4.5
Bagliori Fatui è stata una piacevole scoperta. Una raccolta di otto racconti, ambientati principalmente tra Ōsaka e Kōbe, in cui i personaggi ci parlano delle loro vite e del rapporto con la morte che, come un filo conduttore, impregna tutti i racconti.
Non essendomi mai approcciata alla scrittura di Miyamoto Teru ero un po’ titubante ad inizio lettura eppure non ha mancato di stupirmi. La scelta di portare un Io narrante rende ancora più vicini i lettori ai personaggi. Immersi nei loro pensieri, nelle loro emozioni e nei loro ricordi, siamo spettatori di un film fatto di luci ed ombre. Ecco, la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo questa raccolta è stata “si passa dalla gioia al dolore proprio come una lampadina che viene spenta di colpo e per riaccendersi impiega del tempo”. Quel tempo è il bagliore di gioia che vuole tornare nella vita dei personaggi, che tremante emerge per poi illuminare di nuovo tutto oppure spegnersi ancora una volta.
Miyamoto Teru tratta tematiche come la violenza fisica, la perdita, il suicidio, la vendetta, l’alcolismo… una cruda visione della vita reale, quella parte che si tenta di nascondere al resto del mondo e che porta a galla le debolezze delle persone.
Ogni racconto a suo modo ha attirato la mia attenzione. Particolare attenzione l’ho data a “Bagliori Fatui” – di cui hanno tratto il film Maboroshi no Hikari di Hirokazu Koreeda – forse perché più lungo degli altri, forse per via della sensazione fredda che percepivo durante la lettura. Mi sono ritrovata anche io ad osservare il mare d’inverno e comprendere terribili verità insieme alla giovane donna protagonista.
Le descrizioni delle ambientazioni hanno mostrato la fatiscenza e la miseria in cui vivono – o vivevano – i personaggi: case minuscole, edifici fatiscenti, strade buie. Nella seconda parte della raccolta, però, lo spazio, la luce e la bellezza torna a fare da sfondo alle vicende che – seppur tristi – vengono affrontate con maggiore serenità.
Miyamoto Teru rende consapevoli delle difficoltà della vita, della forza delle persone rimaste sulla Terra, della convivenza con il dolore per il resto dei giorni.
Un ottimo inizio per scoprire un nuovo autore.