Colección de cuentos redactados en dialecto toscano a finales del siglo XIII, "El Novelino" se distingue por la variedad de sus temas, fruto de la habilidosa reelaboración de materiales narrativos muy dispersos. Varias son las cosas que hacen singular y destacable este libro delicioso: su adscripción a una moral laica, su interés por lo real y los cotidiano, su espléndida y variada galería de personajes, su implícito encomio del ingenio, el ser uno de los primeros que dan carta de naturaleza a la descripción del mundo, de la sociedad y de la psicología de sus personajes y, desde luego, el primero que asume conscientemente el género narrativo del cuento como género literario y que aspira a ser un «libro de cuentos». Con todo, son sobre todo su amenidad y la ejemplar sencillez de su estilo los que hacen de su lectura un pequeño placer inolvidable. Edición y traducción de Isabel de Riquer
Books can be attributed to "Anonymous" for several reasons:
* They are officially published under that name * They are traditional stories not attributed to a specific author * They are religious texts not generally attributed to a specific author
Books whose authorship is merely uncertain should be attributed to Unknown.
Il Novellino è una raccolta di novelle di provenienza toscana, risalenti al ventennio 1280-1300, ma edite soltanto nel 1525 da Pietro Bembo. Se la data dice qualcosa agli italianisti, è perché nello stesso anno furono pubblicate le Prose della volgar lingua di Bembo, in cui Boccaccio è assunto a modello virtuoso di lingua italiana letteraria: non stupisce, quindi, che il Novellino contenga cento novelle divise in gruppi di dieci su base tematica, come il più famoso Decameron.
Rispetto al capolavoro bocciano, che affronta temi simili, siamo qui in un ambiente meno culturalmente raffinato e molto più medievale; ben lontani dall'Umanesimo, gli autori anonimi del Novellino appiattiscono la storia e considerano ugualmente cavalieri virtuosi personaggi storici e contemporanei, mitici e reali: Lancillotto e Federico II, Alessandro Magno e Saladino, Tristano e Traiano; Socrate diventa un savio romano e Talete un famoso astrologo.
Il tenore delle novelle è decisamente vario: da esempi di vizi e virtù a testi brevi dal sapore di barzelletta, con beffe e motti di spirito. L'ambientazione rispecchia il panorama culturale medievale: oltre alla storia, prevalgono il mito arturiano, le vicende cittadine dei Comuni e quelle cortesi di Francia. Non mancano personaggi che noi lettori conosciamo grazie a Dante, come il poeta e consigliere Bertran de Born e il cortigiano Marco Lombardo).
Dopo molti anni siamo riusciti a trovare il tempo per ultimarne la lettura che si è rivelata interessante in quanto getta luce sulle fonti del Decameron. Molte sono le curiosità che appassioneranno gli amanti del Medioevo.