C’è un paradigma fondamentale del figlio nella cultura occidentale: Edipo e la sua tragedia, che indica nel conflitto generazionale, nel contrasto con l’autorità paterna, nel desiderio di prendere il posto del padre accanto alla madre il nodo più profondo dell’essere figli. Ma questo paradigma è ancora così valido, in un’epoca come la nostra che ha visto evaporare l’autorità del Padre, e non considera più la Madre solo una genitrice, ma anche una donna? Portando a conclusione il ragionamento iniziato ne "Il complesso di Telemaco" e "Le mani della madre", Massimo Recalcati lavora sulla fisionomia psichica dei figli nel mondo di oggi e indica la possibilità di un superamento dell’Edipo, a partire dalla parabola evangelica del figliol prodigo, che apre una possibilità invisibile al mito greco: quella del ritorno alla legge del padre e della capacità del padre di festeggiare quel ritorno. Perché i nostri figli vivono immersi in un mondo che mai come oggi è quello del godimento cieco e vuoto, e a volte sembrano lontani, forse perduti. Tuttavia, come Recalcati indica, attingendo alla sua esperienza clinica, ma anche lavorando con grande originalità su figure di figlio come Amleto o Isacco, c’è sempre la possibilità che un figlio si ritrovi, e venga ritrovato.
Lamento no haber descubierto a este autor antes. Me encanta cómo enlaza el conocimiento de mitos universales con el psicoanálisis, de una manera sencilla y con resonancia.
I legami non si fondano sulla comprensione, ma sulla diversità, in quell’incomprensibilità dove risiede l’amore. Il bisogno di ricevere la libertà di desiderare in proprio, di percorrere strade, e destini propri hanno variato gli equilibri familiari La legge della famiglia è il capriccio del figlio Ma il figlio giusto esiste ?
Il segreto del figlio è il più deludente dei saggi di Recalcati che ho letto finora. I concetti esposti sono gli stessi dei lavori precedenti (Le mani della madre, Il complesso di Telemaco etc.), leggermente ampliati ma non in modo così significativo. Più volte nel corso della lettura ho avuto l'impressione che Recalcati abbia tentato di allungare il brodo per arrivare a un certo numero di pagine. Alcuni concetti sono ripetuti più e più volte con parole diverse e non per facilitarne la comprensione, che era già chiara alla prima spiegazione. È un peccato perché il lavoro, di per sé comunque interessante, risulta inutilmente appesantito.
Un libro muy interesante sobre todo en su primera mitad. La tensión entre la figura del hijo y la carga simbólica de los padres se aborda muy bien, sobre todo a través de la referencia al esclavo mensajero de Lacan. La segunda mitad el libro decae, tendiendo a la repetición y a la insistencia en parábolas bíblicas que destacan la tensión entre el vínculo con el padre, perdiéndose de vista la posibilidad de una mirada más amplia y menos patriarcal.
“La cultura oggi dominante dell’empatia e del dialogo incessante vorrebbe smussare gli spigoli duri della vita consentendo ai nostri figli un cammino privo di inciampi e di ostacoli. Comprendere i propri figli si confonde con il voler render loro facile la vita, sempre in discesa, priva di pericoli e minacce. Genitori e figli smarriscono il segreto incondivisibile che li separa e li rende differenti per condividere un’idea narcisistica della vita come affermazione di se stessi. .... Il rispetto della sua vita differente e distinta è invece la sola chiave per riabilitare una discendenza generativa consentendo al figlio di assumere con responsabilità la sua vita. Lasciare che intraprenda il suo viaggio avendo fiducia nella sua forza. È solo la fede nel figlio che può far crescere il desiderio del figlio.”
Massimo Recalcati, analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi, ha davvero il dono della divulgazione. Per quanto nei suoi libri vi sia un ampio uso del mito, la lettura non è pesante e non presuppone conoscenze approfondite di psicologia. Una lettura interessante, consigliata soprattutto a genitori di bambini e adolescenti, per aiutare a non incorrere in errori e confusione, per ristabilire il corretto senso del limite.
Un saggio molto interessante e utile, scritto molto accuratamente da Recalcati. Ci fa capire, ricorrendo al mito di Edipo e alla figura del figliol prodigo del Vangelo di Luca, quanto possano distanziarsi genitori e figli e a volte farsi del male. I figli, sentendosi schiacciati e sottoposti a pesi eccessivi; i padri, ritenendosi unici dispensatori di Verità. Uscirà "vincente" l'atteggiamento di quei genitori capaci di rispettare il segreto dei figli (che la richiesta esacerbata di empatia vorrebbe trasparente...). Di lasciare che rompano gli schemi, che si affranchino dall'idealizzazione dei padri, dalla Legge del destino e del sacrificio per seguire, invece, la Legge del proprio desiderio. Che li porterà, tra erranze, fatiche, successi e cadute, a diventare quel che - in fondo - da sempre son stati. Accettare quel dono che è il segreto inconoscibile del figlio - e, in ogni relazione, dell'Altro, - ci porta sulla via dei rapporti autentici. P.s. Essendo tutti (o essendolo stati) imprescindibilmente figli, queste riflessioni valgono per ogni lettore!
Πολύ ενδιαφέρον βιβλίο που καταπιάνεται με την ανάλυση της τραγωδίας του Οιδίποδα, τον Αμλετ καθώς και την παραβολή του άσωτου υιού, και το πως αυτά αναλύονται από τον Φρόυντ και τον Λακάν και ποια είναι η σχέση τους με την εξέλιξη ενός παιδιού σε μια οικογένεια. Εξαιρετική ανάλυση της χρησιμότητας του Νόμου (του πατέρα) και το πως αυτό δεν πρέπει να γίνεται αντιληπτό ως ένα αυστηρό δύσκαμπτό τοτέμ (παλαιότερες εποχές) ούτε ως κάτι ανύπαρκτο (σύγχρονη εποχή παντοδυναμίας των παιδιών) αλλά κάτι που μπορεί να είναι ευέλικτο όποτε χρειάζεται (αναφορά στην παραβολή του άσωτου υιού) όντας ταυτόχρονα απαραίτητο για την εξέλιξη του παιδιού.
Γενικά ο συγγραφέας είναι εξαιρετικός, καταφέρνει να κρατήσει το ενδιαφέρον αναλύοντας δύσκολα θέματα χωρίς να κάνει άλματα ή να προσφεύγει σε δικές του αναγνώσεις όπως πχ κάνει ο Ζιζεκ που επίσης έχει πολλές αναφορές σε Λακάν.
Il rapporto padre e figlio descritto in questo saggio assume varie sfaccettature e varie tipologie di epilogo di questo rapporto. Non sono abituata a leggere saggi ma solo narrativa, quindi la lettura non scorre sempre fluida come per altri libri, però l'autore riesce a spiegare bene l'evoluzione del rapporto tra padre e figlio, ricordando la parabola del figlio ritrovato e la storia tormentata di Edipo, opposte tra loro ma molto esplicative sull'argomento trattato.
Una disertación muy masculina sobre la preocupación de padres e hijos planteada desde los mitos de padres e hijos varones, como el de Edipo Rey, El hijo pródigo, Hamlet y otros más. Los problemas de esa relación son plenamente masculinos: superar la violencia de la autoridad y dominación, por una del respeto a la autonomía y diferencia. Genial para quien guste explorar el tema desde la abstracción y generalidad…
La premisa es buena, pero innecesariamente extendida. Es un libro corto, pero pudo ser aún más breve, sino cayera en tanta repetición. Y no es que profundice, no. Simplemente aborda lo mismo con frases más adornadas.
Muy instructivo. Bucear y profundizar sobre uno de los textos clásicos me hizo reconocer la influencia de los mitos y la relevancia en nuestros días de palabras escritas hace miles de años. Los temas fundamentales hacen imprescindibles a los buenos escritores que se atreven con ellos .
"La vita umana, abbiamo visto, oscilla tra appartenenza ed erranza; esige la radice, ma anche la rivolta e il viaggio; il legame famigliare ma anche il suo scioglimento"
Recomiendo especialmente este libro sobre paternidad y una relación sana con los hijos desde la experiencia y no desde la teoría o la “autoayuda”. Gracias por la recomendación, Armando!
Un mito greco (Edipo Re) e una parabola evangelica (la parabola del figliol prodigo, o del figlio ritrovato, come preferisce definirlo l'autore) a simbolizzare due figure genitoriali in opposizione: Laio incarna il padre padrone; il padre del figlio prodigo, il padre magnanimo. Esiste però una terza via, al di là del punire o del perdonare: riconoscere e rispettare il figlio come alterità e mistero. . "Un figlio non è precisamente un punto di differenza, di resistenza, di insorgenza incontenibile della vita? E non è questa la sua bellezza fulgida e insieme minacciosa?" . "Ma non è forse questo il destino di ogni figlio e di ogni padre? Del figlio: passare dalla sovra-estimazione idealizzante dell'infanzia a una valorizzazione che deve umanizzare l'antico eroe senza rigettarlo. Del padre: riconoscere di non essere più indispensabile al figlio, di accogliere la vita del figlio come un segreto, una trascendenza che non ha padroni." . "Il compito primo - il più alto e il più difficile - dei genitori è quello di avere fede nel segreto incomprensibile del figlio e nel suo splendore. Non esigere che la sua vita ripercorra le nostre orme, che condivida i nostri interessi, che ripeta la nostra vita. Lasciare invece che il figlio nel suo viaggio possa perdersi o smarrirsi, che possa conoscere la sconfitta e la ferita per trovare il proprio passo. [...] Significa saper lasciarlo andare via ed essere sempre pronti ad accogliere il suo ritorno." . "Sempre alla porta ad attenderli senza però mai chiedere loro di ritornare. Vicino non perché li comprendo ma perché stimo il loro segreto."
Come sempre un gran bel libro. L'idea dell'umanizzare la legge attraverso il desiderio mi sembra fonte di grande verita'. Una scrittura compiaciuta di se, ma sicuramente affascinante e che porta a pensare.
Η ζωη του παιδιου, σωστα απελευθερωμενη απο το ανουσιο φορτιο του Νομου της θυσιας, φαινεται να διασκορπιζεται στην ελαφρομυαλη κομητεια του ναρκισσισμου και της ιδεας μιας πραγματωσης του εαυτου που αποκλειει τιν απαραιτητο χρονο της κουρασης και της ηττας.