Sette scrittori si misurano in questa antologia con il tema del Natale, sono storie fuori dall’ordinario e che riservano al lettore non poche sorprese. Liberi di sviluppare una narrazione sul tema che da duemila anni in qua è vissuto a tutte le latitudini, si sono sbizzarriti.
Bei racconti, come sempre, ma quello di Francesco Recami è favoloso! Parla di un gruppo di italiani bloccati in aeroporto. Se mai avete preso un aereo avete già idea di come si agitino i connazionali: ora immaginateli bloccati per neve la vigilia di Natale. Se posso sbilanciarmi direi che è una commedia verista.
Per una come me che normalmente, non ama molto i racconti, questo libro è stata, invece, una piacevole divagazione in questo periodo di feste. I racconti, poco impegnativi e non gialli come mi sarei aspettata, visto la specialità della maggior parte degli autori, sono tutti diversi tra loro, come stile e personaggi, ma li accomuna il fatto di raccontare tutti dei "Natali alternativi", non i classici cenoni coi parenti che siamo abituati a vivere o immaginare, ma situazioni surreali in cui i vari personaggi dei racconti, si ritrovano a passare quello che è da sempre considerato forse il giorno più importante e stereotipato dell'anno. Alcuni racconti sono più allegri e positivi, come quello di Francesco Recami, che ho particolarmente apprezzato, in cui un gruppo di turisti, si ritrova a festeggiare il Natale in un autogrill chiuso, circondato dalla neve, trasformando un momento di difficoltà, in un'occasione per festeggiare diversamente e forse addirittura più piacevolmente, questa festa; altri più negativi, come quello di Stassi e del suo detenuto che si trova su una nave, in transito da una prigione all'altra; altri più amari come quello di Calaciura in cui Santino si ritrova a non capire più suo fratello Santo ed il suo essere "speciale". Insomma un concentrato di mondi diversi in poche pagine. Quello che mi ha colpita di più è sicuramente quello di Andrea Camilleri, una favola dolce e poetica, che sa di mare e..di conchiglie e persone speciali. Non avevo mai letto nulla di suo, forse scoraggiata dal linguaggio un po' impegnativo, per una romana come me, ma sicuramente ora mi rifarò. Mi ha un po' delusa, invece, il racconto di Manzini, ma forse perchè su di lui puntavo tutte le mie aspettative, credendo di trovare qualcosa in più..anzi su, diciamocelo..credendo di trovare Rocco!! Che invece, appunto, non c'è, anche se non manca l'ironia della sorte a renderlo comunque un racconto abbastanza piacevole. Il racconto di Cataluccio, sul suo sogno di un villaggio greco immaginario in piena Milano, sinceramente, non l'ho molto compreso. E dire che era iniziato così bene, prendendo "in giro" il bosco in verticale che io odio!.. Pazienza. Ultimo racconto, quello della Bartlett poco significativo, ma talmente breve da non pesare. Nel complesso un tre stelline ci stanno tutte, ma non di più.
Raccolta di storie brevi a tema natalizio. Tra il deprimente e lo squallido. Se ne salva solo una, per il resto dimenticabile. Non capisco l'impellenza degli autori italiani a scrivere storie natalizie così brutte.
STORIE DI NATALE di Calaciura, Camilleri, Cataluccio, Manzini, Gimenez-Bartlett, Recami, Stassi Una grande conchiglia, regalata all'amore della vita. Santo e Santino, protagonisti di un Natale che non può ignorare la diversità. Un ladro-Babbo Natale vittima dell'ingiustizia di classe e dell'amore. Natale di ricordi quello di un detenuto in trasferimento verso un'isola. Avventura tra sogno e realtà di un giornalista un po' sprovveduto in un'isola-laboratorio. Assurdo Natale condiviso da un eterogeneo gruppo di persone bloccate dalla neve in un autogrill. Natale di solitudine di un pittore privato della compagnia della figlia e condiviso con una fanatica religiosa che vende libri porta a porta.
Una raccolta di racconti un po' diversa rispetto a quelle pubblicate finora da Sellerio. I protagonisti non sono personaggi conosciuti ma invece persone comuni del nostro tempo e di quello passato e sono anche più lunghi e sviluppati. Il mio preferito è sicuramente quello di Manzini, ironico, attuale, proprio come i suoi libri e quello di Camilleri, melanconico e profondo. Sicuramente un'ottima lettura per le vacanze di Natale che fa' riflettere e ci dona un po' della magia del Natale.
Gli ultimi due racconti rialzano le quotazioni di un libro altrimenti angoscioso, triste, cupo, che forse non è proprio quello che anche a Natale si vorrebbe leggere. Il racconto di Francesco Recami è bello, sincero perché semplice, ma per nulla sciocco. Mette in risalto anche il cinismo e le diversità caratteriali, il menefreghismo ma senza angoscia, anzi, facendo fare al lettore tante risate. Bellissimo
Ho trovato molto interessanti alcune storie, altre invece mi hanno lasciata un po' perplessa. Mi ha stupita soprattutto la storia di Camilleri: triste ma positiva. Un libro che però non mi ha ricordato il Natale ma anzi ha un po' rattristato l'atmosfera.
É sempre complicato dare un giudizio su una raccolta di racconti. In questo piccolo libro si mantiene un equilibrio di qualità ma una melanconia di fondo. Molto interessante l’accostamento dei vari autori. Molto bella la copertina.
Mi riprometto sempre di lasciar perdere queste raccolte, che hanno un evidente scopo commerciale. Ma poi c’è sempre un autore che mi dispiace trascurare … Il racconto di Manzini è divertente. Camilleri è Camilleri. Il racconto di Recami è gradevole, ma un po’ scontato. Il resto non fa per me.
È difficile valutare un libro di racconti. Diciamo che un paio sono molto belli, un paio discreti, uno così così. Insomma, 3 palle e mezzo arrotondate per eccesso.
Gli do 3 stelle per la qualità dei racconti di Manzini e Cerami, sennò potevano anche essere 2... Brevissima disamina dei racconti. Camilleri: troppo in siciliano. Storia godibile, ma la lingua diversa dall'italiano toglie pathos. E la fine sembra tirata via. Da Camilleri ci si aspetta di meglio. Calaciura: sembra una storia senza capo né coda, ma il finale la riscatta. Manzini: la storia da sola vale il libro. L'umanità ridicola del protagonista porta a tifare per lui, anche se si intuisce come andrà a finire. Anche senza Schiavone, Manzini è un autore superiore. Stassi: Questa storia veramente non l'ho capita. Mi astengo dal commentare. Cateluccio: Una fiaba postmoderna con un lieto fine che tanto lieto non è. Mi aspettavo finisse diversamente; anche qui una fine troppo veloce. Recami: persino molto meglio delle storie della "casa di ringhiera". La cosa migliore di Recami che abbia letto. Gimenez-Bartlett: infinitamente superiore alla sua investigatrice sinistroide, acida ed ipercritica. Ma alla fine non riesce a concluderla, perché non sa come fare. E si vede, Peccato.