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La gente. Viaggio nell'Italia del risentimento
Dieci anni fa usciva La casta, un libro che ridefiniva il discorso politico italiano: la fine dei partiti tradizionali, l’odio per le élite in generale, l’indignazione di chi si sentiva escluso e defraudato. Oggi quel risentimento si è rovesciato in orgoglio: la fine della politica come la conoscevamo non ha generato un vuoto, ma una galassia esplosa di esperienze tra il grottesco, il tragico e l’apocalittico. Dai forconi alle sentinelle in piedi, dai «cittadini» che s’improvvisano giustizieri alle proteste antimigranti, La Gente è il ritratto cubista dell’Italia contemporanea: un paese popolato da milioni di persone che hanno abbandonato il principio di realtà per inseguire incubi privati, mentre movimenti politici vecchi e nuovi cavalcano quegli incubi spacciandoli per ideologie. Leonardo Bianchi ha scritto il miglior reportage possibile su un paese che non si può raccontare se non a partire dalle sue derive, e l’ha fatto seguendo ogni storia con la passione di un giornalista d’altri tempi, il rigore dello studioso che dispone di una prospettiva e di un respiro internazionali, e un talento autenticamente narrativo, capace di attingere a una ferocia e a una forza profetica degne di un romanzo di James Ballard.
- GenresNonfiction
362 pages, Paperback
First published October 12, 2017
About the author
Leonardo Bianchi
34 books15 followersLeonardo Bianchi (1986) è laureato in Giurisprudenza all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna.
Giornalista e blogger, è news editor di VICE Italia. Collabora (o ha collaborato) con Valigia Blu, Internazionale e altre testate.
Dal 2008 scrive di politica, attualità e cultura anche sul suo blog satirico La Privata Repubblica.
Ha pubblicato La Gente. Viaggio nell'Italia del risentimento (Minimum Fax, 2017).
Giornalista e blogger, è news editor di VICE Italia. Collabora (o ha collaborato) con Valigia Blu, Internazionale e altre testate.
Dal 2008 scrive di politica, attualità e cultura anche sul suo blog satirico La Privata Repubblica.
Ha pubblicato La Gente. Viaggio nell'Italia del risentimento (Minimum Fax, 2017).
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Displaying 1 - 21 of 21 reviews
February 19, 2018
Un “viaggio allucinante”, tragicomico, necessario nell’Italia del “gentismo”, il populismo 2.0, quello dei cittadini senza più bandiere sotto le quali riconoscersi, ridotti ormai a target per sondaggi ed indagini di mercato. I prodromi del gentismo si osservano già ai tempi della caduta della prima repubblica, ma è con la comunicazione digitale, adatta a veicolare messaggi rapidi e superficiali, basati sull’eccitazione e la rabbia, a solleticare la famigerata e stramaledetta pancia del paese, che prende forma questa galassia di indignati, qualunquisti, complottisti, razzisti, omofobi, neofascisti, rozzi ignoranti e fieri di esserlo che appestano i social network e fanno a gara a chi è più scorretto e violento o bugiardo, pur di guadagnare consenso immediato e far salire il numero dei “mi piace” e delle condivisioni. Inutile ricordare che l’incontro fra Casaleggio e Grillo e il successo del suo blog sono eventi decisivi. L’idea che all’origine dei nostri guai ci sia sempre un casta di privilegiati ha successo perché semplifica, rassicura e deresponsabilizza; anche il successo del libro di Rizzo e Stella è stato importante, se ne è parlato così tanto che se ne sono fatti un’idea, magari sbagliata, anche i tanti che non leggono mai un libro, gli analfabeti funzionali che subiscono la propaganda dei meme sgrammaticati e scomposti che circolando su facebook e whatsapp, e che non hanno le capacità di identificare le bufale.
Il libro di Bianchi è una cronaca molto dettagliata di questo variegato fenomeno, scritta con taglio narrativo, col piglio rapido, avvincente e sarcastico tipico di Vice, la rivista online per la quale Bianchi scrive.
A me interessava in particolare approfondire un evento di cui sono stato testimone diretto: lo sgangherato tentativo di golpe del 9 dicembre 2013, che è riuscito a paralizzare per pochi giorni alcune città d’Italia. Qui a Savona il portavoce dei cosiddetti forconi era un malavitoso già incriminato per spaccio di cocaina e detenzione abusiva di armi (però inveiva contro gli inquisiti in parlamento). Avevo il loro presidio sotto casa, ogni mattina partiva l’inno di Mameli seguito da Io non mi sento italiano(!?) di Gaber, sventolavano i tricolore e striscioni con slogan qualunquistici, io sentivo puzza di fascio lontano un chilometro, infatti si è scoperto che gli organizzatori del simpatico evento erano personaggi legati a Forza Nuova. Nel loro programma c’era la messa fuori legge del parlamento e la presa del potere da parte delle forze dell’ordine. Le stesse forze dell’ordine rimasero curiosamente inerti per tre giorni a guardare i manifestanti, soprattutto studenti delle superiori, che bloccavano il traffico. I forconi, per quanto fossero al limite del ridicolo, riuscirono comunque ad ottenere un preoccupante consenso radunando varie categorie di arrabbiati con confuse velleità di ribellione (disoccupati, piccoli imprenditori sull’orlo del fallimento, commercianti incazzati con Equitalia…), e dimostrarono che è possibile creare quanto meno un bello scompiglio facendo esclusivamente affidamento su internet e i social network, nella quasi indifferenza dei media, che si fecero trovare alla sprovvista e non seppero capire l’evento.
Anche se ai forconi non è riuscito il colpo di stato, la conclusione di Bianchi è che il gentismo abbia già vinto, perché hanno vinto queste modalità di comunicazione, si sono imposte come le più adatte ai tempi, al punto che anche il PD, il partito più istituzionale di questi anni, le ha adottate, già a partire dalla campagna referendaria, ha creato ad hoc profili falsi e diverse pagine su facebook, ne ha letteralmente acquistate diverse altre con un sufficiente numero di fan, si è profuso nei tipici slogan beceri ed urlati a base di caps lock e punti esclamativi, in notizie decontestualizzate e distorte al limite della bufala, allo scopo di infangare senza tanti complimenti gli avversari, principalmente i Cinque Stelle, o di sostenere con una retorica di stampo quasi nord-coreano il “caro leader” Renzi. Forse sarebbe il caso che la sinistra (?) la smettesse di cercare in tutto e per tutto di superare a destra gli avversari, ma questo è un altro discorso…
Il libro di Bianchi è una cronaca molto dettagliata di questo variegato fenomeno, scritta con taglio narrativo, col piglio rapido, avvincente e sarcastico tipico di Vice, la rivista online per la quale Bianchi scrive.
A me interessava in particolare approfondire un evento di cui sono stato testimone diretto: lo sgangherato tentativo di golpe del 9 dicembre 2013, che è riuscito a paralizzare per pochi giorni alcune città d’Italia. Qui a Savona il portavoce dei cosiddetti forconi era un malavitoso già incriminato per spaccio di cocaina e detenzione abusiva di armi (però inveiva contro gli inquisiti in parlamento). Avevo il loro presidio sotto casa, ogni mattina partiva l’inno di Mameli seguito da Io non mi sento italiano(!?) di Gaber, sventolavano i tricolore e striscioni con slogan qualunquistici, io sentivo puzza di fascio lontano un chilometro, infatti si è scoperto che gli organizzatori del simpatico evento erano personaggi legati a Forza Nuova. Nel loro programma c’era la messa fuori legge del parlamento e la presa del potere da parte delle forze dell’ordine. Le stesse forze dell’ordine rimasero curiosamente inerti per tre giorni a guardare i manifestanti, soprattutto studenti delle superiori, che bloccavano il traffico. I forconi, per quanto fossero al limite del ridicolo, riuscirono comunque ad ottenere un preoccupante consenso radunando varie categorie di arrabbiati con confuse velleità di ribellione (disoccupati, piccoli imprenditori sull’orlo del fallimento, commercianti incazzati con Equitalia…), e dimostrarono che è possibile creare quanto meno un bello scompiglio facendo esclusivamente affidamento su internet e i social network, nella quasi indifferenza dei media, che si fecero trovare alla sprovvista e non seppero capire l’evento.
Anche se ai forconi non è riuscito il colpo di stato, la conclusione di Bianchi è che il gentismo abbia già vinto, perché hanno vinto queste modalità di comunicazione, si sono imposte come le più adatte ai tempi, al punto che anche il PD, il partito più istituzionale di questi anni, le ha adottate, già a partire dalla campagna referendaria, ha creato ad hoc profili falsi e diverse pagine su facebook, ne ha letteralmente acquistate diverse altre con un sufficiente numero di fan, si è profuso nei tipici slogan beceri ed urlati a base di caps lock e punti esclamativi, in notizie decontestualizzate e distorte al limite della bufala, allo scopo di infangare senza tanti complimenti gli avversari, principalmente i Cinque Stelle, o di sostenere con una retorica di stampo quasi nord-coreano il “caro leader” Renzi. Forse sarebbe il caso che la sinistra (?) la smettesse di cercare in tutto e per tutto di superare a destra gli avversari, ma questo è un altro discorso…
October 21, 2017
Agghiacciante viaggio nell’Italia brutta, quella del “Io non sono razzista ma”, quella di “prima gli italiani”, del “No all’ideologia gender “, quella del risentimento 2.0 su Facebook. L'Italia dei gruppi di estrema destra che cavalcano bufale e strumentalizzano notizie per rispolverare idiozie del “quando c’era lvi “, trincerandosi dietro all'apartitismo e al MoVimento. Un viaggio nella peggior parte del bel Paese. Consigliato a tutti. Ma soprattutto a chi crede nelle #sciechimiche
ai #complotti e al #pianoKalergi
ai #complotti e al #pianoKalergi
July 18, 2018
Un saggio incredibilmente interessante (e divertente!) che raccoglie testimonianze di “gentismo” e “populismo” degli ultimi dieci anni. Leonardi Bianchi compie un’operazione che probabilmente sarà fondamentale per ciascuno di noi per comprendere cos’è che spinge le motivazioni del nostro vicino di casa, del nostro cugino, delle persone che ci circondano e che sono facile preda - inevitabilmente - di una diffusione di notizie che spinge a un certo tipo di propaganda (e, in alcuni casi dannosamente, a ideologie). Quando pensiamo che le ideologie siano morte perché la sinistra e la destra sono quasi scomparse, ecco che compare al governo un partito che in realtà dietro di ideologie ne ha tante: complottismo, lo stesso gentismo. Una serie di -Ismi che, come giustamente ci fa notare Leonardo Bianchi, non sono il male in sé, ma bisogna capire come vengono utilizzati, a che scopi, come e perché. Pensare che anche un partito come il PD sia stato costretto a ricorrere a una propaganda che appartiene di diritto al M5S ci fa capire quanto sia importante adesso la comunicazione “spicciola” dei social, una semplificazione - forse - di concetti, una divisione tra bene e male, perché questi strumenti non siano sfruttati (come bene ci documenta Leonardo Bianchi) esclusivamente da forze politiche che puntualmente si riconoscono nella scena politica più fascista, più qualunquista, più razzista, etc. Se volete avere uno sguardo onnicomprensivo per capire cosa è “successo a questo paese”, questo è un OTTIMO punto di partenza.
May 1, 2021
ero stato alla presentazione di questo "la gente" di leonardo bianchi nella mia città più o meno quando era uscito, ma solo ora sono riuscito a leggerlo: di solito quando si legge un libro che fotografa una situazione esistente anche solo un anno di ritardo nella lettura rispetto alla pubblicazione rischia di renderlo obsoleto, vista la velocità con cui le situazioni cambiano.
e di situazioni ne sono cambiate tante dalla pubblicazione ad oggi: la fine del governo gentiloni, i due governi conte e ora il governo draghi, con in mezzo una pandemia, mentre nel mondo si è assistito al termine della presidenza trump, con tanto di un inimmaginabile assalto al governo da parte dei supporter dell'ex presidente.
eppure il libro non è invecchiato di un giorno, anzi: questo viaggio in un un nuovo (nuovo?) soggetto politico e in un nuovo modo di comunicare la politica (e l'antipolitica) risulta ancora tremendamente efficace, ed aiuta a ripercorrere la strada mediatica che ci ha portati sin qui.
facile dire che internet (e soprattutto i social media) siano alla fine i veri protagonisti del libro: è difficile negare che il loro avvento non abbia contribuito non solo a diffondere ma soprattutto a creare determinati pensieri politici, ed al tempo stesso si vede tra le righe la sconfitta dei media tradizionali, costretti a farsi dettare le regole del gioco da i nuovi media e incapaci per parecchio tempo di "leggerli", finendo travolti quando eventi creati sul web si trasportano dal web alla realtà (il caso degli scontri di torino del 9 dicembre 2013 mi pare emblematico: personalmente ricordo benissimo lo stupore dei siti legati ai giornali tradizionali, mentre nei giorni precedenti avevo seguito il crescendo di mobilitazione sulle pagine facebook che propagandavano la giornata di protesta).
il libro è poi anche una curiosa storia dell'italia politica "marginale", ovvero di casi che di certo non finiranno sui libri di storia ma che hanno contribuito a creare il clima politico che ci circonda: si parte dalle rivolte dei forconi e dagli scontri di tornino e si trovano nomi e vicende forse dimenticate, dal benzinaio stacchio alle rivolte dei quartieri romani contro i migranti, da gorino e "naomo" all' "arresto" del senatore osvaldo napoli, dai colpi di pistola di luigi preiti fuori dal parlamento al family day, tutte storie e persone che riempirono pagine di giornali e pagine facebook, infiammarono discorsi e cortei e contribuirono a spostare voti e a condizionare elezioni.
un libro sicuramente da leggere, che forse visti gli sviluppi successivi meriterebbe un secondo capitolo.
e di situazioni ne sono cambiate tante dalla pubblicazione ad oggi: la fine del governo gentiloni, i due governi conte e ora il governo draghi, con in mezzo una pandemia, mentre nel mondo si è assistito al termine della presidenza trump, con tanto di un inimmaginabile assalto al governo da parte dei supporter dell'ex presidente.
eppure il libro non è invecchiato di un giorno, anzi: questo viaggio in un un nuovo (nuovo?) soggetto politico e in un nuovo modo di comunicare la politica (e l'antipolitica) risulta ancora tremendamente efficace, ed aiuta a ripercorrere la strada mediatica che ci ha portati sin qui.
facile dire che internet (e soprattutto i social media) siano alla fine i veri protagonisti del libro: è difficile negare che il loro avvento non abbia contribuito non solo a diffondere ma soprattutto a creare determinati pensieri politici, ed al tempo stesso si vede tra le righe la sconfitta dei media tradizionali, costretti a farsi dettare le regole del gioco da i nuovi media e incapaci per parecchio tempo di "leggerli", finendo travolti quando eventi creati sul web si trasportano dal web alla realtà (il caso degli scontri di torino del 9 dicembre 2013 mi pare emblematico: personalmente ricordo benissimo lo stupore dei siti legati ai giornali tradizionali, mentre nei giorni precedenti avevo seguito il crescendo di mobilitazione sulle pagine facebook che propagandavano la giornata di protesta).
il libro è poi anche una curiosa storia dell'italia politica "marginale", ovvero di casi che di certo non finiranno sui libri di storia ma che hanno contribuito a creare il clima politico che ci circonda: si parte dalle rivolte dei forconi e dagli scontri di tornino e si trovano nomi e vicende forse dimenticate, dal benzinaio stacchio alle rivolte dei quartieri romani contro i migranti, da gorino e "naomo" all' "arresto" del senatore osvaldo napoli, dai colpi di pistola di luigi preiti fuori dal parlamento al family day, tutte storie e persone che riempirono pagine di giornali e pagine facebook, infiammarono discorsi e cortei e contribuirono a spostare voti e a condizionare elezioni.
un libro sicuramente da leggere, che forse visti gli sviluppi successivi meriterebbe un secondo capitolo.
July 16, 2018
Libro molto interessante ma, almeno per me, profondamente scoraggiante. Un viaggio nel "gentismo", ossia quell'impasto di ignoranza, complottismo, ignoranza, disprezzo della diversità e della competenza, ignoranza, ideologia vagamente fascio-razzistoide e ignoranza che sembra dominare la vita pubblica italiana dell'ultimo decennio o giù di lì. E che con l'ultimo governo legastellato sembra avere trovato la sua perfetta espressione politica.
March 18, 2018
Completo reportage in galassie unite dal filo rosso dell'appiattimento culturale e della virata a destra del cittadino "esasperato" (non capisce nemmeno lui da cosa, esattamente). Un ottimo lavoro di ricostruzione della cronaca del qualunquismo web-catalizzato; ahimé, una discesa attraverso un'orrifica distopia in atto. Deprimente.
November 4, 2017
"La Gente", un resoconto degli ultimi 10 anni del discorso politico italiano, è un libro divertente e terribile. Divertente perché è inevitabile leggere con un accondiscendete sorrisetto stampato in faccia i ritratti di questi assurdi personaggi descritti da Bianchi. Terribile nel momento in cui ci rende conto che questi personaggi riflettono qualcosa che abbiamo nel profondo - chiamatelo microfascismo antropologico, chiamatelo come volete - e che è capillarmente diffuso, politicamente trasversale, insito nella natura, nella storia di questo paese. E poi è terribile perché questo nuovo linguaggio politico fatto di iper-semplificazione, memeificazione, fierezza della spontaneità, della velocità, dell'ignoranza, è imbattibile: contrastarlo con la complessità e con la razionalità ne rafforza le istanza anti-establishement, l'anti-intellettualismo in salsa anarco-individualista che in Italia ha sempre goduto dei favori delle masse - tanto che qui da noi non si aspira ad essere un intellettuale, si aspira ad essere un intellettuale "eretico" - e, d'altra parte, è inutile porsi allo stesso livello di questo linguaggio, con il risultato di essere totalmente inoffensivi nel migliore dei casi, o considerati degli ipocriti nel peggiore (campagna referendaria del PD, anyone?).
Che fare quindi? Beh, "La Gente", ahimè, non ci da la risposta - non è il suo compito - ma, secondo me, se si ha un certo tipo di coscienza politica, non si può chiudere il libro senza pensare a cosa non si è fatto per impedire questa deriva: una lista che richiederebbe un libro di 300 pagine a parte.
Edit: Aggiungo una riflessione a margine: nel saggio viene dato ampio spazio ai siti di fake news, che sono effettivamente un grosso problema in quanto riescono contemporaneamente a minare le basi della democrazia (elettorato informato) e a delegittimare la controinformazione vera. Questi siti sono spesso gestiti da persone che dovrebbero lavorare nel campo dei media, per formazione e/o aspirazione, che si mettono a gonfiare notizie, o a inventarne di sana pianta, per ottenere click e guadagnare cifre anche considerevoli. Tutto ciò illumina la situazione tragica del precariato cognitivo e dell'inevitabile spinta cinica e individualista che lo porta a vendere la propria integrità per poter sopravvivere. Per esempio evitare di pagare aspiranti giornalisti in "visibilità" o con cifre ridicole, legate alle visualizzazioni fatte dai loro articoli, potrebbe aiutare in questo senso? Non lo so, ma la domanda sorge spontanea.
Che fare quindi? Beh, "La Gente", ahimè, non ci da la risposta - non è il suo compito - ma, secondo me, se si ha un certo tipo di coscienza politica, non si può chiudere il libro senza pensare a cosa non si è fatto per impedire questa deriva: una lista che richiederebbe un libro di 300 pagine a parte.
Edit: Aggiungo una riflessione a margine: nel saggio viene dato ampio spazio ai siti di fake news, che sono effettivamente un grosso problema in quanto riescono contemporaneamente a minare le basi della democrazia (elettorato informato) e a delegittimare la controinformazione vera. Questi siti sono spesso gestiti da persone che dovrebbero lavorare nel campo dei media, per formazione e/o aspirazione, che si mettono a gonfiare notizie, o a inventarne di sana pianta, per ottenere click e guadagnare cifre anche considerevoli. Tutto ciò illumina la situazione tragica del precariato cognitivo e dell'inevitabile spinta cinica e individualista che lo porta a vendere la propria integrità per poter sopravvivere. Per esempio evitare di pagare aspiranti giornalisti in "visibilità" o con cifre ridicole, legate alle visualizzazioni fatte dai loro articoli, potrebbe aiutare in questo senso? Non lo so, ma la domanda sorge spontanea.
February 23, 2018
Mi aspettavo qualcosa di diverso da questo libro, avevo immaginato (più probabilmente sperato) che analizzasse maggiormente in fenomeno del "gentismo". In realtà il titolo è più che onesto e chiarisce che nel testo si viaggia per l'appunto all'interno di alcuni momenti clou di questo fenomeno nello scenario italiano. I primi due terzi del libro mi sono apparsi più interessanti rispetto all'ultimo che si limita per lo più ad elencare le identità di fenomeni da baraccone nati grazie ai social network, nomi di pagine Facebook e citazioni di utenti. Al contrario l'inizio del saggio riporta approfonditamente fatti di cronaca che per quanto relativamente recenti, avevo quasi dimenticato e di certo non ero mai venuta a conoscenza di alcune analisi fatte dall'autore che non sono da sottovalutare. Nel complesso un libro di facile lettura; rinfrescare la memoria non fa mai male.
July 10, 2018
Nessuna novità: si leggono nero su bianco le cose che sappiamo già, che vediamo in opera nella saldatura di Lega e 5stelle. La gente (?) ha vinto e fa abbastanza paura.
February 19, 2022
Un saggio scritto da uno dei giornalisti più ferrati su temi di attualità, populismo, fantasie di complotto e sulle relative relazioni con il mondo dei social media.
Questo saggio, in particolare, può sembrare un po' datato (è del 2017), ma onestamente mi pare che, da un lato, sia di sicuro interesse per chi voglia leggere una serie di considerazioni, fatti magari non così noti, e analisi su fenomeni che vanno dalla nascita e crescita del M5S, al renzismo, sempre in relazione al mondo dei social media. Inoltre, direi che certi meccanismi descritti nel libro sono ancora molto attuali, e meritino di essere affrontati con calma, come fa l'autore.
Questo saggio, in particolare, può sembrare un po' datato (è del 2017), ma onestamente mi pare che, da un lato, sia di sicuro interesse per chi voglia leggere una serie di considerazioni, fatti magari non così noti, e analisi su fenomeni che vanno dalla nascita e crescita del M5S, al renzismo, sempre in relazione al mondo dei social media. Inoltre, direi che certi meccanismi descritti nel libro sono ancora molto attuali, e meritino di essere affrontati con calma, come fa l'autore.
April 26, 2018
Inchiesta utile per inquadrare un fenomeno sociologico, anzi forse meglio, antropologico, che ha origini più antiche rispetto all'exploit che ha avuto l'odio con l'avvento di internet e dei social.
Poi trovo che sia bene cercare di storicizzare il nostro presente, dato che corre molto in fretta, e non sono molti i bei libri che ripercorrono la storia dal 2000 in poi, che comunque sia sono oramai quasi 20 anni.
Poi trovo che sia bene cercare di storicizzare il nostro presente, dato che corre molto in fretta, e non sono molti i bei libri che ripercorrono la storia dal 2000 in poi, che comunque sia sono oramai quasi 20 anni.
May 9, 2018
Un'utile riepilogo di episodi e fatti della recente cronaca italiana, letti assieme come fenomeno sociale, culturale e politico: dal movimento dei forconi alle barricate di Gorino fino alle forme di propaganda politica sui social.
Il libro esamina il fenomeno del "gentismo", nelle sue molteplici sfaccettature, con intelligente ironia e aiutando a conoscerne le dinamiche interne e gli attori in scena (e nel retroscena).
Il libro esamina il fenomeno del "gentismo", nelle sue molteplici sfaccettature, con intelligente ironia e aiutando a conoscerne le dinamiche interne e gli attori in scena (e nel retroscena).
July 29, 2018
Un ottimo saggio sulla politica italiana degli ultimi anni, sui cambiamenti dei suoi metodi di comunicazione e di ricerca del consenso popolare. In particolare Bianchi analizza i casi di mobilitazione e strumentalizzazione delle masse, che hanno creato fenomeni dalla diffusione virale: dal razzismo, alla teoria del gender, al no vax e alle scie chimiche.
July 30, 2018
Un libro da leggere tutto d'un fiato, e da riaprire in caso ce ne sia bisogno, poiché ottima guida e meticolosa cronaca di eventi, che descrive impietosamente come siamo arrivati al clima odierno. Un gran bel lavoro, consigliatissimo.
November 12, 2017
spiega a che punto sia il linguaggio politico oggi, un po'desolante, un po'terrificante ma queso è. con questo bisogna fare i conti
September 1, 2018
Tema interessantissimo ma alla fine il libro diventa un lungo catalogo di fatti di cronaca degli ultimi anni (mi aspettavo maggior spazio per l'analisi).
June 3, 2019
Un ottimo libro per avere una panoramica completa del fenomeno, ma con una lacuna alquanto clamorosa: nessun tentativo di analizzare da dove laggente venga e cosa la trasformi da popolo a ggente
Read
August 29, 2019Letto oggi, con Salvini e il M5S al Governo, assume tratti di preveggenza
April 22, 2023
Molto cronachista, restituisce un'immagine desolante dell'Italia. Parecchio interessante leggerlo a 6 anni di distanza
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