A volte è difficile capire una persona, anche se la conosci bene. Se poi è una ragazza, è veramente difficile. Se poi quella ragazza l'hai vista per soli cinque minuti, allora è veramente impossibile. Eppure sono sicuro che qualcosa su di lei l'ho capito. Nel romanzo "Scusa ma ti chiamo amore" l'ho chiamata Niki. Ma tu, chi sei veramente Niki? Ti ho cercata lungo le strade. Mi sono voltato ogni tanto inseguendo un sorriso nel vento, quel muoversi di capelli. Non eri tu. Ma non ho dubbi su quel ricordo. La tua risata. Quel giorno in via del Corso hai incrociato il mio sguardo per un attimo. Ecco. E quella storia che i tuoi occhi mi hanno raccontato non sono riuscito a dimenticarla. Mi piacerebbe saperne di più su di te e in queste nuove pagine ho provato ad attraversare un po' tutta la tua vita. Solo una cosa. Se per caso ci ho preso... be' fammelo sapere.
Federico Moccia is an Italian writer, screenwriter and film director. His father Giuseppe Moccia was also a screenwriter and director. Following his successful book and film I Want You many people put padlocks on Ponte Milvio in Rome.
Nel complesso molto interessante e che ti prende come se fossi parte del racconto. Molto belli le varie citazioni a canzoni, libri e discorsi e vedere com'è nata all'autore l'idea del libro. Si respira un'aria di amore e di leggerezza nonostante i contenuti di cui si parla siano di vitale importanza.
Stavolta il romanzo presenta una trama poco fitta, semplici episodi accostati per far comprendere meglio la personalità di questa ragazza. La velocità e agilità della scrittura invece non tradiscono, e il lettore viaggia sulla scia delle parole. L’intento è semplicemente narrativo quindi manca un vero e proprio messaggio e anche un finale, perché il seguito della storia di Niki la si trova nel romanzo Scusa ma ti chiamo amore.
Nonostante la trama senza un finale, senza una continuità. E' un modo per entrare nella testa di uno scrittore, entrarci e vedere come sono nati i vari personaggi. Vedere la nascita di Niki in quel giorno in Via del Corso. Vedere la nascita di quel gruppo, di quelle quattro ragazze che insieme si facevano chiamare "le O.N.D.E"
speravo di arrivare in fondo alla prima pagina. Mi dispiace, non ce l'ho fatta. Banalità in uno stile che vorrebbe sembrare poetico, ma che poverino, si scontra con e regole della lingua italiana. Per fortuna che l'ho pagato un euro...