La prima cosa che voglio dire riguardo questo romanzo della Gazzola è che mi ha sorpreso positivamente perchè si è trattata di una lettura piacevolissima, scorrevole e che mi ha tenuto compagnia soprattutto nei miei viaggi, dato che ho ascoltato il romanzo in versione audiobook.
Ho sentito parlare molto bene dell'autrice, tornata ultimamente alla ribalta grazie alla trasposizione cinematografica della sua serie di romanzi con protagonista la giovane Alice Allevi e, spinta dalla curiosità e dalla voglia di gettarmi, dopo un periodo stressante, in una lettura leggera ho scelto questo titolo e devo dire che ho trovato nel libro tutto quello che mi aspettavo da un romanzo di questo genere. La storia è frizzante, a tratti divertente e a momenti venata di quella malinconia che caratterizza una o più parti di quasi tutte le storie da leggere sotto l'ombrellone e animata da un buon numero di personaggi tra i quali spicca la nostra protagonista: la giovane e brillante Emma De Tessent. Emma è una promettente stagista, tanto che in tutto il romanzo ci si riferirà a lei usando proprio l'appellativo di "la tenace stagista", impegnata nell'eterna e fumosa ricerca di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con una storia d'amore fallimentare alle spalle, una passione smodata per gli harmony e per le sue adorate nipotine, figlie di sua sorella Arabella. Vive ancora a casa con sua madre e sogna di potersi trasferire un giorno nel villino dei glicini cui fa la corte da anni nella vana eppur dolce speranza di potere, un giorno, permettersi di acquistarlo assieme all'uomo della sua vita che, per il momento, non ha ancora un volto. La vita di Emma cambia quando viene licenziata in tronco a seguito del difficile momento di crisi che sta attraversando l'azienda per cui lavora e a salvarla dalla depressione dovuta a giorni che ormai si susseguono vuoti sarà una piccola bottega dedicata alla creazione di abiti per bambini e gestita dall'adorabile signora Vittoria. Vediamo la nostra protagonista rifugiarsi in questo luogo che sembra al di là fuori del tempo, lontano da tutto il caos della città e dei ritmi frenetici dell'azienda per la quale lavorava, ma ben presto capirà che quella non è la sua strada e che dovrà avere il coraggio di rigettarsi nella mischia per seguire i suoi sogni e le sue ambizioni. A ridarle felicità e fiducia in se stessa arriverà Pietro Scalzi, figlio proprio della signora Vittoria, nonchè direttore creativo di un'ambiziosa casa cinematografica, con il quale dopo un inizio teso e difficile instaurerà un rapporto di profonda stima e rispetto e che finirà per evolversi in qualcosa di ancora più importante. Devo dire che questa è una delle cose che ho apprezzato di meno perchè assolutamente prevedibile e un po' scontata, dato che dalla prima apparizione di Pietro avevo intuito che intorno alla sua persona si sarebbe sviluppata l'inevitabile storia d'amore e quindi scoprire poi che le mie previsioni erano giuste mi ha provocato un senso di delusione. Devo dire che per Emma ho provato subito una grande simpatia, sono entrata in empatia con il suo personaggio, l'ho seguita con interesse in tutte le sue disavventure, in molte cose mi sono addirittura rivista in lei e proprio per questo ho sperato fino alla fine che la vicenda le regalasse ben più che la solita storia d'amore complicata, ma che alla fine avrà il suo prevedibilissimo lieto fine. Secondo me infatti questo romanzo avrebbe potuto fare benissimo a meno dell'aspetto "romance" proprio in virtù di una protagonista come Emma che da sola avrebbe potuto reggere perfettamente tutte le fila della vicenda. Il lavoro è una parte essenziale del libro, così come le ambizioni e i sogni della ragazza che ci viene rappresentata in maniera estremamente veritiera, nella sua forza di volontà, nel suo coraggio e allo stesso tempo nelle sue inevitabili fragilità che spesso la fanno finire in pasticci incredibilmente assurdi e divertenti, proprio come accadrebbe ad ognuno di noi nella vita reale e questo è un aspetto che ho apprezzato tantissimo. Appunto per questo focalizzarsi sulla dimensione lavorativa, sulla realizzazione di sè e sull'importanza di aggrapparsi con le unghie e con i denti alle proprio potenzialità e ambizioni avrei preferito seguire Emma nel suo percorso di crescita personale e lavorativa ed immergermi nei suoi progetti e nella sua vita senza che ci fosse per forza un uomo in essa. Con questo non voglio assolutamente dire che l'amore è uno di quegli elementi che va eliminato dalle storie solo perchè purtroppo troppo spesso eccessivamente banalizzato, ma semplicemente che qui ci si poteva concentrare benissimo solo su Emma che con le sue forze e le sue paure riesce a rimettere in piedi fieramente la propria vita. Non che l'elemento romance qui stoni, anche perchè da storie come questa me lo aspettavo anche, ma ecco non mi è piaciuto che l'uomo amato da Emma fosse Pietro semplicemente perchè davvero era scontatissimo, tanto che alla primissima apparizione del bel produttore ho avuto questa rappresentazione mentale di me stessa che vedendo l'immaginaria trasposizione cinematografica del romanzo si gira verso sua madre, amante delle storie d'amore, ed esclama "Mamma ci scommetto che è lui l'uomo del quale Emma si innamorerà". E infatti è proprio così che è andata.
Un altro aspetto che poteva essere un po' più approfondito era la caratterizzazione di alcuni personaggi, come lo stesso Pietro, come la signora Vittoria, Arabella e il suo orrido marito e soprattutto la madre di Emma, dato che nel romanzo c'è anche l'espediente narrativo che lo permette, cioè un capitolo interamente dedicato alla storia di mamma De Tessent. I personaggi, a parte Emma, sembrano semplicemente abbozzati e lasciati poi all'immaginazione del lettore che però, così facendo, non riesce a comprenderli perfettamente. In particolare verso Pietro, che ha un ruolo fondamentale nella storia, ho avuto la costante sensazione che fosse un personaggio eccessivamente criptico e distante, quasi fosse descritto sempre da dietro uno schermo e con il quale era praticamente impossibile entrare in contatto e questo ha indubbiamente contribuito a farmelo risultare non particolarmente simpatico.
Un aspetto che mi è piaciuto è il rapporto molto dolce ed affettuoso tra Emma e lo scrittore Tameyoshi Tessai, amico del suo defunto zio e che la tratterà sempre con un senso di protezione quasi paterno, tanto da lasciarle in eredità la cosa più preziosa che possedeva e che tutte le case cinematografiche bramavano ardentemente: i diritti del suo romanzo di maggior successo. Emma si ritrova così tra le mani questa inestimabile ricchezza e la schiacciante responsabilità di doverli utilizzare rispettando la memoria di Tessai. Anche il legame che si crea tra la stagista e la tenera signora Vittoria è stata una delle parti migliori del romanzo. La cosa però che mi ha davvero stupito positivamente è stata la scrittura di Alessia Gazzola, che ho trovato molto accurata nella costruzione di frasi e discorsi, piacevolissima all'ascolto, dato che ho scelto la versione audiobook, scorrevole e molto precisa. Un'ultima menzione alla voce narrante che è quella dell'attrice Cristiana Capotondi e che personalmente mi è piaciuta molto, tono ed inflessione erano adatti alle scene raccontate e non mi sono suonati mai falsi o sforzati e sicuramente la sua interpretazione ha contribuito a rendere il racconto ancora più piacevole.
Lo consiglio a tutti coloro che hanno bisogno di una storia carina e scritta bene nella quale immergersi e dato che siamo nel pieno dell'estate, la troverete perfetta anche da leggere sotto l'ombrellone! Sono sicura che ogni lettore, anche per un solo attimo, riuscirà a rivedersi in Emma e in qualcuna delle sue strampalate vicende :)