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Isola di neve

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2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L'unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida - l'isoletta del vecchio carcere abbandonato -, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull'isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant'anni: la storia di Andreas von Berger - violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida - e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo. L'unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull'isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l'unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull'isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. E proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. E bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell'isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

500 pages, Hardcover

Published September 13, 2018

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About the author

Valentina D'Urbano

12 books335 followers
Valentina D'Urbano è nata a Roma nel 1985, dove vive e lavora. Si è diplomata allo IED in illustrazione e animazione multimediale.

Nel 2010 vince la prima edizione del torneo letterario IoScrittore organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Il suo primo romanzo Il rumore dei tuoi passi, divenuto bestseller, viene pubblicato da Longanesi nel maggio 2012, e viene tradotto in Francia e in Germania. Nel settembre 2013 sempre per Longanesi pubblica Acquanera. L'uscita del suo terzo romanzo, Quella vita che ci manca, ancora una volta per Longanesi, è avvenuta nell'ottobre 2014. Parallelamente alla sua attività di scrittrice Valentina D'Urbano collabora come illustratrice per l'infanzia con diverse case editrici italiane e straniere. Recentemente è uscito il suo nuovo libro Alfredo.

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5 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 155 reviews
Profile Image for Anto M..
1,234 reviews97 followers
July 26, 2022

Da tempo giravo intorno alla D'Urbano senza mai decidermi ad iniziare un suo libro e non perché non mi piaccia la sua scrittura, ma perché anni fa lessi "Il rumore dei tuoi passi", forse il libro più conosciuto dell'autrice, e talmente furono potenti le emozioni suscitate in me, che avevo paura di non essere pronta nuovamente a calarmi in una storia intensa e forte come fu quella di Alfredo. Ho sbagliato!
Sia chiaro, nemmeno stavolta l'autrice ci va leggera, dopo poche pagine già comprendi che sarà un viaggio difficile, che farà male, ma se allo stesso tempo riesci a provare sottopelle una marea di emozioni e sensazioni, sai che ne varrà sicuramente la pena.
Mettetevi comodi perché il viaggio è lungo, dura addirittura cinquant'anni, e vi porterà su due piccole isole in un luogo imprecisato dei nostri mari, Novembre e Santa Brigida.
Di Novembre e Santa Brigida vedrete e sentirete tutto: la loro inospitalità, il fragore delle onde, il vento che sferza la faccia, la puzza delle reti dei pescatori, la sabbia sotto i piedi, l'arretratezza e la miseria di alcuni dei suoi abitanti, la violenza giustificata come metodo educativo, e per finire, in sottofondo, il suono di un violino.
La melodia de "La Tempesta" di Vivaldi vi farà compagnia leggendo la storia di Neve e Andreas e, pian piano, come liberata da una prigione, accompagnerà anche i passi di Edith e Manuel che porteranno alla luce una storia perduta nel tempo, dolorosa, ma pregna d'amore.


"Mi chiedo sempre dove sei. Mi chiedo sempre se da qualche parte ci sei ancora.
Se qualcuno, prima o poi, si ricorderà di noi e verrà a cercarci."



Un amore totalizzante, viscerale, che resiste al tempo e allo spazio, un amore che fa male per la sua intensità.

" Se ami davvero qualcosa, la ami a tal punto da farti del male."

Non so se sono riuscita a rendere giustizia al romanzo con le mie parole senza menzionare alcun particolare della trama, ma in questo romanzo più che mai, anche una frase potrebbe essere uno spoiler, perché per arrivare a comprendere l'essenza di questo amore impossibile, ma allo stesso tempo indimenticabile, c'è bisogno di mettere insieme tanti piccoli tasselli che l'autrice svela pian piano.
Profile Image for Faith Less.
339 reviews20 followers
November 15, 2019

Non so bene da dove cominciare l'analisi di questo libro, sulla trama posso dire poco o faccio spoiler. Di certo posso dire che è travolgente. I libri di Valentina spesso lo sono, è per come scrive, è per come crea i personaggi. Se mi seguite sapete che difficilmente mi commuovo (solo per certe situazioni capita), difficilmente mi sento talmente travolta dalla storia da assorbirne le sensazioni. Qui ho pianto per la rabbia e l'ingiustizia, ho lottato per la libertà e l'amore, ho sofferto per il destino di alcuni dei personaggi. Sono letteralmente stata trascinata nel libro, ero Neve, ero Edith, ero Manuel e persino Andreas.
La narrazione è divisa tra passato e presente, inscindibilmente collegati, anche se per capire quanto bisogna arrivare a quella fine che un po' sospetti già all'inizio, ma che non immagini del tutto nei dettagli.

Al presente abbiamo Edith e Manuel, lei una ragazza tedesca che si ritrova sull'isola di Novembre per cercare il passato di Andreas, violinista tedesco bravissimo ma dimenticato dal mondo intero appena dopo la sua morte, o quasi. Edith è una delle poche abitanti dell'isola sotto i 30 anni, è praticamente l'unica assieme a Manuel. Lui è scappato a Novembre per estraniarsi dal disastro che è la sua vita, e arrivato sull'isola si scontra sin da subito con quella tedesca testarda e risoluta che vuole scoprire il mistero del violinista rimasto prigioniero dell'isola di Santa Brigida -gemella di Novembre. Manuel ed Edith non diventano subito amici, ci vuole tempo, sopportazione e pazienza. Ma col tempo si trovano entrambi a seguire le tracce di Andreas, corrono avanti e indietro tra Novembre e Santa Brigida per svelare il mistero del violinista prigioniero e soprattutto cercano disperatamente Neve, l'unica, e l'ultima, donna custode dei suoi segreti. C'è un filo che li collega in qualche modo, sentono che se sono arrivati lì, su quell'isola insieme, non è un caso.

Sin da subito vediamo intrecciarsi la storia di Edith e Manuel con quella di Andreas e Neve. Mentre i primi due scavano nel passato scopriamo pezzo per pezzo la storia tra il violinista tedesco e quella ragazza isolana che è sempre stata diversa da tutti gli abitanti di Novembre.
Neve è una ragazza che lavora come un uomo ed esattamente come un uomo prende le botte dal padre ubriaco tutte le sere. E' insolente, testarda, selvatica, dotata di una forza unica che la fa sopravvivere in un mondo che non sente suo. Appena vede arrivare il nuovo prigioniero tedesco nel carcere di Santa Brigida non può fare a meno di seguirlo, di spiarlo, di incontrarlo, seppure con in mezzo le sbarre della prigione. La loro storia è inconcepibile, assurda, impossibile. Eppure è vera, crudelmente reale. Sono l'una la salvezza dell'altro, che li manda avanti è la prospettiva, un giorno, di un futuro insieme.

Lui l’aveva toccata nella testa, aveva acceso qualcosa, una piccola scia di luce dentro un abisso di buio. La prima stella della sera che accendeva pian piano tutte le altre. E le stelle, si sa, guidano le navi e non si spengono.

Le vite di questi quattro protagonisti si intrecciano e si somigliano, in qualche modo le isole di Novembre e Santa Brigida li isolano dal resto del mondo ma li accolgono come mai nessuno prima di loro.
I personaggi sono perfettamente caratterizzati, sono pieni di luci ed ombre, imperfetti nelle azioni e nelle emozioni, eppure pare di conoscerli veramente. Ci sono misteri, segreti e bugie, e piano piano uscirà tutto, il passato non si può dimenticare e soprattutto non si può cancellare del tutto.

Le atmosfere del libro sono cupe, fredde, sinistre. Nonostante ci sia il mar Tirreno da sfondo, le isole sono inospitali, spaventose come le Tempeste che ogni tanto arrivano da lontano e ne spazzano via i contorni. L'immagine costante in questo libro è il mare, un mare freddo, lontano, ventoso. E come sottofondo, oltre al fragore delle onde, una singola melodia, un violino, malinconico e triste, solo e unico. Seguire la musica ed entrare nella storia sono cose automatiche, entrare nella testa nei personaggi, ragionare come loro è immediato.

Non so veramente come altro raccontarvi questa storia. Io l'ho amata, non ho mai vissuto realmente nulla di paragonabile alla storia di Neve o di Edith, eppure l'ho provato ora leggendolo. Sono arrivata alla fine dopo aver sentito ogni emozione possibile, dalla disperazione più nera all'amore più puro, sono giunta agli ultimi capitoli col groppo in gola perchè non volevo abbandonare quest'isola. Se potessi, ricomincerei da capo tutto, e sono certa che proverei ancora le stesse identiche cose.

Non è un libro che consiglierei a tutti, non è un romance, non è un libro felice, non è adatto a chiunque. C'è sofferenza, c'è crudeltà, c'è ingiustizia, c'è dolore e c'è molto realismo. Però c'è anche l'amore vero, c'è tanto romanticismo, c'è la musica e c'è il mare.
Per come sono io, per come scrive Valentina, questo libro è perfetto.

Se ami davvero qualcosa, la ami a tal punto da farti del male.
Profile Image for pinkcloudsbooks.
366 reviews378 followers
November 24, 2022
4.5⭐️

«Se ami davvero qualcosa, la ami al tal punto da farti del male.»

Ho letto cinque romanzi di Valentina D’Urbano.
Ho imparato a comprendere la sua scrittura.
A farmi forza durante la lettura delle sue storie.
A fare spazio dentro di me ad ogni libro letto.

La sua penna? Unica. Straordinaria. Preziosa. Senza eguali.
Come ti ammazza lei ogni volta durante un libro nessuno mai.
E questa volta, con Isola di neve, non è stato diverso. Anzi, si è rivelato il mio libro preferito di Valentina D’Urbano.

È stata una lettura intensa, prepotente e meravigliosa. In questo romanzo abbiamo due storie che si intrecciano tra di loro: quella del 1952 con Neve e Andreas, e quella del 2004 con Manuel e Edith. Non racconto altro perché questo è un libro che va vissuto in tutto e per tutto, dalla prima all’ultima pagina.

Posso però dirvi che se non avete ancora letto nulla di Valentina D’Urbano, vi prego di recuperare. Magari proprio con questo romanzo.
Bellissimo, doloroso e unico come pochi.🤍
107 reviews2 followers
August 3, 2021
Sarebbe un 2,5 ma arrotondo perché l'autrice lo merita. Ho letto prima "Tre gocce d'acqua" che ho trovato davvero molto bello, se avessi iniziato da questo non avrei letto altro della D'urbano, e sarebbe stato un peccato. No, questo non mi è piaciuto, a tratti mi ha anche innervosita, troppo romanzetto d'amore, storie improbabili, assurde. Se salvo la parte Andreas/Neve è solo perché si sente maggiormente la forza del mare, la ruvidezza dell'ambiente e degli abitanti. Ma la parte Manuel/ Edith proprio no, una ragazza che parte dalla Germania per arrivare in un'isola grande come un francobollo con la ferma volontà di ritrovare tracce di un musicista/compositore neanche noto, che vorrebbe fare credere di potersi avventurare da sola su di una barchetta per approdare in un'isoletta ancora più microscopica, fatta di scogli senza punti di approdo e, soprattutto, senza saper nuotare, rischiando la vita e ostinandosi, ma perché? Non è credibile. Ho cercato una spiegazione fino all'ultimo,ma non c'era. Se non fosse stato scritto da un talento quale è, Valentina D'urbano, e su questo rimango sicura, avrei dato 1. Era agli inizi, è migliorata molto.
Profile Image for CrazyForRomance.
1,713 reviews253 followers
September 13, 2018
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INDIMENTICABILE!


Se non avete mai letto un libro di Valentina d’Urbano dovete assolutamente recuperare; i gusti sono gusti ma alcuni talenti spiccano di raggiante obiettività e questa autrice è senza dubbio talentuosa.
Ho ritrovato la sua penna, il suo stile, con la stessa familiarità dell’abbraccio con una vecchia amica, ho rinvenuto nelle sue descrizioni la purezza di un pensiero poetico mai ridondante o troppo macchinoso, ho ritrovato in Valentina d’Urbano quell’essenza narrativa ricca di ossimori stilistici che la rendono unica nei suoi scritti. Probabilmente qualcuno storcerà il naso ma leggendo Isola di neve mi è tornato in mente il Verismo italiano, quella corrente letteraria di inizio secolo che in qualche modo azzerava filtri e ghirigori stilistici per approcciarsi senza filtri alle realtà della provincia coriacea, povera, ignorante di un’Italia che sembrerebbe scomparsa.
Tela immacolata di questa storia è Novembre, una piccola isola del Tirreno, dove Manuel, giovane complicato e tiglioso, si rifugia scappando, forse, da un’esistenza stessa che non vuole essere inseguita.
Isola di neve Valentina D'Urbano
In quel luogo, nella solitudine autunnale tipica di un posto di villeggiatura, incontra Edith e la sua passione per il violino.
Edith, però, non è lì per assaporare le abitudini isolane, per bearsi dei panorami mediterranei ma per scoprire qualcosa sulla vita di un giovane detenuto, Andreas von Berger, richiuso cinquant’anni prima nel carcere situato a Santa Brigida, una seconda isola vicina, piccola, descritta quasi fosse uno scoglio, ormai disabitata da anni. Edith, nonostante i presupposti, non è una cacciatrice di tesori; Andreas è stato un prodigioso musicista e si mormora che lì, tra le mura del vecchio carcere, sia nascosto il suo violino e una sua composizione, la ragazza vuole dare giustizia alla musica e al suo geniale suonatore.
Comincia così un’altalena tra passato e presente, tra ricerca e verità che vi terrà letteralmente incollati alle pagine. Verrete catapultati negli anni 50, in un’isola piena di vita, povertà e ignoranza, diventerete ospiti della famiglia di Neve, l’ultima di sette figlie femmine, quella ribelle, l’unica bionda, quasi fosse un indelebile segnale che la natura, con un bianco polpastrello, ha lasciato indicandola “speciale” (e questo ricorda molto il Rosso Malpelo Verista).
Odiata dal padre, che spesso le alza le mani, vittima prediletta di un uomo violento e alcolizzato, Neve intraprende una relazione segreta, nascosta, sbagliata con quel prigioniero che viene da terre lontane.
Tutto potrebbe suggerire di stare lontana da lui, però qualcosa la spinge a fuggire, coperta dal buio, per avvicinarsi a quella cella.
Neve e Andreas si parlano attraverso le sbarre, di nascosto, e Neve, incatenata a un futuro sterile e comunque con la speranza di poter lasciare un giorno l’isola e magari passeggiare tra i negozi di via del Corso a Roma, scopre il continente attraverso i racconti del misterioso straniero, così bello, più biondo di lei e con una sensibilità talmente marcata rispetto ai rudi pescatori di Novembre.
Un racconto mai privo di banalità, circondato da descrizioni secche ma potenti, da narrazioni di flutti e anime, un susseguirsi di fatti che lasciano al lettore la speranza della rivalsa. La curiosità e la voglia di vita della ragazzina ribelle incontrano l’esperienza e il talento di un uomo imprigionato e con poca aspettativa in un tripudio di sorrisi, dolore e amore.
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Profile Image for Laura Gotti.
592 reviews610 followers
Read
August 12, 2021
Domanda. Qualcuno tra i miei amici l'ha letto o ha mai letto qualcosa di Valentina d'Urbano?

Per favore, mi potete dire? Perché io ho appena posato questo libro e sono ancora sconcertata.
Profile Image for Emanuela.
764 reviews39 followers
July 18, 2019
405 pagine
1950
Neve è una giovane ragazza che vive con le sorelle più grandi Imma e Nunzia ed i genitori sull’isola di Novembre, piccola e isolata, lontana dalla civiltà e dal progresso, dove fa la pescatrice per aiutare il padre, ogni giorno più ubriaco e più violento con moglie e figlie, a portare avanti la famiglia. L’isola è avvolta in un’immobilità costante in cui la povertà li avviluppa lasciandoli senza mangiare per giorni e l’unica via di fuga per la ragazza è la vicina Isola di Santa Brigida su cui c’è solo il carcere, ma dove lei può trovare un po’ di pace sulla spiaggia isolata dove raccoglie le conchiglie per Imma che ha problemi ad una gamba, che non le permettono di muoversi troppo liberamente. Finché un giorno non arriva al carcere un nuovo prigioniero, un violinista tedesco che stravolgerà le loro vite.

2005
Manuel si rifugia sull’isola di Novembre dove è nato e vissuto con i nonni Libero e Livia per buona parte della sua giovinezza, per sfuggire ad una vita sconvolta da scelte sbagliate, dai sensi di colpa e da una famiglia spezzata dal divorzio dei genitori, in seguito al quale la madre non è più stata la stessa. Qui incontra Edith, una strampalata ragazza tedesca, violinista con i dread e diversi piercing, che si trova lì per ricostruire la vita di un grande musicista di Dresda come lei, Andreas von Berger, che è stato rinchiuso in quel carcere e di cui in seguito si sono perse completamente le tracce, come se fosse stato cancellato dal mondo. Le scoperte che faranno in questa ricerca, in cui Manuel si troverà inizialmente suo malgrado coinvolto, cambieranno per sempre le loro vite.

Devastante e meraviglioso. Non penso e dico altro di questo romanzo da quando l’ho finito.
Mi aspettavo, non so perché, qualcosa di completamente diverso, forse a causa della copertina. Invece ho trovato il racconto di temi tanto profondi e delicati da non credere potessero essere tutti racchiusi in un solo libro.
C’è davvero di tutto...la guerra, la povertà estrema, l’isolamento delle isole, la violenza, l’amore ostacolato, la malattia, ma c’è anche una tenerezza profonda, e la speranza di persone pure. E c’è il senso di colpa e le pene che si pagano per colpe altrui, l’alcolismo e la fragilità, ma c’è anche la relazione sbagliata che ti distrugge e che capisci solo dopo quanto lo fosse davvero. C’è la nostalgia del passato che si vorrebbe ritornasse perché non si è vissuto appieno, e c’è la ricerca estenuante di dare un senso alla vita cancellata e tranciata da persone superficiali e insensibili.
La mentalità isolana permette tutta una serie di soprusi, primo fra tutti la giustificazione della violenza come metodo “educativo” di un uomo con la propria famiglia, ma contemporaneamente invece la stigmatizzazione di una famiglia solo perché economicamente in difficoltà.
È stato emozionante trovarmi coinvolta in questa ricerca dei due ragazzi con la ricostruzione di una vita passata che è stata brutalmente interrotta dal fato ma che ha avuto la fortuna di incontrare una certa ragazzina sulla propria strada, con il merito di regalarle una nuova speranza.
Ho pianto calde lacrime conoscendo a poco a poco, nella narrazione parallela del passato, le vicende toccate ai due ragazzi colpevoli solo di essersi trovati nel posto e nel momento sbagliati, ma che sono stati capaci di trarre comunque qualcosa di bello e delicato dallo squallore in cui erano calati, grazie soprattutto alla ammirevole forza di Neve.
Mi sono arrabbiata con Manuel per le sue debolezze che ha faticato a sconfiggere nella lotta con i fantasmi del suo passato, ma soprattutto perché questi fantasmi lo hanno incastrato completamente in colpe non sue, distruggendogli l’esistenza. Ed ho gioito quando finalmente è stato in grado di affrontarli, con scoperte impreviste ma piacevoli.
E la narrazione ha permesso tutto ciò, facendomi calare totalmente nei panni di tutte queste persone, senza difficoltà nonostante i due livelli temporali, e fremere per tutte le loro vicende, e gioire e soffrire con loro, come se fossero persone conosciute realmente e a cui lascio un pezzo del mio cuore.
Profile Image for Il confine dei libri.
4,872 reviews150 followers
October 16, 2018
voto 4.5

Buon pomeriggio a tutte!
Come sapete, per me Valentina D'Urbano è una scrittrice notevole, per cui sono stata felice di leggere per voi del blog il suo ultimo libro "L'isola di Neve". Che dirvi, è bellissimo! È un romanzo profondo, evocativo, struggente, a tratti duro, ma di un'intensità che ti coinvolge fino all'ultima pagina. La lunghezza non è un ostacolo al coinvolgimento, anzi, tutte quelle pagine sono servite a comprendere meglio lo stato d'animo dei personaggi e la vita che si conduceva sull'isola di Novembre. Vorrei potervi dire tanto su questo romanzo, ma mai come in questo caso vi rovinerei la lettura, che merita davvero. Neve è la protagonista principale, attorno alla quale si intersecano le storie di Andreas Von Berger e di Libero, in un alternarsi tra passato e presente nel quale troviamo Manuel ed Edith coinvolti nel risolvere il mistero che ruota attorno alla permanenza forzata di Von Berger nel carcere della vicina isola di Santa Brigida negli anni Cinquanta. Neve e Andreas intraprendono una storia d'amore difficile, lui da recluso, lei controllata dal padre. L'ambiente familiare di Neve è complicato, la famiglia è povera e lei non ancora maggiorenne lavora per mantenere il padre spesso ubriaco, la madre e le sorelle facendo la spola tra Novembre e Santa Brigida. Libero è il carabiniere amico della famiglia di Neve e suo padrino di battesimo, che lavora presso il carcere di Santa Brigida e che è quindi a conoscenza delle frequenti visite di Neve ad Andreas. Inizialmente la accusa al padre, per poi aiutarla durante le frequenti visite nascoste a Von Berger, ma tutto sommato è comprensivo nei confronti di Andreas, un musicista dallo straordinario talento che porta con sé un violino Guarneri di grandissimo valore, che come poi vedremo sarà nascosto da Neve, insieme alla partitura della sua opera più grande quando Von Berger sarà riportato a Dresda ormai malato. Il mistero del violino coinvolgerà Edith e Manuel, perché lei vuole a tutti i costi trovare il Guarneri, essendo una violinista estimatrice di Von Berger. Manuel invece è... No, forse è meglio non dirvelo! Posso solo dirvi che si innamorerà di Edith, una ragazza allegra, estroversa e determinata, e l'aiuterà pur avendo lui stesso una serie di problemi personali irrisolti, ma grazie a questa vicenda riuscirà a ritrovare se stesso e ad amare di nuovo.
La trama è complessa, ma è avvincente grazie non solo all'intensità dei sentimenti, ma anche a quel pizzico di mistero dovuta alla ricerca del violino e a capire chi è Tempesta. Già, chi è Tempesta? Sarete sorprese di scoprire che non è una persona... E cosa succederà quando Andreas ormai malato sarà riportato nella sua città natale e Neve, su richiesta di Andreas, rimarrà a Novembre per aspettare il suo ritorno? Che ruolo avrà Libero?
Ho adorato Neve e Andreas, il loro coraggio, il loro amore più forte di tutto, la personalità volitiva di Neve già da quando era una ragazzina, e sono certa che resteranno impressi nella vostra mente. Così come questo libro avrà un posto speciale nella vostra libreria grazie anche al personaggio tormentato di Manuel, che porterà con sé l'eco di tempi passati e di un talento rinnegato che poi irromperà prepotentemente ad un certo punto.
È un romanzo che vi straconsiglio e se non avete mai letto la D'Urbano vi invito a farlo, magari iniziando proprio da qui!
Alla prossima lettura!
Profile Image for Angigames.
1,415 reviews
August 31, 2021
L'isola è ferma. E lì fuori tutto cambia. Sta cambiando in questo momento, sta ricominciando tutto, mentre parliamo. C'è movimentato, c'è futuro. C'è armonia.

Ho amato le atmosfere. L'isola di Novembre, così come l’isola di Santa Brigida, è detentrice di segreti, di amori perduti, di sogni spezzati, di una giovinezza mai piegata.
L'autrice fa immergere il lettore nella vita degli isolani: le alzate all'alba dei pescatori, le feste di paese, il dramma di famiglie numerose che fanno fatica a tirare avanti, un padre ubriacone e violento.
Eppure più leggevo, più mi sembrava di sentire il mare, il suo profumo, il colore dell'acqua, il vento che scompiglia i capelli e fa crescere le onde.

Stupendo. 🌸

Come stupendo è il personaggio di Neve. Indomita, selvaggia, forte e coraggiosa, Neve è costretta a vivere una vita che non le piace, che non ha scelto, ma farà di tutto per cambiare la sua situazione, si metterà in gioco fino all'ultimo… il problema è che si metterà in mezzo il destino…
Altro personaggio interessante e che ho amato dal profondo (in realtà sono tutti ben costruiti, se non li cito è solo perché finirei per parlarne all'infinito e rischierei lo spoiler…), è Manuel.
Manuel che è nel pieno della sua giovinezza, Manuel che nasconde un orribile segreto, Manuel che, suo malgrado, si vede coinvolto in una ricerca che gli spalancherà nuove, importantissime verità sulla sua esistenza.

La D'Urbano fa bene tutto.🔝
Come al solito mi sono ritrovata a leggere col fiato sospeso fino alla fine.
Bello!💖
Profile Image for Sabrina Muzzi.
69 reviews15 followers
January 3, 2019
Mentre scrivo questa recensione, mi sembra ancora di sentire la sinfonia, che per tutta la durata della lettura del libro, mi ha accompagnato, pur non avendola mai ascoltata veramente: la musica del violino di Andreas, la musica delle parole di Valentina D’Urbano, che, con la maestria di un musicista, ci accompagna sulle note della sua storia, la storia di Neve, del suo coraggio e del suo amore smisurato, del suo desiderio di ribellione ad una vita sterile e predestinata, sull’isola di Novembre, che un po’ le è casa ed un po’ prigione.
Le più di 400 pagine del libro, scorrono via in un soffio, tanto è il senso di coinvolgimento che si prova seguendo le vicissitudini di Neve ed Andreas e del loro amore spezzato, ma vissuto appieno. Ho accompagnato Manuel ed Edith alla ricerca della loro storia, vissuta nel tempo passato, ma ancora così presente sull’isola di Novembre, che sembra rimasta immutata nel tempo. Ho sussultato e mi sono emozionata ad ogni loro passo e ad ogni passo di Neve, verso la sua libertà. Ma soprattutto mi sono affezionata ai personaggi creati da Valentina, ai loro caratteri forti e fragili allo stesso tempo, ai loro passi incerti nella vita, alla ricerca di loro stessi, Ed ora mi mancano. Mi manca Neve, impetuosa come la tempesta, sento la mancanza di Andreas, di cui è impossibile non innamorarsi, di Libero, così buono d’animo, della musica di questo libro meraviglioso.
Profile Image for Iolanda.
157 reviews46 followers
December 24, 2018
Valentina D'Urbano, ladies and gentlemen.
Che scoperta, mamma mia che scoperta!
Ho appena finito di leggere questa perla rara e ancora le lacrime non vogliono smettere di uscire.
C'è qualcosa di diverso in questa storia, riesci a sentire l'essenza dei luoghi, delle persone, riesci a sentire la musica.
La Tempesta di Mare di Vivaldi.
Le onde del mare.
Il vento.
Il gelo.
Novembre.
Santa Brigida.
Andreas che suona il violino...
Riesci a sentire tutto, lo avverti sulla tua pelle, non puoi fare a meno di ritrovarti catapultata in una storia che sai già ti farà male, ma non puoi farne a meno... perché vuoi sapere di più, vuoi innamorarti anche tu, vuoi evadere, vuoi sentirti libera. Vuoi sognare.
Ed è questo che fai. Questo, Valentina ti permette di fare.
Attraverso le due parti nel tempo, riesci a immedesimarti in tutti i quattro personaggi principali.
In Edith, in Manuel.
In Neve, in Andreas.

E ognuno di loro ti da tanto.
E ognuno di loro impara dall'altro.

Questa è una storia di un grandissimo amore prigioniero del destino, una storia perduta nel tempo per ben 5o anni.
Una storia meravigliosa che non si può non amare.

E vi invito a leggerlo, a scoprire Valentina D'Urbano e prepararvi alla Tempesta di questa storia.
Profile Image for Chiara Cilli.
Author 58 books630 followers
Read
July 8, 2019
DNF @ page 307


Nope, sorry, non fa per me. Mi aspettavo tutt'altro genere di storia. Si discosta parecchio dagli altri due romanzi dell'autrice che ho letto, ovvero Il rumore dei tuoi passi e l'indimenticabile Non aspettare la notte, concentrandosi più sulla parte mystery che sul lato romance. Non sono riuscita a entrare in sintonia con le due coppie protagoniste, mi dispiace.


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Profile Image for Cronache di Lettrici Accanite.
222 reviews26 followers
November 3, 2018
La recensione completa qui: https://cronachedilettriciaccanite.bl...

Valentina D’Urbano è un’autrice che non ha decisamente bisogno di presentazione e con i suoi romanzi, negli scorsi anni, ci ha decisamente dato il pieno di emozioni.
Credevo che la D’Urbano avesse già toccato il massimo con “Il rumore dei tuoi passi”, che si fosse ulteriormente confermata con “Alfredo” e “Non aspettare la notte”; credevo che non si sarebbe potuta superare più di così. Lo ritenevo davvero umanamente non possibile.
Ma ecco che “Isola di neve” arriva tra le mie mani e, attirata dalla trama, inizio inconsapevole questo viaggio tra le vite di Manuel, Edith, Neve e Andreas.
Siamo nel 2008, Manuel ha ventotto anni e porta già sulle spalle il peso del mondo. Un unico errore che potrebbe distruggere tutta la sua vita e ormai crede di aver perso la sua occasione di ricominciare.
È per questo motivo che decide di lasciare tutto, la città, gli amici, quel lavoro che ormai non lo vuole più, per rintanarsi a Novembre, l’isola dove vivevano i suoi nonni e che è sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella Santa Brigida, l’isola del carcere abbandonato e gran protagonista di questa storia.

Mi chiedo sempre dove sei. Mi chiedo sempre se da qualche parte ci sei ancora.
Se qualcuno, prima o poi, si ricorderà di noi e verrà a cercarci.


Manuel spera di trovare in Novembre la solitudine di cui ha bisogno, ma non ha fatto i conti con la presenza di Edith, una turista tedesca che è giunta sull’isola per risolvere un mistero e che lo coinvolge nella sua ricerca: scoprire la verità su Andreas von Berger e il suo violino perduto.
Andreas è stato, infatti, l’ultimo detenuto al carcere di Santa Brigida, arrivato poco prima della sua chiusura. Ci è entrato in possesso dei suoi averi e del suo inestimabile Guarneri del Gesù, ma una volta tornato a Desdra non aveva più nulla. Cosa è successo realmente?
Questa è la domanda alla quale Edith cerca di dare una risposta e ha un solo indizio a sua disposizione, un nome: Tempesta.

Guardò Andreas, che a sua volta la osservava in attesa, e di nuovo la carta che aspettava una risposta.
Poi, velocemente, scrisse «Tempesta».
«Come La tempesta di mare.»
«Sì.»
«E perché?»
«Perché è facile, così te lo ricordi.»
«Credo che il tuo nome non lo dimenticherò comunque per un bel pezzo, Tempesta.»


Nel 1952, a soli diciassette anni, Neve sa già come sarà la sua vita: triste e piatta, vissuta sempre sull’isola di Novembre. Ultima di sette sorelle, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia, a causa della dipendenza dell’alcool del padre che, il più delle volte, lo costringe a letto e lo rende terribilmente violento nei suoi confronti.
La monotonia della sua vita viene spezzata nel momento in cui arriva a Santa Brigida Andreas Von Berger, il nuovo detenuto tedesco di cui tutti parlano. Neve è curiosa di lui e, contravvenendo alle regole, sbarca ogni giorno sull’isoletta di Santa Brigida e tra lei e Andreas nasce così un’amicizia destinata a diventare qualcosa di più. Ma tra i due nasce un patto: Neve non gli farà sapere il suo vero nome e lui la conoscerà con un nome scelto proprio da Andreas.

Continua sul blog.
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September 12, 2018
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Review Party – Recensione di Esmeralda – Isola di Neve di Valentina D’Urbano in uscita domani, 13 settembre, con Longanesi.

Parto subito con una confessione scioccante: non avevo mai letto nulla di Valentina D’Urbano. Ciò che però devo promettere, più a me stessa che a voi, è che recupererò tutte le sue precedenti pubblicazioni e non mi perderò nessuna delle sue future.

Sapevo che era una grande autrice, ma non sapevo di trovarmi al cospetto di una delle penne più potenti del panorama italiano.

Valentina D’Urbano ha la capacità innata di prenderti di peso e trascinarti all’interno della storia che ha creato. Isola di Neve conta 500 pagine che corrono alla velocità della luce in un turbine di eventi che non ti permettono di prenderti nemmeno un attimo di pausa.

Sono rimasta particolarmente colpita dalla complessità del libro, dall’intreccio perfetto tra passato e presente, dal ritmo che è riuscita a imprimere alla narrazione.

Incredibile che non ci sia un attimo di pausa, nemmeno un momento in cui la tensione emotiva cali d’intensità. I quattro protagonisti hanno tantissimo da dire e nelle loro evidenti imperfezioni si nascondono quattro anime tormentate che sanno suonare delle melodie bellissime insieme.

Ho adorato la scelta dei due piani temporali, mi sono particolarmente affezionata agli eventi risalenti al 1952, devo ammetterlo, Neve e Andreas si sono presi un pezzo del mio cuore e smaniavo l’arrivo dei capitoli a loro dedicati. Questo non significa che non abbia apprezzato ciò che accade nel 2004 e l’evoluzione del rapporto tra Manuel e Edith, ma il fulcro di tutto sono Neve e Andreas con le loro storie tristi e dolorose.

Valentina D’Urbano ti concede di fare solo un passo alla volta, non ti dà modo di correre, gli eventi sono ben studiati e avvengono piano piano, le scoperte sono centellinate e solo all’ultimo capitolo il quadro sarà completo e tutto tornerà al proprio posto. Un continuo crescendo di sensazioni ed emozioni che vi terranno ancorati alle pagine e immersi totalmente nella storia.

Oggi è il mio compleanno. Compio trentadue anni. Ti ho raggiunto e superato. Sto invecchiando senza di te. Mi chiedo sempre dove sei. Mi chiedo sempre se da qualche parte ci sei ancora. Se qualcuno, prima o poi, si ricorderà di noi e verrà a cercarci.

Fin dal prologo, ambientato nel 1966, cominciano gli interrogativi nel lettore: chi è questa donna che parla di un amore perduto? Il mistero durerà a lungo e non potrete che continuare a leggere per riuscire a venirne a capo.

2004, troviamo Manuel in fuga da Roma e da un errore con cui non riesce a scendere a patti, mentre sbarca a Novembre, l’isola dove vivevano i suoi nonni materni che spera possa aiutarlo a rimettersi in carreggiata e a nascondersi. In fondo il periodo dei vacanzieri è finito e sulla minuscola isola restano solo i vecchi isolani che non sono mai voluti migrare sul continente. Quale posto migliore per starsene un po’ da solo a riflettere e riprendere in mano la propria vita?

Purtroppo i piani di Manuel non sembrano andare come aveva pronosticato La musica di un violino irrompe con prepotenza, spezzando il buio assoluto. Ma chi diavolo poteva essere a suonare in quel paese di bifolchi e pescatori? Non aveva mai conosciuto nessuno lì che sapesse anche solo com’era fatto un violino. A suonare il violino è la ragazza che stravolgerà la sua vita e lo trascinerà in un’avventura che non avrebbe mai pensato di intraprendere. Nonostante l’inizio burrascoso Edith ci metterà poco a diventare sua amica, una persona con cui passare piacevoli ore sentendola suonare e aiutandola a risolvere il mistero che l’ha condotta su quell’isola dimenticata da Dio. Un mistero legato al passato, un mistero che solo Tempesta e Andreas potrebbero risolvere, il problema è scoprire chi sia questa donna chiamata Tempesta.

I salti temporali nel 1952 permettono di unire i tasselli e di scoprire, prima dei due protagonisti del presente, il soprannome reale della donna, lei è Neve, una giovane di diciassette anni cui la vita non ha dato nessuna mano buona da giocare. Neve deve provvedere al sostentamento della propria famiglia quando il padre, alcolizzato e violento, non è in grado di farlo. Neve è tosta, indipendente e non ha nessuna intenzione di abbandonare le sue sorelle e la madre in balia del padre. Preferisce svegliarsi all’alba e andare a raccogliere le reti, preferisce assumersi la responsabilità di qualsiasi evento che possa scatenare l’ira del padre. Lei ha imparato a non esternare le emozioni, è aspra e selvatica, indurita dalla vita orribile che deve affrontare ogni giorno, e ha la certezza assoluta che non possa esserci niente di meglio per lei nel futuro. E’ giovane e disillusa, non ama seguire le regole e sarà proprio questa sua anarchia a portarla a fare la conoscenza del nuovo detenuto del carcere di Santa Brigida: Andreas.

Neve è curiosa di scoprire qualcosa su quest’uomo, è certa che solo un crimine grave possa averlo condotto su quell’isola, ma non ha paura di lui e continua ad avvicinarsi sempre di più per poterlo conoscere. Andreas si sente attratto da questa ragazzina che ha paura di lui, ma non riesce a stargli lontano. Insieme sono una coppia quantomeno bizzarra, ma che vi farà battere il cuore e di cui non potrete fare a meno. Lui così colto, che ha visto il mondo e suonato su importanti palcoscenici, che ha conosciuto il bello e il brutto della vita e lei così giovane, ma già così indurita dalla vita, che ha conosciuto solo brutture e non è mai andata oltre il mare che divide Novembre da Santa Brigida. Eppure insieme funzionano, si completano, riescono a mostrare l’una all’altro una via di fuga, un futuro oltre le mura di quel carcere e oltre l’isola che da sempre tiene prigioniera Neve.

Io mi sono innamorata di Neve, ho sofferto con lei e per lei, l’ho sentita vicina in ogni attimo e ho vissuto la sua vita pur non avendo nulla in comune con lei. Neve è un libro aperto, Neve ha avuto una vita priva di gioie in cui nulla è stato davvero suo, nulla fino all’arrivo di Andreas. Andreas che è suo e di nessun altro e che la fa sentire viva come non si era mai sentita. Andreas è un mistero nel mistero, un enigma che Neve imparerà a risolvere conoscendolo, perfino il suo reato passerà in secondo piano perché lui è un uomo buono e non può aver fatto nulla di così orribile. Lei ne è certa e anche il lettore è portato a crederlo. In lui non c’è nemmeno un grammo di cattiveria e la serenità che vi trasmetterà, l’energia della sua composizione che risuonerà nell’aria intorno a voi durante la lettura vi sembrerà reale. Sentirete l’aria vibrare di tutta l’energia contenuta in questa storia d’altri tempi.

Intorno ai quattro protagonisti ruotano tantissime figure fondamentali, ma di cui non voglio farvi alcun accenno per non rovinarvi la lettura, credo di essere stata in grado di scrivere una recensione completamente priva di spoiler e sono molto soddisfatta di me stessa perché non è stato per niente semplice, ma uno spoiler mi sento in dovere di farlo: Isola di Neve è indimenticabile e non potete esimervi dal leggerlo, quindi correte in libreria, non aspettate oltre!
Profile Image for Milena.
72 reviews2 followers
April 12, 2023
Se un libro inizia con la tua data di nascita non puoi non leggerlo.
Se poi la scrittrice è Valentina D'Urbano sai già che lo amerai.
E così è stato.
Una storia appassionante, un'isola deserta, un carcere, un passato da ricostruire.
Un ragazzo e una ragazza apparentemente diversi, alla ricerca di un prezioso violino, di una donna che sembra aver fatto perdere le proprie tracce e di una verità inaspettata.
Segreti e bugie, caparbietà e rassegnazione, tutti ingredienti che Valentina D'Urbano sa ben dosare e come sempre amalgamare con il suo stile di scrittura che per me è unico.

" C'è una storia che sgorga dalla sua voce, con una potenza innata. Una storia lucida, che non si inceppa mai, che sembra persa tra le pieghe del passato e invece e' ancora viva, ancora tra loro, se la portano nel sangue.
C'è la storia di una ragazza coraggiosa e ferita, la storia di una vita amarissima che però non riesce a piegarla. Per quanto ci abbia provato, la vita non l'ha mai piegata. C'è la voce di un uomo che parla attraverso di lei, che racconta cose che lei stessa non conosce. La musica, la vita della terraferma come era un tempo.
Se Livia potesse sentirsi.
Se Livia riuscisse ad ascoltarsi con le stesse orecchie con cui la ascoltano Manuel e Edith, capirebbe che non è lei a parlare.
C'è qualcosa dentro.
Qualcosa rimasto nel buio per cinquant'anni, l'essenza di Novembre, le finestre vuote del carcere, il suono del violino che è la voce con cui parla Andreas.
Per quanto voglia nasconderlo, è rimasto dentro di lei."
Profile Image for Stefania.
549 reviews9 followers
February 18, 2024
Durante la lettura di questo libro non ho fatto altro che chiedermi se fossero verosimili alcuni accadimenti che coinvolgevano i personaggi di Neve e Andreas, quando mi succede di essere così razionale con un libro significa che non sono riuscita ad immergermi davvero nella storia. Era come se ci fosse un muro che mi ha distaccato da tutto. E poi la scrittura mi ha esasperata molto, c'è un costante non-detto in nome del colpo di scena, quando invece è tutto chiaro già nella prima parte del libro. Non mi è proprio piaciuto.
14 reviews
August 10, 2020
Pungente,duro.
Questi a mio parere gli aggettivi per descrivere Isola di Neve.
Ancora una volta Valentina D’Urbano ci racconta realtà lontane da immaginare. Ci racconta, con una struttura perfetta che mette sullo stesso piano passato e presente, la storia di Neve da una parte e quella di Manuel dall’altra, apparentemente lontani, seppur vicini.
Un romanzo travolgente, diretto e preciso grazie alla scrittura dell’autrice.

Non mi sento di assegnare 5 stelle perché trovo “Il rumore dei tuoi passi” superiore a qualsiasi altro romanzo della scrittrice.
Consigliatissimo.
Profile Image for Claudia Gualina.
209 reviews33 followers
April 28, 2022
"-Lo so che non me lo vuoi dire. Ma vorrei veramente che ci fosse qualcuno. Qualcuno che ti porti via da questa famiglia di merda e ti faccia fare una vita bella. Una vita da signora, perché te la meriti.
-Te l'ho detto, non c'è nessuno.
-E allora spero che lo trovi. Cerca di trovarlo. E poi vattene da questo posto, vai a Roma. Tu non ci puoi stare qui. Tu sei meglio."

Isola di Novembre, 1952

Neve è una ragazzina di diciassette anni, ultima di sette sorelle, abita con la madre ed il padre Santo, pescatore, spesso ubriaco che sfoga la sua frustrazione picchiando la moglie e le figlie, soprattutto Neve, che è l'unica che lo aiuta con il suo lavoro. I tratti nordici, il carattere ribelle e l'atteggiamento da maschiaccio la fanno sembrare così diversa dalla sua famiglia.

Nell'aprile del 1952 un tedesco viene portato nel carcere di massima sicurezza di Santa Brigida, l'isola gemella di Novembre. L'uomo è Andreas von Berger, famoso violinista originario di Dresda, residente a Roma da parecchi anni. Neve è nascosta con la sorella Imma nei cespugli lì vicino, per pochi secondi la ragazza ed il prigioniero incrociano i loro sguardi e questo porta Neve ad andare di nascosto a Santa Brigida per rivederlo. Anche se separati dalle sbarre, i due sono attratti l'uno dall'altro, soprattutto mentalmente. Grazie a lui, Neve impara un nuovo modo di vivere ed approcciarsi all'altro.

Isola di Novembre, 2004

Manuel, nipote di Libero e Lidia, ex abitanti di Novembre, torna sull'isola per starsene da solo per un po' ed eliminare la sua dipendenza dall'alcol, dopo essersi lasciato in maniera violenta con la sua fidanzata. Edith è una giovane violinista di origine tedesca, è sull'isola per trovare il violino Guarneri del Gesù appartenuto a von Berger e per ricostruire la sua storia, alla ricerca di una certa Tempesta a cui lui era legato qui sull'isola. I due ragazzi incroceranno le loro strade ed insieme si metteranno sulle tracce del musicista e degli indizi che ha lasciato, in un continuo sbalzo temporale dal presente al passato per scoprire man mano verità inaudite e da sempre taciute con un epilogo davvero sorprendente.

È il primo libro che leggo di Valentina d'Urbano e mi è piaciuto molto: coinvolgente e mai scontato o banale, nonostante la mole si legge velocemente. In futuro leggerò sicuramente altro di suo.

"Andreas m'ha insegnato una cosa fondamentale. M'ha insegnato che non ero destinata a quella vita, non ero destinata alla fame, alle botte di mio padre. M'ha fatto capire che c'era di meglio. Che avevo una speranza."
Profile Image for Francesca .
175 reviews
September 20, 2018
" Se ami davvero qualcosa, la ami a tal punto da farti del male."

" Lo faccio perchè non hai nessuna speranza. Perchè qui nessuno ha speranza. Perchè quest'isola ti mangia, e tu invece sei ancora tutta intera. Sbrindellata, piena di crepe, una vela senza vento, ma intera. T'è rimasta solo questa notte, Neve. T'è rimasta solo questa notte, e io non te la voglio togliere."

" Vado via solo per tornare."

" - Resta viva - mormorò. - Qualunque cosa succeda, sopravvivi. Resta viva.-"


Il sesto romanzo di Valentina D' Urbano si chiama "Isola di Neve" ed è un libro di oltre quattrocento pagine. Avendo avuto poco tempo, ci ho messo più del dovuto a leggerlo, ma d'altronde per leggere un romanzo di Valentina non basta avere del normale tempo, serve piuttosto tempo di qualità.
Perchè nelle storie che lei scrive ci si deve letteralmente affondare, si viene risucchiati in una realtà parallela, si vive e si respira coi suoi personaggi, come mi accadde col suo incredibile esordio "Il rumore dei tuoi passi", come accade sempre quando lei scrive e tu leggi.
"Isola di neve" è uscito in libreria il 13 settembre, e ringrazio come sempre Longanesi per avermelo mandato alcuni giorni prima.
La storia è intricata e si dipana su due binari paralleli;
Nel 2005 il ventottenne Manuel si rifugia nella sperduta isola della sua infanzia, Novembre, in un momento in cui la sua vita sembra completamente perduta. Cerca la solitudine, vuole scomparire, ma i suoi piani verranno presto rovinati dall'incontro con Edith, giovane tedesca approdata a Novembre per fare luce sulla vicenda di un celebre violinista suo conterraneo, rinchiuso negli anni Cinquanta nel carcere di Santa Brigida, l'isoletta situata proprio di fronte a Novembre. Edith, anche lei appassionata violinista, e letteralmente ossessionata dalla storia di Andreas, cerca di far luce su ciò che successe all'epoca e su quella donna, chiamata Tempesta, che pare aver nascosto il suo prezioso violino.
....la recensione continua su https://tiserveunlibro.blogspot.com/2...
Profile Image for Sweetea.
128 reviews
July 31, 2022
Fatevi un regalo leggendo questo libro
Profile Image for Lia Valenti.
831 reviews57 followers
January 11, 2019
Il racconto non è male ,ciò che mi ha disturbato non poco è
stato che la D'Urbano ha deciso ,diciamo per etica poetica,
di non badare a quello che dice la genetica ,( non mi riferisco al fatto che Neve fosse così chiara di occhi e capelli,tanto per non creare equivoci ,ma ad un'altra parte del libro).
Oltre alla genetica è passata oltre anche al codice penale e qui non posso dire nulla.
Neve è stata una ragazza molto coraggiosa ma...
Pure qui mi devo fermare sennò gli spoiler si sprecano.
Il libro mi è piaciuto ,ma certe incongruenze o egoismo da
parte di qualcuno ,no ,non mi sono piaciuti per nulla !
Profile Image for Cec.
37 reviews
January 24, 2024
La trama è intricata e accattivante, i colpi di scena sono posizionati perfettamente, anche se alcuni aspetti della risoluzione finale erano prevedibili fin dalle prime pagine. L'ho comunque letto volentieri e avrei dato una quarta stella, ma per certe insistenze su luoghi comuni della scrittura e per il tono generale del romanzo (che ha un certo sapore wattpadiano o comunque amatoriale) mi limito a 3 stelle (e mezzo).
Profile Image for ELLE.
64 reviews1 follower
December 18, 2021
“Resta viva” mormorò. “Qualunque cosa succeda, sopravvivi. Resta viva.”
Profile Image for Lettrici Impertinenti.
299 reviews103 followers
December 6, 2018
Recensione di Alessia per il Blog LE LETTRICI IMPERTINENTI
https://lettriciimpertinenti.blogspot...

Il libro segue due storie parallele in due momenti storici differenti: quella di Neve e Andreas durante il secondo dopoguerra e quella di Edith e Manuel nei primi anni duemila. Tutto ruota attorno a un mistero, nel primo caso l'arrivo di un nuovo detenuto dal continente, nel secondo la ricerca del violino perduto del violinista Andreas Von Berger. Unici punti in comune: l'isola di Novembre e il carcere di Santa Brigida.

«Ce li hai diciotto anni» stabilì Andreas dopo un po'. Aveva cambiato tono, non sembrava più prenderla in giro. La guardava con attenzione, come non l'aveva mai guardata nessuno.
«Da lontano sembri molto più piccola, ma da vicino si vede.»
«E da cosa lo vedi?» domandò lei, senza civetteria. Lui se ne accorse. Era solo curiosa.
«Dallo sguardo» rispose. «Hai gli occhi molto duri, ragazza.»

Neve è una ragazza fuori dal comune e lo capiamo subito. È dura come l'isola che l'ha forgiata, è incrollabile anche davanti alla continua violenza del padre, un ubriacone che non sa prendersi cura della famiglia. Questo compito spetta a lei, che a diciotto anni, invece di pensare a maritarsi, si alza presto e va a lavorare in barca, come un uomo. Sa qual è il suo ruolo, sa cosa aspettarsi dalla vita, sa che nascerà e morirà a Novembre. Non ha speranze per il futuro.
Incontra Andreas in una delle sue spedizioni segrete e vietate al carcere di Santa Brigida. Lei è lì mentre lui viene portato all'interno della struttura. È un gioco di sguardi all'inizio, niente di più. Uno sguardo incuriosito. Un sorriso. Un saluto. Un saluto di rimando. Inizia così.
Neve lo sa che se un uomo finisce a Santa Brigida significa che ha ucciso qualcuno, ma la curiosità è più forte.

«Ah. Ti ha fatto paura?» tentò di scherzare Neve. Imma rimase seria.
«Sì. Un po'.»
«E perché?»
«Perché è tanto bello. E perché ti ha guardato.» […]
«Come mi ha guardato?»
«Come uno che ha visto una cosa bella e se la vuole prendere. Sembrava interessato. [...]»

E così i due iniziano a costruire un legame, entrambi affamati di quello che l'altro può dare loro. Neve è curiosa riguardo a tutto quello che lui le racconta del continente, mentre per Andreas lei è l'unico contatto con l'esterno, con la libertà. Ed entrambi incominciano a nutrire un sentimento di speranza per quello che potrebbe riservare il futuro.
Parallelamente alla loro storia, Manuel scappa sull'isola della sua infanzia, Novembre. Ha 28 anni e non sembra avere più speranze per il futuro. Gli è successo qualcosa di brutto, qualcosa legato alla sua ragazza e all'alcool ed ha sentito il bisogno di scappare. E, come sappiamo, l'unico posto in grado di ospitare uomini e donne senza speranza è proprio l'isola.
Qui incontra una ragazza tedesca, Edith. Lei a Novembre non è fuggita, ma è voluta venirci per risolvere un mistero legato ad uno dei violinisti più talentuosi di Dresda ma ormai dimenticato, Andreas Von Berger.
Troverà un aiuto in Manuel, ma lei a sua volta lo aiuterà nella sua lotta contro se stesso.
Come sempre, le storie di Valentina D'Urbano sono storie dure, difficili da digerire, vicende che ti rimangono sottopelle anche dopo la fine della lettura. Questi personaggi così veri, così reali, sembrano essere stati masticati, sputati e poi calpestati dal mondo, come se avessero una sola colpa da espiare: essere nati.
Manuel e Andreas sono due uomini lontani nel tempo ma simili per una cosa: cercano un perdono che sembra essere introvabile e non meritato. E lo cercano da Edith e da Neve perché sanno che possono sopportare.

«[…] Un uomo ha bisogno di una cosa sola nella vita. Ha bisogno di qualcuno che continui costantemente a perdonarlo. E tu mi devi fare questo favore. Tu mi devi perdonare. Per tutta la vita, bambina. Mi devi perdonare per quello che ho fatto.»

Consiglio la lettura di questo libro, ma non aspettatevi una storia a lieto fine. Un lieto fine non c'è, non per tutti. Ci sono solo personaggi così vivi da rimanerti impressi nell'animo.
Ancora adesso, dopo aver chiuso il libro da quasi due giorni, vedo Neve in piedi, con il viso verso il mare e gli occhi puntati sulla finestra di Andreas, mentre Manuel e Edith, uno accanto all'altro, osservano nella stessa direzione.
Profile Image for Deb.
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September 17, 2018
Una piccola isola vicino una sua sorella più piccola, un mistero da scoprire e risolvere. Vite che si intrecciano tra passato e presente. Due persone che, per caso, si incontrano grazie ad un gioco del destino.
Manuel che scappa da qualcosa che ha compiuto, che lo insegue instillando in lui un mare di sensi di colpa. Edith, tedesca, che si rifugia nell’isola di Novembre per riportare alla luce qualcuno scomparso cinquant’anni prima per riportarla “a casa”, nel posto nel quale deve stare.
Il lettore, sin dalle prime pagine, viene catapultato all’interno del romanzo, le parole scorrono veloci, ben ritmate e la penna della D’Urbano si conferma essere accattivante già dall’introduzione del libro. Il suo stile semplice ed incisivo fa sì che chi legge venga catturato. Non ci sono lunghi paragrafi, descrizioni dettagliate che tendono a rallentare la lettura, eppure le immagini scorrono veloci in testa, grazie all’abilità dell’autrice di rendere tutto realistico.
I personaggi, nei libri della D’Urbano, non sono mai soltanto bianchi o neri, ma si compongono di tantissime sfumature diverse riempiendoli di colori, ed è una delle cose che apprezzo di più.
Tra i personaggi compaiono in modo indiretto: la madre, il padre e la ex di Manuel. Sono un po’ difficili da inquadrare visto che il protagonista spesso non vuole perdersi nei ricordi, ma soprattutto l’ex, per come è stata raccontata da Manuel, l’ho trovata un personaggio stereotipato: la solita femme fatale pronta a tutto per se stessa.
Parallelamente a loro, il lettore si ritrova nel 1952, seguendo le vicissitudini di Neve che, forte di carattere per la corazza che ha deciso di costruirsi, per il lavoro che deve necessariamente fare come se fosse un maschio, sogna di andarsene da Novembre in modo quasi inconscio, sogna Roma, così diversa nella sua testa da Novembre, dove tutti sono invece retrogradi. Viene così attratta dal prigioniero di Santa Brigida, un uomo che non incontra esteticamente la sua idea di criminale e, grazie a giochi del destino, Neve si ritroverà ad ascoltare la sua musica che ha il potere di allontanarla, di farla sentire davvero a casa, e a parlare con il detenuto, conoscendo così una persona diversa da quella che immaginava, un persona che “sta in pensiero” per lei sapendo che ha la possibilità di essere picchiata dal padre.
Arrivata quasi al 30% della lettura, ho pensato che lo stile della D’Urbano, nel tempo, è cambiato molto. È più descrittivo nelle azioni e meno introspettivo del suo titolo di esordio “Il rumore dei tuoi passi” e un po’ mi mancano le sue introspezioni che riuscivano a scavarmi dentro facendo sì che non volessi mai smettere di leggere.
Sebbene siano indispensabili i vari salti temporali tra passato e presente, a volte li ho trovati fastidiosi, soprattutto quando con la testa ero dentro il 1952 e, nel capitolo successivo dovevo fare mente locale di essere tornata al 2004.
La storia di Neve mi ha preso molto, catapultandomi in quelle due isole, sentendo quasi l’odore di salsedine.
Anche se il romanzo sia composta di 500 pagine, il testo scorre talmente bene che si legge senza fatica, senza annoiarsi nemmeno un attimo.
I personaggi secondari sono ben sfaccettati, soprattutto Libero e Livia. Greta, invece, la trovo alquanto piatta, quasi un cliché di cui avremmo potuto fare a meno. L’ho trovata molto finta, sin troppo.
Trovo che “Isola di Neve” non sia all’altezza del libro di esordio della D’Urbano, ma penso che quello abbia un posto d’onore tra i miei libri preferiti e non ci sarà mai alcun romanzo che possa eguagliarlo.
Più mi avvicinavo alla conclusione del romanzo e più avevo un certo timore a finirlo. Non i volevo allontanare dai personaggi di “Isola di Neve”: Neve, Andreas, Libero, Manuel ed Edith.
E capisci che un romanzo ti è piaciuto, che ti ha preso tanto, proprio quando ti rendi conto che non vuoi salutare le “persone” che hai conosciuto, che ti hanno fatto compagnia per più giorni.
Ne consiglio sicuramente la lettura, come tutti i libri di Valentina D’Urbano anche questo ti si incastra dentro.
Profile Image for sabri.
225 reviews5 followers
September 15, 2022
Neve, con la sua intelligenza affilata, che aveva fantasia, che sapeva ragionare come un uomo, meglio di un uomo.
La ragazza del mare che avrebbe trovato un modo.


4,5⭐️

Ho letto questo libro convinta di trovare una semplice storia d’amore. Ho trovato molto di più.
Inizialmente la storia mi ha un po’ annoiata, non sono riuscita a legare subito con i protagonisti del presente, Edith e Manuel, e leggere di questi personaggi mi faceva un po’ perdere la voglia di continuare.
Però poi c’era sempre Neve, la protagonista di tutte le storie di questo libro. È un personaggio troppo affascinante, crudo, sincero e doloroso che in un modo o nell’altro si fa sentire, fa un sacco di rumore pur rimanendo in silenzio.
E con lei c’era sempre Andreas che il suo rumore lo ascoltava per davvero.
Neve è un personaggio geniale, il personaggio a cui mi sono affezionata e che mi ha fatto affezionare man mano alla storia e a tutti gli altri personaggi, necessariamente anche a Manuel ed Edith, inevitabili e indispensabili.
La presentazione dell’isola e degli isolani è fantastica, mi sono sentita anche io sospesa al di fuori dello spazio e del tempo, al di fuori della storia e della realtà. Un’isola di ferro, spigolosa, dura e appuntita, eppure il luogo del destino, della vita che si ripete, che rimane uguale ma che in realtà cambia.
Sono partita con aspettative alte per questa storia che inizialmente pensavo mi stesse deludendo, ma che in realtà si stava solo preparando a farsi conoscere meglio e a farsi apprezzare come davvero merita.
Mi ha fatto pensare e mi ha fatto piangere, mi ha fatto ricordare e sperare. Mi sono resa conto di quanto sia bello leggere di questi personaggi forti, piegati ma non spezzati, e di quanto sia bello leggere di storie che magari sono esistite per davvero, che hanno aspettato tanto per essere raccontate ma che infine ce l’hanno fatta e si sono prese lo spazio che meritano.
E questa storia si è presa un grande spazio in me.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews237 followers
June 22, 2022
Emanuela - per RFS
.
Era tanto tempo che non leggevo nulla di questa autrice, il nostro ultimo incontro risale ad Acquanera del quale mi aveva turbato l’atmosfera oscura ed emotivamente coinvolgente.

Vi racconterò perciò le mie impressioni su questo romanzo del 2018 la cui trama mi ha incuriosito.

Ambientato su una piccola isola siciliana, Novembre, strettamente legata alla sua vicina, Santa Brigida, su cui sorge un vecchio carcere abbandonato, racconta una straziante storia d’amore e di morte, in cui i legami familiari giocano un ruolo importante.

Un giovane uomo distrutto dall’alcol, Manuel, perseguitato dai rimorsi, arriva su quella terra senza bagaglio e si rifugia nella piccola casa dei nonni.

La sua notte è disturbata dal suono del violino che proviene da una casetta vicino e, in preda all’ira, va a bussare alla porta dell’abitazione facendo così la conoscenza di Edith, una giovane violinista tedesca, di Dresda. Suo malgrado, nonostante sia preso da una spirale di autodistruzione durante la quale ripercorre tutta la sua vita, dal matrimonio fallito dei suoi genitori alle proprie tragedie interiori, viene coinvolto dalla ragazza nella soluzione di un mistero; insieme ripercorrono le tracce di Andreas Von Berger, valente violinista tedesco che era stato uno degli ultimi prigionieri a Santa Brigida.

L’uomo, proprietario di un pregiato violino, era morto in Germania dopo il suo trasferimento da Santa Brigida, del suo prezioso strumento non v’era traccia, poiché sostituito con uno di fabbrica.

Nonostante l’instabilità, Manuel accoglie in un certo senso la missione di Edith e uniti riusciranno a scoprire un mistero lungo settant’anni che coinvolgerà direttamente il giovane.

Non voglio svelare null’altro della trama di questo libro perché l’evoluzione della storia è talmente sorprendente e abbacinante da lasciare spiazzati.

La poesia della musica e dei sentimenti si sposa profondamente con l’atmosfera cupa e in sfacelo dell’isola di Santa Brigida, lasciando trasparire la sofferenza di tutte quelle persone coinvolte nella vicenda.

Il mare e i suoi segreti incantano con passione.

Un bellissimo romanzo, profondamente emozionante.

Non fatevelo scappare.
This entire review has been hidden because of spoilers.
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