Art and Architecture in Italy 1600-1750 is the largest volume in the Pelican History of Art series covering almost two hundred years of architecture, sculpture and painting in a country that, for most of the first hundred, was the leading centre of European art. The baroque style created and developed there was to dominate the rest of the continent (and much of South America). Although Rome was at the forefront of the new style, developments in the provincial centres of Milan, Venice, Bolonga, Naples and dozens of smaller towns are also surveyed. The work of Bernini, Borromini and Caravaggio is balanced by that of Ricchini, Guarini and Tiepolo as well as numerous minor masters.
Una prima riflessione che mi ha lasciato la lettura di questo volume è: Rudolf Wittkower è uno storico dell'arte o un critico d'arte? Nella misura in cui uno storico deve narrarci gli eventi e commentarli, ma un critico può dare giudizi sulla qualità delle opere di cui racconta. Lui fa entrambe le cose, traccia lo sviluppo del linguaggio artistico dal 1600 al 1750, però dà spesso anche pareri sulle capacità degli artisti. Questo secondo aspetto l'ho apprezzato meno. Un volume che ha la pretesa di parlare di 150 anni di storia dell'arte deve per forza farlo, se vuole essere un saggio in edizione economica e leggibile in poco tempo, in maniera sintetica. Troppi, tanti nomi, sono solo abbozzati in poche righe giusto per amor di cronaca. Il punto di vista di Wittkower è innegabilmente Bernini-centrico, è lui il centro assoluto del movimento artistico del XVII secolo, l'irraggiungibile. Ho fatto molta fatica a capire le parti sull'architettura, che l'autore approfondisce con linguaggio specialistico di cui so poco, mentre mi sono trovato più a mio agio con scultura e pittura. Alla fine credo che questo testo, più che un lungo saggio, sia un vero e proprio manuale: un'infarinatura generale che chi vuole deve necessariamente poi approfondire.