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Il volo della martora

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9 ottobre 1963, ore 22.39: 270 milioni di metri cubi di terra si staccano dal monte Toc e precipitano nel lago artificiale formato dalla diga del Vajont, sollevando un'onda che spazza la valle, travolgendo boschi, case e vite umane. Mauro Corona, che all'epoca della tragedia era poco più che un bambino, fa rivivere in queste pagine quel mondo scomparso. E lo fa attraverso ventisei racconti che raffigurano le vicende di uomini e donne semplici, ma anche di animali, di alberi e di rocce. Storie di fatica e sofferenza, il ritratto di un universo scomparso, custodito con amore nella memoria dell'autore.

208 pages, Paperback

First published January 1, 1997

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About the author

Mauro Corona

58 books116 followers
Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.

Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.

Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia.

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54 (18%)
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14 (4%)
1 star
6 (2%)
Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Erica.
124 reviews24 followers
November 19, 2010
Avevo sempre avuto una forma di pregiudzio per Mauro Corona. Non so neanche spiegarmi il perché. Forse pensavo che non raccontasse niente che potesse interessarmi. Quanta presunzione! Quanto mi sbagliavo! I suoi racconti sono semplici e parlano di quotidianità che sono appartenute ai nostri nonni e bisnonni, a qualche genitore forse (dipende dalla vostra età), ma che ormai sono state quasi dimenticate. Proprio per questo andrebbero letti, per ristabilire quella specie di equilibrio e di misura nel capire cosa è veramente importante e cosa non lo è.


"Da quella sera lontana molti anni sono trascorsi, come vuole l'inesorabile cammino del tempo.
Il vento del passato ha smussato gli spigoli taglienti a quei giorni tragici e impressionanti.
La rassegnazione pulisce il dolore rendendolo levigato ed essenziale come un ciottolo di torrente. SOlo ogni tanto esso torna a cercarci scostando per un attimo il velo dell'oblio. E poiché ricordare è un riflesso istintivo, da tutti quei morti emergono i volti dei bambini scomparsi nell'acqua del Vajont. E la tristezza, nel suo perenne girotondo attorno ai fatti della sera maledetta, passa a visitarci portando con sé il sorriso di quei bambini e il ricordo della loro ultima estate."

Profile Image for Marianna.
357 reviews22 followers
October 8, 2018
Non male. Ho apprezzato molto i ricordi dell'autore riguardanti i propri familiari, la raffigurazione di un'umanità grezza e "imbarbarita" dal doversi mostrare forte e dal doversi procurare di che vivere tutti i giorni, ma forse più serena e in grado di apprezzare meglio i doni della vita e della natura. Si respira sempre un'aura di bontà e semplicità contadina che riscalda il cuore e a tratti commuove, però mi è sembrato che si parlasse di caccia e ammazzamenti di animali con un po' troppa leggerezza, e la cosa mi ha disturbata. So che l'autore prende ormai le distanze da questa pratica e che veniva fatto solo per sussistenza, però io avrei evitato di riportare i metodi di cattura e di uccisione delle varie bestie che popolano il Friuli, o anche di spiegare come poi ci si accaniva sul corpo morto.
Insomma, molto buone alcune cose, male certe altre. Nel complesso, 3 stelle stiracchiate - ma 2 sarebbero troppo poche.
Profile Image for Karina Samyn.
206 reviews1 follower
August 28, 2025
3,5
Het verlangen naar vroeger, naar authenticiteit, naar een hard maar eenvoudig leven, dicht bij de natuur. Dit boekje is weemoedig, een gevoel van een kostbaar verlies. De moderniteit vernielde dit leven. Nergens meer dan daar in de Dolomieten met de ramp van de stuwdam Vajont toen een instortende rots een waterstormram creëerde dat hele dorpen van de kaart veegde en waar duizenden mensen hun leven verloren. Ontroerend gevoelig boek.
Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,118 reviews165 followers
December 18, 2019
Il volo della martora è una raccolta di ventisei racconti dello scrittore, scultore, alpinista friulano Mauro Corona, pubblicato nel 1997, alcuni dei quali però erano già stati pubblicati in date diverse su Il Gazzettino di Pordenone.

Precedentemente, sempre di Corona, avevo letto “La fine del mondo storto” nel 2010, stroncandolo in maniera assoluta e completa. Avevo così deciso di chiudere con quest'autore e andare davanti, ignorando completamente qualsiasi richiamo dagli scaffali di montagna che visito spesso e sono quasi tappa d'obbligo nelle librerie montane. Fatto sta, che essendo appassionato di vette, qualcuno decide di comperarmi i primi libri scritti dall'autore.

Essendo che ero già in montagna, il libricino è corto e in più suddiviso in tanti racconti si adattava benissimo ad una lettura poco impegnativa e saltuaria e così eccomi nella recensione di questo libro che mi ha sorpreso in maniera positiva e non dico di essermi ricreduto su quanto detto in precedenza sull'altro libro, ma mi ha riconfermato la regola che degli stessi autori possono scrivere storie bellissime o storie da dimenticare completamente. Forse questo, essendo il primo, aveva quella freschezza e innocenza che poi è andata persa nei libri successivi.

I personaggi di questo libro sono parenti, amici o semplici conoscenti dell'autore che vengono descritti a volte con sottile ironia, a volte con cruda verità quando la miseria porta le persone a comportamenti molto dubbi. Quello che è certo è che emerge in ogni pagina il profondo rispetto per la montagna intesa nella sua integrità, dal sasso all'albero, dagli animali al povero montanaro costretto a vivere in un paese scomodo, misto al pentimento di chi ha ferito la natura a causa di un'educazione spartana ed insensibile.

Il libro parte dai ricordi d'infanzia di Corona, e segue una strada ben delineata, secondo un filo logico che li concatena, fino al tragico evento del 9 ottobre 1963, la caduta del monte Toc nella diga del Vajont, che provocherà non solo la tragica morte di migliaia di persone, ma anche la perdita di una realtà fatta da anni di vita legati alla terra, alle tradizioni e alla cultura di quelle valli.

L'autore ci fa partecipi del suo mondo e ci comunica con estrema semplicità ma con tanta profondità, dei valori ormai dimenticati, ci ricorda che la vita era dura per tutti, anche per i più piccoli, soggetti a privazioni e angherie, alla conquista del cibo e dei modi (anche i più scorretti) per vivere. Gli inverni freddi, le fate, i pascoli e le interminabili bevute di cui parla l’autore sono echi lontani di universi arcaici spazzati via in pochi decenni dall’arrogante forza della modernità.

Insomma se chi legge si porta dentro nell'anima anche un poco di montagna, questi racconti non possono che far vibrare certe corde che portano ad emozioni dure, ma di un fascino inconfutabile. Consigliato agli amanti della vita semplice ma dura, a chi si abbandona ai ricordi e a chi non può fare a meno di respirare l'aria dei monti.
Profile Image for Charlie.
44 reviews1 follower
May 29, 2014
"classico" stile di Corona, forse uno dei suoi primi libri pubblicati?
Se lo conoscete non resterete delusi affatto, anzi, a mio avviso si lega bene al "Il richiamo del bosco" ed aiuta a capire meglio tanti riferimenti che poi sono presi e citati in altri suoi racconti. Anche la figura dello scrittore\alpinista è ben delineata, con molti accenni alla sua infanzia.

I racconti nello specifico parlano di vita nei boschi, a contatto con la natura, talvolta amica, talvolta invece indifferente, sempre comunque onesta (a differenza degli uomini).

Ho divorato il libro in 3 giorni (si legge davvero bene), metto solo tre stelle perché tutti i racconti della parte "animali" sono collegati alla caccia (che l'autore praticava da bambino con il padre, e sebbene ora la ripugni, avrei preferito una presa di posizione ancora più netta) e perché la parte di Erto l'ho trovata troppo triste, troppo collegata alla vicenda del Vajont (anche se capisco che sia un fatto preponderante per chi viva in quelle zone).
Profile Image for Ilaria Nappi.
17 reviews
August 29, 2025
Prova orale del concorso docenti. Traccia: "Gli scrittori contemporanei raccontano la montagna". Faccio le mie ricerche e scopro l'esistenza di questo caposaldo della "letteratura di montagna".

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla capacità di Mauro Corona di dar vita a racconti avvincenti, ricorrendo anche a personificazioni degli elementi naturali in momenti storici come il disastro del Vajont.

Il libro ti immerge nella vita di montagna, tra baite, malghe, lavori usuranti ma edificanti. Ma c'è anche il racconto della vita di un uomo che affronta sofferenze importanti, come la perdita del giovane fratello. Emergono, anche in forma di monito, valori essenziali che chi ha vissuto la montagna, anche in minima parte, conosce: il rispetto per la natura e la punizione per chi va contro questo dettame.

Suggerisco agli amanti della montagna e a chi vorrebbe avvicinarsi a questo ambiente da riscoprire nel mondo privo di valori che ormai ci circonda.
Profile Image for Matteo.
8 reviews
May 27, 2023
Mauro Corona riesce sempre a toccarti nel profondo. Con uno stile genuino, parla della magia delle piccole cose che attraverso le sue parole assume una potenza disarmante. Racconto dopo racconto ti rende partecipe di ricordi ed usanze di un mondo perduto, spazzato via dalle acque del Vajont. Lì, sempre racconto dopo racconto, ti sembra quasi di veder riaffiorare una parte di te, ferma in un angolo della tua infanzia, ancora intenta a stupirsi per ciò che di nuovo ha potuto ammirare per la prima volta. Se si potesse identificare con un suono, quella parte di te sarebbe decisamente il canto del cuculo.
Profile Image for Nicole Ercolini.
Author 2 books1 follower
July 4, 2019
Racconti interessanti ma velati di malinconia, come quasi tutta la produzione di questo scrittore. Il Vajont è un tema ricorrente che anche questa volta fa puntualmente la sua comparsa (come potrebbe essere altrimenti per chi ha vissuto la tragedia?).
Bello, ma evitare la lettura quando non ci si sente di umore gaio, altrimenti si correrà il rischio che qualche lacrima scappi.
Profile Image for Jack.
58 reviews
September 22, 2023
Non regge assolutamente il confronto con Rigoni Stern. Ciononostante, resta un’importante testimonianza della vita di montagna dal 1950 al 1963, e del disastro del Vajont. Mi sono piaciuti di più i primi racconti, rispetto agli ultimi.
Profile Image for Paolo.
6 reviews
October 21, 2008
Worth reading... and more than anything else is Gocce di Resina:

“...gli uomini sono come gli alberi, hanno una corteccia che li protegge. Se gliela togli rimangono nudi, li puoi vedere nella loro interezza, nella loro fragilità, nel loro dolore. Vi sono molti attrezzi per togliere la corteccia agli uomini. Uno di questi è l'amore che fa muovere le linfe come la primavera. In quel periodo, la scorza si può togliere con le mani, come il cartoccio dalle pannocchie...
La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall’albero ferito. Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l’acqua, non abbandonano l’albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.
I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita. Anche quelli belli diventano punture. Perché, col tempo, si fanno tristi, irrimediabilmente già stati, passati, perduti per sempre.
Gocce di resina sono piccoli episodi, aneddoti minimi, spintoni che hanno contribuito a tenermi sul sentiero. Proprio perché indelebili sono rimasti attaccati al tronco. Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie. Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento, o, quantomeno, ci ha fatto riflettere. La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti. […]".

Profile Image for Mario Incandenza.
93 reviews7 followers
March 27, 2014
Racconti che testimoniano culture e modi di vita ormai persi.

Racconti che parlano di una natura che regala e chiede molto.

Racconti che ci mostrano gente umile dotata di grande spirito di sacrificio, gente dignitosa, gente non necessariamente buona e "candida".

Racconti su una montagna che parla tramite la sua flora, la sua fauna e le sue rocce. Parla a chi sa ascoltare.

Racconti che ci fanno vedere il volto "umano" degli animali.

Racconti di amicizie, di legami forti e indissolubili resi tali da una vita trascora assieme respirando la stessa aria, tagliando gli stessi alberi, bevendo lo stesso vino, respirando lo stesso gelo, calcando le stesse orme.

Racconti che innegabilmente ci ricordano che abbiamo una grande responsabilit�� nei confronti della Madre Terra e del nostro prossimo. Responsabilit�� che spesso, troppo spesso, dimentichiamo per falsi, futili e frivoli ideali.

Profile Image for Eleonora Salviato.
447 reviews5 followers
October 2, 2021
Questo è il primo libro che ha scritto Mauro Corona e finalmente l'ho recuperato, essendo racconti mi ha lasciato emozioni diverse, interessante il fatto che usi le storie per raccontare anche la sua vita, da cui infatti traspare che la tragedia del Vajont è stato un avvenimento che l'ha segnato molto nel profondo...Sorvolando sui racconti del "maiale" e la "volpe" che consiglio di evitare perché assai... cruenti...mi hanno colpito molto gli ultimi due racconti quello del corvo e dei bambini molto tenero e commovente.
Profile Image for Max Rocca.
188 reviews5 followers
November 23, 2012
Quanta umanità nei libri di Corona, in questo narra storie di vita vissuta, da bambini, da giovani e da anziani, ognuno con le sue debolezze, i suoi coraggi Corona come sempre con un linguaggio semplice ci accompagna dei boschi del suo paese natio, Erto,poco prima del cataclisma del Vajont. Paesaggi narrati con sapienza, suoni e profumi espressi in modo tale da portare il lettore con lui. Dedicato agli uomini e alle donne che amano seguire ancora il corso della natura

Profile Image for Terra.
1,235 reviews11 followers
August 30, 2025
difficile dire che cosa mi urta di corona: forse la retorica, forse la tendenza al luogocomunismo. il primo libro che avevo letto l'avevo trovato delirante, ma una seconda occasione si nega a pochi. in effetti questo è molto meglio, bellino pure, anche se dalla quarta di copertina uno direbbe che al centro di tutto c'è il Vajont e poi non è così. però non c'è niente da fare, non siamo fatti per intenderci.
Profile Image for Clara Mazzi.
777 reviews47 followers
August 7, 2013
Mauro Corona mi ha stupita.Non solo non amo particolarmente i racconti ma non mi piace la letteratura italiana attuale che considero scadente. A cio´si aggiunge il personaggio: strambo e non chiaramente simpatico. E invece buona parte dei suoi racconti sono veramente validi. Leggero´ almeno un altro suo libro per metterlo meglio a fuoco.
Profile Image for PierPaolo Zus.
19 reviews1 follower
January 26, 2016

Agro e dolce

Tanti brevi racconti che fanno di questo primo libro di Corona un libro fantastico, semplice e articolato allo stesso tempo, dolce e amaro, sognante e realista.
Tanti racconti che hanno il difficile rapporto tra uomo e natura il loro denominatore comune. Un susseguirsi di avventure semplici ma emozionanti, leggere ma sagge, con lo sfondo tragico dei fatti del Vajont.
Profile Image for Umberto Boldrin.
59 reviews
February 16, 2019
Inizio col dire che il mio voto sarebbe 3.5. Si tratta di un libro molto svorrevlle composto da storie brevi 5/6 pagine. Corona da risalto ai valori reali della vita narrando di uomini semplici di montagna e del loro rapporto con la natura. Libro non banale da parte di un osservatore attento e acuto.
Profile Image for Elalma.
903 reviews102 followers
June 16, 2012
Poetico e struggente. I racconti sul Vajont fanno respirare un'aria perduta senza indugiare sul tragico pur nella gravit� del dolore
Profile Image for Dalloway.
33 reviews3 followers
October 24, 2021
Le basi della cultura, il contatto con la terra. Genuino.
Displaying 1 - 24 of 24 reviews

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