Ginger, una splendida gatta Maine coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un tranquillo e fiorito cimitero per animali. Anche lei adesso è un Àniman, uno spirito che fa parte dell’anima del mondo, invisibile agli occhi umani. E la vita coi suoi nuovi amici Àniman – il pastore maremmano Orson, il cane poliziotto Ted, la dolce porcellina d’India Trilly, la sacra tartaruga Mama Kurma e decine d’altri – trascorre felice, fra tuffi nella pioggia per diventare immense nuvole animali, corse nel vento in cui si scambiano la pelle, canti notturni con le rane del canale, e visite di un’umana un po’ speciale, la loro amata Nonnina. Ma oscure minacce incombono: le misteriose sparizioni dei fratelli, le lugubri ricerche dell’ambiguo Custode, alcuni strani peluche dei bambini in visita, che hanno sguardi quasi vivi, inquietanti…
Leggendo questo libro sembra che tutto cambi, che la realtà intorno a noi si trasformi e che ci dia una sensazione piacevole e nuova. L'autore trasforma il nostro modo di vedere le cose e ci permette, tra le lacrime, di sentirci vivi, di sentire un calore nel petto che chiamiamo affetto.
Nelle prime pagine iniziamo a conoscere i personaggi di questo libro che sono veramente tanti. Bruno Tognolini divide le categorie in diverse sfumature, troviamo gli Animan che sono tutto e sono niente, gli animali che si nascondono senza tornare più, i vivi e si, nel libro ci siamo anche noi, esseri umani. Lo so scritto così sembra che i personaggi in realtà siano scritti in una lista infinita di nomi, ma basta superare la prima metà pagina - e non scherzo - per capire che ognuno di loro ci entra nel cuore.
Girando pagina ci troviamo a conoscere Ginger, una gattona di razza Maine Coon, che in una mattina come tante si risveglia nuova: niente più dolori, niente più stanchezza fisica e mentale. Dovrebbe essere un giorno come gli altri, eppure sembra tutto così diverso, specie quando si rende conto di essersi svegliata in un parco, un enorme parco. E la sua casa? I suoi umani? Intorno a lei non c'è più nessuno, tranne tre animali tanto strani che la fissano, in attesa di qualcosa.
E' così che Ginger si risveglia in un cimitero, non capendo che quelle sedie tanto strane in realtà sono lapidi, ma non vi aspettate di trovare scritte per i vostri cari umani, perché qui i cari son proprio gli animali, i nostri affetti.
Se fino a qui questo libro può sembrarvi una storia per bambini, in realtà continuate a leggere, perché se avete trent'anni, quaranta e anche di più, questo libro è adatto a voi.
La vita in un cimitero non sembra poi affatto male, se all'inizio è stata soccorsa da un animale tanto grosso e peloso, da un canarino e da una tartaruga forse più vecchia della terra stessa, adesso Ginger è pronta a correre nel mondo, ad essere tutto e niente, ad essere vento e foglia, ad essere energia e luce. Sarà infatti la vecchia tartaruga a spiegargli la spiritualità che c'è in quel giardino tanto magico e fidatevi, cercate già una matita da mettere al vostro fianco, perché le parole di quella tartaruga le evidenzierete tutte.
L'eterno intorno a loro è piacevole da vivere, la quiete che regna in quel giardino si tocca con mano, fatta di mille colori caldi sembra attraversare anche il nostro di corpo, seguendo il nostro stesso sangue, eppure tutto questo idillio ad un tratto si blocca, ad un tratto quella quiete tanto creata viene trafitta da misteriose sparizioni.
E' un attimo. Un attimo che il nostro fiato viene trafitto da questa storia che se prima aveva tinte malinconiche e di pace, ora si tinge di mistero all'insegna del thriller. Dobbiamo trovarlo. Dobbiamo trovare quel colpevole che fa del male. E' con la scrittura dell'autore che il nostro stesso tempo si ferma. Non ci saranno pranzi o cene, non ci saranno corse in bagno, nemmeno il tempo di una sigaretta, dobbiamo sapere e avidi continueremo a leggere, a tifare per uno e ad accusare l'altro.
Bruno Tognolini diventa un abile burattinaio, che gioca con noi e le nostre certezze. I burattini siamo noi lettori e quei fili argentati sono gli animali di questa magica e tanto strana avventura. Non è un libro, Il giardino dei musi eterni è un sogno, un paradiso che si legge con necessità.
Per gli amanti degli animali, o per chi come me ha perso un essere tanto caro, leggere questo libro non è facile, ci saranno lacrime a macchiare quell'inchiostro scritto così meravigliosamente. Il conforto di un mondo riflesso, un mondo dall'altra parte per i nostri amici animali, è qualcosa di maestoso. I dettagli così minuziosi che l'autore crea, ci portano a chiedere quanto in realtà questo sia tutto vero, perché si sicuramente è tutto vero.
L'uomo e l'animale si mescola in un connubio di colori, l'eterno diventa di facile interpretazione in quello che è un capolavoro.
Un libro diventa un capolavoro quando all'interno vi sono custoditi messaggi che parlano al nostro cuore, al nostro animo e Il giardino dei musi eterni, è egli stesso un messaggio, un capolavoro che tutti, grandi e piccini devono leggere. Bruno Tognolini sussurra l'eternità e lo fa con parole così immense e leggiadre che non dimenticheremo facilmente.
E' un libro che con il tempo rileggerò fino a non stancarmi mai, un libro che spero presto ne diventi un film, anche se le sue parole ci lasciano comunque immaginare la storia nella nostra testa.
Ginger, una bellissima gatta Maine Coon (a pelo semilungo... come lei ama specificare 😁) si è appena risvegliata nel "Giardino dei Musi Eterni", un cimitero per animali. Adesso che è morta non è più un animale ma un Àniman, uno spirito che fa parte dell'anima del mondo, invisibile agli occhi umani, ma viva agli occhi dei morti!! 🥺🖤 Quindi dopo i primi attimi di terrore, quando non capiva cosa stava succedendo... e con l'aiuto della "squadra d’accoglienza per i nuovi venuti", anche detta "team di Primo Soccorso" (formata da Orson, Kurma e Ci) 😊 Ginger inizia la nuova vita nel giardino... con i suoi nuovi amici Àniman, sono tantissimi e piano piano inizierà a conoscerli tutti... da Orson (cane pastore maremmano-abruzzese) a Ted (pastore tedesco e cane poliziotto), dalla piccola Trilly (porcellina d’India peruviana a pelo lungo) a la saggia Mama Kurma (vecchissima tartaruga europea di terra), poi ci sono Ci (canarino da canto Malinois dal trillo strabiliante) e Turing (beagle un po’ hacker, appartenuto a un ingegnere informatico) 😂 e tanti altri... con le loro storie e caratteristiche 🥰🐶🐢🐴
E i giorni passano felici tra corse nel vento o tuffi nella pioggia, o con i canti notturni insieme alle rane 🐸 del canale, o aspettando le visite di un’umana un po’ speciale, la loro amata Nonnina ❤️ (una Saltafossi 🤔) Ma oscure minacce incombono su di loro e portano scompiglio nel giardino eterno... Il Comune vuole sospendere i soldi destinati al cimitero, e pare voglia vendere il terreno per farci delle villette 😱 poi ci sono delle misteriose sparizioni tra loro Àniman 😬 E cosa sono quei peluche (Mezzovivi) dagli occhi cattivi che portano tristezza e rabbia tra i "cuccioli umani"?? 🧐 Per non parlare di quello che sta combinando l'orribile custode (io l'ho odiato!!) che scava nelle varie tombe cercando qualcosa... cosa cerca?? ...e per farlo costringe Bestio il suo pitbull ad annusare tra le lapidi... 🤔 ("diciamo il suo pitbull" ...povera bestia 😥)
"Allora il cane vivente levò il capo, puntò il muso verso il cielo e ululò. E in quel suo urlo tanti erano insieme i cani nel tempo, tante le notti del mondo, tanta la fame, gli amori, le piaghe, le corse e le morti, che tutti i cani Àniman presenti, spinti da una sola forza, vi si unirono. L’impatto fu possente. Gli altri fratelli Àniman vacillarono, come investiti da un urto di vento..." 🥺
Il Giardino dei Musi Eterni è molto più che un libro per ragazzi, c'è il giallo, il mistero e tanti colpi di scena. Ma nel romanzo si parla anche di vita e morte, dell'eternità, si parla di amicizia che va oltre le razze, perché lì: “Tu sei tutti, tu sei tu” 😊🐢 Per chi ama gli animali, come me, non sarà facile leggerlo 🥺 ho veramente sofferto per Bestio (Buck) ...ma dato che regala dei buoni messaggi, lo fa diventare un libro per tutti, grandi e piccini, da leggere assolutamente 👍🏻 Intanto penso con affetto al mio cagnone Snoopy (un mix tra un lupo siberiano e un maremmano) e al mio gatto persiano, di nome Mayo Blues de Ferrari... ma per tutti noi: Chico 🥰
La storia nel complesso non è male: l'idea di una vita dopo la morte per gli animali è molto poetica, come poetica è la visione dell'Io sono Io e Io sono Tutti. Anche il fatto che le anime degli animali rimangano vicine alle loro tombe mentre attendono che i loro padroni vengano a trovarli è molto romantico e poetico. Il problema sta, e mi duole affermarlo perché Tognolini è autore della Melevisione e parte della mia infanzia, che l'idea poteva essere sviluppata meglio. La risoluzione del giallo che vi è dietro è abbastanza banale e non ti dà soddisfazione e l'altra parte del mistero poteva essere sviluppato meglio. Il finale è un po' telefonato per un lettore esperto, ma abbastanza godibile per un lettore alle prime armi.
Durante la lettura, ammetto, ho cercato un po' della sardità di un autore con cui condivido la città natale e che ho avuto modo di ascoltare con gioia al Festival Tuttestorie a ottobre. all'inizio, benché sapessi che lui si definisca un "sardo scrittore" più che uno "scrittore sardo" ci son rimasta male quando non ho trovato un po' di quella cultura sarda che un sardo porta dentro di sé, volente o nolente. Poi mi sono ricreduto quando ho letto il nome della scimmia "Martinika" (una chicca per un sardo; per chi fosse estraneo alla lingua sarda martinika significa scimmia) o quando il momento più cruciale e importante della storia riguarda una famiglia sarda e la Sardegna. È stato molto bello per il mio cuore e per il mio orgoglio ritrovare la mia terra di cui raramente si parla in narrativa.
Andando oltre questa nota personale, la storia è stata scorrevole a tratti, ad altri tratti un po' noiosa e ripetitiva. A volte ho colto un uso improprio di certe parole (vedi "bambi" invece di cerbiatto) o la ripetitività di certi aggettivi (vedi gagliardo). È un libro che consiglierei? Sì, ma se si ha la consapevolezza che dell'autore c'è altro e si può leggere altro sicuramente di un livello più elevato (narrativa mente parlando).
Bentornati, germoglietti! È con uno spirito un po’ particolare che vi portiamo la nostra nuova recensione.
C’è qualcosa di diverso nell’aria, l’avrete notato anche voi: la ruota dell’anno gira, portandoci sempre più lontano dalle giornate di sole ed afa (e per fortuna, diranno alcuni tra voi, era pure ora) e addentrandosi nei mesi più freddi ed oscuri; tenendoci per mano, ci invita a sentire sulla pelle il gelo dell’autunno inoltrato, della natura che si addormenta pian piano. Nel processo ci regala incendi di colori mozzafiato sulle chiome degli alberi, e storie, meglio se raccontate a lume di candela, che ci sfidano ad essere coraggiosi. Rende i camini accesi irresistibili, le tane di coperte sublimi, le tazze di bevande calde piccoli portali per la felicità… Sì, persino noi cactus siamo felici di questo cambiamento: anche nel Deserto di Atacama l’arrivo del fresco viene accolto a fiori aperti, letteralmente, considerato che è tra settembre ed ottobre che il deserto s’infiamma delle più belle fioriture che la sua flora spinosa ha da offrire. Il vecchio ora si spegne lentamente per fare spazio al nuovo che verrà, la morte diventa arte, bellezza, idea. Halloween, il Giorno dei Morti, Samhain, el Día de Muertos: non è un caso che tutte queste feste dalle più disparate origini (ed altre ancora) si festeggino a cavallo tra fine ottobre ed inizio novembre. Ecco perché oggi vogliamo offrirvi una recensione che vi darà una mano a calarvi nella giusta atmosfera, incentrata su una storia che parla di cimiteri, spettri e peluche che non sono quello che sembrano… ma soprattutto di animali. Tantissimi animali. Il libro di cui stiamo parlando è un meraviglioso romanzo tutto italiano che noi abbiamo adorato e non vediamo l’ora di condividere con voi: perciò, grazie a tutti voi per essere qui, ed entrate senza timore nel Giardino dei Musi Eterni!
1. La trama: Ginger è una splendida miciona di razza Maine Coon (a pelo semilungo, aggiungerebbe probabilmente lei) che ha una famiglia che la ama da impazzire, è bella, forte, arguta, dignitosa, tenace, curiosa, insomma, sembra che non le manchi proprio nulla. L’unico problema, a ben vedere, potrebbe essere che... è morta. Ginger se ne rende conto quando si risveglia all’interno di un giardino fiorito e – mannaggia, le è cascato il corpo, è rimasto lì sotto terra. Accidenti. Aspetta, non si trova neanche in un giardino normale: è un cimitero per animali e… eccola lì, anche lei ha la sua lapiduccia con il nome e tutto, con tanto di epitaffio a Zìnzola! Che poi lei si chiamerebbe Ginger, ma i bambini si sono occupati della cosa e sono piccoli e vanno perdonati. (In realtà è il nomignolo con cui la chiama la famiglia, ironizziamo per non commuoverci, sigh). Ginger non ne è troppo entusiasta e, tra questo ed il fatto che ci sono un cagnone da pastore, un canarino e una tartaruga tanto vecchia da essere più ruga che tarta che la fissano e le fanno ansia, decide che l’opzione più sensata è abbandonarsi al panico. Scopriamo così che lo strano trio è una sorta di squadra di primo soccorso per le anime animali appena arrivate, anzi, per gli Animanimàli (o Àniman in breve) che danno comprensibilmente di matto al sapere d’essere spirati. Orson il cane, che è un pastore maremmano-abruzzese, le si acciambella attorno per farla sentire al sicuro, il canarino Ci canta per lei una melodia bellissima, mentre la tartaruga Mama Kurma le si piazza davanti, e, per consolarla, ondeggia la testa e rincara la dose con perfidie in latinorum: «Sì, gatta Ginger, mortua tu sei. Mortua tu sei, consumato tu hai le sette vite gatte tue».
Un libro come non ne leggevo da anni. Come non ho mail letto in realtà. Commovente in maniera struggente e non perchè ci sono momenti da lacrima facile, commovente fino alle lacrime per la bellezza di quello che scrive e di come lo scrive. Una scrittura a tratti volutamente ripetitiva che crea un crescendo musicale, come un coro angelico o come le aperture di un pezzo power… Ho pianto, non mi vergogno di dirlo, mi sono ritrovata a non riuscire a leggere per via degli occhi completamente appannati dalle lacrime. Ah lo riprenderò in mano, questo è sicuro. E vorrei che qualcuno me lo leggesse, in modo da poter piangere in pace. Credo che sarebbe un meraviglioso audiolibro, ma merita una voce calda e brillante, che possa far trasparire tutta la gioia che queste parole riescono a emanare. La gioia di sentirsi parte di un tutto, di essere tutto e tutti e anche se stessi in una dimensione dove non esistono i confini con l'altro.
Ginger, una splendida gatta Maine coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un tranquillo e fiorito cimitero per animali. Anche lei adesso è un Àniman, uno spirito che fa parte dell’anima del mondo, invisibile agli occhi umani. E la vita coi suoi nuovi amici Àniman – il pastore maremmano Orson, il cane poliziotto Ted, la dolce porcellina d’India Trilly, la sacra tartaruga Mama Kurma e decine d’altri – trascorre felice, fra tuffi nella pioggia per diventare immense nuvole animali, corse nel vento in cui si scambiano la pelle, canti notturni con le rane del canale, e visite di un’umana un po’ speciale, la loro amata Nonnina. Ma oscure minacce incombono: le misteriose sparizioni dei fratelli, le lugubri ricerche dell’ambiguo Custode, alcuni strani peluche dei bambini in visita, che hanno sguardi quasi vivi, inquietanti… In questo romanzo mai come prima Bruno Tognolini- due volte premio Andersen - ha raccolto e fuso mirabilmente i temi che più gli sono cari con la creazione di un mondo perfetto di felicità e innocenza in una storia dal ritmo cinematografico e con un sapiente uso di una lingua piena di invenzioni e di poesia. Un grande messaggio ecologico, e soprattutto spirituale, sulla natura del mondo: non annoiarsi mai di essere se stessi.
Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere, mica solo i bambini. I bambini queste cose le sanno già, sono gli adulti che a volte necessitano di un ripasso. E dunque prendete questo libro e divertitevi ad indagare con la “Ficcamusi Task Force” per scoprire che fine hanno fatto alcuni Animan che dopo aver parlato con la Nonnina sono scomparsi. E nessuno era mai scomparso prima: come può scomparire ciò che è? (direbbe Mama Kurma “ciò che è, è. Ciò che non è non può essere... quindi dove sono?). Ovunque siano, il compito della task force è riportare a casa i fratelli e dalle indagini emergono alcuni fatti: i dieci spiriti sono spariti dopo aver parlato con la Nonnina e dopo gli scavi del Custode del cimitero. Nonnina è un’anziana signora che trascorre al cimitero gran parte del suo tempo perché, essendo una Saltafossi è in grado di vedere e parlare con la sua cagnolina Sophie, diventata Animan da un po’, e con gli altri animali del Giardino. Il custode è un uomo cattivo, che detesta il lavoro al cimitero e che maltratta il suo pittbull Bestio e lo usa per scegliere in quali tombe scavare. Chi dei due è responsabile delle sparizioni? Le due cose sono collegate? Le indagini arriveranno ad un punto di svolta quando Ginger noterà che alcuni bambini che vanno al cimitero, hanno con loro dei peluche dall’aspetto strano. I loro occhi sono tristi e arrabbiati, non sono occhi di giocattolo. Che la chiave del mistero sia lì? E se a tutto questo si aggiunge un’ordinanza del comune per far chiudere il cimitero, ecco che avremo gli ingredienti di una storia appassionante, a metà tra il giallo e il fantasy. Che vale la pena leggere.
È il primo libro di Tognolini che leggo, ma non sarà l’ultimo. È poetico, divertente, pieno di perle di saggezza distribuite in tutto il libro. Tratta il tema della morte e della vita con delicatezza, con rispetto e allo stesso tempo con una tale semplicità e concretezza che ho pianto quando ho letto di Bestio Buck. Il valore aggiunto di questo libro è che fa riflettere sull’importanza del dialogo, dell’ascolto e del non giudicare con ferocia o spietatezza. Chi sbaglia può sempre rimediare al proprio errore, soprattutto se in buona fede (a chi mi riferisco? Eheheheeh). Senza essere buonisti. D’altronde, per dirlo con le parole di Mama Kurma: “se tu sei tu e tu sei tutti” quando giudico o ferisco, chi sto veramente giudicando e ferendo? La domanda resta aperta, così come il finale.
Altro libro per ragazzi in cui gli animali sono protagonisti, attori fondamentali della storia, ancori di più qui, dove però non sono più vivi ed in carne ed ossa ma Animan, fatti di vento. Ginger è la voce narrante e protagonista, l'ultima arrivata al Giardino dei musi eterni. Lei è una Maine coon, fiera e autoritaria e molto intelligente. Il comitato di accoglienza e di primo soccorso è formato da Ted, un bel pastore maremmano, Ci, un piccolo canarino giallo e Mama Kurma, la decana tartaruga del giardino. Loro sono lì per attutire il colpo, per aiutare i nuovi arrivati a capire cosa gli è accaduto e ad ambientarsi in questa nuova vita. Le giornate sono immutabili ed eterne ma Ginger si è abituata sin da subito, ha stretto amicizia con Trilly, una porcellina d'india, con cui passa diversi momenti ad osservare tutto e tutti. E' così che scopre e sente discorsi particolari, come la sparizione di alcune Animan. E' così che nota dei peluche strani, con degli occhi malvagi, che lei chiama "mezzovivi" e che spaventano i loro piccoli proprietari. E' così che incontra la Nonnina, l'anziana signora che riesce a vedere e parlare con loro, che ogni giorno si reca al cimitero per curare la tomba della sua cagnolina Sophie. A queste misteriose scomparse si aggiunge un altro mistero: cosa farà mai il custode, una brutta persona, con il suo cane che lui chiama disprezzandolo "Bestio", sempre in giro tra le tombe? Potrebbe essere che cura e pulisce ma non è così! Il cane cerca, deve fiutare qualcosa. Sarà sempre Ginger a capire, osservandolo bene, e con l'aiuto di Ragioniere e di Ted, cane poliziotto, cosa nasconde il custode e a fregarlo, riscattando alla fine il Giardino. Però le sparizioni continuano, sono legate ai peluche e la squadra al completo dei Ficcamusi risolverà anche questo mistero, liberando gli amici. Tanto dietro questa storia si cela dietro ai dialoghi, alle riflessioni di Ginger e Mama Kurma. I due misteri sono semplici, si capisce bene che sono legati tra di loro, che nonostante tutto la Nonnina è coinvolta, anche se non del tutto consapevole, in un primo momento dell'errore che sta compiendo. Non sempre la lettura è scorrevole, la tartaruga a volte è troppo enigmatica e come Ginger direi che ci capivo ben poco, almeno non subito, ma tutto sommato è la sua caratteristica parlare in quel modo. Tutto il resto è poetico, il modo come queste anime sono libere di muoversi, di trasformarsi, rende tutto più leggero, per una tematica importante come la morte e quello che c'è o ci sarà dopo. Ho pianto? Sicuramente, anche se meno di quanto avevo ipotizzato, proprio perché è tutto molto leggero e ben descritto. E mentre immaginavo Ginger e tutti gli altri, ho immaginato i piccoli amici che ho perso nel tempo, i miei canarini, il mio merlo indiano, alla cagnolona di mio zio e tutti i gatti che nella vita sono stati compagni estivi, che mi hanno adottato e fatto compagnia e a cui penso sempre. Spero che anche loro stiano correndo e svolazzando liberi ..... da qualche parte.
Lento, ripetitivo e con un modo di far simil-new-age che non mi è piaciuto per niente.
L'idea era buona, per carità. L'idea di questa seconda vita per gli animali domestici mi piace un sacco. Ci vedrei bene anche i miei di cagnetti: Terry in testa, Mika, Sami, Toby, Aièn, Biba... Ma è stata presentata in un modo infame: quante ripetizioni del concetto io-sono-tutto-io-sono-me. Un editor saggio avrebbe tolto tutte le ripetizioni che alla fine rendono il libro lento e noioso.
Per certi versi mi ricorda Don Matteo: in Don Matteo i colpevoli si pentono subito e nessuno di loro ha mai ucciso perché realmente cattivo (vedasi i vari Criminal Minds o Law & Order: Special Victim Unit. No, sono tutte pecorelle che hanno perso la retta via e che verranno guidate da Don Matteo verso la redenzione. Ecco, qui, stessa roba. A parte che effettivamente sembra essere un cattivo con i fiocchi, i veri responsabili delle sparizioni non l'hanno fatto per cattiveria. Hanno solo perso la retta via. Che cosa fastidiosa!
Gli animali erano caratterizzati bene, questo sì. All'inizio Ginger mi stava un po' sulle scatole ma poi ci ho fatto l'abitudine. Mama Kurma e il suo strano modo di parlare mi stavano molto sulle scatole, questo sì. Sembra un politicante: tu le fai una domanda; lei parla cinque minuti; poi tu, analizzando ciò che ha detto, scopri che non ha affatto risposto alla tua domanda. Credo che il mio preferito sia il cane Bestio. Le scene dedicate a lui erano strazianti, la cosa migliore del libro.
Il mistero? Come detto sopra, delusa dalla risoluzione.
Ah sì, dev'essere l'unico libro in cui l'autore usa la parola gagliardo più di cinque volte, di cui tre solo nelle prime trenta pagine. BRRR!
Va beh, dubito che tornerò a leggere altri libri di Tognolini. Questo non mi ha colpito per niente.
Non è facile scrivere una storia dando voce soprattutto agli animali,si rischia che il lettore si annoi e che ne vengano fuori frasi fatte su cani e gatti. Ho trovato,invece,questo libro un grazioso gioiellino giallo-fantasy dove,soprattutto gli animali da affezione, sono ben caratterizzati,divertente e ricco di significati sottintesi, con anche una vena poetica nella descrizione del passaggio tra la vita e la morte. Ci sono tanti personaggi animaleschi,ma ogni nome si ricorda facilmente e tutti entrano in questa adorabile storia e si faranno ricordare bene. Ci sono l'orgogliosa Ginger,gatta Maine coon che rappresenta in pieno quello che sono i felini, c'è il simpatico pastore maremmano Orson, il cane lupo poliziotto Ted,l'amichevole porcellina d'india Trilly e tanti altri, ma soprattutto c'è la vecchia tartaruga Mama Kurma che parla un po' come il maestro Joda di Star Wars e rappresenta la saggezza,amata e stimata da tutti gli altri Animan del Giardino. Una lettura trascinante per ragazzi e per adulti,per chi ha perso un amico animale e, in cuor suo,crede che sia da qualche altra parte a correre felice,più veloce del vento.
Idea narrativa non male, sembra anche molto adatta a un film d'animazione. Una favola (almeno io l'ho letta così) che racconta di un mondo animale interconnesso - quello dell'aldilà; piacevole lettura almeno fino a quando si arriva a un punto in cui la tecnica narrativa pecca in ripetizioni (succede qualcosa che noi viviamo seguendo le gesta di alcuni protagonisti, i quali passano poi diverse pagine a raccontare le stesse cose ad altri). La seconda parte del romanzo in effetti si appesantisce, le descrizioni poetiche che all'inizio colpiscono poi tendono a essere ripetitive e anche un po' stucchevoli (pericolo che persiste in tutto il romanzo a dire la verità). Una maggiore asciuttezza avrebbe giovato, avrei dato forse 4 stelle; nel complesso un buon romanzo con dei momenti anche commoventi, specialmente per chi ha vissuto con degli animali.
2 stelle e 1/2 per questo libro che mi è stato consigliato ma proprio non mi ha "preso". Terribilmente lento, soprattutto dalla metà in poi, con un finale che non vedi l'ora di raggiungere, ma non certo per curiosità, solo per passare ad un'altra lettura.
Tre stelle da adulta, ma darei 4 stelle per i ragazzi. Ben scritto, storia fantasy ma non troppo scollegata dalla realtà e anche multi altri spunti interessanti.
vivo da dieci anni con Niffa, la mia gatta, in alcuni passaggi il libro non è stato semplice, ho pianto più volte pensando ad un dopo per la mia palla di pelo. nonostante questo, non ho apprezzato del tutto il racconto. peccato.
È un giorno come tutti gli altri quello in cui la gattina Ginger apre i suoi occhietti sonnacchiosi verso una nuova giornata fatta di pappa, coccole, fusa, giochi, pisolini, e rimproveri sapientemente ignorati. O almeno così crede, ma qualcosa è diverso, insolito, strano. Ginger non sente più i dolori e la fiacchezza che la accompagnavano da un po' di tempo a questa parte, ma allo stesso tempo non sente più gli odori familiari della sua casa, o la voce allegra del suo padroncino Davide e di sua sorella Viola, e poi eccolo là, davanti ai suoi occhi un giardino sconosciuto e vasto, popolato da animali di ogni specie e decorato da strane sedie in pietra, conficcate nel terreno. Ma quelle non sono sedie, quello non è un semplice giardino, e quelli attorno a lei non sono semplici animali, o almeno non più. Ginger è morta, o meglio il suo corpo fatto di carne ed ossa lo è, ma la sua anima è lì, ancora viva, ma in maniera diversa... La scoperta è sconvolgente, ma il cane da pastore Orson, assieme alla squadra di primo soccorso, giungeranno in suo aiuto e conforto. Una volta accettata la sua nuova condizione, Ginger inizia ad apprezzare la libertà di quella nuova vita eterna, vasta e sconfinata, non più prigioniera di regole fisiche e temporali. Lei adesso è un Àniman e, come le insegna la saggia tartaruga Mama Kurma, la sua esperienza nel mondo può spaziare ovunque, svincolata dai confini. Lei ora è se stessa ma è anche tutti, lei è qui ma è ovunque. Lei è vento, e come il vento si può spostare, in ere e luoghi passati, in vite già vissute. Ma un mistero giunge a scalfire la placida quiete che caratterizza le eterne ore al giardino dei musi eterni. Degli Àniman sono scomparsi all'improvviso, senza alcuna spiegazione... Da qui il racconto si tinge di giallo e Ginger, assieme ai suoi fidati amici, cercherà di svelare il mistero nascosto dietro quelle sparizioni. Ma definire questo libro "un giallo" sarebbe riduttivo, perché è in realtà molto di più. Bruno Tognolini costruisce un'avventura misteriosa e divertente dove sono gli animali i protagonisti della storia. Loro sono le vittime, i sospettati e i sagaci detective, ma anche la dolcezza, l'amore e l'infinita saggezza. Chi ha avuto un animale, e chi ha dovuto dirgli addio non potrà non commuoversi leggendo questa storia così intrisa di speranza, felicità e malinconia. La vita oltre la morte è il tema principe, e qui viene affrontato con filosofia e saggezza, offrendoci una prospettiva sognante e affascinante, che viene raccontata e descritta con grande poesia. Saggio, è così che definirei questo libro e la penna che lo ha scritto. Capace di regalare sorrisi e lacrime, di far ripensare, ai piccoli amici che ci hanno lasciato, con serena e placida malinconia.
Splendido libro di un autore a torto ritenuto solo per ragazzi. Poetico e spiritoso, parla di mondi imnaginari e di realtà, di vita e di morte, di animali e umani con incomparabile profondità nai disgiunta da leggerezza.