Manuale che illustra con gran dettaglio i metodi di sucidio più pratici, indolore e sicuri per sé e per gli altri, che sono soprattutto di tipo medico: sostanze varie, allo stato solido, liquido o gassoso.
Nei primi capitoli e in conclusione, alcune rapide considerazioni "etiche", nonché politiche e legislative.
Uno dei due autori, australiano, medico, ha avuto i suoi problemi con la legge. E solo per le sue idee.
Per dire, nel 2009 è stato tenuto agli arresti per diverse ore al suo ingresso in Gran Bretagna, dove s'era recato per una conferenza sull'eutanasia.
In patria le sue campagne sono state sottoposte a censura. In Australia almeno dal 2006 anche il mero dibattito sulla legalizzazione dell'eutanasia è sottoposto a restrizioni legali.
In Italia ci si lamenta tanto delle intrusioni della morale nella politica, ma ci si dimentica che in quanto a stato etico i paesi anglosassoni si battono più che bene.
E in generale in Europa le resistenze all'eutanasia dei governi, anche quelli laicissimi, rimangono assai forti.
(forse un giorno psicologia e antropologia dovranno mobilitarsi per spiegare scientificamente le ragioni di tanta ostinazione da parte del potere pubblico nell'impedire alle persone di essere arbitri ultimi del proprio dolore)
Se non posso che approvare pienamente l'intento umanitario del volume, conservo alcuni dubbî sulle considerazioni iniziali, che distinguono tra individui "degni" di accedere a una morte compassionevole (malati terminali, anziani) e altri, invece, le cui scelte possono essere messe in dubbio perché sarebbero viziate dalle circostanze (giovani, individui "depressi").
Il diritto alla morte (così come quello alla vita, l'uno specchio dell'altro) deve essere incondizionato se si vuole finalmente sottrarlo all'arbitrio del collettivo (più precisamente: di chi detiene il potere in un dato momento) sull'individuale; e soprattutto se si vuole evitare che possa assumere una qualche rilevanza l'accusa, spesso levata da chi contrasta l'eutanasia, cioè quella di creare cittadini di serie B da eliminare e di serie A da conservare. O tutti o nessuno.