In queste pagine l'autore ci mostra, attraverso una serie di insoliti spaccati di vita quotidiana, l'"altra" faccia dell'America, quella che il lettore italiano meno conosce, la più sorprendente ma non per questo meno vera. Protagonisti: non presidenti, né first lady, non divi cinematografici, né campioni sportivi, bensì gente comune con le sue bizzarrie e le sue, ai nostri occhi, straordinarie/incredibili avventure.
Vittorio Zucconi, nato a Bastiglia il 16 agosto 1944, è un giornalista e scrittore italiano. Laureato in lettere e filosofia all'Università degli Studi di Milano, è il figlio del giornalista Guglielmo Zucconi (che fu direttore de Il Giorno). Ha la doppia cittadinanza, italiana e, più recentemente, americana. È stato corrispondente da Bruxelles per La Stampa di Torino, da Parigi per la Repubblica, dalla Russia durante il periodo della Guerra Fredda e dal Giappone. Da diversi anni vive a Washington, dove ricopre l'incarico di corrispondente dagli Stati Uniti per la Repubblica. In passato ha lavorato per il Corriere della Sera e La Stampa. È attualmente direttore del quotidiano on-line la Repubblica.it e di Radio Capital. Cura inoltre una rubrica sul settimanale D - la Repubblica delle Donne. Dal 2007 tiene corsi estivi di storia italiana contemporanea e di giornalismo per post laureati al Middlebury College (Vermont, USA) Ha pubblicato vari saggi, insieme al padre ha scritto il libro La scommessa (1993). Ha scritto inoltre un libro per ragazzi, Stranieri come noi (1993)
Un libro che ha i suoi 25 annio passati e che raccoglie quelle che sulla settimana enigmistica si chiamerebbero "spigolature". Zucconi prende spunto da notizie di cronaca minori e ce le racconta evidenziando stranezze e contraddizioni del nuovo mondo al di là dell'oceano. Una lettura poco impegnativa ma gradevole e ben scritta.
In questo libro a metà tra il saggio e il racconto Zucconi tenta di stupire con una carrellata di storie vere provenienti dagli Stati Uniti. Alcune le ho trovate interessanti, altre meno... ma la cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è che non mi hanno stupito più di tanto. Sarà che il libro è stato scritto nel '97 e forse in quel periodo la globalizzazione era ai primi passi e l'Italia ancora era molto diversa dagli USA... fatto sta, che leggendo questo libro oggi, nel 2010, scopro che molti fatti strani Americani sono invece molto simili ad altri fatti successi anche da noi in Italia, o al massimo in Europa, e già sentiti al telegiornale. Tutto il mondo è paese, è proprio vero!
Interessanti storie vere raccontate con lo stile ironico di Zucconi che dimostrano, se mai ci fosse ancora bisogno, che la realtà spesso supera la fantasia.