidono. Sono degenerazioni dell’animo umano. Aberrazioni per chi ha riflettuto. Non noi. [1869: «professionismo e narcisismo coincidono», considerazione profondissima]
Vogliamo migliorare il mondo, creare più equità, si anela a che tutti stiano bene e non muoiano di fame negli angoli della sconcezza. Va bene. Ma perché? Perché una volta che hanno mangiato, tutti possano avere la possibilità di ridere. Il comunismo è una grossa risata collettiva. Tutti insieme. [1886]
Una volta chiese a Totò: “Come si trova a lavorare con Pasolini?” e Totò rispose: “Noi attori siamo come i tassisti. Andiamo dove vuole il cliente”. [2033]
Ma persino Sorrentino mi cade su un epocale… [2010]
Un libro che non é poi cosí divertente come vorrebbe essere, a tratti ripetitivo, ma sicuramente pieno di frasi lapidarie degne dei migliori status di facebook e di solito attribuite ad Enzo Paolo Turchi, Antonello Venditti, Silvan ed ultimo, ma non per questo meno importante, Tony Pagoda stesso.
È importante ogni tanto smaterializzarsi ed entrare nei panni di personaggi disparati e confusi. Personaggi che ti permettono di vedere la "volgarità" dell'esistenza nei suoi meandri più nascosti. Entrare nella vita di Tony è sicuramente un esperienza necessaria per districarsi nel mondo dello spettacolo in cui viviamo. E camminare accanto a Tony serve a capire meglio quanto sia effimero il nostro credo più forte e quanto fragili siano gli equilibri del mondo. Nello scorrere le pagine non mancano risate occasionali e momenti di profonda riflessione. Un libro avvincente e perfettamente compatto. Consigliato per chi non crede alla grande bugia dell'apparenza e ha bisogno di scavare nell'orrido
En Tony Pagoda y sus amigos, el cineasta y cada vez más proclive a la escritura Paolo Sorrentino vuelve a su universo felliniano de personajes grotescos y caricaturescos de la sociedad italiana en el que se mueve como nadie, esta vez en formato de historias breves contadas a través de las experiencias del ya célebre cantante Tony Pagoda con sus particulares amigos y conocidos.
Quizás esté un punto por debajo de Todos tienen razón, pero sin perder un ápice de comicidad ni ese afán de retratar la belleza de lo cotidiano. Es imposible no querer adentrarse en las historias que nos cuenta Sorrentino a través de Tony Pagoda, esbozar alguna sonrisa con las situaciones que nos describe a través de sus amigos (a veces ficticios, a veces reales) y extraer alguna conclusión útil para nuestra propia vida de las mismas.
------ 📖 Paolo Sorrentino - Tony Pagoda y sus amigos ⭐️ 4/5 ------
"Es aquí, delante de todos los jodidos quioscos de todas las ciudades donde anida la belleza, no a bordo de los coches por cortesía y en las falsas discotecas de las casas privadas de los ricachones que manotean a diestro y siniestro."
He de reconocer que todo lo que salga de la sensibilidad de Sorrentino me pone especialmente tontorrón. Y este libro (anterior cronológicamente hablando a "la Grande Bellezza") no iba a ser la excepción. En el encontraréis eso tan genuino y revelador a lo que siempre apunta y que es tan complicado de explicar. Una brújula para los más perdidos y los más esperanzados. Historias que atacan y defienden la cultura popular e indaga en lo que me atrevería a definir como "felicidad nostálgica". De ligera lectura...te dejará sorprendentemente reflexivo con ganas seguir viviendo esos momentos que te hacen querer seguir...un poco más fuerte.
E’ un libro di una malinconia infinita. Certo Tony Pagoda qualche perla di saggezza la regala comunque ma non è più quello che abbiamo conosciuto in «Hanno tutti ragione».
È un Tony Pagoda diverso da quello conosciuto in "Hanno tutti ragione" (già recensito). Più maturo, certo, e forse meno accattivante da un punto di vista letterario. Se c'è qualcosa che funziona nella finzione, nei libri in genere, sono sicuramente gli anti-eroi, chi vive al limite, chi potrebbe morire domattina e non lo fa quasi mai, se non una volta. Se c'è qualcosa che non funziona è sicuramente la redenzione dell'anti-eroe che lo obbliga a poggiare, dopo anni, i piedi per terra, perché si sa (ed è lo stesso Sorrentino a dirlo): la realtà è banale. In Tony Pagoda e i suoi amici l'ottica si ribalta e ne risulta una montagna russa in definitiva piacevole attraverso gli incontri di personaggi immaturi del Tony maturo. Sono ritratti, fotografie (poi riprese in "Gli aspetti irrilevanti"), ogni capitolo concepito visivamente come una polaroid, con Tony a fianco al personaggio di turno, ma è soprattutto un completare, pagina dopo pagina, quel puzzle che è, umanamente, Tony stesso. Ogni personaggio, che sembra entrare sempre di sfuggita ed essere di passaggio nella vita di Tony, si rivela però essere un pezzo di un puzzle più grande che è Tony Pagoda. Tony ha bisogno di loro.
"Racconta, Tony, racconta. Ma il dolore vero che hai dentro, quello io lo conosco e lui non lo racconta. È un mistero".
Dopo il primo irriverente e cinico "hanno tutti ragione" Sorrentino gioca ancora con il protagonista Tony Pagoda. In questo capitolo - una raccolta splendida, divertente e divertita di episodi in cui Tony incontra personaggi dello star system italiano anni 90 e non, onorandoli o rendendoli ancora più grotteschi di quello che sono - il pensiero e la filosofia di Tony sembrano in qualche modo avvicinarsi a quella dello scrittore Sorrentino. Non un caso l'ultimo episodio in cui parla della madre di tony dove spunta una scena meravigliosa, scovata anche nel film autobiografico "è stata la mano di Dio".
Non all’altezza del suo “prequel” (“Hanno tutti ragione”), ma comunque degno di nota per i soliti lampi di genio in formato ‘massima breve’, per i ritratti inediti di alcuni dei maggiori esponenti della televisione dei tardi anni Ottanta/Novanta/Duemila e, in generale, per la descrizione di un periodo storico-sociale di un paese intero che corre lungo tutto il corso del libro come sottile fil rouge a legare i vari racconti alle vicende dell’ormai meteora dimenticata Tony Pagoda.
Como mi primer acercamiento a la narrativa de Paolo Sorrentino, después de haber visto varias de sus películas, quedé maravillado y bastante satisfecho. Sus historias no se alejan para nada de su narrativa cinematográfica temáticamente y en cuanto al impresión que te causan: hay paso del tiempo y vejez, hay arte, magia y momentos profundamente bellos y simples, hay un estilo bastante sincero y directo. Es un libro de cuentos que leería una y otra vez.
Sorentino, autor Grande Belezza i Hand of God (film) je napisao "roman toka svesti", odnosno kratke priče koje pričaju o njegovim prijateljima, stvarima koje izgledaju besmisleno (verujem, nama običnim smrtnicima), ali je knjiga kao i njegovi filmovi: evropski šmek, bez šljastećih detalja i dva tona krvi, bazirane na dobrom humoru, dijalog.... Topla preporuka. 4,5/5
Sorrentino is one of the best writer at the moment. He write so bright and in the same time so mysterious. This book is about love, friendships, family and about life. It is not nice story, but is honest.
nije knjiga losa, ali me na kraju malo udavila. no, zabavna je, smiješnih doskočica, ali i problema u pozadini. lako se čita sto je uvijek plus. i vjerojatno bi mi bilo zanimljivije da sam se s Pagodom već susrela.
Alla lunga, forse riesce un po' ripetitivo. Questo non cambia il fatto che sia scritto in modo talmente originale, con una filosofia di fondo talmente bizzarra, da essere indelebile. Come Tutti hanno ragione, d'altronde. Poi, in molte cose io mi ci ritrovo tantissimo.