"La notte. E se Dio l’avesse inventata solo per vedere gli occhi dei gatti? "
In questa graphic novel in due volumi il museo del Louvre ospita una colonia di gatti diseredati, nutriti e accuditi da un anziano custode, che anni prima proprio nel celebre museo parigino ha perduto l'amatissima sorellina, rifugiatasi in un quadro.
La bimba era in grado di sentire la melodia delle opere d'arte e, poiché il mondo le appariva un posto oscuro e malsano, si è fusa con l'arte.
Anche un timido micetto bianco- Palla di Neve- gode dello stesso privilegio- può ascoltare la voce dei dipinti e cerca di imitare l'esempio umano di tanti anni addietro.
Ma crescere significa anche smettere di sfuggire ai mostri- i propri e quelli degli altri- ed affrontare demoni e paure: forse, ciò che la bimba non è riuscita a fare sarà il quadrupede niveo a compiere.
Ognuno dei gatti del Louvre ha una sua storia di abbandono e dolore, ma la notte- ah, la notte...- si scatenano in danze, canti e gozzoviglie nella splendida città godereccia e il tratto del disegnatore ne altera le fattezze, rendendole umane.
Non mi ha convinto, perché solo alla fine si riesce a comprendere una porzione della trama; mi è rimasta l'impressione che, oltre a sponsorizzare un museo che non ha necessità di pubblicità, ci sia poco altro in questi due albi.
Sul tratto e sul disegno non mi pronuncio, perché non ne ho le competenze, avendo letto solo altre tre graphic novel.
Ps: devo definitivamente smetterla di comprare libri sulla base del fatto che i protagonisti siano gatti. Questa è la volta buona che lo faccio.