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I vivi, i morti e gli altri

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L'Apocalisse zombie secondo Claudio Vergnani è uno sguardo su una società in declino, com'è in fondo l'Italia di oggi. I morti camminano sulla Terra e naturalmente c'è chi se ne approfitta. Ma non Oprandi, ex militare di mezz'età, stanco e disilluso, che per tirare a campare dà l'estremo saluto ai parenti zombie dei vivi che vogliono la pace per i propri cari. Quando viene assunto dalla facoltosa signorina Ursini, intuisce da subito che il compito affidatogli non è dei più semplici: recuperare il padre non-morto dalla cappella di famiglia in cui è sepolto e trasportarlo fino a un punto di raccolta sicuro in modo che la figlia possa dargli degna sepoltura. In cambio, lei lo condurrà in un posto sicuro tra le montagne della Svizzera. Ma la strada è tutta in salita. Sulla strada di Oprandi si alternerà una selva di personaggi difficili da dimenticare: dalla seducente Jasmine, al folle Classicista, dalla tenera Bibi all'irruenta Marta, e poi gruppi armati, sette votate alla sopravvivenza, bande di motociclisti, strani esponenti religiosi, covi di emarginati allo sbando. Alla fine di tutto, Oprandi capirà che, tra i vivi e i morti, il vero pericolo viene da coloro che, pur non essendo ancora morti, hanno del tutto perso la propria umanità. 
Nell'ebook è presente il racconto lungo inedito Casa dolce casa, di Claudio Vergnani.

490 pages, Kindle Edition

First published March 21, 2013

43 people want to read

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Claudio Vergnani

28 books25 followers

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Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Gauss74.
470 reviews98 followers
January 16, 2014
CHI SONO I VERI LEBBROSI?

La frase del titolo è la conclusione di una preghiera di Raul Follereau e potrebbe essere anche la sintesi di questo "I vivi, i morti e gli altri"; con il quale dopo lungo tempo ritorno piacevolmente al romanzo di genere ed in particolare a Claudio Vergnani, che per sua stessa ammissione non nasce scrittore: è prima di tutto un vecchio soldato, reduce da esperienza anche pesanti (Libano, anni '80), prestato alla scrittura.

Questo romanzo prosegue in particolare l'esperienza cominciata con la trilogia del 18esimo vampiro, e ne condivide le ragioni: una risposta dura, cinica, realistica e curata all'appropriazione da parte del paranormal romance di simbologie e di immagini appartenenti all'horror, che finisce con l'esserne sminuito emesso da parte.

Gli zombi che popolano l'Italia di Vergnani sono quello che devono essere: putrescente carne che cammina, sostenuta nella parodia di vita da una incessante e forsennata fame di carne umana. Ed anche le conseguenze sono quello che devono. Il collasso della struttura politica ed amministrativa è immediato, preceduto soltanto da quello sanitario. Le città sono cumuli di carcasse in rovina, appestate da pestiferi miasmi i cui i vivi sempre più rari si ritiano terrorizzati a morire di fame nelle loro case senza poter uscire, di sentimenti sdolcinati tra vivi e morti non ce n'è traccia, e di eroi senza macchia nè paura ancor meno.

Di certo non lo è il protagonista Oprandi, un ex soldato drogato e semialcolizzato, che insieme ai suoi scombinati e divertentissimi compagni si autoassegna in nome di ragionamenti senza nè capo nè coda missioni una più pericolosa e terribile dell'altra, che sembrano riuscire più per caso che per talento. E la cosa in un mondo ormai completamente capovolto potrebbe sembrare normale: anzi sarà proprio l'antieroe ubriacone alla fine dell'ennesima pazzia a trovare una parvenza di senso al nuovo mondo d'incubo dove i morti di tutte le generazioni tronano in una disastrata parodia di vita.

Ed il senso Vergnani ce lo dice a modo suo, da soldato: con frasi semplici e ragionamenti che non hanno la pretesa di completezza, ma chiari. Ci sono i vivi, ci sono i morti. Che ogni tanto camminano. Ma i veri mostri sono gli altri: persone che sembrano vive e normali ma che, al pari degli zombi dei fumetti e dei romanzi horror, hanno rinunciato ad ogni loro umanità e la loro anima è più marcia e verminosa dei cadaveri che camminano. Chi sono dunque i veri lebbrosi?

Pur inserendosi pienamente nel filone del genere, Vergnani non rinuncia a distinguersi per uno spiccato senso del'umorismo che riempe la lettura di amara ma divertente ironia. La scrittura è semplice e piana, ma questo non impedisce un immaginario abbastanza vivido e forte, al di sopra delle scialbe descrizionic he di solito si incontrano sfogliando pagine di narrativa di genere.

E' proprio leggendo Claudio Vergnani che ho cominciato a commentare sistematicamente le mie letture in rete. Potrebbe essere quindi l'occasione per fare un bilancio che giudico nettamente positivo per come è maturata la mia consapevolezza letteraria (paroloni!), e per ringraziare davvero coloro che fin dall'inizio mi hanno seguito e mi hanno spinto a cominciare questa bella esperienza. In articolare S.., in attesa che riemerga la possibilità di una lettura condivisa!

Nel frattempo quattro stelle a questo scanzonato soldato che come ringraziamento per per essere andato alla presentazione del suo romanzo mi ha offerto una birra al locale di fianco: mentre appoggio il bicchiere sul bancone resta la domanda. Chi sono dunque i veri zombi/lebbrosi?

Profile Image for Andrea Santucci.
Author 31 books48 followers
June 26, 2013
Qui per la recensione completa: http://ilsociopatico.wordpress.com/20...

Partiamo dal presupposto che sugli zombie ormai è già stato detto tutto, sia a livello di originalità, sia a livello di significati. E il problema di questo libro sta tutto qua: non solo la storia è banalissima e già sentita un milione di volte, magari raccontata anche da narratori più capaci, ma anche quelli che dovrebbero essere i significati reconditi dell'opera, invece di stare silenziosamente in secondo piano, dando modo al lettore di coglierli da sè, gli vengono ficcati in gola a forza.

Che poi si può dire quello che si vuole di Vergnani, tipo che è uno dei migliori scrittori italiani di genere. E devo dargli atto, poco ma sicuro, che si vede che sa scrivere e caratterizzare un personaggio. Però questo romanzo, che gioca a fare Romero senza di Romero avere il talento, pecca di una supponenza tipicamente italiana che lo rende indigeribile.
Profile Image for Ines.
326 reviews269 followers
July 10, 2015
claudio il tuo libro e' bellissimo!!!! lo sai già, ho letto quasi tutto quello che c'è negli USA di zombie Saga... ma il tuo e' profondamente toccante, i personaggi mai abbozzati ne dimenticati a vagare nella trama dopo qualche scena a sorpresa.....
poi la sorpresa del Conte Ursini( NO SPOILER)...... troppo forte!! LEGGETE QUESTO LIBRO!
Bravissimo e complimenti!!
Profile Image for Riccardo Poleggi.
73 reviews
August 16, 2022
questo libro...ah, questo libro! 460 pagine di azione avvincente e contenuto.
Andiamo per gradi: il libro secondo me ha due difetti, uno di questi è un mezzo difetto.
1) Il protagonista è praticamente Claudio del 18° vampiro (più maturo, meno insicuro, ma molto simile...) che è praticamente Claudio Vergnani stesso o simile, almeno da quel che si può intuire dalle poche interviste che ha rilasciato l'autore. Questo aspetto da un lato limita le possibilità di poter vedere un protagonista diverso, dall'altro però ti avvolge e ti coccola come una coperta perché hai la sensazione di ritrovare un volto già noto, dei pensieri già conosciuti cui ti sei affezionato.
2) Uno dei difetti principali del protagonista, cioè il fatto che beve, nel corso della narrazione diventa più un tratto "cool" che non un difetto. Ho atteso il momento in cui l'alcool l'avrebbe fregato, l'avrebbe messo in una brutta situazione...ma non è arrivato. Il whiskey serve al protagonista come eccitante, antidolorifico e calmante, praticamente diventa un super potere. Questo non mi è piaciuto per niente, ma i difetti grossomodo si fermano qui (se escludiamo il racconto finale di questa edizione).

Il libro è veloce, avvincente. La scrittura è molto maturata rispetto al 18° vampiro, molto più netta e scorrevole, con meno fronzoli e voli pindarici, rispettando però l'aspetto esistenzialista cui Vergnani ci ha abituati. L'azione al cardiopalma si alterna all'aspetto relazionale e alle riflessioni sempre molto on point del protagonista.
Ho letto in altri commenti che questo libro sarebbe banale e non originale, ma non sono d'accordo. Gli zombie sono un tema stra abusato, così come la metafora che celano, ma è il punto di vista che fa la differenza. Il protagonista non è solo un antieroe disilluso o un idealista a tratti folle, incarna entrambi questi aspetti in modo coerente e sensato.
Il "plot twist" finale, se così si può chiamare, si intuisce fin dalle prime pagine. Questo è un segno di abilità narrativa e non di banalità, soltanto chi non ha provato a scrivere nemmeno un racconto (o chi lo scrive e si illude sia bello) non sa quanto sia difficile dare indizi e far convergere tutti i punti alla fine di una storia lunga quasi 500 pagine.
La storia poi è caratterizzata da un ottimo realismo: di combattimento, di situazioni, ad eccezione di qualche personaggio messo proprio per far sembrare il protagonista molto figo o molto forte o molto scemo e far andare avanti la storia, ma sinceramente è una piccolezza.
Nei libri di Vergnani poi non mancano mai invettive alla religione e all'ordine costituito, cosa che io apprezzo.
l'aggiunta del classicista poi è un tocco di classe. All'inizio sembra una reference banalotta a Daryl o altri personaggi simili equipaggiati con armi desuete, ma invece ha il suo senso nell'economia della storia e ha anche una peculiarità che finora non avevo mai visto in questo genere di libri e che ovviamente non spoilererò qui. Avrei preferito maggiori approfondimenti Lovecraftiani sulla sua abilità, ma va bene così.
Alla fine mi sono pure commosso, cosa chiedere di più?

PS: trovo sbagliato l'inserimento del racconto finale in questa edizione per due motivi:
1) Il realismo del libro viene distrutto secondo me dall'apparizione di ninja in calzamaglia...ma...ma perché? Non ne capisco il senso.
2) Veder comparire Vergy e Claudio distrugge l'immersività: sti poveracci si sono fatti una apocalisse vampirica e anche una zombie? Santo Lazzaro non può nulla rispetto a loro!

Complimenti Claudio Vergnani, continua così! E ristampate il 36° giusto per la miseria.
Profile Image for Franci Karou .
318 reviews165 followers
April 23, 2013
Leggi la recensione completa+l'intervista all'autore sul blog: http://coffeeandbooksgirl.blogspot.it...

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Metto subito le mani avanti e vi confesso che non sono una grande appassionata di romanzi horror. In effetti, ne ho letti davvero pochissimi e quei pochi che ho letto non mi hanno neanche entusiasmato molto. Bene, questo non è assolutamente il caso del romanzo di cui sto per parlarvi! Leggendo I vivi, i morti e gli altri ho scoperto quanto fascino possa possedere anche un romanzo di questo genere e quante emozioni sia in grado di suscitare. Emozioni forti. Direi, quindi, che chiunque le ami, non può farsi scappare l'opera di Claudio Vergnani!

In questo romanzo tutto è stravolto. L'Italia è un Paese quasi irriconoscibile, un luogo contaminato dall'avvento di una tremenda piaga, che lo ha reso spaventoso e violento. Morire è divenuto più comune che nascere, ma dopo la morte il riposo eterno non è contemplato. I morti si risvegliano e camminano, inondano le strade e sono bramosi di carne umana. Gli zombie sono sinonimo di Apocalisse, sono un'orribile malattia che sta prendendo il sopravvento in maniera rapida e inarrestabile e che porterà alla distruzione di tutto. Non c'è certezza del domani, non c'è futuro. C'è solo un motto: "si salvi chi può".
Oprandi è un ex militare alcolizzato senza scopo nella vita, una persona che porta dentro di sé un vuoto inspiegabile, che ha colmato con una buona dose di acredine e di pessimismo verso ogni cosa. Ha un solo desiderio: fuggire il più lontano possibile dallo scempio che lo circonda, da quell'orrore dilagante che incute timore persino a lui, abituato alle brutture della vita. Per farlo si rivolge ad una facoltosa donna, la signorina Ursini, proponendole un patto: lui recupererà il cadavere del padre se lei gli assicurerà una fuga sicura in Svizzera, l'unico luogo momentaneamente privo di pericoli.
Inizia così il viaggio dell'uomo, alla ricerca di un corpo putrefatto, ma soprattutto alla ricerca di se stesso. Questo romanzo, infatti, non è che una parabola dell'esistenza umana, di fronte all'imprevedibilità degli eventi e al triste, traboccante declivio di una realtà alternativa e cupa al nostro mondo. C'è una profonda introspezione dell'animo umano, un'indagine della solitudine di un uomo disilluso, che non crede più in nulla, ma che individua una piccola possibilità di remissione in un gruppo di compagni dalle personalità bizzarre. In una bambina dolcissima di nome Bibi, unico elemento puro in mezzo all'abominio diffuso.
Oprandi è un personaggio molto profondo e ben caratterizzato, fatto di emozioni appena palpabili, che il lettore vorrebbe cogliere ma che spesso non riesce a fare. Ciò che comprende di lui è solo ciò che l'autore vuole che comprendiamo, il resto è un mistero che è giusto rimanga tale, per far sì che il personaggio sia fino in fondo come dev'essere: la chiave di una soluzione che va ricercata in noi stessi. Siamo spavaldi e coraggiosi fino a un certo punto, portiamo avanti per anni questa nostra immagine, ricoprendola di certezze e convinzioni. Poi, quando giunge il momento di confermare il nostro coraggio, la nostra improbabile personalità, voltiamo le spalle in cerca di una via di fuga.
E' facile essere i Vivi o i Morti, è un binario a senso unico quello, ma essere gli Altri, è molto peggio.

"Vivi fuori ma perdutamente morti dentro, più ancora degli zombie. Sono coloro che nella calamità abdicano al ruolo di uomini e si fanno meno di un uomo, meno di un cane, meno di un topo. Coloro che veramente riportano indietro le lancette dell'evoluzione."

E' un romanzo, I vivi, i morti e gli altri, da cui inizialmente ti aspetti una storia macabra e ricca di azione - dato che parla di zombie e catastrofe - ma che pensi poi non abbia molto altro da dire. Invece, vi assicuro che c'è da ricredersi! Chiunque si accosterà a questa lettura, si prepari, perché riserva sorprese e spunti di riflessione importanti. Inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, proprio per questi motivi... Una storia che tra scenari raccapriccianti e violenza inaudita, riesce a dare spazio anche alla tenerezza, all'amicizia e all'amore. Alla scoperta dei valori per cui vale la pena vivere, alla riflessione sul dolore e sull'inevitabile malinconia di fronte ad un mondo al tracollo. Vergnani offre al lettore uno stile ammirevole, fatto di una narrazione di alto livello, di attenzione per i particolari, di ritmo serrato e tensione costante. Il tutto condito da un'ironia disarmante, che stempera, in diverse occasioni, l'ansia accumulata da una lettura avida. Con il poco fiato che l'autore ci lascia, riusciamo a cogliere varie sfumature di un romanzo che si propone di mostrarci le alternative che potremmo avere in una situazione disperata, quando tutto è perduto e possiamo contare solo su noi stessi e la nostra forza di volontà. Attraverso i vari incontri che fa il protagonista consideriamo tali opportunità, che non sono molte e, spesso, corrispondono a scelte esecrabili. Ma in tempi duri, sembra che tutto sia giustificato. Oprandi dovrà affrontare tutta una serie di prove che metteranno in discussione ogni cosa, una lotta spietata e senza esclusione di colpi, non solo contro i morti viventi, ma anche contro i vivi. Gente disposta a tutto pur di rimanere in vita e zombie che si riversano da un luogo all'altro come sciami di api, divorati da un'insaziabile fame, saranno i suoi più accaniti rivali. Due categorie, i Vivi e i Morti, che ad un certo punto si confonderanno, sorprendendo sia il protagonista che il lettore. Il peggio verrà fuori da coloro che hanno coscienza e sono in grado di scegliere, ma che turbati da un mondo in dissolvenza, non si faranno scrupoli di fronte all'idea di compiere azioni scellerate e crudeli, anche verso i propri simili. Una sconfortante circostanza su cui l'autore pone l'accento, confrontandola con un'altra ancora più impressionante. Perché esistono "prodigi belli e terribili"... e ci si può assistere anche in tempi di crisi.

Infine, la prova più difficile di tutte, per Oprandi: sopravvivere a se stesso. Un viaggio, il suo, ricco di colpi di scena, imprevedibili conseguenze e scontri cruenti. Una missione che, tra avventure al limite della resistenza umana, lo porterà a riscattarsi, a riscoprire l'importanza di determinati valori e a riappropriarsi di un'identità più adatta a sé.

<>

Continua a leggere qui (intervista all'autore): http://coffeeandbooksgirl.blogspot.it...
16 reviews
December 24, 2025
Di solito la narrativa sugli zombie non mi attira più di tanto, ma avendo sentito parlare bene di Vergnani ho deciso di fare un'eccezione. Spoiler: ne è valsa la pena.
Il romanzo è il viaggio di un ex-militare, Oprandi, in un mondo che, a causa degli zombie, sta per crollare. Ciò che vuole Oprandi, che crede di volere, è solo un posto tranquillo in mezzo all'apocalisse e, per ottenerlo, è disposto a compire un'impresa apparentemente folle.
Ma la parte più rilevante del libro non è l'azione, quanto la componente tematica e le riflessioni che ne sgorgano. La vera sfida di Oprandi e degli altri personaggi non è sopravvivere, ma rimanere nei Vivi, non farsi schiacciare dal cinismo, dall'indifferenza e dalla pazzia. Le scelte più difficili sono alla fine quelle morali.
Il romanzo è scritto in prima persona al passato (eccetto il capitolo iniziale), la parte di riflessione forse a volte indebolisce la tensione narrativa, ma al netto di questo rimane un ottimo romanzo, un percorso accidentato che ti fa empatizzare con il protagonista e i suoi compagni, a volte ti fa questionare le sue scelte, spesso scomode, ma dettate dal cercare di essere sinceri con sé stesso.
Profile Image for Baldurian.
1,250 reviews34 followers
October 3, 2025
In una città non meglio precisata del Belpaese, l'ex militare Oprandi si guadagna da vivere uccidendo per la seconda volta i morti risvegliati. Tutto cambia quando la flebile barriera della civiltà viene travolta da una vera e propria apocalisse zombie.
Ho posticipato la lettura di I vivi, i morti e gli altri per troppo tempo, convinto che l’argomento dei morti viventi fosse ormai stato letteralmente sviscerato — a volte bene, a volte molto male — da tutte le prospettive. Una scelta stupida per due motivi. Primo: Claudio Vergnani non è un autore come gli altri, e la sua visione sugli zombie è particolare e affascinante. Secondo: in Italia (e non solo, fatta eccezione per qualche nome statunitense) di action horror così belli non se ne trovano da nessun’altra parte.
Ritmo forsennato, personaggi interessanti e mai scontati, un taglio cinematografico da far invidia a uno sceneggiatore di Hollywood e la capacità di far riflettere sulle carenze morali della società moderna... più di quattrocento pagine di puro piacere.
Profile Image for Giordano Bruno.
250 reviews10 followers
June 15, 2022
Chi l'avrebbe detto?

Un romanzo di 400 pagine. Sugli zombi. Intelligente, divertente, mai banale, profondo, autoironico. Scritto da un autore italiano. Non l'avrei mai detto! Non posso dirmi un esperto di letteratura horror, men che meno sugli zombi, ma devo dire che questo romanzo di Vergnani si è rivelato all'altezza della propria fama. Molto bello anche il racconto "Ritorno a casa" che chiude il volume (che nella biografia finale dell'autore viene intitolato "Casa dolce casa"): lo si può considerare quasi un'appendice del romanzo stesso o l'inizio di un seguito. Gran bel libro, ottimi personaggi, riflessioni pertinenti, azione e suspence sempre ben dosati, sviluppo che non annoia. Coinvolgente e ben congegnato. Insomma, per me promosso a pieni voti, per quanto mi riguarda. Leggerò sicuramente altro di Vergnani, bravo!
Profile Image for Erika Zini.
235 reviews22 followers
May 2, 2013
Ecco la mia recensione + intervista all'autore sul blog Wonderful Monster: http://bit.ly/18veAAT.

“Una cosa quelle creature sventurate me l’avevano insegnata: se sei ancora padrone del tuo destino e ti si offre una possibilità – anche se questa possibilità è nel mezzo dell’inferno – non tirarti indietro, cogli l’occasione e sii tutto ciò che puoi essere, sperando che sia qualcosa di buono.”
Dopo la trilogia iniziata con il 18° vampiro, Claudio Vergnani torna alla scrittura con un nuovo personaggio e una nuova storia. Protagonisti loro malgrado sono gli Zombi. L’ambientazione è quella dei giorni nostri, in Italia. Non ci sono riferimenti precisi a città specifiche ma è abbastanza evidente che si parla di una zona dell’Italia centrale. Ad un certo punto i morti hanno iniziato a tornare in vita (sempre che risvegliarsi senza coscienza e con una fame atavica di carne umana possa definirsi “vita”) e aggredire i vivi, trasformandoli a sua volta in Zombi. La situazione è sotto controllo, per il momento, ma le zone di contenimento sono sempre più allargate e i morti, volenti o nolenti, sono in sovrannumero rispetto ai vivi.
Protagonista del libro è Oprandi, un ex soldato dei corpi d’elite, sui 50 anni, ancora giovanile nonostante i capelli, tagliati corti, sale e pepe. Beve. E’ in grado di contenersi ma comunque l’alcol è parte della sua vita. Il pericolo ha sempre corso al suo fianco e forse per questo, prima di altri, si rende conto che è solo questione di tempo prima che i non morti prendano il sopravvento. E proprio per questo motivo ha un piano: trovare il sistema di allontanarsi dall’Italia e rifugiarsi in Svizzera, uno dei pochi paesi ancora particolarmente tranquilli. Il mezzo per arrivarci è la Signorina Ursini. Lei è facoltosa e ha un’esigenza: recuperare il padre morto (seppellito nella cappella di famiglia) per dargli la morte definitiva e seppellirlo di nuovo con tutti i crismi religiosi. Lui può occuparsi di ritrovare il padre, consegnarlo a lei dopo la “vera morte” a patto che la Signorina Ursini lo porti con sè in Svizzera, al sicuro.
Il patto è stretto. Oprandi inizierà quindi questa missione in compagnia di due personaggi che, fortunatamente o sventuratamente, incroceranno la sua strada. Una missione tutt’altro che semplice, gli porrà davanti più di un ostacolo. Una missione dalla quale tornerà sconvolto e cambiato, ma questo è solo l’inizio. Con il ritorno in città si renderà conto che la sua paura più grande si è avverata, gli Zombi sono ormai ovunque e soprattutto sono fuori controllo. Ma la missione, l’unica che abbia senso per il suo futuro deve continuare nonostante tutto. Il viaggio di Oprandi, in realtà, è appena cominciato.
Lo so, la trama non è molto dettagliata e mancano tanti elementi, ma se avessi svelato altro avrei solamente corso il rischio di rovinarvi la lettura. Al centro del romanzo, come avrete capito, non ci sono gli Zombi che vengono “usati” da Vergnani come un pretesto, una complicazione per Oprandi, un mezzo – per quanto estremo – per scuotere il protagonista e costringerlo ad affrontare il mondo esterno, che da tempo è da lui stesso tenuto ad una certa distanza e trattato con accondiscendente distacco.
I Vivi, i Morti e gli Altri è un diario di viaggio. Viaggio attraverso un’Italia devastata dalla piaga degli Zombi, dove vedremo che effetto ha provocato questa nuova situazione sulle persone, quali strade hanno intrapreso e a quali decisioni sconvolgenti, estreme a volte sono ricorsi. Scelte che non avrebbero mai dovuto essere prese, né addirittura pensate.
Viaggio all’interno del mondo di Oprandi, un uomo che aveva rinunciato a vivere tentando di sopravvivere. Lo seguiamo nella sua incidentata ascesa verso la consapevolezza che la vita vale la pena essere vissuta appieno, verso la riscoperta degli affetti, dell’amicizia, dell’amore, della pietà. Ma non solo, anche la tenerezza torna a fare capolino nella vita di un uomo dall’apparenza ruvida, scostante, che qui di fronte alla devastazione del mondo come lo conosceva, arriva a provare pena per chi ha subito la violenza di essere riportato in vita e condannato a vagare sempre affamato e in cerca di cibo, senza coscienza e senza volontà. Torna anche una sua vecchia compagna di viaggio, la rabbia. Rabbia verso chi, di fronte ad un cataclisma di questo tipo e ancora in grado di intendere e volere, decide che la propria vita, la propria sussistenza è prioritaria rispetto agli altri e non ha alcuna remora a compiere gli atti più crudeli.
E allora davvero bisogna domandarsi chi sono i Vivi, chi i Morti e soprattutto chi sono gli Altri. Di chi bisogna avere più paura, da chi è maggiormente necessario allontanarsi e soprattutto: a quale di queste categorie appartieni?
Un romanzo certamente più cupo rispetto a Il 18 vampiro, un protagonista più provato dalla vita, un avversario (lo Zombi) che è meno temibile del previsto, e un nemico inaspettato (l’uomo) da cui Oprandi non avrebbe mai immaginato di doversi difendere.
Fanno da corollario alla storia notevoli scene d’azione, descritte magistralmente da Vergnani. Più sentimenti (possiamo svelare che troverete anche una storia d’amore, seppur nello stile horror del libro) e una forma di scrittura ricca e mai banale fanno da contorno a questa storia che, speriamo, veda presto un seguito. Un libro che partendo da premesse terrificanti è in grado di concludere con più di una speranza, se non per il mondo, almeno per ognuno di noi: tentare di essere se stessi, sperando che ciò sia qualcosa di buono.
Profile Image for Scandal Wonder.
191 reviews28 followers
August 20, 2024
Avevo aspettative molto alte dopo aver letto "A Volte si Muore" e "Il Sangue non Basta". Forse il mio problema è stato proprio questa sequenza di lettura perchè in "I Vivi e i Morti" non ho trovato la freschezza di Vergy e i problemi di Claudio, inoltre non c'è stato un momento in cui ho provato quella sensazione di terrore che a volte Vergnani è stato in grado di darmi.
Resta una bella storia survival horror, con una filosofia che ho apprezzato. Per gli amanti del genere lo consiglio assolutamente!
Profile Image for Marco Borrelli.
15 reviews
September 21, 2022
Apocalisse zombie particolare
Adoro Claudio Vergnani, la sua saga sui vampiri è eccezionale. Qui si cimenta con gli zombie, tracciando un'apocalisse afosa, putrida, disperata. Ci sono scene da inferno dantesco, davvero evocative. Peccato per l'innesto di alcuni personaggi (no spoiler) che a mio parere stridono con l'atmosfera del romanzo e col contesto generale. Comunque decisamente bello.
Profile Image for Benedetto Sardauker.
6 reviews
September 29, 2022
Una bella apocalisse zombie italiana, a opera di un autore di cui ho sentito spesso parlare, ma che non avevo ancora letto.
C'è anche dell'humor nero, immerso in una marea di corpi decomposti e fatiscenti. Bella la storia, forse un po' troppo allungata in certi passaggi. Leggerei volentieri un seguito.
Profile Image for Emma Albascura.
2 reviews2 followers
September 27, 2017
È come leggere un classico di genere, ma fresco dinamico e del tutto nuovo e non era facile scrivere qualcosa che non assomigliasse a tutto quello che è già stato scritto sugli zombie.
Non riuscivo a smettere di leggerlo!
Profile Image for Giorgia LJ.
9 reviews
January 11, 2025
Storia di zombie apocalypse italiana, si divide in una prima parte BELLISSIMA e in una seconda che mi ha lasciato l'amaro in bocca per l'introduzione di personaggi che non hanno alcun senso. Comunque la mia valutazione è positiva perché Vergnani scrive benissimo.
Profile Image for Maria Chiara Maestri.
893 reviews10 followers
November 8, 2019
Una lettura che mi ha fatto rivalutare l'autore. Momenti alti e più bassi mischiati sapientemente, trama intrigante, finale un po' amaro
23 reviews
April 25, 2022
Capolavoro assoluto, una prospettiva del tutto nuova sugli zombie. Grazie a questo libro mi sono innamorata del genere horror.
Profile Image for Loris Magni.
21 reviews
October 18, 2022
Miglior romanzo zombie italiano, è di gran lunga. C'è un'atmosfera marcia e putrescente che permea ogni pagina, così come la disperazione del protagonista. Spero tanto in un seguito.
Profile Image for Violet Nightfall.
Author 33 books36 followers
February 2, 2014
Fare questa recensione non facile! Il mio spirito si divide in due per varie ragioni che però andrò a elencare più avanti.
Oprandi è un ex militare ubriacone, che si trova a dover fare i conti con un mondo in mutazione, un mondo che rigetta i suoi stessi figli che, una volta morti, non trovano di certo la pace, il riposo eterno, ma tornano sotto forma di zombie, affamati, alcuni in cerca di qualcosa che avevano in vita forse, altri disorientati. Ti guardano con rabbia, dolore, gli occhi pieni di domande, mute e disperate esclamazioni; nemmeno loro sanno perchè ancora una volta camminano sulla terra, perchè rincorrono la vita che un tempo avevano e portano con se un morbo incurabile... loro sono la piaga del nuovo millennio, nessuna guerra apocalittica, nessun virus sconosciuto.
Oprandi però rifugge quell'incubo con tutto se stesso è alla ricerca di una dimensione tutta sua, un luogo ameno nel quale rifugiarsi e smettere di tremare ogni volta che sente un rumore inconsueto.
In questo nuovo mondo infatti, in questa Italia fiaccata dal suo nuovo male, non c'è sicurezza, non c'è futuro e nemmeno il passato ha più un significato. Si vive in funzione di ciò che si ha, chi tenta di mantenere una parvenza di normalità, chi assolda persone come Oprandi invece per dare la pace eterna ai propri cari tornati dalla Morte... la Morte che non da più alcuna certezza ma che fa tremare le persone ogni giorno perchè certi che, una volta smesso di respirare, non vi sarà la cupa mietitrice ad attenderli ma solo un limbo infinito, un loop dal quale è impossibile salvarsi.
Oprandi se ne rende conto mentre sta svolgendo uno dei suoi ingrati incarichi di ripulitore nelle cripte della sua città, aiutando un'anziana signora a "rimettere sotto terra" suo marito. Le parole che la signora gli lascerà determineranno l'inizio del suo viaggio alla ricerca di un posto sicuro: questo non è l'inferno, ma è molto peggio...
L'unica via di fuga, almeno agli occhi del nostro ex-soldato di mezza età, è quella per la Svizzera e prende la palla al balzo offrendo il suo aiuto alla bella ereditiera Ursini alla quale strappa la promessa che, recuperato il corpo del padre e riportato in un luogo nel quale la donna potrà decidere come "salutarlo", lei gli regalerà vitto e alloggio gratis nella sua tenuta, fino alla fine dei suoi giorni.
Procedendo con velocità, Oprandi troverà due validi aiutanti, Remo (molto carino il punto in cui Jas spiega che Remo non sia il vero nome del ragazzo ma un soprannome che si è trovato per "venerare" il suo idolo pugile) e Jasmine (Jas).
Nel recupero, intramezzato da zombie urlanti e vacche sbudellate per non parlare di fosse comuni di zombie bruciate col napalm, Oprandi perderà i propri compagni ma la sua volontà rimarrà ferrea e andrà avanti fino in fondo.
La storia di per sé non è male, c'è un sottofondo che si evince dalle pagine del libro, molti scrittori del genere difatti utilizzano la "metafora" zombie come parallelismo di denuncia per lo squallore che dilaga nelle nostre città, scardinando ogni nostro principio, convinzione, etc...
Il protagonista scopre ben presto che gli zombie sono il male "minore" della nostra società!
Questo romanzo non è solo un romanzo torci budella con sgozzamenti, morsi e urla, vi è un'approfondita introspezione dell'animo umano, con ripetuti punti di riflessione. Diciamo che non è il tipico romanzo che ci si aspetterebbe di leggere dando solo un'occhiata alla copertina e alle prime righe scritte.
Forse è questo, d'altro canto, che mi ha lasciato l'amaro in bocca. Nonostante le premesse quando ho pubblicato l'anteprima, mi aspettavo una lettura leggera, per perdere qualche ora cullata dalla stuzzichevole aura raccapricciante che solo certi generi riescono a creare XD
Da brava amante degli zombie quale sono, volevo un libro tutta azione e nient'altro, ma non per questo l'opera di Vergnani merita di essere riposta in un angolino e mai più riletta, anzi credo proprio che chi si avvicinerà a questo romanzo, con lo spirito adatto, ne rimarrà davvero affascinato.
Unica nota dolente, le descrizioni, troppo prolisse a volte, soprattutto quando si tratta di riportare i minimi particolare degli ambienti che, per carità, servono a creare suspance, ma forse uno che si immerge in una lettura di questo genere già è propenso a immaginarsi luoghi lugubri e ostici.
Per il resto un bel libro, anche se speravo in una lettura più leggera, ma sicuramente valevole, soprattutto per ciò che nasconde tra le sue righe.
Profile Image for Alessandro Balestra.
Author 38 books43 followers
June 9, 2013
Il mondo non è più lo stesso, chi muore si rialza per diventare una feroce macchina assassina che ha come unico scopo quello di cibarsi di carne umana. Ogni cimitero, obitorio, ospedale o altro luogo che ospita dei cadaveri si trasforma in un pericolo mortale. In un primo momento le autorità riescono ad arginare il fenomeno ma ben presto ne perdono il controllo e il caos dilaga.
In questa realtà da incubo Oprandi, un ex militare disilluso e dedito all'alcol, sbarca il lunario uccidendo definitivamente i morti prima che diventino pericolosi fino a quando non gli si presenta l'occasione di tagliare la corda per fuggire in Svizzera, l'unico posto ritenuto sicuro. Ma per riuscirci dovrà prima portare a termine una missione molto pericolosa.
Quello degli zombie è un genere che ormai è diventato di moda e che, di conseguenza, sta anche rapidamente deperendo per scendere verso livelli qualitativi non certo eccelsi, come è successo del resto per i vampiri. Quando cinema, tv e narrativa cominciano a sfornare prodotti in quantità industriale di un genere particolare è ovvio che ne risenta la qualità. Ma a volte i miracoli avvengono ugualmente.
Claudio Vergnani a suo tempo è riuscito a svecchiare e a portare all'antico splendore (vedi Il 18° vampiro) la figura del vampiro, un archetipo dell'horror che il business e decine e decine di pessimi libri avevano ormai ridotto ad una ridicola caricatura.
Lo stesso è riuscito a fare per i miei tanto amati morti viventi!
Vergnani ha portato gli zombie in Italia in un contesto talmente ben costruito e realistico che durante la lettura sembrava di essere dentro ad un film (un ottimo film).
"I vivi, i morti e gli altri" offre massicce dosi di tensione, adrenalina, terrore e ribrezzo... sì perchè orde di cadaveri ambulanti puzzano più di mille discariche, affrontare la loro furia significa anche imbattersi in un miasma che annichilisce e devasta. C'è un passaggio del libro (sublime in tutto il suo orrore) che esprime alla perfezione questo concetto:

Sembrava la rappresentazione dal vero di un qualche atroce quadro medievale. La buca rigurgitava letteralmente di cadaveri viventi schiacciati e ammonticchiati gli uni sugli altri in mezzo alla terra, alla calce viva che ne aveva bruciato le carni, alle proprie membra staccate a morsi, alle pozze di sangue nero, alle vesti stracciate e fuse alla putredine, ai nugoli di mosche che sciamavano su quel carnaio semovente come gigantesche ali ronzanti.

A parte qualche rara eccezione (vedi L'estate dei morti viventi di Lindqvist e Zombie Island di Wellington) ai romanzi sui morti viventi mancava spessore, ossia quella marcia in più che distingue il mero intrattenimento da contenuti più profondi e che fanno riflettere. Il romanzo di Vergnani pone degli interrogativi molto intriganti sull'etica umana, sulla sua evoluzione (o sarebbe meglio dire involuzione) illustrando una situazione che potrebbe essere benissimo interpretata come simbolo o metafora del degrado umano. Sicuramente il paragone potrebbe essere azzardato ma i punti in comune tra realtà e finzione sono purtroppo tanti.
Per concludere "I vivi, i morti e gli altri" è un superlativo affresco horror, un grande romanzo scritto da un grande scrittore. A questo punto sorge spontanea una domanda: dopo zombie e vampiri con quale altra figura orrorifica Claudio Vergnani saprà stupirci prossimamente?
Profile Image for Lorenza.
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May 26, 2014
Vergnani ha uno spiccato senso del macabro che gli ha permesso di creare immagini che sicuramente non sono indicate ai deboli di stomaco o ai lettori particolarmente impressionabili: dopo pochissimi capitoli ho capito che non era il caso di leggere questo libro mentre mangiavo!!! Alcune scene e alcuni redivivi che l’autore mostra al lettore con dovizia di particolari sono decisamente scioccanti.
una zombie story che consiglio a tutti gli amanti dei morti viventi perché si tratta un romanzo davvero molto originale e che saprà stupirvi fino all’epilogo.

Recensione completa qui: http://libridilo.blogspot.it/2014/05/...
Profile Image for Antonio Ferrara.
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July 1, 2013
Una storia appassionante, che terrà il lettore inchiodato al libro per sapere come andrà a finire. Consigliato.
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