Jump to ratings and reviews
Rate this book

Non aspettare la notte

Rate this book
Giugno 1994. Roma sta per affrontare un'altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent'anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...

377 pages, Hardcover

Published August 25, 2016

23 people are currently reading
555 people want to read

About the author

Valentina D'Urbano

12 books333 followers
Valentina D'Urbano è nata a Roma nel 1985, dove vive e lavora. Si è diplomata allo IED in illustrazione e animazione multimediale.

Nel 2010 vince la prima edizione del torneo letterario IoScrittore organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Il suo primo romanzo Il rumore dei tuoi passi, divenuto bestseller, viene pubblicato da Longanesi nel maggio 2012, e viene tradotto in Francia e in Germania. Nel settembre 2013 sempre per Longanesi pubblica Acquanera. L'uscita del suo terzo romanzo, Quella vita che ci manca, ancora una volta per Longanesi, è avvenuta nell'ottobre 2014. Parallelamente alla sua attività di scrittrice Valentina D'Urbano collabora come illustratrice per l'infanzia con diverse case editrici italiane e straniere. Recentemente è uscito il suo nuovo libro Alfredo.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
412 (41%)
4 stars
368 (37%)
3 stars
166 (16%)
2 stars
37 (3%)
1 star
7 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 114 reviews
Profile Image for Biblioteca .
19 reviews10 followers
March 18, 2020
Valentina D'Urbano è un'autrice che ho seguito dai suoi esordi. Il rumore dei tuoi passi mi ha colpito nel profondo, l'avrò riletto ormai mille volte e non ho faticato a lasciarmi coinvolgere dalla storia di Bea e Alfredo. Ho apprezzato moltissimo anche Acquanera, con le sue atmosfere cupe e angoscianti e quell'indiscutibile tocco di macabra originalità. Ora mi trovo alle prese con Non aspettare la notte, un romanzo che a mio avviso non possiede neanche lontanamente l'incisività dei precedenti, e mi dispiace dover esprimere un parere negativo a riguardo.

A farmi storcere il naso è stato in primis lo stile di scrittura. Ho sempre pensato che lo stile della D'Urbano fosse incisivo ed efficace; in questo caso l'ho trovato piatto, frettoloso. La storia fila via veloce, succedono un sacco di cose nel giro di poche pagine, e le situazioni (anche quelle più intriganti, soprattutto nel caso degli incontri amorosi tra Angelica e Tommaso) non vengono approfondite abbastanza. Le descrizioni sono approssimative, non ci sono dettagli che stuzzichino i sensi e ti trascinino nel mondo della storia al punto da farti dimenticare la realtà che ti sta attorno.

Il registro si mantiene basso per tutto il libro, e questo è un altro dettaglio che mi ha infastidito. I personaggi hanno tutti la stessa voce, parlano e pensano tutti allo stesso modo, che si tratti di un avvocato quarantenne o di una ragazzina. Ne Il rumore dei tuoi passi il registro basso aveva un senso, rappresentava la parlata tipica dell'ambiente in cui vivevano i protagonisti e la voce narrante era quella di Bea, ma in questo caso l'ho trovato fuori luogo, almeno per quanto riguarda i paragrafi raccontati dal punto di vista di Giulia, Enrico e Angelica. Enrico e sua figlia sono persone colte, hanno studiato, perciò il loro modo di esprimersi dovrebbe differenziarsi da quello di Tommaso o di Tania.

A proposito di punto di vista: non ho apprezzato la scelta di raccontare gli eventi attraverso la voce di una sorta di narratore onnisciente (o era piuttosto un narratore esterno a focalizzazione interna? Sinceramente non l'ho capito, la voce narrante di questo romanzo è riuscita soltanto a confondermi le idee). Il punto di vista salta di continuo da un personaggio all'altro; un attimo prima ci troviamo nella testa di Giulia, quello dopo guardiamo il mondo attraverso gli occhi di Angelica. Risultato? Confusione totale, soprattutto perché questi salti non avvengono da un paragrafo all'altro, ma a volte anche all'interno dei paragrafi stessi. In caso contrario, non sarebbe stato un problema.

Un altro dettaglio che ho trovato fastidioso riguarda la tendenza dei personaggi a ripetere, nel corso dei dialoghi, i nomi dei loro interlocutori. È tutto un “Ciao, Angelica, come stai?” “Ehi, Tommaso, tutto bene.” “Sono contento, Angelica. Andiamo a farci un giro?”. “Sì, Tommaso, volentieri”. Strutturare i dialoghi in questo modo non è per niente verosimile, e alla lunga diventa insopportabile leggere di persone che non fanno altro che chiamarsi per nome come se dovessero specificare a ogni frase chi si trovano davanti.

Passiamo alla trama. L'idea di fondo era intrigante; per esempio, ho apprezzato la trovata della Polaroid, delle fotografie utilizzate per preservare frammenti di realtà. In generale, però, da Valentina D'Urbano mi aspettavo molto di più. Ora, premetto che i romanzi rosa non mi attirano per niente, però speravo in un tocco di originalità da parte sua. Il rumore dei tuoi passi era in parte una storia d'amore, eppure mi ha fatto frignare come una bambina perché era un racconto duro, realistico. Qui è tutto il contrario: Non aspettare la notte è una storia ingenua, a tratti altamente melodrammatica, e molto spesso cade nel cliché. Un esempio: la caratterizzazione dei “rivali” in amore, ovvero Guido e Sabrina. C'era davvero il bisogno di tratteggiare lui come un bastardo totale e lei come una povera scema, in modo da esaltare le qualità di Tommaso e Angelica? Non credo.




ATTENZIONE!!! I paragrafi seguenti conterranno spoiler piuttosto pesanti!!


Un altro punto dolente è il personaggio di Angelica. L'ho trovata insopportabile, soprattutto in seguito alla sua...


….SPOILER SPOILER SPOILER.....



… decisione di sposarsi con Guido. Ho capito che è arrabbiata con Tommaso, ma PER QUALE DANNATISSIMO MOTIVO ha dovuto fare una cosa del genere? Ah, no, non l'ha nemmeno deciso lei. Frasi tipo: “Aveva lasciato che Guido decidesse per lei” o “Angelica apprezzava quel suo modo di girarle intorno, di ricoprirla di regali, di trattarla come una regina di vetro”, o ancora “quello che voglio io non conta niente” mi hanno fatto accapponare la pelle. Cioè, tu stai sposando un tipo che ti fa schifo perché “lui baderà a me, non lo trovo un altro così” e perché ti riempie di regali. Ma restartene da sola no, eh? Una ragazza non ha bisogno di un uomo per sopravvivere, soprattutto se ha vent'anni e l'uomo in questione la disgusta. Tanto per dire.

Tra l'altro, non si capisce come mai Angelica non possa perdonare Tommaso. Ti ha fatto soffrire, ho capito, ma lo ami da impazzire ed è l'unica cosa che vuoi al mondo, quindi perché non provare almeno a lasciargli spiegare?. E poi, non può assolutamente perdonarlo e rimettersi con lui ma è capacissima di infilarsi nel suo letto il giorno prima del matrimonio che la legherà per sempre a un altro! Non ho parole. Ma annullare il matrimonio? Dire a Guido la verità e smetterla di tirare il litigio per le lunghe? No, figuriamoci, sarebbe stato troppo semplice. Bisogna soffrire a tutti i costi e legarsi a un uomo per pura convenienza, per “ripicca”, come dice lei.

Alla fine, poi, dato che Angelica è davvero furiosa/ferita/delusa a morte dall'amore della sua vita e non vuole più saperne di lui, si preoccupa addirittura di svendere la villa di famiglia per pagargli un'operazione agli occhi! Manco a dirlo, l'operazione funziona, il matrimonio viene annullato e tutti vivono felici e contenti. Più che un romanzo, sembra una favola. In effetti, la trama a volte cade in situazioni davvero irreali, tipo il mezzo litigio tra Angelica e Guido mentre lui è al computer. Sua moglie gli dice di essere innamorata di un altro, di essere a stata a letto col suddetto ragazzo la notte prima delle nozze, e lui non capisce una parola della sua confessione perché non la stava ascoltando! Cioè, sul serio? Bah.

In definitiva: credo che l'idea iniziale fosse davvero carina, ma è stata sviluppata male. La trama è fin troppo prevedibile (per esempio, ho capito fin dalle prime pagine che Giulia ed Enrico sarebbero finiti assieme) e non abbastanza coinvolgente. Il lieto fine appare scontato, e certi dialoghi sdolcinati, uniti a vertiginosi picchi di melodramma, mi hanno fatto pensare a una puntata di Beautiful.

In ogni caso, la D'Urbano rimane una delle mie autrici italiane preferite, nella speranza che riesca a tornare in carreggiata col suo prossimo romanzo.
Profile Image for Chiara Cilli.
Author 58 books630 followers
September 17, 2017

Bellissimo, davvero imperdibile.

Me lo sentivo che questo sarebbe stato il romanzo di Valentina D'Urbano che mi avrebbe veramente colpita, e così è stato. Tutti affermano che è Il rumore dei tuoi passi, il suo vero capolavoro, ma purtroppo quel libro non mi ha suscitato alcuna emozione. Qui invece... QUI ho scoperto davvero perché questa autrice è tanto amata.
Perché la sua penna è tanto unica.

LA STORIA DI TOMMASO E ANGELICA MI HA TOTALMENTE TRAVOLTA, PROPRIO COME È SUCCESSO A LORO.

Mi sono rivista molto in lei, così chiusa e diffidente, così deteriorata esteriormente, ma così bisognosa di amore. Anche se, devo ammetterlo, da un certo punto in poi non sono più stata in grado di comprendere le sue scelte perché, in fondo, abbiamo due mentalità diverse – anche perché viviamo in due epoche diverse, e vent'anni fa le cose non erano come sono adesso.

 «La tua pelle è... rovinata, è vero. Non ti mentirò, non ti dirò che i tuoi segni non si notano. Perché sei una ragazza intelligente e lo sai pure tu che è la prima cosa che uno guarda, quando ti vede. Ma, Angelica, c'è altro nella vita. C'è molto altro. E tu sei bella da morire.» Fece un passo verso di lei, avvicinandosi un poco. «Tu non sei le tue cicatrici.»

E mentre, inevitabilmente, mi sono staccata da Angelica, mi sono aggrappata sempre di più a Tommaso. Oh, Tommaso. Lasciate che vi racconti di lui. È una persona speciale. Così speciale che sono stata come fagocitata dalla sua arroganza e dalla sua sicurezza.

È POTENTE COME UN URAGANO, PASSIONALE COME IL FUOCO.

 «Giulia, puoi dire quello che vuoi, puoi parlare di tempo e di pazienza. Ma se si tratta di Angelica io non ho né l'uno né l'altra. Non ho nessuna intenzione di stare senza di lei. Me la vengo a riprendere, fosse anche l'ultima cosa che faccio.»

Tommaso è l'uomo che le persone come me e Angelica vorrebbero accanto.
Tommaso non si arrende mai, questa parola non è nel suo vocabolario.
Tommaso sa quello che vuole e se lo prende. Con impeto, con dolcezza.
Tommaso vede realmente Angelica, niente sfugge ai suoi occhi, alle sue mani.

Ma a volte un nonnulla può essere quel granello di sabbia che fa crollare tutto...

 Non si può sostituire qualcosa di unico, non si può riempire un abisso che non vuole essere riempito, che sfugge, continua a spostarsi. Ci si può accontentare, ma certe cose ti mancheranno per sempre.

Guardando Angelica accontentarsi, mi sono chiesta perché. Ma in realtà me lo chiedo ogni giorno, guardando la vita delle persone che mi circondano. Perché accontentarsi? Per non restare soli? Per non essere diversi dagli altri? Per essere proprio come tutti gli altri?
No. Io sono come Tommaso.

TOMMASO NON SI ARRENDE MAI.
TOMMASO È UN GUERRIERO.
TOMMASO AMA CON TUTTA L'ANIMA.
SOLO ANGELICA. SEMPRE E SOLO ANGELICA.

Ma forse la verità è che non sanno stare insieme,
che l'amore non guarisce nessuna ferita, nessuna cicatrice.

Perché
C'ero io insieme a te e a tua madre, quella notte. Adesso c'ero anche io. Ti ho salvato anche io, ti ho tenuta stretta per non farti morire. E spero che il sacrificio sia bastato. Spero che da qualche parte tu conservi qualcosa di me, spero che tu ti sia presa i miei occhi, Angelica. Così con i miei occhi ti guarderai allo specchio e una parte di me ti vedrà felice.

Non aspettare la notte è un romanzo di forte impatto, crudo e passionale che ti si inerpica addosso e ti stritola. La scrittura di Valentina D'Urbano incanta e ferisce, penetra e saccheggia. Non dimenticherò mai Tommaso e Angelica.
NON DIMENTICHERÒ MAI IL MODO IN CUI TOMMASO AMA ANGELICA.



Leggi la recensione sul blog
ACQUISTA ORA CON 1-CLICK
|| Facebook || Twitter || Pinterest ||
Profile Image for Marta Luján.
Author 28 books200 followers
April 4, 2021
Esta es una de esas novelas que te mantienen con el corazón estrujado durante toda la lectura, por la intensidad de los sentimientos de los protagonistas, por los errores que comenten y que, a veces, parecen insalvables, y por las diversas situaciones que atraviesan Tommaso y Angelica.

Nos encontramos en Borgo Gallico, un pueblo de apenas mil cuatrocientos habitantes, cercano a Roma. La narración comienza en 1987 para trasladarse luego a 1994. Nos movemos entre esos años, que ahora nos saben a antiguo, en los que los jóvenes escuchaban la música en sus walkmans y se movían en lo que aquí en España sería una Vespino. Vacaciones divertidas con los amigos, risas y toda una vida por delante.

La trama comienza con un hecho espantoso, Irene, la madre de Angelica, una mujer de exquisita belleza y con un trastorno mental, sube una noche a su hija de trece años al coche y se lanza a la carretera a toda velocidad y estrella el coche. Angelica sobrevive, pero queda desfigurada en todo el cuerpo, con cicatrices que recorren su blanca piel. Años más tarde, comienza el desarrollo de la trama con un encuentro que marcará su vida y será el detonante de todas sus decisiones. Cargada de sentimientos intensos, se va desenvolviendo la historia de amor, en la que se entrelazan miedos, deseos y malas decisiones.

Angelica es hija de un abogado y vive a Roma, o, más bien, sobrevive, porque apenas sale de la casa y no tiene amigos. Su existencia está vacía, guiada por el miedo y la vergüenza de que alguien vea su rostro desfigurado. No tiene ilusiones ni esperanzas, y no soporta ver la compasión en los rostros que la miran. De improviso, recibe en herencia una villa en Borgo Gallico, y su padre la anima a ir a pasar allí las vacaciones de verano. La perspectiva no le agrada. ¿Quién quiere ir a encerrarse en una casa con piscina cuando se cubre de la cabeza a los pies con ropa ancha, aún en pleno agosto, y usa un sombrero de ala ancha que no permite que ni un solo rayo de sol toque su rostro?

Sin embargo, esas vacaciones cambiarán su vida. Allí conocerá a Giulia, una mujer que ha comprado la casita junto a la mansión. Ella no la mira con compasión, no la trata como si fuera una muñeca rota. Y, poco a poco, se gana su confianza y se va abriendo un hueco en su corazón, porque Giulia también tiene cicatrices profundas, pero son interiores. Las dos tienen mucho en común.

Conocerá también a Tommaso, un chico alto, musculoso, guapo a rabiar, divertido y alocado, que la primera vez que la ve le toma una fotografía con su Polaroid. Angelica se enfada, aterrorizada de que su rostro desfigurado haya quedado plasmado en una instantánea. Pero Tommaso es de los que hace lo que le da la gana, y desaparece llevándose la foto.

Tommaso se enamora nada más ver a Angelica, porque él la ve, la ve de verdad. Conoce su historia, la versión edulcorada que todo el mundo sabe (que su madre se durmió al volante, no que quiso matarla), que está desfigurada. Pero él percibe su belleza a través de la fotografía, porque Tommaso sufre una retinopatía y, con veinte años, se está quedando ciego. En sus mejores días ve todo borroso y desdibujado, como si estuviese bajo el agua, en los peores, solo manchas oscuras. Las fotografías le permiten ver aquello que no puede ver en los días malos.

La historia de Tommaso y Angelica se cuece poco a poco, porque hay muchos obstáculos que superar, los miedos, la desconfianza, la incomodidad, la vergüenza... Se convierte en un amor cierto, profundo. Tommaso llega a comprender a Angelica como nadie lo ha hecho, y la hace florecer. Pero la duda persigue siempre a Angelica y cuando él se equivoca, ella se hunde de nuevo en el abismo y retrocede al inicio de todo. No lo puede perdonar. El sufrimiento de ambos es tremendo, y el del lector, viendo los errores que cometen y que los alejan cada vez más, también. Por suerte, al final todo se soluciona felizmente y uno puede suspirar tranquilo.

El lenguaje que usa la autora, a veces seco, como disparos letales, otras florido y fluctuante como las aguas de un río, acompaña a los sentimientos que se van sucediendo entre los personajes. La evolución de estos es maravillosa y profunda. Y me ha encantado el detalle de la autora de hacer que Tommaso y Angelica lean juntos (o más bien ella se lo lea) un libro que Giulia le presta: Jane Eyre, y que el paralelismo con la historia de Jane y Rochester sea tan notorio.
Profile Image for Il confine dei libri.
4,863 reviews149 followers
September 15, 2016
Buongiorno, readers!
Sto letteralmente impazzendo per la lettura che ho appena terminato. Non so se abbiate mai letto un libro che riesce a scavarvi una voragine dentro al petto, come se cercasse qualcosa a mani nude, da strappare e gettare via. Be', io ho avuto la fortuna di imbattermi in un'opera del genere e, sinceramente, non so se esserne felice o meno. Il titolo del libro in questione è “Non aspettare la notte” di Valentina d'Urbano (per giunta una delle mie autrici italiane preferite), edito da Longanesi e pubblicato nel mese di agosto. È difficile riuscire a spiegare le sensazioni, sia positive che negative, che mi ha suscitato la storia di Tommaso e Angelica, ma giuro che proverò a raccontarvele. Come potete notare dalla trama, Angelica e Tommaso sono due persone molto particolari che hanno dovuto sopportare due delle peggiori esperienze che possano mai colpire una persona. Tommaso è affetto da una malattia degenerativa alla retina che gli fa perdere la vista a giorni alterni. Una mattina potrebbe svegliarsi completamente cieco e la mattina dopo vederci chiaramente. Angelica è stata vittina della pazzia della madre, che quando aveva tredici anni ha cercato di ucciderla in un'incidente d'auto. Lei è morta, Angelica no. Enrico, suo padre, ha eliminato ogni piccola traccia della madre: fotografie, ricordi, profumi, vestiti. Ad Angelica sono rimaste solamente le sue cicatrici a ricordarle quell'incidente. Ogni volta che si addormenta gli incubi le invadono i sogni e la sua pelle inizia a bruciare. Tutte le mattine, alle tre, si sveglia urlando per il dolore e per la paura. Io mi chiedo come si possa vivere con un peso del genere sulle spalle, infatti la nostra giovane protagonista ha un carattere duro e chiuso.

“Aveva bisogno di qualcosa di leggero per distrarre la testa, perché alle tre di notte Angelica si svegliava per un motivo ben preciso: le cicatrici bruciavano, come la notte in cui se le era procurate.”

Le cicatrici che le sfregiano tutto il corpo la rendono “diversa” agli occhi degli altri, così è abituata a coprirsi con un cappello a tesa larga per non farsi compatire dalla gente. Inoltre ha l'abitudine di chiudersi in casa a studiare, senza interagire con il mondo esterno.

«La tua pelle...è rovinata, è vero. Non ti mentirò, non ti dirò che i tuoi segni non si notano. Perché sei una ragazza intelligente e lo sai pure tu che è la prima cosa che uno guarda, quando ti vede. Ma, Angelica, c'è altro nella vita. C'è molto altro. E tu sei bella da morire.» Fece un passo verso di lei, avvicinandosi un poco.
«Tu non sei le tue cicatrici.»

La sua vita, però, cambierà in un'estate. Angelica ora ha diciotto anni e il padre decide di portarla nella vecchia villa del nonno fuori Roma, precisamente a Borgo Gallico. Lo stesso paese dove abita Tommaso e dove i due ragazzi si incontreranno. La vita di entrambi i protagonisti è segnata da un dolore che non si può descrivere, ma Valentina d'Urbano è riuscita a raccontarlo con parole semplici che colpiscono direttamente al cuore. Senza essere dolce, senza compatire. La sua penna sembra quasi l'ago di un tatuatore: arriva fin sotto pelle, dove le emozioni incontrano la verità e la sorreggono.
In fin dei conti, chi può capire meglio un dolore così grande? Solamente chi ha sofferto altrettanto. Proprio per questo motivo i due ragazzi trovano se stessi l'uno dentro l'altra. Ovviamente, come tutte le storie d'amore che si rispettino, c'è sempre un ostacolo da superare, ma in questo caso non si tratta di altre persone o di eventi. Il loro ostacolo più grande è la paura di farsi del male a vicenda, la paura di non essere abbastanza. Sarà proprio questo terrore a spingerli di nuovo l'uno nelle braccia dell'altra.

“Non si può sostituire qualcosa di unico, non si può riempire un abisso che non vuole essere riempito, che sfugge, continua a spostarsi. Ci si può accontentare, ma certe cose ti mancheranno per sempre. Non ti innamori delle cose perfette, senza segni. Le cose perfette sono di tutti. Ti innamori delle zone d'ombra, delle crepe, delle storture che vedi e senti dentro, che ti appartengono. Ti innamori di chi è riuscito a sopravvivere.”

Ok, penso l'abbiate capito molto bene che si tratta di un romanzo assolutamente meraviglioso. Io l'ho divorato in due pomeriggi e non riuscivo a staccarmici. Era come se potessi raccogliere io stessa le lacrime di Angelica ed assaggiarle. Dirvi che è stato intenso è forse poco. Ora non posso fare altro che lasciarvi alla vostra scelta, ma spero davvero di essere riuscita a farvi entrare nella mia mente e a farvi capire quali sono state le emozioni che questo romanzo mi ha suscitato.
Alla prossima. Un bacione
Profile Image for pinkcloudsbooks.
366 reviews379 followers
September 16, 2022
4.5⭐️

«Io non me ne vado. Io non posso più andare in nessun altro posto che non sia tu.»

Sarò ripetitiva ma vi giuro che è cosi, i suoi libri fanno male da morire, si sentono fitte allo stomaco e mal di cuore. Ogni santissima volta con un suo libro il cuore mi sale dritto in gola.
E anche in questo caso, Valentina D’Urbano non è stata da meno.

Angelica è una giovane ragazza di soli vent’anni che in piena estate per fuggire dai turisti di Roma decide di andare per qualche mese nella villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Potrà cosi continuare a nascondersi… perché Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga.

Ma nessuno può nascondersi per sempre.

A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce.

Questo è un romanzo tenero, romantico e tanto sofferente.
Angelica e Tommaso sono due ragazzi troppo giovani per aver dovuto sopportare tutto quello che hanno passato, eppure ci sono riusciti..
Non è stato sempre facile leggere e voler andare avanti, spesso mi ripetevo: basta, io non leggo più. Mi fa troppo male sta storia.

E poi invece poi sono finita per amarla completamente e senza freni.

È una lettura che vi consiglio di non perdere, una di quelle che prima ti fa male e poi ti guarisce.
Profile Image for Alessandra Angelini.
Author 4 books112 followers
March 29, 2017
Certe notti non riesci a dormire e un libro diventa il compagno di un’altra notte più corta del dovuto. Se però la storia che vai a leggere è di quelle belle, i minuti non arrancano ma corrono veloci e diventano ore, mentre fuori si fa l’alba. I libri belli non puoi posarli, proprio come non puoi sottrarti dalle sensazioni che ti fanno provare.
In “Non aspettare la notte” abbandoniamo le atmosfere cupe e opprimenti della Fortezza per trasferirci a Borgo Gallico, nella bella Toscana; i personaggi però restano quelli a cui Valentina D’Urbano ci ha abituato. Personaggi segnati, personaggi che hanno conosciuto il lato peggiore della vita.
Come Angelica, che porta sulla pelle i segni dell’incidente che le ha cambiato la vita. Un fitto reticolato di cicatrici le marchia la pelle, la separa dal resto del mondo, ma non sono quelle a bruciare. Sono i ricordi a cui sono collegati che la feriscono nel modo più subdolo possibile, e a vent’anni vive come una reclusa, nascondendosi dentro abiti informi e cappelli dalla tesa larga che impediscono a chiunque la sua vista. Angelica non si fida di nessuno, non permette a nessuno che non sia suo padre di avvicinarsi.
Poi un’estate tornano nella tenuta di famiglia, una grande villa che in paese sono abituati a vedere sempre chiusa, dopo la morte del vecchio capofamiglia. Proprio lì Angelica conoscerà Tommaso, e verrà travolta dal suo modo di fare che non accetta un no come risposta. Tommaso invade lo spazio vitale di Angelica, le impedisce di nascondersi, la spinge oltre i limiti che si è data come nessuno ha fatto fino ad allora. Tommaso non è spaventato da lei, non vede la ragazza deturpata di cui i compaesani parlano a fior di labbra. Tommaso non vede che ombre, che nei giorni buoni diventano immagini sfocate. La sua malattia è una condanna, non gli restano che pochi anni prima di restare irrimediabilmente cieco, ma non lascia che la malattia decida chi è o cosa farà nella vita. Per lui, Angelica è bellissima, e non perché i suoi occhi funzionano male. Tommaso non si ferma alle sue cicatrici, sente la vera Angelica, la sua voce e le sue paure.

“Non c’è niente da fare, siamo due catorci. Come abbiamo fatto a trovarci io e te?”
“Non lo so” disse lei con la risata che si spegneva in gola. “Io però sono contenta di averti trovato. Anche se non so dove mi stai portando. Sono contenta lo stesso.”

In quell’estate, estranei al mondo e i suoi giudizi, Tommaso e Angelica diventeranno inseparabili. Sentiranno sbocciare quel sentimento che li unisce, l’emozione dello scoprirsi e concedersi, scopriranno che l’amore non è una parola vuota riservata agli adulti.

“T’ho aspettato così tanto.”
“Ho perso il treno per un pelo, ho dovuto prendere quello dopo. Mi dispiace.”
“No, non hai capito. Io ti ho aspettato per tutta la vita.”

Poi arriverà la notte, il buio di cui avere paura e da combattere, quello per cui Angelica e Tommaso forse non sono pronti.
Il resto della storia è un viaggio nelle ombre della psiche, nella paura, una lenta risalita piena di trabocchetti. Un percorso doloroso ma inevitabile che i personaggi devono affrontare, per crescere e vivere. Questo è un con una storia d’amore e di vita intensa, con un messaggio di accettazione importante, che consiglio soprattutto ai più giovani.

Vi lascio con una citazione che ho trovato particolarmente rappresentativa:

Lo sguardo di Giulia, verde chiaro nello specchietto retrovisore, intercettò il suo.
“Hai visto?”
“Che cosa?”
“Se metti da parte la paura, possono succedere anche cose belle.”
Profile Image for Ilaria Quercia.
409 reviews113 followers
July 5, 2021
Avete presente il comfort appagante del 𝐣𝐮𝐧𝐤 𝐟𝐨𝐨𝐝?
Il salato delle patatine, la consistenza cremosa delle salse, quei panini morbidissimi e gli hamburger perfetti?
𝐒𝐚𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐟𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐨e l'insalatina sana e verde proprio non ti va.
Ecco, esiste una categoria di libri che ho soprannominato ❞𝐣𝐮𝐧𝐤 𝐛𝐨𝐨𝐤❞, te li divori famelico, ma sono una miscela mista di puntate di Beautiful e fiction che spengono il cervello...
Che poi 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐬𝐧𝐨𝐛 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟒𝟎𝟎 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨𝐧𝐞𝐬𝐭𝐨... il junk book ti appaga anche se non capisci perché!
La 𝐃❜𝐔𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐩𝐧𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐞 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐨𝐬𝐞 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐞 e il suo talento leggero e romantico è proprio questo ed ha tutta la sua dignità, ma il contenuto ahimè dimenticabile e poco edificante... 𝐔𝐧 𝐁𝐢𝐠 𝐌𝐚𝐜 𝐃𝐞𝐥𝐮𝐱𝐞 𝐌𝐞𝐧𝐮̀ 𝐋𝐚𝐫𝐠𝐞 dopo un mese di rinunce però ci sta!
Buon appetito :-)

PS: Aggiungo che è un gran peccato, perché avevo letto e adorato "Tre gocce d'acqua" e pensavo che anche i contenuti passati potessero avere la stessa qualità di contenuti!
Profile Image for Giada- Se ne dicon di parole.
425 reviews32 followers
September 22, 2017
Quattro e mezzo, in realtà.

Io e questo romanzo abbiamo avuto un rapporto complicatissimo. Amore, poi odio, poi di nuovo amore e così fino all'ultima pagina.
Miglior personaggio: Tommaso.
La D'Urbano, comunque, non delude mai.
Profile Image for CrazyForRomance.
1,713 reviews253 followers
February 28, 2017
Ogni oggetto, ogni persona, racconta qualcosa.
Lo fa con il proprio corpo,
con quello che si trascina dietro.

Ogni volta che mi è capitato di avere sottomano un libro di Valentina D'urbano mi sono ripromessa di ritagliarmi uno spazio per recuperare uno dei suoi libri. Purtroppo, ho puntualmente continuato a rimandare nell'attesa di smaltire prima le nuove uscite, vittima purtroppo di una fastidiosa sindrome da "sempre sul pezzo"... prima o poi guarirò!
Quando un mesetto fa ho saputo che sarebbe uscito un nuovo libro di questa autrice però ho deciso che questo non me lo sarei fatto scappare per nessun motivo: e così finalmente ce l'ho fatta!
Tanti mi avevano avvisata che mi sarei trovata davanti ad una scrittrice dall'indubbia bravura e capace di smuovere nel profondo gli animi fino a turbarli, ma non avrei mai immaginato che avrei amato così visceralmente questa giovane autrice, il suo stile concreto e questo libro dalla storia tanto semplice quanto bellissima.
VALENTINA D'URBANO non aspettare la notte
Non aspettare la notte è una storia che lascia il segno. Angelica ha vissuto da ragazzina un dramma che l'ha cambiata per sempre: sulla pella e nella pelle i segni sono ancora evidenti e tangibili.
Lei si è isolata dal mondo e si nasconde sotto un'ingombrante cappello dalla tesa larga: sono passati sette anni dal più brutto giorno della sua vita e la voglia di riprendere a vivere non sembra voler ritornare. Solo Tommaso riuscirà a farla venire fuori dal suo guscio, solo lui riuscirà a farle provare infinite emozioni anche solo sfiorando la sua pelle, ormai insensibile al tatto. Lui vede il mondo come fosse costantemente in una bolla d'acqua -quando è nei suoi giorni migliori-, la sua polaroid l'aiuta a fissare su carta quella realtà in perenne movimento che non riesce a mettere a fuoco nitidamente. Angelica così trarrà coraggio dell'unica apparente debolezza di Tommaso: avrà il coraggio di farsi vedere, fotografare, toccare.. e infine amare.
Due ventenni nel pieno degli anni Novanta che si cercano, completano e amano fino a distruggersi. Le insicurezze, il passato e il loro stesso amore li porterà a dover sopportare una lontananza che non aveva ragione di esistere e una sofferenza ingiusta che nessuno dei due meritava.
Non aspettare la notte è la storia forte e cruda, raccontata con estremo realismo e per niente edulcorata, dell'amore di due giovani difettosi che si sono amati da subito. CONTINUA SU CRAZY FOR ROMANCE BLOG
Profile Image for Ophelie.
212 reviews11 followers
October 10, 2016
Recensione completa su: http://mypageslapage.blogspot.it/2016...
Dopo “Il rumore dei tuoi passi” nutrivo grandi speranze per questo nuovo romanzo e dopo aver girato l’ultima pagina di “Non aspettare la notte” ho capito perché è diventata una delle mie scrittrici preferite. Ancora una volta l’amore, ma non quello a cui si è abituati, lei prende un’altra strada, più difficile, più complicata, l’amore tra “imperfetti”. E dove li trovi due più imperfetti di Angelica e Tommaso? Lui, ragazzo bello, attraente, simpatico, sfacciato e con i giorni di luce contati. La vista di Tommaso un giorno andrà via per sempre e la “retinopatia degenerativa” da cui è affetto si porterà via con sé la luce, lasciandolo al buio. E poi c’è Angelica, ragazza sfregiata, di una bellezza deturpata, dall’anima spezzata, dal corpo che porta inciso quello che rimane del suicidio di sua madre e dell’incidente automobilistico che le vide coinvolte nel compimento di quel gesto estremo.
Si ameranno Tommaso e Angelica, l’estate in cui lei si recherà insieme a suo padre Enrico a Borgo Gallico, il paese dove Tommaso vive e che farà da sfondo al loro sentimento. Proprio nell’isolamento di quel piccolo paesino quei due ragazzi così lacerati dalla vita si conosceranno e si ameranno. In un modo dolce, rispettoso, pieno di carezze, di gesti delicati, di premure.
E tanto si ameranno, tanto si faranno del male, perché quando si tratta di un sentimento così forte nulla è mai scontato. Ed è proprio di questo che Valentina D’Urbano ci parla, ma lo fa nel suo stile. Ed è allora che le sue parole ti entrano dentro, ti distruggono, ti lacerano, ti fanno vivere una storia che ti strazia, che ti ammalia, che ti fa disperare, come solo una storia come quella di Angelica e Tommaso può fare. Io davvero non ho parole per descrivere la bravura di questa scrittrice. Conoscevo già la potenza della sua scrittura e anche stavolta, con questa storia, è riuscita ad entrarmi dentro, fin nell’anima, lasciandomi completamente senza fiato. E così, dopo Alfredo e Beatrice, ora ho nel cuore anche Tommaso e Angelica, due sopravvissuti, due imperfetti, che in un giorno d’estate si sono incontrati e non si sono mai più lasciati andare, fusi in un’anima sola, ciascuno l’estensione dell’altro. Due anime imperfette che unendosi hanno dato vita ad un amore perfetto.
Profile Image for Giulia Rossi.
42 reviews
September 27, 2016
Ci sono rimasta male. Ci sono rimasta male perché, dopo aver letto quel dannatissimo capolavoro de Il Rumore Dei Tuoi Passi, mi aspettavo qualcosa di più. "Non Aspettare La Notte" è un romanzo che ha dei presupposti meravigliosi, ma che non sono stati sfruttati a dovere. Lo stile della D'Urbano è unico come sempre, ma perde incisività pagina dopo pagina, quasi annientato dalla storia che racconta. Se l'inizio del libro è magico, più si va avanti più diventa inverosimile. Se c'è una cosa che odio, nei romanzi, è proprio l'irrealtà. Angelica, la protagonista, compie delle 'scelte', se così si possono chiamare, davvero assurde, e mentre leggi ti viene spontaneo chiederti "perché?!" Decisioni frettolose, come la narrazione in certi punti, che non stanno né in cielo né in terra, tantomeno nella realtà. Il finale mi ha atterrita, non perché fosse triste o melanconico, ma perché è come se il lieto fine fosse stato imposto, forzato. Non riesco a dare a questo libro più di tre stelle. Presto la recensione, dove ne parlerò più approfonditamente.
Profile Image for Simona.
975 reviews228 followers
December 27, 2019
D'Urbano riesce, in modo dolce, anche se un po' troppo fiabesco e con alcuni cliché di troppo, a raccontare di due giovani, del loro amore e vissuto. Angela e Tommaso sono due anime alla deriva che la vita ha fatto incontrare cercando di fare un buco nella corazza che entrambi si sono costruiti per sfuggire agli sguardi della gente.
Sono due giovani deturpati nel fisico e nell'anima. Angelica ha avuto un incidente che le ha lasciato evidenti cicatrici, devastandola e deturpandola minando anche la fiducia in se stessa, mentre Tommaso soffre di retinopatia, destinato a vivere nel buio, ma la luce si accende soltanto con lei.
Diversi, ma uguali, che tentano di percorrere la stessa via, lo stesso cammino insieme, anche se a un certo punto, il destino rischia di travolgerli nella notte più buia di sempre.
Una storia adolescenziale in cui i sentimenti vincono e ce la fanno, soprattutto quando si fa fatica a intravedere la luce, ma è proprio in quel momento che bisogna imparare a saltare e non aver paura di tentare.
Profile Image for Angigames.
1,414 reviews
October 26, 2017
Ammetto che dalla D’Urbano mi aspettavo forse qualcosa di più approfondito, volevo che anche i personaggi secondari fossero esplorati a dovere…
Invece, come suo solito, lei sposta il focus solo sui personaggi principali, ma devo dire che lo fa in maniera magistrale. Non sono riuscita a staccarmi dalle sue parole, dalla sua storia, dai suoi protagonisti!
Sono proprio loro, Tommaso e Angelica, a fare da padroni.
Loro, insieme al loro passato e il loro futuro, insieme al loro destino e alla loro storia, insieme alle loro scelte e alla loro giovinezza che lentamente, durante la lettura si perde, li abbandona… e per fortuna dico io! Mi sono ritrovata, ad un certo punto, a voler strozzare Angelica con le mie mani, perché, per carità, hai avuto si, un passato di cacca ma dai te la sei cercata alla grandissima!
Ma per fortuna Angelica capisce, comprende di aver fatto l’errore più grande della sua esistenza e ha la forza di ammetterlo a se stessa e andare avanti, cambiare e rischiare per qualcosa di vero e unico. Tommaso è la luce in persona, un protagonista inventato e quindi un uomo in tutti i sensi, perfetto, anche con le sue imperfezioni!
L’autrice ha uno stile molto semplice e colloquiale che si riconosce subito, che è diventato una specie di marchio e che, non lo avrei mai pensato, alla fine si finisce per amare.
È una storia bella, coinvolgente e romantica.
Mi è piaciuta, la consiglio.👍
Profile Image for Milena.
72 reviews2 followers
August 30, 2023
Valentina d'Urbano sa come usare le parole, sceglierle, dosarle, combinarle tra loro per arrivare dritto la' dove le corde interiori smuovono le emozioni.

Quando voglia di sentire vibrazioni inizio un suo libro e "Non aspettare la notte " ha solo confermato le mie certezze.

È la storia di un amore, l'incontro di due anime che portano dentro sofferenze: Angelica, che in un brutto incidente in cui ha perso la vita la madre è rimasta sfigurata da cicatrici nel corpo e nell'anima, Tommaso, bello, scaltro, vitale, con una malattia che gli sta gradatamente facendo perdere la vista.

Si trovano, si amano, si feriscono, si perdono e si rincorrono, soffrono per un amore che li travolge, li avvicina e li allontana.

"Perché alla fine uno dei due doveva scamparla, doveva pur salvarsi. E non sarebbe stato lui. Se davvero era quello che ci voleva per lasciarla guarire, allora lui era pronto a lasciarla in pace. Ecco la misura esatta di quanto ti amo."


Giudizio emozionale:
⭐️⭐️⭐️⭐️/5

Considerazione emozionale:
se avessi letto per primo questo libro sarebbe stato perfetto ma Celeste e Nadir di "Tre gocce d'acqua" non riesci a toglierteli dal cuore.
Profile Image for Lo scrigno di Aria.
330 reviews16 followers
June 22, 2023
Premessa. Questo non è un romance. La componente romantica è molto presente, ma appartiene al genere narrativa.

𝗡𝗼𝗻 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 parla di ingiustizie.
Di una ragazza piena di cicatrici che cerca di nascondersi a tal punto che preferirebbe scomparire.
Di un ragazzo con una malattia degenerativa agli occhi il cui mondo sta diventando sempre più buio.
Di una donna che ha sempre voluto un figlio ma il suo utero non era della stessa opinione.
Di una bambina che ha sempre voluto una madre ma al suo posto ha trovato un mostro.
Parla di persone che non hanno colpe ma che si ritrovano ad indossare scarpe che non hanno voluto.

L’unico problema di questo libro, per quanto mi riguarda, è che non posso fare a meno di paragonarlo a #TreGocceDAcqua
Quindi diciamo che il problema è mio più che del libro. Per fortuna però dopo la prima metà, la storia mi ha conquistata completamente.

Attraverso una penna che amo molto e dei personaggi intensi arriviamo a sentire tutto il loro senso di impotenza. Ho letto alcune parti velocemente con la vana speranza di far superare ai protagonisti tutta quella sofferenza per andare incontro all’agognato lieto fine. Pur sapendo che trattandosi di Valentina D’Urbano non era per nulla scontato che ci fosse. Se c’è stato o meno ovviamente non ve lo dirò 👀

La cosa che mi è piaciuta di più è il modo in cui l’autrice ha rappresentato il rapporto madre/figlia. Mi ha commossa tantissimo.

★★★★☆

𝘚𝘵𝘦𝘧𝘢𝘯𝘪𝘢 ♡
Profile Image for Fede_books_review.
141 reviews4 followers
September 8, 2023
"Non sempre la vita ci lascia tenere le cose di cui abbiamo bisogno".

L'amore toglie e l'amore dà. A vent'anni Angelica ha conosciuto soltanto gli aspetti di privazione di questo sentimento.
Dopo l'incidente subìto insieme alla madre, le cicatrici che le segnano il corpo le scalfiscono anche l'anima.
Roma le sta stretta come città, rumorosa, caotica e grigia come il suo umore, nonostante sia perfetta per mimetizzarsi tra la folla.
Quando la sua famiglia si trasferisce a Borgo Gallico per le vacanze estive, l'aria le sembra ancora più irrespirabile; a peggiorare il suo umore arriva Tommaso. Vicino di casa e vecchio amico di infanzia di cui lei non ricorda assolutamente nulla, ma lui sì.
Nonostante una grave malattia agli occhi che lo porta ad avere importanti problemi alla vista, la vede bene. La guarda con una purezza che non è propria degli occhi ma del cuore.
Angelica è nuova a quel tipo di emozioni che ti bloccano e ti lasciano un vuoto che non sapevi di dover e poter colmare.
Tommaso le dona i profumi dell'estate, la spensieratezza di una gioventù non ancora consumata e vissuta.
Ma tutto ha un prezzo, anche la serenità di un legame che paga l'ingenuità troppo cara.
A volte il dolore ci fa commettere errori di valutazione, prendere la mira sbagliata, considerando bersagli che diventano carnefici ma si ha bisogno anche di questo per tornare ad apprezzare ciò che abbiamo odiato, a torto o ragione.
Valentina D'urbano ci fa camminare in punta di piedi su emozioni così forti che sembrano voler uscire dalle pagine per toccare il lettore e accarezzarne i pensieri, che empaticamente si legano ai personaggi, comprendendo anche il minimo battito di ciglia.
Niente è perduto se si ha la voglia di riallacciare una mano che in fondo non è mai stata abbandonata.
Il bene troppo spesso fa prima male.
Profile Image for Gabriella.
193 reviews5 followers
June 4, 2019
La prima cosa che voglio dirvi è questa:
se non avete ancora letto questo libro della D'urbano dovete subito correre in libreria, ordinarlo in rete, procedete come volete, ma leggete questo libro!
NON È UN GIOCO!
NÉ UN ESERCITAZIONE!
Bensì un consiglio da chi lo ha letto!
Libro scorrevole e crudo, a tratti anche ironico, pieno di sorprese, una storia delicata ma potente di questi personaggi che mi sono entrati sotto pelle, Angelica tanto fragile quanto forte, la sua crescita e il suo coraggio, e Tommaso, testardo e gioviale, dal sorriso facile e dalla personalità forte, due vite così diverse ma così simili, segnati da cicatrici molto profondi, l'uno la vita dell'altro, personaggi secondari che senti lì a un passo dal tuo cuore.
Non posso non consigliarlo, è veramente un piacere leggerlo, ho pianto, ho riso e ho sofferto con loro, ho fatto le 03.40 per terminarlo da quanto volevo sapere, da quanto mi sono rimasti addosso!
5⭐ piene!
Profile Image for Giunietta.
41 reviews5 followers
November 16, 2016
“Non aspettare la notte” è l’ultimo atteso romanzo di Valentina D’Urbano, autrice dell’intenso “Il rumore dei tuoi passi”, ed è edito dalla Longanesi.
description
La protagonista di questo libro è Angelica Gottardo, figlia di un noto avvocato della capitale e studentessa modello di Giurisprudenza. Una ventenne come tante se non fosse per le brutte cicatrici che le hanno devastato il corpo, ma forse ancora più profondamente l’anima. Angelica infatti è sopravvissuta ad un terribile incidente d’auto che le ha portato via la mamma, oltre all’integrità del suo aspetto fisico.

Guardò il viso della ragazza davanti a lei e poi la punta delle sue dita, le unghie curate e trasparenti, le mani sottili e morbide di chi non fa niente, e poi le braccia, che erano un campo di battaglia, una guerra che non aveva vinto nessuno.

Sono passati sette anni da quella fatidica notte e la ragazza accetta di passare l’estate nella tenuta del nonno in Toscana, per trovare un po’ di tranquillità ma soprattutto per nascondersi dagli sguardi della gente. Esce poco Angelica e quando lo fa, indossa camicette a maniche lunghe, abiti che le coprano le gambe e un cappello a tesa larga che le lasci il viso in ombra. Il caso vuole che la ragazza venga ‘vista’ da Tommaso, un bel ragazzo di vent’anni che soffre di una brutta malattia degenerativa agli occhi che gli sta portando via la vista. Tommaso riesce a vedere Angelica nella sua bellezza originaria, innamorandosi anche dei segni che deturpano il suo viso. Tommaso è allegro, pieno di vita e bello di una bellezza senza artifici, genuina, come il suo cuore. E questa sua ‘bellezza’ nel senso più profondo farà sì che Angelica riesca ad aprire il suo cuore e ad accantonare (momentaneamente) le sue paure più profonde e radicate.
Si ameranno con lo slancio dei vent’anni e anche quando la ragazza torna a Roma, faranno in modo di continuare a vedersi, fino a quando uno stupido sbaglio riaccenderà le paure e la sfiducia di Angelica in se stessa e verso gli altri. Nel frattempo la malattia di Tommaso progredisce pericolosamente verso la notte che lo attende. Le strade dei due ragazzi si dividono bruscamente, complici orgoglio e testardaggine e tutto sembra allontanarli per sempre…

Non ti innamori delle cose perfette, senza segni. Le cose perfette sono di tutti. Ti innamori delle zone d'ombra, delle crepe, delle storture che vedi e senti dentro, che ti appartengono. Ti innamori di chi è riuscito a sopravvivere.

Questo romanzo affronta molti temi, come il riuscire a ‘vedere oltre’ (le apparenze, le convenzioni, il proprio orgoglio ecc.) ed è simbolico il fatto che il personaggio che riesce a vedere meglio sia proprio quello affetto da una rara malattia della vista. Tommaso è sicuramente il personaggio che ho apprezzato di più, per la sua schiettezza e per la sua capacità di amare in modo assoluto. Neppure le giornate più buie riescono a fermare la sua gioia di vivere, che irrompe nella storia col fracasso del suo ‘Ciao’ scassato e col suo ottimismo nello scattare istantanee con la Polaroid, fiducioso che un giorno potrà vederle con occhi sani.

In cucina c’era odore di caffè e i rumori tipici di tutte le mattine; Tommaso aveva imparato a riconoscerli, a farci molto caso, soprattutto nei giorni cattivi. Il ronzio del frigorifero vecchio, attutito solo in parte dal chiacchiericcio della tv. I cucchiaini girati in fretta nelle tazze, suo padre che ogni tanto si lasciava sfuggire un risucchio perché il caffè era bollente, le ciabatte della mamma strascicate sul linoleum consumato.
Gli odori, i sapori, i rumori. Le cose che succedono fuori, nel mondo, quando una mattina ti svegli e improvvisamente scopri che il mondo è sparito.


Angelica sicuramente l’ho compresa molto meno. O meglio, fino ad un certo punto della storia sono entrata in empatia col sua personaggio, ho sofferto con lei per la perdita della mamma, la persona che dovrebbe difenderti da tutto e da tutti, ma non ha ‘saputo’ farlo. Ho compreso la sua paura di lasciarsi andare a un sentimento che credeva precluso per lei, a causa del suo aspetto esteriore. Quando sembra che finalmente sia riuscita ad aprirsi all’amore, e anche ai rischi che questo comporta, prende delle decisioni che non ho né capito né condiviso.
Che devo dire? Ho adorato la prima parte del romanzo, che mi ha travolta un po’ per ‘l’effetto nostalgia’ e per il rimpianto della vita dei primi anni ’90 che era più semplice e meno tecnologica rispetto ad oggi ma, forse, più serena e genuina. Dalla seconda parte ho avvertito un distacco emotivo, soprattutto verso il personaggio di Angelica, e ho avvertito delle forzature nella trama, forse perché ha preso delle direzioni che non avrei voluto. Ho trovato molto belli i personaggi di contorno, tra i quali spicca la tosta sorella di Tommaso, che riesce a dire quello che pensa con la schiettezza che contraddistingue anche il fratello.
La scrittura della D’Urbano è molto lineare e, con pochi tocchi sapienti, riesce a fornire le dovute descrizioni coinvolgendo il lettore, senza annoiare mai. Ho letto alcune recensioni che non hanno apprezzato questa svolta nella sua scrittura, che è sicuramente meno cupa rispetto alle opere precedenti; io invece penso che ogni autore deve sapersi evolvere e raccontare storie che sono nelle sue corde al momento della stesura del romanzo. Se amate le storie ricche di sentimenti: amore, rabbia, perdono, riscatto non potete rinunciare a leggere questo romanzo: non aspettate la notte!




Profile Image for Rosaria Sgarlata.
411 reviews6 followers
November 11, 2016
http://nientedipersonale.altervista.o...

Tommaso è affetto da una retinopatia degenerativa che lo porterà pian piano ad una cecità completa. Angelica è rimasta sfigurata dall'incidente in cui ha perso la vita sua madre. Non potrebbero essere più diversi eppure qualcosa li spinge ad avvicinarsi e dopo un po' ad innamorarsi. Quella che vivono durante l'estate e durante il loro primo inverno è qualcosa di magico, di speciale e di doloroso. Tommaso guarda Angelica e la trova bellissima, la trova perfetta. Angelica invece trova che Tommaso sia pazzo ma ogni volta che lo vede inizia a batterle forte il cuore.




Quella ragazza la incuriosiva. Era la storia che si portava dietro, quello che nascondeva sotto i vestiti. O forse era il colore raro dei suoi occhi, quel volto straordinariamente attraente e rovinato, non avrebbe saputo dirlo. Ogni oggetto, ogni persona, racconta qualcosa. Lo fa con il proprio corpo, con quello che si trascina dietro.



Angelica non è sola come crede, ha Tommaso ora e ha suo padre Enrico, la sua tata Marinella e una nuova amica, Giulia. E' proprio Giulia ad aprirle gli occhi sui sentimenti che i due ragazzi provano l'uno verso l'altro. Angelica è condizionata dalla sua situazione, dal suicidio della madre e dal suo tentato omicidio. Ma Angelica non sa che oltre il cancello della villa dei Gottardo c'è tutto un mondo da esplorare. Un mondo che Tommaso poco alla volta non vedrà più.




Tu non sei le tue cicatrici.



Ha passato sette anni a nascondersi ma ora c'è Tommaso con lei. Tommaso che l'ha vista davvero una sola volta, Tommaso che le scatta foto di nascosto per poterla guardare nei giorni buoni, perchè sono sempre di pù i giorni cattivi ormai. Tommaso che nel giro di un anno rischia di diventare completamente cieco e nessuna cura ancora esiste.




Io non me ne vado. Io non posso più andare in nessun altro posto che non sia tu.



Ho amato infinitamente questa storia. Ho amato Tommaso dalla prima riga mentre per Angelica ci è voluto qualche pagina in più. Sono due storie straordinarie, Angelica e Tommaso sono due persone straordinarie. Non aspettare la notte è straordinario. Dalla prima all'ultima pagina speri che possa finire nel migliore nei modi, speri che i due ragazzi trovino il modo di stare insieme nonostante le paure e le difficoltà. Arriva un momento in cui odierai Angelica per le sue scelte, perchè non capirai. Non capirai come un amore come il loro, che è dolce e difficile e doloroso e allegro e spassionato e genuino possa finire. Non capirai come un ragazzo sempre allegro come Tommaso possa farsi sconfiggere da una malattia balorda come la sua, rara per di più.


Ma alla fine troverai la forza di andare avanti nella lettura e scoprire che quell'amore, quell'amore così puro non può finire. Anche se le nostre aspettative per la storia non vengono rispettate, noi tifiamo per Tommaso e Angelica. Tifiamo sì per il loro amore ma anche per le loro vite. Per Tommaso, nella speranza che si trovi una cura e possa tornare a vedere. Per Angelica che decidere la sua vita a prescindere da come appare all'esterno.


Dopo aver letto Acquanera mi aspettavo un romanzo allo stesso livello. Non aspettare la notte va oltre. La scrittura di Valentina D'Urbano è scorrevole, piacevole ed emozionante. Mi sono commossa nei giorni bui di Tommaso, ho sofferto con lui e la sua famiglia. Ho tirato un sospiro di sollievo ogni volta che tornava la vista. Sono stata felice per Angelica, ho combattuto le sue battaglie contro quella scema di Maddalena, ho difeso Marinella perchè parte della famiglia, ho gioito con Enrico e Giulia ma ho dovuto anche detestarla per le scelte sbagliate. Per i consigli che non ha voluto ascoltare, per le botte e i silenzi. Ho trionfato quando quell'idiota di Guido è scomparso dalla scena.


Ogni singola parola ha reso Non aspettare la notte uno dei libri più belli che io abbia letto in questo 2016. E' uno di quei libri che ti lascia come un vuoto dentro, un buco nero che non sai come riempire. Trovare un romanzo che regga il confronto sarà dura, soprattutto ormai che le mie letture sono diminuite.


Chiunque non l'abbia ancora letto non perda tempo, lo faccia! Per tutti quelli che invece l'hanno letto e abbiano voglia di confrontarsi con me, lasciate un commento!


5 rating


#2016bingoreadingchallenge


4 reviews
February 22, 2017
Questo libro mi ha preso tantissimo. È la storia d'amore tra due adolescenti: una con un trauma che porta ancora sulla sua pelle e che la rende isolata e schiva verso gli altri e l'altro con un fardello che lo colpisce e che gli cambierà la vita. Non si riesce a staccarsi da questo libro, almeno così è stato per me!!
Profile Image for nini (vanessa).
72 reviews22 followers
July 30, 2021
mi è piaciuto? si. lo rileggerei? non credo
carino ma ‘tre gocce d’acqua’ è su un altro livello. complice il fatto che lo stile della d’urbano sia maturato con gli anni
ribadisco però che da adolescente avrei apprezzato i suoi primi libri sicuramente più di adesso
Profile Image for Sara maria Serafini.
Author 8 books41 followers
August 14, 2025
"Tu la ami?"
"Certo che la amo" sorrise rassegnato. "Chi altro potrei amare? Ma non sempre la vita ci lascia tenere le cose di cui abbiamo bisogno."
Profile Image for Silvia.
247 reviews9 followers
January 29, 2025
4.5. Gli avrei dato anche 5⭐️, se non fosse che da metà in poi le azioni di lei per me hanno perso totalmente di senso e l’avrei insultata a pagine alterne.
Profile Image for Sonia Donelli.
2,513 reviews114 followers
December 22, 2018
http://www.esmeraldaviaggielibri.it/t...

Recensione di Esmeralda – Non aspettare la notte di Valentina D’Urbano pubblicato da Longanesi nel 2016.

Dopo aver amato Isola di Neve (uno dei miei smeraldi dell’anno) mi ero riproposta di recuperare i libri precedenti di questa autrice. La prima occasione è arrivata grazie alla rubrica Tu leggi? Io scelgo!. Dopo la recensione entusiasta di Rosaria ho scelto di buttarmi su Non aspettare la notte che giaceva sopito su uno scaffale della mia libreria da troppo tempo. Non so cosa mi abbia frenata in questi anni, davvero non capisco come possa non essermi accorta subito della bravura di questa autrice, quando l’ho acquistato mi aveva attratta la trama, ma poi non avevo dato seguito a questa ispirazione del momento. Male, anzi malissimo, perché posso confermare con assoluta certezza che la D’Urbano è la penna rosa più potente della narrativa italiana.

Ci sono molte differenze tra Isola di Neve e Non aspettare la notte, non sono qui a fare paragoni, ma di una cosa sono certa: Isola di Neve è frutto di una grande ricerca, di uno studio minuzioso, mentre Non aspettare la notte è scritto di pancia, viene dalle viscere e, come tutte le cose scritte in questo modo, risulta disturbante. Potrete credere che abbia scelto un termine troppo forte per descriverlo, ma se lo avete letto o lo leggerete, credo mi darete ragione. Essere disturbanti è un pregio, ti permette di emergere, di suscitare emozioni, di non cadere nel dimenticatoio un paio di letture dopo. Di questa cosa ho certezza assoluta, non dimenticherò facilmente questa splendida storia di sofferenza, di amore, di rinascita, di seconde possibilità che non si è certi di meritarsi.

Disturbante è sicuramente la protagonista, Angelica. La amerete e la detesterete, ma non potrete fare altro che stare sempre al suo fianco durante tutta la narrazione. Le scelte di Angelica saranno dettate dalla paura il più delle volte, dal cuore nei momenti migliori e dal risentimento, dal rimpianto, dalla voglia di punire se stessa per colpe che non ha nei momenti peggiori. Angelica è un personaggio estremamente complesso, porta addosso cicatrici profonde, sia fisiche che emotive, che non riesce a cancellare facilmente. Cicatrici di cui non si libera mai e che condizionano la sua esistenza più di quanto colpiscano gli altri. Angelica non si mostra facilmente agli altri, né fisicamente né emotivamente. Dal giorno che ha cambiato per sempre la sua vita, tradita da una madre che amava profondamente, ha occluso se stessa al mondo e vive per lo studio senza dare a nessuno la possibilità di scoprire la persona che è realmente.

La possibilità di cambiare arriva d’estate grazie al soggiorno della villa del nonno a Borgo Gallico, il nonno non c’è più e la casa è stata lasciata in eredità ad Angelica, staccare un po’ la spina da Roma e dalla sua frenesia sembra essere esattamente ciò che serve ad Angelica. Qui conosce una donna che in poco tempo diventerà sua amica e un ragazzo che le stravolgerà la vita, Tommaso.

Se Angelica è complessa, Tommaso è lineare. Mi sono affezionata a lui fin da subito, un ragazzo che vive un momento molto difficile senza abbattersi e trovando il buono che una simile situazione può portare. Il buono per Tommaso è l’incontro con Angelica, questa ragazza che fa di tutto per nascondersi e che lui sente affine fin dal primo momento in cui la incontra. Tommaso sta lottando contro una malattia molto aggressiva che alcuni giorni lo rende quasi completamente cieco, capace solo di distinguere le ombre di chi o cosa ha di fronte. Il giorno in cui incontra Angelica è uno di quei giorni, ma per fortuna ha con sé la Polaroid che gli permette di imprimere le immagini che in quel momento non può vedere per rimirarle nei giorni buoni. Angelica non apprezza la foto che Tommaso le scatta senza permesso e in realtà fatica quasi a credere che questo ragazzone tanto avvenente abbia una malattia che gli impedisce di vedere. Fatto sta che entrambi non riescono a smettere di pensare l’una all’altro e Tommaso decide di scavalcare le barriere erette da Angelica per conoscerla e farsi conoscere. L’amore è dietro l’angolo, confidarsi tra loro è così semplice, sembrano toccare il cielo con un dito quando sono insieme e divisi si sentono vivi solo per metà. Ma si sa che le incomprensioni e i problemi sono sempre in agguato e a volte è più semplice lasciarsi prendere dallo sconforto e tornare nel baratro in cui si sguazzava piuttosto che credere in un amore appena sbocciato che potrebbe essere la tua ancora di salvezza.

Soffrirete ragazze, ve lo assicuro, soffrirete. Angelica sembra non essere in grado di accettare che la vita possa essere buona e fa di tutto per tornare a essere infelice chiudendosi in se stessa e lasciando chiuso fuori l’amore della sua vita. Le sue scelte vi risulteranno incomprensibili, faticherete ad accettarle, ma nessuna di noi ha il suo vissuto e allora vi ritroverete a cercare di capirla, a chiedervi come avreste reagito, a sperare che rinsavisca e non butti via la cosa più bella che potesse capitarle tra le mani.

La D’Urbano ha una capacità unica di travolgerti con le parole. Di prenderti di peso e gettarti a capofitto nella storia che ha deciso di imbastire. Due libri letti e due libri che consiglierei a chiunque, lettori abituali e non, perché lei è brava davvero e fa capire chiaramente che il mestiere dello scrittore non è per tutti. Lei sicuramente è un’Autrice con la A maiuscola e merita tutto il successo che ha.

Non ti innamori delle cose perfette, senza segni. Le cose perfette sono di tutti. Ti innamori delle zone d’ombra, delle crepe, delle storture che vedi e senti dentro, che ti appartengono. Ti innamori di chi è riuscito a sopravvivere.
Profile Image for Alice Elle.
Author 1 book37 followers
November 13, 2016
QUATTRO STELLE E MEZZA

Mi avevano detto che avrei trovato una Valentina più dolce, meno graffiante, meno disperata, e in un certo senso è vero. Ma per un'anima total pink come la mia, quella abituata al romance più sdolcinato, anche questa versione "soft" dell'autrice è letale.
La storia di Angelica e Tommaso ha il sapore della vita vera, quella che non ti fa sconti, quella che ti fa prendere decisioni sbagliate che poi paghi con la tua pelle, in tutti i sensi.
Sono rimasta con il fiato sospeso per lunghi capitoli, pregando che la felicità dei protagonisti durasse e poi che potessero ritrovarla, che quell'amore li liberasse invece di distruggerli...
Le mie preghiere saranno state esaudite? Beh, leggetelo e lo scoprirete.

Presto la recensione sul blog.
Profile Image for melissabastaleggere.
161 reviews698 followers
May 1, 2020
Ho letto praticamente tutti i libri di Valentina D'Urbano, mi manca solo "Alfredo" perché non amo i romanzi scritti da punti di vista differenti. In "Non aspettare la notte" ho trovato una Valentina D'Urbano sottotono, che racconta una storia abbastanza banale, quasi ripetitiva, che si scrive da sola. Credo sia il suo primo romanzo a cui non attribuisco il punteggio pieno, per il semplice fatto che mi aspettavo di più da una scrittrice abile come lei, che da sempre sa catapultarmi nei suoi racconti con assoluta maestria. Ho terminato il romanzo con un senso di "prevedibilità" che mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca, e mi dispiace.
Profile Image for shatja.
55 reviews
July 10, 2020
Rispetto agli altri libri della D’Urbano, questo mi è piaciuto di meno.
È stato un libro molto veloce, in cui è successo molto, ma è stato descritto poco. In cui i personaggi hanno preso più e più scelte che mi hanno spesso confusa. Però va be’, si sa che non sempre le persone, nella vita reale, prendono le migliori delle scelte.
Però non so, in questo libro mancava quel qualcosa in più.
Lo consiglio ugualmente, è comunque una bella storia, una bella lettura, che prende abbastanza e si legge veloce.
Profile Image for Elisa Vangelisti.
Author 6 books34 followers
December 5, 2017
Ma benissimo. Se dopo aver sopportato 256 pagine di noiosa buona scrittura anche la trama mi si affloscia, non posso proprio proseguire questo romanzo. Attenzione svelerò parte della trama. Lei va in crisi e lo molla. Salto temporale e lei è a letto con un altro. Valentina, anche no. Voglio sognare, non angosciarmi. Addio.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Displaying 1 - 30 of 114 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.