Lei ha mai visto Hitler? è la semplice domanda che viene posta a parecchie centinaia di persone comuni, possiamo dire passanti diogni condizione, testimoni dell’ascesa al potere e poi della dittatura del Führer. Interviste brevi, raccolte per strada nell’arco di decenni, a partire dal tempo della cosiddetta «denazificazione», fino agli anni Settanta del Novecento, e montate assieme con massima oggettività documentaria. Ciascuno degli intervistati risponde, con maggiore o minore sincerità e precisione; ma sempre comunque dichiarando dove era nel momento in cui Hitler fosse passato, come gli era sembrato se l’aveva visto, e cosa faceva nella società di allora, e riferendo di avvenimenti del tempo ai quali gli era capitato di assistere. Ne viene fuori così una specie di cronaca del tiranno, in soggettiva, prismatica, o un ritratto corale di lui attraverso le mosse raffigurazioni dei testimoni contemporanei. Un ritratto in movimento, frutto di tanti schizzi che si sovrappongono, si incrociano, si mescolano. Sono volti fuggevoli che documentano della persistenza dell’immagine di Hitler (a volte del suo mito) nella memoria collettiva e individuale dei tedeschi. Ma parlano anche della volontà dell’umanità europea del Novecento di rimuovere o di riflettere sul proprio feroce passato. Essi ci offrono anche, da veri passanti, una visione diretta di quello che accadeva alla gente qualunque nelle strade e nei locali pubblici negli anni del Nazismo. Il libro è parte di una trilogia di «volumi d’inchiesta» (così definiti dall’autore), che comprende, oltre questo, Lei lo sapeva? e Scuola. Una «cronaca tedesca», che contribuisce a conservare, raramente e quindi preziosamente, la storia orale europea del Novecento.
Walter Kempowski was a German writer. He was known for his series of novels called German Chronicle ("Deutsche Chronik") and the monumental Echolot ("Sonar"), a collage of autobiographical reports, letters and other documents by contemporary witnesses of the Second World War.
Ein spannendes Buch, in welchem Walter Kempowski Antworten auf die Frage ,,Haben Sie davon gewusst? " unkommentiert zusammengestellt hat. Die Antworten sind größtenteils erschreckend. Die Befragten stellen sich im besten Falle unsäglich naiv dar, oder haben schlichtweg nichts begriffen und sind nach dem Kriegsende genau so widerlich wie vorher. Ich fände es sehr spannend, wenn jemand von diesem Buch eine kommentierte Ausgabe erstellen würde, in welcher der zeitliche Kontext erläutert wird, indem den Antworten bspw. zeitgenössische Rubdfunkreden zur Seite gestellt würden. Kempowski überlasst das Urteil über die abgegebenen Antworten den Lesern: das ist gut. Sind diese jedoch so naiv wie die Befragten gerne wären, fallen sie bei vielen der Antworten einer Täuschung zum Opfer. Ich hätte mir zudem gewünscht, mehr Angaben zu den Befragten zu bekommen. Angegeben sind immer nur Beruf und Geburtsjahr. Interessant wäre mindestens noch der Wohnort während der Nazizeit gewesen.
Un altro interessantissimo reportage di Kempowski, questa volta chiede ai tedeschi se sapessero dell'esistenza dei campi di concentramento. E' veramente sorprendente come la maggior parte di loro risponde di esserne a conoscenza ma di non aver indagato cosa succedesse di preciso la' dentro: erano tutti troppo occupati a sopravvivere loro stessi, come dichiara un intervistato. Alcuni invece dicono di averlo saputo, e citano a loro discolpa varie scuse ("se lo sono meritato" oppure "erano tutti nemici del Reich"). Pochissimi si sentono responsabili, ma tutti vogliono dimenticare.