Jump to ratings and reviews
Rate this book

L'ora di tutti

Rate this book
"Il soggetto è storico: la presa da parte dei Turchi, nel tardo Quattrocento, della cittadina pugliese d'Otranto. Ma io, più che il soggetto, lo chiamerei lo sfondo, tutt'altro che decorativo ma vivo e vero nel suo tumultuare di galeoni, di scimitarre e di bombarde, se non addirittura un felice pretesto,
tanto per dar motivo alla mano, e soprattutto all'estro e al cuore, di muoversi e rappresentarci una delle più belle Romanze, nel senso antico e nobile della parola, da noi apparse: una storia la quale non tocca tanto l'epica esteriore dell'avvenimento, bensì, l'altra, quella molto più nascosta ed intima di Coloro, uomini e donne che ne furono i concreti protagonisti: gli Eroi, per tornare alle definizioni enfatiche, e i Martiri. La Corti, con l'udito fino di chi è mosso da amore, ha saputo ascoltare alcune di quelle 'antiche voci' (di quelle brillanti giovinezze, di quelle vite), del resto identiche alle figure d'oggi, e in altrettanti racconti in prima persona, concatenati dal motivo conduttore della battaglia, è riuscita a comporre uno spartito musicale tra i più affascinanti, dove l'intera Terra d'Otranto 'suona' vivissima non solo nella sua realtà storica di allora, ma in quella, anche geografica ed etnica, d'oggi e di sempre. Una Terra d'Otranto che appunto per la sua concretezza diventa poeticamente la terra delle passioni più vere, e dei più genuini sentimenti dell'intera umanità nostra." (Giorgio Caproni, La Nazione, 30 gennaio 1963)

368 pages, Paperback

First published January 1, 1962

18 people are currently reading
295 people want to read

About the author

Maria Corti

63 books7 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
92 (24%)
4 stars
152 (41%)
3 stars
95 (25%)
2 stars
18 (4%)
1 star
12 (3%)
Displaying 1 - 30 of 31 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,466 reviews2,439 followers
January 17, 2026
IDRUNTINA



Come nella migliore letteratura, Maria Corti maneggia alla grande la sua scrittura, la plasma secondo necessità, la adatta al racconto: se nel precedente che ho letto, Le pietre verbali (pubblicato quasi quaranta anni dopo questo che è del 1962), estraeva una scrittura che echeggiava il linguaggio nuovo e dissacrante del movimento sessantottino, qui si fa invece epica, usa una lingua che sembra uscire da un poema cavalleresco, dove i termini dialettali (Salento) che s’incontrano sono ridotti e solo se assolutamente necessari.



E costruisce una sua personale Spoon River, un suo personale Giorno del Giudizio, il suo personale Bardo: perché i cinque racconti arrivano da persone che sono ormai ossa, probabilmente quelle conservate nella Cappella dei Martiri della cattedrale di Otranto. Ci parlano come se fossero vivi, ma sono invece trapassati. Sono fuori del tempo.
I cinque personaggi che si esprimono tutti in forma di io-narrante sono perlopiù uomini, tutti impegnati nella difesa della splendida piccola città pugliese.
Una sola donna, al centro, il racconto più lungo: è la più bella della città ma punge “come un fico d’India”. Una giovane di neanche vent’anni, inquieta, già sposata e ancora senza prole, che vuole essere felice. La qual cosa nel 1480 era una bestemmia – non solo a Otranto - un oltraggio a dio e alla vita. Le altre mogli dei pescatori dicono di lei che si vuole troppo bene.
Invece, dovrebbe sapere che:
Alla fine, figlia mia, il marito c’è per fargli da mangiare e lavargli i panni, la casa per tenerla pulita, le reti per rammendarle. Questa è la vita.



Mattanza che mietette migliaia di vittime passate a fil di spada perché si rifiutarono di rinunciare al loro dio per abbracciarne uno nuovo, quello dell’Islam. In realtà, le cifre più probabili, per quanto sempre raccapriccianti, sono nell’ordine delle centinaia: e il massacro si deve più alla strenua resistenza degli ‘idruntini’ – due settimane, contro una flotta di diecimila soldati – che al motivo religioso.
Ma ai fini del romanzo di Maria Corti questi rilievi contano meno di zero. Rimane un piacevolissimo racconto, un esordio letterario col botto.
Nonostante il passaggio di testimone tra i cinque narratori, Corti evita il cosiddetto effetto Rashomon: i cinque non si smentiscono, o contrastano, o contraddicono – ognuno racconta la sua storia, qualcuno partendo da lontano, qualcuno più immediatamente dentro il fatto.
Maria Corti - che per via paterna ha iniziato a frequentare il Salento sin da giovane – ama profondamente quella terra (e come potrebbe non essere?!), la conosce bene e riesce a rendere gente, abitudini, usi, costumi e tutto il resto assolutamente credibili.
Bella sorpresa, e grande piacere.




I martiri di Otranto si dice che furono dodicimila. Una mattanza. La Cattedrale ha una cappella a loro dedicata.
Profile Image for Ubik 2.0.
1,076 reviews295 followers
January 5, 2023
Mamma li turchi!

L’ora di tutti appartiene al genere di romanzo storico che sceglie di riproporre gli avvenimenti del passato attraverso lo sguardo della gente comune, e in questo caso la visione si fa corale poiché sono cinque i personaggi che si alternano nella narrazione in prima persona, offrendoci una rappresentazione variegata dei tragici eventi accaduti secoli orsono.

L’assedio e la presa della città di Otranto nel 1480 da parte dei turchi, con i saccheggi e le stragi che ne seguirono, ha segnato profondamente la storia salentina e ancor oggi la Cattedrale in cui sono conservate le reliquie degli ottocento martiri otrantini è luogo di culto e meta di pellegrinaggi.

Il modo di presentare i fatti adottato da Maria Corti, eminente critica letteraria, saggista e filologa prima ancora che romanziera, risente dell’impronta culturale dell’autrice e si dimostra particolarmente originale, in grado di conferire nuova vitalità e vivacità a vicende che giacciono nei testi di storia da mezzo millennio.

Alcuni dei cinque monologhi si dimostrano più efficaci, primo fra tutti a mio avviso il capitolo iniziale narrato dalla voce del pescatore Colangelo che si ritrova insieme ai suoi compagni di lavoro a dover difendere le mura della città dopo l’abbandono del contingente spagnolo, teoricamente a difesa della roccaforte. I pensieri, le paure, l’orgoglio dei pescatori inopinatamente diventati guerrieri, sebbene ben più avvezzi all’uso delle reti che delle balestre, sono rappresentati in maniera realistica, mescolandosi alle preoccupazioni personali sul destino delle proprie famiglie, alla fame e agli scrupoli religiosi.

D’altra parte ho trovato piuttosto dissonante rispetto alla compattezza del romanzo, o quanto meno eccessivamente dilatato (è il capitolo che occupa il maggior numero di pagine…) l’episodio centrale con protagonista Idrusa, la donna più bella di Otranto secondo il parere unanime dei concittadini, soprattutto perché dedicato in gran parte al passato della ragazza e solo nel finale rientra nel nucleo narrativo principale.

Mi sono sembrate abbastanza irrilevanti, trattandosi pur sempre di un romanzo e non di un saggio storico, le accuse di anacronismo che vertono in particolare sull’utilizzo, peraltro molto marginale nell’economia del racconto, di alcune colture (il pomodoro) o unità di misura (il chilogrammo) che sarebbero state introdotte posteriormente al 1480.

Resta invece da annoverare fra i pregi del libro la magnifica rievocazione di Otranto, cittadina dalle bianche pietre che non ho mai visitato ma che attraverso questo racconto mi si è presentata con immagini di forte suggestione e con la percezione tangibile di una qualità solare e mediterranea ancor più commovente in quanto avvolta dal presagio di morte e distruzione.
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
April 2, 2017
Una sorta di epica minore. 5 personaggi si muovono nello sfondo della tragedia di Otranto del 1480. 5 punti di vista, uomini e donne, pescatori e soldati. Le speranze, le illusioni, i drammi. I Turchi arrivano a interrompere le vite di chi metteva su famiglia ammazzandosi di lavoro, e di chi invece sognava una vita diversa, sognava amori impossibili e altri luoghi. Nella luce e nel caldo, nella solidarietà che presto unisce i cristiani del luogo con i napoletani rimasti a difenderli, tutti attendono un aiuto che non arriverà, e quando sarà il momento tutti andranno incontro al loro destino senza risentimento, senza rabbia, con la rassegnazione ferma di chi ha fatto ciò che doveva o poteva fare. Maria Corti racconta con grande passione, mostra un intenso amore per i suoi personaggi, non condanna nessuno, anche quando i gesti appaiono non giustificabili. Colangelo che viola Idrusa morirà comunque da eroe. Idrusa che ha tradito il suo sposo sarà la più impegnata a curare i feriti. Nell’assedio tutti cambiano, tutti sembrano consapevoli del destino, tutti fanno i conti con ciò che sono stati.
Un libro delicato, appassionato, di quei libri in cui ci si perde, per trovarsi a sentire il calore del sole, il rumore del mare e del vento, la freschezza della notte sulla pelle.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,419 reviews162 followers
April 2, 2020
Un libro che ho sentito vicino quanto mai nel momento storico che ci troviamo a vivere.
Perché anche se dicono che non dobbiamo considerare questa pandemia come una guerra, in realtà viviamo sotto assedio - anche se è bene non farsi prendere dal panico perché, per il momento, le scorte alimentari e di beni di prima necessità continuano a essere prodotte - e quindi non si può non restare coinvolti dalle vicende dei cinque personaggi di questo romanzo, che ci fanno vedere l'assedio, la presa di Otranto, il martirio di 813 abitanti (per lo più semplici pescatori) e il ritorno alla normalità, con il primo matrimonio di due otrantini ormai liberati, celebrato alla presenza di Alfonso d'Aragona, il figlio di Ferdinando I di Napoli (detto Ferrante), che liberò la città l'anno successivo, nel 1481.
Otranto pareva deserta. Stetti a guardarla, pensai che era bella come una donna minuta e ben fatta, in cui uno trova tutte le bellezze: costruita di pietra bianca, porosa e robusta insieme, nobile di muraglie, dove ero nato, dove la cura di Dio mi aveva fatto nascere la moglie, il figlio.
La storia viene raccontata attraverso i cinque diversi punti di vista dei suoi protagonisti.
Il primo è Colangelo pescatore, un uomo che non ha mai fatto altro che pescare nella sua semplice vita, e invece si ritrova a fare il soldato per difendere le mura della sua città dal turco.
Io non ero più di un pescatore, non sapevo giudicare questioni che non fossero di navigazione e di reti, sapevo bene quante ore della notte richiedeva un pesce per entrare nella chiusura; era troppo grande per me quello che succedeva e m’ero fatto stravagante.
Poi è la volta del Capitano Zurlo, il governatore di Otranto in nome del primogenito di Re Ferrante I d'Aragona, don Alfonso, duca di Calabria, che parte per difendere Otranto assieme al giovane figlio Giovannello e si trova davanti un nemico feroce e agguerrito, contro cui non ha i mezzi per opporre un'adeguata resistenza.
Quindi è la volta di una delle donne di Otranto, la bella Idrusa che fa impazzire gli uomini e che, rimasta vedova, è stata tutt'altro che casta come avrebbero fatto le sue concittadine, ma che poi, davanti allo stupro del turco, preferisce morire.
Il turco è entrato ormai a Otranto e la domina. Gli uomini, che si sono arresi, non vogliono però rinnegare la loro fede. E così si trovano tutti sul colle della Minerva per essere decapitati sul ceppo. Il racconto di Nachira, uno dei martiri, è breve ma intensissimo, soprattutto per chi entra almeno una volta all'anno nella cappella a loro dedicata nella Cattedrale di Otranto, e vede quei teschi, quelle tibie e la pietra su cui vennero decapitati.
description
Per questo motivo sono uscita scossa e anche un po' infuriata dalla sala delle armi del Topkapı. Vedere onorate quelle armi massacratrici mi riportava alla mente quei teschi, quelle teche immense che testimoniano la strage.
Infine c'è la testimonianza di Alvise De Marco, un nobile che visita Otranto dopo l'assedio e assiste al primo matrimonio, con i festeggiamenti che ospitano persino Alfonso d'Aragona, nel cui discorso ho visto una curiosa analogia col periodo d'assedio che ci troviamo a vivere.
"Bene, amici. L’arcivescovo ha visto le cose in modo confacente alla sua santità. Io da soldato vi posso dire che, se noi abbiamo mandato i turchi a gambe levate, lo dobbiamo a quei fermi e risoluti popolani che, prendendola a pugni con uomini armati di spade, hanno tenuto duro, ostinati, per due settimane, dandoci il tempo di preparare la difesa."
E quando tutto sarà finito, anche noi festeggeremo ballando una giga abbracciandoci e dandoci le mani, libere dai fazzoletti (guanti e mascherine). "Non più fazzoletti, ma si balli da mano a mano, alla libera. E questo sia il segno che voi non avrete più servitù. Avete inteso, uomini?"
E magari balleremo questa giga .
Profile Image for Perdiana.
68 reviews
March 24, 2017
Un libro che sa essere avvincente, ricco di sfumature. Le descrizioni sono particolarmente accurate, dettagliate e affascinanti... Proprio l'ambiente in cui vivono i personaggi sembra rispecchiare la intensità delle loro emozioni.
Sotto cinque punti di vista diversi, seguendo vicende di amori, rancori e assalti, si riassumono le vicende belliche che afflissero la città di Otranto nel luglio del 1480.
Profile Image for Mary Hamer.
Author 13 books7 followers
September 21, 2014
Because I'm off to Puglia in October, I was urged to read this novel telling the story of the capture of Otranto with the massacre of its inhabitants by the Turks in 1480.I wasn't rushing to, not being a fan of historical novels in general. But once I started in to the first chapter, I sat up. Fresh, human, compelling: the very flavour of it makes you want more. Which is miraculous, when you think about it: you know the outcome before the story gets started. It ends in catastrophe for a whole city. Yet Maria Corti, the distinguished Italian author who wrote it, is able to make her characters reach out to you from the past. For a week,as i read it, I was learning to love the landscape and the way of life of the ordinary people, the fishermen and their families who form her main characters. Somehow, although Corti was an academic she presents those lives and hearts without putting a foot wrong. In one sense it's a terrible story yet the courage and steadfastness of the characters, their passion for life, left me uplifted.

I read it in the translation by Jessie Bright--but you'd never know it was a translation, the voice is so clear and true, with none of the lurching less gifted translators suffer from.
35 reviews
October 23, 2019
abbiamo a volte bisogno di fare pace con la lettura. ci sforziamo di usare gli occhi nell'intento di cercare il di più delle parole, ma ci si stanca, e si prende la stanchezza di dire "uff". se il libro è piatto, è troppo piatto, se oscuro, troppo oscuro, se profondo, dove mai vorrà arrivare? ma la scrittura della Corti ha dell'umanamente religioso, tutto è sul piano orizzontale della vita umana, voci dell'aldilà che parlano dall'aldiquà; scrittura liscia e celatamente (ottimi storici della lingua riescono a farlo) sapiente nell'uso di sé. non sfrangia, le è ostile il barocchismo (come il vero nemico combattuto), parole di troppo non ci sono, la lingua non si attorciglia, liscia scorre la lettura, sospinta dal vento di un ritmo che ha dell'eterno il misterico ciclo di vita.
Profile Image for Simona Garbarini.
564 reviews3 followers
October 22, 2022
La storia del tragico assedio di Otranto da parte dei turchi raccontata da coloro che lo hanno vissuto. Personaggi diversi raccontano la loro esperienza - appartenenti a diverse classi sociali hanno in comune solo che attraversano l’esperienza della morte - l’ora di tutti, appunto. Ne esse un quadro variegato e disincantato su un’umanita’ cinica e profittatrice. Ognuno a modo suo è capace si di atti di coraggio, ma anche di viltà. È quello che è successo viene riscritto di volta in volta dai superstiti.
Il motivo per cui non è un capolavoro è che le storie sono un po’ sfilacciate e alla fine da questo quadro di insieme non emerge neanche una figura degna di rilievo
Profile Image for Corrado.
31 reviews
August 19, 2021
Un libro importante, una storia che merita di essere conosciuta. Edificante e appassionante. Una fonte di ispirazione per capire che cosa vuole dire essere uomini d'onore. Omaggio a quegli 800 martiri otrantini la cui fede, coraggio e coerenza non possono che stimolare riflessioni profonde.
184 reviews
May 16, 2022
Engrossing story that captures that aura of Otranto and gives history a human flavor. Read while in Puglia, including visit to Otranto.
Profile Image for Flora.
10 reviews
September 3, 2021
Libro meraviglioso. Conosco bene Otranto e la storia dei suoi 800 martiri, ma questo libro mi ha fatto vedere la vicenda dal punto di vista di ipotetici personaggi vissuti all'epoca. Romanzo molto commovente ed emozionante, credo che tutti dovrebbero leggerlo, anche per conoscere meglio la storia del nostro Paese e per onorare queste persone che hanno contribuito a proteggere la nostra cultura
299 reviews1 follower
May 10, 2018
What is the point of life if you are just made to die?

The way Corti describes place is breath-taking. I haven’t been to this part of Italy, but reading it, I felt like I was there, even though the events dramatized are centuries old.

The story is even more affecting when you are aware of the “martyrs skulls” in the cathedral to this day!
Profile Image for Vittoria Ver.
10 reviews2 followers
April 24, 2020
Tutti i salentini dovrebbero leggere questo libro, un romanzo storico che racconta dei martiri di Otranto.
Profile Image for Loris Lavecchia.
1 review
October 3, 2025
Ho letto L’ora di tutti spinto da un legame personale con Otranto, città dove ho trascorso molte estati da ragazzo. Attraverso i racconti popolari avevo conosciuto la vicenda dell’assedio turco del 1480, e forse proprio per questo motivo, quando ho acquistato il libro, le mie aspettative erano altissime: sentivo di avere un legame diretto con quella storia, con quei luoghi e con la loro memoria.

Durante la lettura, sono rimasto particolarmente colpito dall’incontro tra Francesco Zurlo e Giovanni Antonio de Foxa, tanto che ho deciso di fare qualche ricerca per approfondire il contesto storico. È stato in quell’occasione che ho scoperto alcune incongruenze, come il fatto che de Foxa fosse già caduto in disgrazia nel 1480, o che nel romanzo compaiano specie come i tacchini e i pomodori, arrivate in Europa solo dopo la scoperta dell’America.

Superata questa delusione iniziale, il romanzo si è rivelato comunque un’esperienza piacevole. La scrittura di Maria Corti ha una forza evocativa capace di restituire la vita e il respiro di un’epoca. L’episodio che più mi ha colpito è stato il viaggio di Francesco Zurlo da Napoli a Otranto: in quelle pagine ho sentito la voce del Sud, la sua luce e le sue ferite.

Pur con le sue imperfezioni, L’ora di tutti mi ha ricordato che la letteratura può riportare in vita luoghi e memorie che credevamo di conoscere. Ognuno, nel leggere, ritrova qualcosa di sé: io ho riscoperto il legame con la mia giovinezza, con il mare e con i racconti che da ragazzo ascoltavo sulle pietre di Otranto.
È un libro che consiglio a chi ama la storia ma non teme la poesia, a chi cerca nel passato una chiave per capire il presente, e a chi crede che ogni epoca abbia la sua “ora di tutti”, in cui si decide cosa resta e cosa svanisce.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Fredo P.
3 reviews5 followers
October 9, 2025
L'estate profuma di epos. Ero bimbo quando sotto l'ombrellone sfogliavo pieno di stupore un volume illustrato dell'Odissea; ero meno bimbo quando sulla scia di questo entusiasmo presi gli studi classici, scoprendomi quasi immediatamente una clamorosa pippa sia in latino che in greco, la mia croce per tutti e cinque gli anni del liceo. Ma questa è un'altra storia, e per niente epica.

Quest'estate quello sotto l'ombrellone di bimbo non ha più nulla ma la spiaggia è la stessa di allora, nelle terre a sud di Lecce, e anche i profumi li ritrovo sempre intatti.

Quello che si respira ne L'Ora di Tutti di Maria Corti sa di epica minore ma prepotentemente viva; romanzo storico corale per bocca di cinque diversi personaggi nel momento in cui lo sbarco dei turchi del 1480 sulla costa otrantina mise fine alle pacifiche esistenze di una popolazione composta prevalentemente di pescatori. Colangelo, Idrusa e gli altri ci danno la loro testimonianza dell'assedio da un aldilà che li ha già accolti, guidandoci a ritroso nei ricordi chiave delle loro piccole vite prima che il destino li metta di fronte alla grande prova della Storia.

Ricordo con grande impressione la vista dei teschi degli ottocento martiri che non rinnegarono la religione cristiana, conservati nella cattedrale di Otranto, un tassello prezioso di storia locale che nelle sonnacchiose estati della mia adolescenza finii per non approfondire mai e che recupero ora con grande interesse.

Questa e altre recensioni su Instagram: https://www.instagram.com/parfeddi/
Profile Image for Denise Pace.
223 reviews2 followers
February 10, 2024
3.5 iniziato con molto boh e mah ma andando avanti la storia ha preso corpo e sono riuscita ad immergermi nell'atmosfera storica di questo libro. Lessico accessibile e di facile comprensione. Mi è piaciuto che la storia fosse suddivisa in cinque parti con punti di vista diversi. Dai popolani con la loro semplicità e praticità di ragionamento. Soprattutto incrollabile fede nelle loro convinzioni. E poi i duchi e signori del tempo con la loro natura invece completamente all'opposto. Questo libro è un quadro, una fotogramma minuto per minuto di un fatto storico realmente accaduto che ci mostra l'evento dalla prospettiva di chi lo ha vissuto in tutta la sua terribile drammaticità. Un dipinto dell'animo umano. Personalità diverse con le loro vite come hanno vissuto quel momento e i loro gesti eroici. Interessante e pieno di colore.
Profile Image for Valentina Isernia.
10 reviews
July 3, 2022
Se non mi fosse stato regalato avrei continuato ad ignorarlo fra gli scaffali delle librerie. Invece è stata una rivelazione. Una racconto corale dell'invasione di Otranto ad opera dei turchi. La storia procede lineare, dall'arrivo dei Turchi alla presa della città, fino alla sua liberazione, ma i punti di vista cambiano in base al personaggio che racconta la vicenda, con brevi backforward della storia personale di ciascuno. Interessantissimo e bello da leggere anche in quanto salentina di nascita
Profile Image for Daniela Paniela.
64 reviews3 followers
February 25, 2024
Ho letto questo libro per il gdl "pagine d'autrice", non conoscevo né l'autrice né questo libro. Diviso in cinque capitoli racconta la caduta di Otranto per mano dei Turchi. Inizialmente ho fatto molta fatica, il primo capitolo è molto lungo e non riuscivo ad appassionarmi alla storia ma dal secondo capitolo in poi la situazione è migliorata e nel complesso sono contenta di aver fatto questa lettura.Tra tutti i capitoli il più interessante è quello che racconta di Idrusa.
Profile Image for Paola Maugeri.
81 reviews3 followers
February 12, 2024
una storia d'Italia che non conoscevo. un popolo che ha dimostrato la sua forza e coraggio. ben scritto, non mi ha annoiato, ho apprezzato che ogni capitolo sia un racconto di un personaggio diverso. consigliato.
Profile Image for Elisa.
8 reviews2 followers
July 29, 2025
Con lo sfondo storico salentino del 1480, con immagini poetiche commoventi, seguiamo le vicende di alcuni dei protagonisti: uomini e donne semplici che all'improvviso si trovano ad affrontare la minaccia dei Turchi. È la storia dei Martiri di Otranto e del loro sacrificio.
Profile Image for Rebecca.
41 reviews2 followers
September 16, 2025
Vivid historical non-fictionish novel that tells the tale of the turkish invasion of Otranto from 5 different perspectives. An absolute must read if you are going to Otranto, Puglia (which I am about to do).
Profile Image for B.
306 reviews12 followers
January 30, 2023
1480 yılı civarında kısa sure boyunca Osmanlı işgalinde kalan Otranto şehrinin 5 kurgusal karakterinin ağzından anlatılan bir roman. Corti bu 5 kişinin günlük hayatlarını sanki o zaman oradaymışçasına gerçekçi bir şekilde anlatıyor. Romanı ilginç kılan bir şey de karakterlerin yaşamlarının birbirleriyle kesiştiği yerlerde değişik perspektiflerin konu edilmesi. Güzel, akıcı, dinlendirici bir roman.

A novel about the short-lived occupation of Otranto by the Ottomans in 1480 that is narrated through the perspective of 5 fictional characters. Corti's style allows the reader as if he/she is partaking in the daily life of the city as events unfold. The fact that different perspectives are provided when the characters encounter one another makes the book all the more interesting.
Profile Image for LauraT.
1,392 reviews95 followers
February 26, 2025
Tendenzialmente l'ho trovato un libro pesante e a tratti anche noioso; alcuni spunti lirici o interessanti ma complessivamente questo romanzo storico sull'assedio turco di Otranto mi ha lasciato molo perplessa

Allora don Felice ricominciò a essere preso da entusiasmo: "Che uomini questi popolani. Come farà la storia a non perderne di vista nessuno?

sulla porta alzò gli occhi verso di me e disse: "Ma tu sei fatta di arcobaleno, sorella mia."
Profile Image for charta.
306 reviews5 followers
October 18, 2012
Ottima ambientazione storica ma i personaggi sono tagliati con l'accetta.
Sarà per lo stile spigoloso ma il narrato ne risente.
Penso si potesse fare di più.
Displaying 1 - 30 of 31 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.