Anna Pavesi è una psicologa, disoccupata e separata da poco. Vive a Bergamo Alta e tira avanti con qualche consulenza per una cooperativa. Un giorno si presenta da lei Benedetta Vitali, manager rampante della Milano bene. Benedetta è tormentata dal senso di colpa nei confronti di una sorellastra, Patrizia, da sempre abbandonata al suo destino e appena morta, travolta da un'auto pirata. Quello che Benedetta chiede ad Anna è di aiutarla a ricostruire nel ricordo l'immagine della sorellastra, dato che persino la salma è scomparsa. Anna, a corto di soldi, accetta lo strano incarico. Scopre così tutto ciò che si nasconde dietro una serie di esistenze ordinarie e pacifiche.
Alessandro Perissinotto nasce a Torino nel 1964. Pratica vari mestieri e, intanto, si laurea in Lettere nel 1992 con un tesi in semiotica. Inizia quindi un’intensa attività di ricerca, occupandosi di semiologia della fiaba, di multimedialità e di didattica della letteratura. È docente nell'Università di Torino. Tra i suoi saggi ritroviamo Il testo multimediale (Utet-Libreria), Gli attrezzi del narratore (Rizzoli), e, con G.P. Caprettini, il Dizionario della fiaba (Meltemi, Premio C. Nigra per il folclore). Alla narrativa approda nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), storia di un’indagine condotta negli anni ’60 in un remoto paese delle alpi piemontesi, al quale fa seguito, nel 2000, La canzone di Colombano (Sellerio - Premio Fedeli), un "noir" ambientato tra Val di Susa e Delfinato all’inizio del Cinquecento. Il suo ultimo romanzo, Treno 8017 (Sellerio 2003), è ancora una storia con delitto che prende le mosse da un fatto vero, la morte di oltre cinquecento persone in un incidente ferroviario del 1944, un incidente poco noto e mai chiarito. Nel 2004 pubblica per Rizzoli Al mio giudice (Premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana, Premio via Po 2005, Premio Chianti 2005-2006), un noir epistolare che porta alla luce le criminali spericolatezze della finanza on-line. Del 2006 è Una piccola storia ignobile (Rizzoli - Premio Camaiore), un'indagine nella banalità del male condotta da una psicologa, Anna Pavesi che usa la sua conoscenza dell'animo umano come altri detective usano i mezzi della polizia scientifica. E Anna Pavesi torna anche in L'ultima notte bianca, ambientato nella Torino olimpica, tra la gente esclusa dalla grande festa. Nel 2008 la riflessione sul poliziesco si sviluppa anche in forma saggistica con La società dell’indagine (Bompiani), mentre la sua produzione narrativa si arricchisce con il terzo volume della saga di Anna Pavesi: L’orchestra del Titanic (Rizzoli). Conclusa la trilogia dedicata ad Anna Pavesi, decide di andare oltre il poliziesco per giungere a un romanzo che, pur conservando i ritmi del noir, si svincoli dagli schematismi dell’indagine, un romanzo di sempllice e dolorosa denuncia. Nasce così Per vendetta, una storia d'amore e di follia, ambientato in un'Argentina che non ha ancora sanato le ferite lasciate aperte dalla dittatura. I suoi romanzi sono stati tradotti in numerosi paesi europei e in Giappone.
Collabora inoltre con il quotidiano La Stampa, per il quale scrive articoli e racconti che appaiono sul supplementoTorinoSette.
Non un capolavoro, ma per quello che mi aspettavo sinceramente m'�� piaciuto fin troppo. Una buona storia, abbastanza ben sviluppata tranne qualche divagazione, in certi punti forse un po' esagerata, ho adorato la citazione a Guccini che, posso dirlo, ci sta tutta. Un buon approdo per chi cerca una lettura di svago da finire anche piuttosto in fretta.
Stupendo giallo-noir che si legge d'un fiato. C'è dentro di tutto: Milano-Bergamo-Torino - canzoni e film. Solitudine, amiri e tradimenti. Ricchi, poveri, italiani, extracomunitari, primari, prostitute. Una protagonista simpatica ed umanissima.
Una vera rivelazione, che mi ha spinta a cercare altri romanzi dell'autore, ma questo resta a mio avviso il suo migliore, finora. Curiosità: come altri giallisti hanno personaggi o situazioni ricorrenti, Perissinotto ha una città-feticcio che compare in tutti i suoi romanzi: Bergamo Alta, dove si scopre sempre qualche segreto centrale nel plot o si trova un amore o si va in cerca di ricordi struggenti. Bella anche la dickensiana periferia post-industriale di Grenoble contrapposta all'efficientismo di quella milanese, dove galline, puttane senza permesso di soggiorno e capannoni convivono senza soluzione di continuità.
Ci mancava solo l'inizio di una nuova serie che mi piace, come se non ne stessi seguendo giá miliardi. Comunque il libro scorre benissimo e la trama regge abbastanza, anche se per certe cose mi é sembrata parecchio tirata. Un occhio di riguardo nei confronti della protagonista ce l'ho anche perché abbiamo fatto/siamo sopravvissute alla stessa cronica mancanza di lavoro e soldi che affligge le psicologhe, che lavorino per una cooperativa o meno, almeno io mi sono risparmiata i cadaveri e Bergamo alta.
Senza infamia e senza lode. Non particolarmente coinvolgente, però la storia "nera" tutta italiana ha un suo perché. Proverò a leggere anche il successivo.
En rigtig fin krimi - hovedpersonen er ikke en superkvinde, går ikke med våben og kender intet til kampsport. Men er omkring 40, fraskilt og arbejdsløs psykolog. Romanen lever helt op til titlen!
Il libro scorre bene, di questo gliene do credito; l’ho letto in mezzo pomeriggio, penso sia la prima volta che mi succede in tanti anni.
La trama e’ quella di un onesto giallo (non mi spingerei, tuttavia, a chiamarlo “noir”): una bara vuota al cimitero, una sorellastra ricca che vuole ritrovare il cadavere e assume perciò una psicologa, disoccupata e squattrinata, per far luce su tale scomparsa ed evitare che la notizia arrivi alle orecchie della stampa, finendo col trascinarla in uno scandalo. Il lettore non può fare a meno di continuare a provare ad indovinare chi è l’assassino e che fine ha fatto il corpo, sospettando di tutti, complice anche il calcare la mano sulla maleducazione spesso inopportuna e fuori luogo di alcuni personaggi.
Ecco, forse è proprio questo che mi ha portata a ridurre drasticamente il mio giudizio su questo giallo: il calcare troppo la mano su ogni singolo personaggio, chiudendo ciascuno all’interno di uno stereotipo idoneo alla posizione che ricopre all’interno della storia. La ricca della situazione è snob, la psicologa divorziata vuole provare all’ex-marito che può sopravvivere bene da sola, il medico marpione ci prova con lei due secondi dopo averla conosciuta, il suo collega stronzo fa di tutto per tenere fede a tale appellativo: e così via.
La protagonista, poi, salta troppo velocemente a delle conclusioni che, puntualmente, si rivelano quantomeno azzardate. Giusto per fare un esempio: la carretta rossa con cui un misterioso amante passava a prendere la defunta sorellastra deve per forza essere quella di Pinco Pallino, perché Pinco Pallino ha proprio quella macchina, un’auto vecchia e di certo poco comune oggigiorno, senza contare che il suo proprietario è evasivo e distaccato, dunque deve essere per forza lui il colpevole.
Oltre a queste leggerezze narrative, ce ne sono altre strettamente linguistiche che fanno pensare, se non proprio ad un utilizzo errato della lingua italiana, per lo meno a sviste grossolane e all’uso di espressioni di origine dialettale portati da una rilettura poco attenta della bozza: pagina 133, “hai voluto venire nel mondo libero?”; poco più avanti “e questo personaggio poteva essere vittima o carnefice o anche non c’entrare nulla”; “uno dei ricordi più belli della mia infanzia era la polenta e latte che mi faceva mia nonna: avanzavo la polenta solo per poterla riavere il pasto successivo “ - e via dicendo.
Anna Pavesi, psicologa disoccupata e d poco divorziata, riceve la visita di Bendetta Vitali, signorotta della Milano bene, la quale le chiede di ricostruire gli ultimi mesi di vita della cugina Patrizia, morta qualche mese prima dopo essere stata investita da un’auto pirata: al momento del funerale, si è scoperto che il suo cadavere è misteriosamente e inspiegabilmente scomparso. Anna, seppur riluttante, accetta questo incarico e si butta in una spinosa indagine, ambientata nella cupa e nebbiosa atmosfera rurale che si respira ai margini di Milano, alla ricerca di una verità che lascerà tutti, lei per prima, increduli e sgomenti. Il primo romanzo di Perissinotto da me scoperto è un giallo, che, per la coloritura di alcuni dialoghi e lo spessore delle atmosfere rurali così vicine a me, mi ha ricordato (al di là dell’epoca contemporanea in cui si svolge) quelli di Baldini e Scerbanenco: un romanzo che, per ambientazione, temi trattati e aria nostrana che si respira nelle sue pagine, ho sentito molto vicino a me. Ho molto apprezzato la capacità dell’autore di far parlare, e in maniera credibile, una protagonista donna (seppur con qualche eccezione, come la breve divagazione sull’amore degli uomini per il calcetto, che di certo, soprattutto posta in quei termini, non potrebbe mai uscire dalla bocca di una donna, ne sono certa!) e ho amato quel filo di suspense che pervade tutto il romanzo. Tuttavia, alcune azioni risultano un po’ troppo forzati e poco credibili. Ma siamo pur sempre in un romanzo, a mio parere bellissimo. Bravo Perissinotto!
Dopo aver letto Il silenzio della collina, ho voluto cercare altri libri scritti dallo stesso autore e la mia scelta è caduta su questo. Primo motivo il genere poliziesco anche se la protagonista non è una poliziotta e delle forze dell’ordine ci sono solo brevi riferimenti. Secondo motivo il fatto che sia il primo romanzo di una trilogia con protagonista Anna Pavesi, psicologa prestata all’investigazione. La trama è avvincente anche se non particolarmente ricca di colpi di scena e il finale non è per niente scontato. Mi piace il modo in cui Perissinotto scrive e descrive i luoghi, che sicuramente servono a delineare meglio i personaggi che invece non sono troppo caratterizzati. Lo consiglio a chi cerca una lettura piacevole, non troppo impegnativa. Lèggerò sicuramente anche gli altri due libri con la stessa protagonista.
La protagonista Anna Pavesi, psicologa, da poco separata vive a Bergamo Alta. Viene contattata da Benedetta Vitali per risolvere un mistero che riguarda la sorellastra Patrizia. Anna che ha bisogno di soldi accetta l'incarico. Mi è piaciuta molto la figura di Anna, da una pare forte e coraggiosa ma dall'altro fragile e piena di dubbi. I personaggi vengono descritti mettendo in evidenza l'aspetto psicologico e la trama è particolare anche se il finale l'avevo un pò intuito. Lo consiglio anche se ho scoperto che questo libro è il primo di una trilogia con Anna come protagonista e niente la mia lista di libri da leggere aumenta .....
Infine un giallo discreto, piacevole, che si è rivelato ben più godibile di quanto sembrasse. L'inizio non è stato dei migliori: una scrittura un po' sciatta, personaggi decisamente stereotipati e quel fastidioso vezzo di nominare nel dettaglio vie, piazze e indirizzi che non aggiungono nulla e danno la sensazione di uno sforzo sgraziato di realismo. Invece la trama contro ogni aspettativa regge e alla fine cattura, la scrittura si fa più filante, acquista ritmo e cresce il desiderio verso un finale abbastanza insospettato. Sicuramente una storia costruita con una certa abilità e cura che a dispetto delle impressioni iniziali può tenere buona compagnia per qualche ora.
Fantastica scoperta! Era da un po' di tempo che questo libro girava nella mia libreria ma per motivi diversi non riuscivo a decidermi a leggerlo. Finalmente l'ho preso "sul serio" un paio di giorni fa' e l'ho letteralmente divorato. Mi è piaciuta la protagonista Anna Pavesi, mi è piaciuta l'atmosfera buia della pianura Padana, mi è piaciuta la gatta Morgana e la modernità della storia e degli argomenti. Una storia semplice, raccontata benissimo, non si può non divorarla in due giorni.
I enjoyed the story and its development from the point of view of Anna, psychologist who is short of money and so decides to accept a strange case. She is in charge of finding more about who was the stepsister of her client, who was run over by a car and whose corpse has disappeared. Anna follows her instinct to unravel the case while getting personally involved.
Storia interessante e non banale. Lo stile avvincente della narrazione è riuscito a mantenere viva la mia attenzione fino al finale, ben preparato e non scontato.
When I reviewed David Hewson’s “The Fallen Angel” last month, a book set in its entirety in the ghettos of Rome, I hadn’t anticipated it would awaken a dormant passion for all things Italian. It has been a number of years since my last visit to Italy but reading Hewson’s book reignited my desire to read more Italian based novels when the opportunity presented itself.
You can therefore imagine just how excited I was to receive “Blood Sisters” by Alessandro Perissinotto, published by independent publishers Hersilia Press who concentrate on the very best of Italian crime fiction. Originally published in 2006 under the Italian title “Una piccola storia ignobile” Blood Sisters, the first title in a trilogy with psychologist Anna Pavesi, is translated by Howard Curtis.
“The countryside around Milan is wrapped in eerie darkness as psychologist Anna Pavesi digs in the icy soil, looking for... what? Just over a week earlier, Anna is approached by the well-heeled Benedetta Vitali with a request to investigate the circumstances surrounding the death in a road accident of her half-sister Patrizia and the subsequent disappearance of Patrizia’s body. Anna is not a detective, there has been a misunderstanding, but she is short of money and agrees to take on the assignment. It will lead her into a labyrinth of false clues and wilful deception in which nothing is as it seems. Was Patrizia’s death merely a commonplace hit-and-run incident on a country lane, or was there something more sinister behind it? As she digs deeper, Anna realises that even her own life may be in danger...”
A foreign piece of work is only as strong as its translation and Howard Curtis has done a wonderful job of translating Alessandro’s novel. The narrative is strong and flows well and is, at the same time, uncomplicated in its delivery. Measuring in at 253 pages Blood Sisters didn’t take long to read – partly due to size and partly due to an encouraging and enthusiastic plot.
“Blood Sisters” strength lays, for me at least, in the book’s main character – Anna Pavesi. She’s a curious character and one I wasn’t quite sure where the author was initially taking her. Anna is multi-faceted and multi-layered – naïve at times, cumbersome at others and for the most part quite an uncertain and insecure person. That said I did find her rather endearing – her fallibility and often wavering approach to her investigation made her incredibly life like and realistic.
If you’re looking for a story with non-stop action at a fast pace, with lots of blood and violence and a quick-witted detective, then this is not the book for you. If you’re looking for a story that carries you along at a steady pace, building up the tension slowly, featuring an amateur (but not amateurish) sleuth and a plot that takes you down a different path to the one you were expecting, then this is for you!
Narrator and psychologist Anna Pavesi is unwilling at first to take on the job offered by the unfriendly Benedetta Vitali to look for her half-sister’s body which has gone missing from her coffin...... as she says “My job is to talk to people and try to understand them, which isn’t easy to do with someone who’s dead. I work with the living.” But the offer of a large amount of money persuades her and soon she is investigating this mysterious disappearance.
The story starts in the present as Anna is digging in the gloomy undergrowth of the South Milan Agricultural Park late at night, and she looks back over the events of the past week which have brought her to this terrifying predicament.
She had travelled around the foggy surroundings of Milan taking to various people who came into contact with the dead woman, pretending to be her relation, from the doctors who treated her in the hospital, the prostitutes who she passed every day to work, to her employer. As she tries to discover why anyone would want to steal a body she realises that the young woman was murdered and starts to suspect everyone of being implicated but they can't all be involved, can they? And, if so, why?
Anna was a very likeable young woman, she’s insecure, pushing 40 and newly single, and I was interested in her life and the people around her who she talked about quite often. I don’t know if this the first of a series featuring her but I hope so.
I liked the descriptions of the Italian countryside and the towns, I thought the overall story was original and the writing flowed easily, and I didn’t guess the ending! I also thought the translation from Italian by Howard Curtis was spot on.
I'm a great fan of the Montalbano novels, also Donna Leon, and always on the lookout for a new Italian thriller writer to match my favourite locations with some good suspense.
This book was recommended by a friend and it's an enjoyable read with a good protagonist. Anna Pavesi is a psychologist by profession, newly separated from her husband and rather short of money. Having successfully tracked down the missing son of a rich Milanese, Anna finds herself being persuaded to look for a missing body. It's set in Bergamo and Milan, on the foggy plain of the river Po - an area I know well, having driven across it through fog and freezing fog many times! It adds considerable atmosphere to the book.
There are some interesting characters in this novel and a couple of nice twists at the end. It didn't have quite enough edge for me and either the writing, or the translation, seemed to lack sparkle. But I would definitely read another of his novels.
I won a copy of this book through GoodReads First Reads Giveaways, in exchange for an honest review. Here goes...
I often think some magic is lost in translation of books from the original language, if that is the case here, then in Italian, this book must be fantastic! I really enjoyed the suspense of the novel building up and the different twists the plot took. I wasn't really sure of what would happen next until it did happen (except for the ending, which I correctly guessed, but only pages before discovering the truth). I felt the book was written in an honest and realistic style. I hope this author writes more and it gets translated into English for me to read.
Non riesco a giudicare questo libro. Non mi ha convinto. La scrittura sembra scorrere su piu' piani non del tutto legati l'uno con l'altro. Il plot, l'analisi dei personaggi, le descrizioni dei luoghi. Vaghi ricordi di Gianni Farinetti che a sua volta evocava Fruttero. Lasciamo sedimentare un po' e proviamo qualche altro romanzo prima di un giudizio definitivo. Questa prima lettura di sicura non ha lasciato il segno
Un buon giallo "de noartri" tutto ambientato in provincia, in quei luoghi di nessuno. Avrei sorvolato su dettagli quali la marca della lampada o similari, ma nel complesso un buon libro.