In this novel, Christopher Columbus tells the story of his life and recalls the first fateful love of his youth, thoughts on his Portuguese wife, his Spanish mistress, and Queen Isabella, and his discovery of the New World
Stephen Marlowe (1928–2008) was the author of more than fifty novels, including nearly two dozen featuring globe-trotting private eye Chester Drum. Born Milton Lesser, Marlowe was raised in Brooklyn and attended the College of William and Mary. After several years writing science fiction under his given name, he legally adopted his pen name, and began focusing on Chester Drum, the Washington-based detective who first appeared in The Second Longest Night (1955).
Although a private detective akin to Raymond Chandler’s characters, Drum was distinguished by his jet-setting lifestyle, which carried him to various exotic locales from Mecca to South America. These espionage-tinged stories won Marlowe acclaim, and he produced more than one a year before ending the series in 1968. After spending the 1970s writing suspense novels like The Summit (1970) and The Cawthorn Journals (1975), Marlowe turned to scholarly historical fiction. He lived much of his life abroad, in Switzerland, Spain, and France, and died in Virginia in 2008.
Marlowe received the Shamus Award, "The Eye" (Lifetime achievment award) in 1997.
Magnificent. A true epic, it's not the longest book page wise but the size of the experience of the characters is massive. It's funny, sad, grand, intimate and most of all very well researched. I actually feel as if I've gone on a journey across the Ocean Sea myself.
Qual'è la frase di Salinger che tutti si ricordano, e quando se la ricordano la usano come metro di paragone per tutti i libri che leggeranno da allora in poi?
Questa: "I libri che mi piacciono di più sono quelli che almeno ogni tanto sono un po' da ridere. [...] Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira."
Salinger, non aveva tenuto conto delle biografie, che detto "inter nos", se scritte bene, e se non riguardano la vita di Noce Moscata e affiliati, attizzano di più di una storiella inventata.
"Il viceré del Nuovo Mondo", narra la vita di quel pezzo d'uomo di Cristoforo Colombo (o Cristobal Colòn, se vogliamo fare i precisini) Sì, perché quando ti accorgi che la radice dei successi dell'esistenza di un uomo, è fatta di umanità, di energie volitive, di audacia, o a seconda dei punti di vista di ottimismo, e forse forse anche un po' di sano culo, e che chi ha condotto quell'esistenza si è reso conto di avere la chiave del futuro, senza farsela ossidare in mano, ed è stato all'altezza della sua sorte, con umiltà ma forse anche con umorismo, il minimo che puoi dire di lui è che sia un pezzo d'uomo.
Per questo dico che Salinger aveva dimenticato una possibilità, quella ad esempio che se io avessi a disposizione la macchina del tempo, mi attaccherei alle gambe di Colombo, e non di Marlowe, anche se è merito suo.
Ah.... già mi vedo, col mio vestito da mozzo, che lo prego di portarmi con sé.
Andrebbe più o meno così:
"Cristobaaaaaal!!!! Cristobaaaaaal!!!" (l'effetto scenico di me che corro gridando il suo nome mentre lui è alla fine di un sentiero, è un incipit volutamente coreografico ù_ù)
Lo raggiungo, e mentre lui mi guarda stupito e un po' dall'alto in basso, io mi asciugo il sudore dalla fronte (del resto voi mica sapete quanto avevo già corso per raggiungerlo) e gli dico: "Oh Cristobal!! Menomale che t'ho trovato. Son venuta qua per accompagnarti nelle tue peripezie, ma non solo quelle in mare, anche quelle in terra. Come quali peripezie in mare? Ah già, io lo so ma tu ancora no. Tu sei giovane e devi ancora capire qual è quella grande Impresa a cui voterai parte della tua esistenza, ma tu fregatene di quello che so.
L'importante è che ci sono e posso conoscerti (qua la voce mi si alza di un tono, perché quando sono entusiasta di qualcosa, la vocetta da ochetta, un po' mi scappa ^^). Tieni questo foglietto e fammi una firma intanto. Come perché? Tu scrivi, io ti detto: "Con simpatia e smisurato affetto"..dai scrivi, non mi guardare così, ecco adesso firma.. Ma no, non è una cosa per ricattarti, è una cosa che si chiama autografo e che serve solo a me.
Lo so, lo so che sei scettico, ma non ti preoccupare di niente. Non influirò sugli eventi forte di ciò che già so, ti starò solo a fianco, ti accompagnerò oltre il confine conosciuto del mare, per scoprire il Nuovo Altro Mondo, farò finta di non preoccuparmi quando so già che verrà una tempesta e rischieremo di morire affogati. Farò finta di essere terribilmente preoccupata, quando tu penserai che questa volta è veramente finita, ma un evento fortuito ti favorirà. E poi pensa, quando partirai con le tue navi, io ti farò una fotografia. No, non litografia, fotografia, e poi cosa ne puoi sapere tu della litografia che ancora non è stata inventata? va beh, lasciamo perdere, la fotografia tu ancora non la conosci, ma stai sicuro che l'immagine di te con una mano appoggiata alla sartìa della nave, e lo sguardo impavido verso l'orizzonte riuscirò a immortalarla molto meglio di un ritratto dei tuoi tempi, che diciamoci la verità, in quei quadri, hai la stessa espressività dei giocatori della Panini che collezionavo da piccola. Cos'è la Panini? Va beh, dai sorvoliamo per adesso, non è importante.
E poi Cristobal, voglio accompagnarti anche per terra... beh! Perché fai quella faccia terrorizzata? Ma cos'hai capito!!! Sulla terraferma, non sottoterra, ma no!! non sono la Morte, non è giunta la tua ora. Devi ancora scoprire l'Am... ops, niente.. devi ancora fare un sacco di esperienze.
E voglio anche conoscere tutte le donne della tua vita, quella che ti è morta tra le braccia, quella a cui hai insegnato a leggere (Aò, come insegnante hai un futuro), quella che ti ha rubato e svuotato il cuore, va beh dai, qua non reggo, ti do un'anticipazione, si chiama Petenera. Però adesso non distrarti, che non devi già pensare a lei... hai altre cose a cui pensare, piuttosto concentrati su questi nomi: la Niña, la Pinta, la Santa Maria.....come dici? Sono nomi comuni di barche qualsiasi? Si, ma aspetta che te li ripeta ancora un po'.. non senti come suonano bene? Non ti sembrano cose familiari, ecco bravo, dammi il braccio, che andiamo a berci qualcosa all'osteria... Non ti preoccupare, lo reggo l'alcool, lo conosci l'Anniversario della Pampero? e il succo alla pera? va beh, il succo alla pera è superfluo, no perché se me ne dai il tempo ti faccio provare una cosa.. vieni vieni con me, che ti tengo compagnia per un paio di quarti di secolo.."
Like Marlowe's novel two decades earlier, The Death and Life of Miguel de Cervantes (see my review), we have another Spanish adventure of "New Christian" suspect lineage wandering afar, coming back to a changing Spain, falling into the long arm of inquisitors, and desperately trying to make a living without falling foul of authorities, creditors, and Crown. However, as the real account was penned by Christopher Columbus of his four voyages and what he found in his New World, Marlowe has more to work with, or undermine, than with the scarcer records of what the author of Don Quixote was up to during the Golden Age that the discoveries of Columbus engendered, for better and worse. Both narratives share vivacity, profundity (here pp. 546-7 in a scene reminiscent of the Book of Job, if suitably altered to fit our more secularized mindset?).
Yet both also evoke such exuberance, density of detail, casts of many characters coming and going and then coming back years later, that this abundance of both source material and imaginary plots and double-crosses and revenge that thus reader grew weary of the whirling tale spinning. Marlowe delights in tall tales, and this book might be better taken at a s!ower go. It's more straightforward than his Cervantine saga, but the epic length of the two narratives nonetheless demands stamina. But if you're up for an intellectual entertainment, see for yourself...
A very dark and at times brilliant satire on the human condition as viewed through the eyes and experiences of Christopher Columbus, who in one form or another comes back to our present to set the record straight. We get a street-eye view of the great age of exploration and the Spanish Inquisition filtered through Columbus' modern and very anachronistic sensibilities.