Molto buono, ero tentata di dargli quattro stelline e gliele avrei date se non fosse stato per gli ultimi capitoli.
Riesce ad essere chiaro - nella maggior parte dei casi - in breve, cosa molto importante per quella che si definisce una self teaching guide. Io partivo da una completa ignoranza della lingua e mi ha dato delle basi sulle quali sto proseguendo felicemente. L'apprezzamento per l'approccio scelto (brevi paragrafi di spiegazione, numerosi esempi, un buon numero di esercizi, e passare ad altro velocemente) dipenderà molto dalle preferenze personali nello studio di una lingua: io non ricordo di aver mai amato studiare la grammatica (nonostante apprezzassi il fatto che fosse un modo per mettere ordine nel mondo della lingua e amassi e ami tuttora capire i meccanismi della lingua e da dove vengono le regole), quando studiavo francese mi annoivo a morte, odiavo coniugare i verbi e non mi parlate neanche di pronomi relativi; e quando ho iniziato a praticare, da sola, l'inglese, ho preferito l'approccio che chiamerei "sink or swim", iniziando a guardare film e telefilm in lingua originale senza capirci niente, fiduciosa che prima o poi qualcosa sarebbe successo, e per me la frustrazione della mancata comprensione è sempre stata un elemento di divertimento. Certo, però, che la grammatica dell'inglese non è notoria come quella di altre lingue, perciò decidendo, un po' per caso, di studiare tedesco, ho pensato che un minimo di aiuto fosse necessario, mantenendo sempre come elemento principale del mio studio l'esperienza con la lingua parlata. Probabilmente chi preferisce uno studio approfondito della grammatica e di avere una sorta di corazza solida prima di buttarsi nella mischia non amerà questo libro allo stesso modo.
Ci sono tre critiche principali da fare: sul modo in cui viene affrontata (o non affrontata) la sintassi, sulla scelta di come spiegare la declinazione degli aggettivi, e sui capitoli sul **musichetta minacciosa** congiuntivo.
La sintassi viene descritta spesso come uno degli aspetti più drammatici del tedesco, ma non mi sono fatta spaventare sempre pensando che mi sarebbe arrivata tipo spirito santo dopo un po'; qui non è spiegata in modo estensivo, ci sono dei brevi punti in proposito che vengono messi qui e là nel corso del libro, ma non raccolti in un unico capitolo, il che da una parte è una scelta azzeccata perché permette di imparare gradualmente, man mano che si sta costruendo la propria comprensione e si affrontano frasi più e più complesse (ad esempio sarebbe insensato parlare di come cambia la posizione del participio nel perfekt prima di aver affrontato il perfekt stesso), dall'altra impedisce di poter avere un quadro completo - bisognerebbe sfogliare tutte le quattrocento pagine per andare a cercare ogni singola menzione - e uno potrebbe anche dimenticarsi le prime cose una volta arrivato verso la fine (come nel mio caso, avendo abbandonato la lettura per più di due mesi causa troppo caldo).
Il congiuntivo mi è risultato quasi incomprensibile. Il libro è scritto in inglese e letto da un'italiana e il konjunktiv in certi usi si discosta parecchio sia da una lingua che dall'altra, rendendomi difficile capirci qualcosa con spiegazioni così stringate.
L'ultimo problema che ho avuto è stata la spiegazione della declinazione degli aggettivi, che secondo me andava fatta tutta insieme (non una parte a pagina venti e l'altra - non sto scherzando - a pagina trecentocinquanta e passa), perché è un aspetto talmente basilare che non coprirlo tutto nello stesso momento causa solo confusione; io sono andata a cercarmi uno schema altrove e ho declinato finché non mi è entrato tutto in testa.
Nota sugli esercizi: sono numerosi, sono utili, ci sono "test" alla fine di ogni parte e c'è un "esame" finale; sarebbero però potuti essere di più e più diversificati. A seconda dell'edizione potrebbero esserci dei refusi nelle chiavi ma, testamento alla validità del testo, si è in grado di riconoscerli.
Un'ultima cosa: ça va sans dire che una grammatica non insegna una lingua, e questo libro non contestualizza nulla nell'ambito della cultura tedesca, non ci sono dialoghi, immagini o esempi di "vita vera" come potrebbero esserci nei libri delle medie, è strettamente un manuale di grammatica ridotto all'osso, no-nonsense lo si potrebbe definire. È, come deve essere, solo un primo passo.