Questo volume riunisce i racconti pubblicati in diverse antologie di questa casa editrice, a partire da Capodanno in giallo. Raccolti assieme, permettono di ricostruire quello che può chiamarsi l’antefatto di un personaggio che ha oggi vasta notorietà letteraria, il vicequestore Rocco Schiavone. Un poliziotto tutt’altro che buonista, piuttosto eccentrico nei panni del nemico del crimine. Di mattina, per darsi lo slancio si accende uno spinello; quando capita, non disdegna qualche affaruccio con la refurtiva di un colpo sventato; è rozzo con tutti, brutale con i cattivi, impaziente con le donne. Ciononostante chi legge le sue avventure lo vorrebbe amico. Per punizione, i comandi lo trasferiranno in mezzo alla neve di Aosta, dove sono ambientati i romanzi che gli hanno dato tanta notorietà. Intanto, nelle storie di questo volume, lo incontriamo prima del forzato trasloco. Sa che sta per dire addio alla città amata, ma non sa quale sia il suo destino. In questa incertezza, il passato lo stringe da ogni parte scolpendo il suo pessimismo, nutrendo la sua malinconia. Percorre Roma, luoghi familiari, vecchie conoscenze, mentre nel suo modo sfaticato intuisce soluzioni impensate agli enigmi criminali. E questi hanno sempre sfondi di oscura umanità. Tanto che i suoi difetti appaiono l’altra faccia, necessariamente antiretorica, della medaglia della viva pietà per i derelitti e del grande dolore che una volta gli ha straziato il cuore. Insomma, sembra una specie di angelo caduto.
E non c'è niente di male a leggere ogni tanto racconti della consistenza di un fumetto, diciamocelo. L'importante è essere ben convinti che non si sta parlando di alta letteratura. Mi sono avvicinato a Manzini proprio attratto dalla fama del suo personaggio principale, quel Rocco Schiavone che è l'archetipo dell'improbabile amministratore della giustizia in uno dei più quartieri più degradati di Roma. Il tentativo dell'autore di dare a questo improbabile agente un minimo di spessore umano riempiendolo di vizi e di antipatia me lo rende curiosamente simile a Toni Baretta agente dei sobborghi di New York violento coi criminali, amorevole con le puttane e protagonista di un telefilm di serie B degli anni 80. Con a differenza che Baretta mi sarebbe stato simpatico, se non avesse sottratto spazio televisivo ai telefilm di Manimal e di Automan. Questi cinque racconti romani (precedente pubblicati da Sellerio in altre raccolte insieme ad altre opere di autori diversi) di Rocco Schiavone costituiscono il prequel del ciclo di romanzi ambientati ad Aosta, la città dove il protagonista sarà trasferito a causa proprio delle sue non sempre limpidissime frequentazioni nella capitale, e costituiscono sicuramente un buon passatempo per qualche ora oltre che un mezzo per imparare a conoscere una delle figure più importanti del romanzo di genere italiano di questi anni. Solo che a me risulta abbastanza insipido e piatto persino nel suo lato oscuro e ribelle, anche se non posso essere sicuro che questo non sia dovuto al genere ed al formato del racconto che mal si adatta a mio parere alla storia di una investigazione. Onestamente quando devo scendere di livello per riposarmi un po' nelle mie letture, preferisco nettamente l'ambientazione toscanaccia di Marco Malvaldi (altro autore di gialli della scuderia Sellerio) e dei quattro terribili amici del rincitrullito senato accademico del Bar Lume di Pineta. Ma forse quando si tratta di romanzi gialli è solo questione di gusti, e magari in futuro concederò un'altra possibilità al torbido Rocco Schiavone, una possibilità fredda come un'inverno aostano e delle dimensioni di un romanzo.
Cinque indagini che si svolgono a Roma prima che Rocco Schiavone venga trasferito nella sua nuova sede: Aosta. Ciascuna è ambientata in un particolare periodo dell'anno perché i racconti sono stati pubblicati nelle particolari antologie "... in giallo" di Sellerio.
Cinque racconti ambientati a Roma, prima del fatidico trasferimento. Come al solito, oltre alle indagini di rito, seguiamo anche le vicissitudini esistenziali del trasteverino vicequestore Rocco Schiavone. (E ci affezioniamo sempre di più.)
Cinque racconti gradevolissimi. D'altra parte, come non amare Rocco Schiavone? E la sua strafottenza, la sua ironia, la sua sensibilità sotto quella scorza (apparentemente) dura? E il suo dolore. Anche quel vivere e quell'agire sopra le righe e fuori dagli schemi, fa di Rocco un personaggio, anzi una persona, unica, che si vorrebbe avere accanto, sotto qualsiasi veste. Peccato debba lasciare Roma per... No, non sto parlando di Aosta; chi conosce la storia di quest'uomo, attraverso gli altri libri, lo sa bene! Intendo la "causa" del suo imminente trasferimento. Questo è un "punto" ancora da chiarire, e non è certo questo il libro adatto! Nel frattempo, godiamoci Rocco e la sua (che è anche la mia) gran bella Città!
P.S.: Adoro la copertina di questo volumetto! Sellerio, sei grande!
Leggere un libro con protagonista Rocco Schiavone per me è un po' come entrare in casa e ritrovare un odore familiare che ti avvolge in un'atmosfera rassicurante. L'effetto che suscita in me questo personaggio è straordinario. Non sono molti gli autori con cui ho avuto una simile intesa nella mia esperienza di lettrice ma con Manzini, e il suo Rocco, è stato amore da subito. Ho trovato questo libro per caso, potrei definirlo un prestito "involontario", e per me è stato come recuperare un piccolo tesoro. L'ho letto avidamente e terminato nel giro di due giorni, avendo già letto tutta la serie delle storie di Aosta non potevo farmi scappare questi racconti romani. Il libro è appunto una raccolta di cinque racconti, tutti bellissimi, ma ho scelto di parlarvi di uno in particolare,"L'accattone". Il vice questore Schiavone, in forza al commissariato Colombo all'EUR, sa già che il provvedimento disciplinare che è stato deciso per lui non tarderà ad arrivare. Ad aggravare lo stato d'animo c'è il fatto che il capodanno è alle porte e questa festività, come molte altre del calendario, rappresenta da sempre per Rocco una grande "rottura". Come noto le rotture non vengono mai sole e, malgrado sia il 30 dicembre, arriva anche il caso con il morto di fine anno. La vittima è Mario Iatta un ragioniere ridotto a raccattare la spesa al mercato tra gli scarti del giorno. A farne il ritrovamento è il compagno di sventura Alfredo Bissolati, uno che nella scala sociale è messo ancora peggio della vittima. Se Mario andava a cercare tra gli scarti della frutta e verdura, Alfredo si accontenta anche degli scarti dello scarto. Il perché un pensionato che vive ai margini della società sia stato assassinato non è subito comprensibile per Schiavone, ma anche stavolta l'intuizione non tarderà ad arrivare e in tempo per festeggiare il capodanno. Accompagnato dall'inevitabile nostalgia per chi non c'è più, e anche da un po' di amaro in bocca per chi dovrà consegnare alla giustizia, Schiavone va incontro a un nuovo anno. Nonostante la brevità di queste storie Manzini riesce ad essere brillante e coinvolgente come sempre. I racconti, ambientati nel periodo romano precedente al trasferimento del vicequestore ad Aosta, risultano tutti ben costruiti. In sostanza il libro è quello che potremmo definire un "prequel", impostato sull'ultimo anno e mezzo trascorso da Rocco nell'amata Roma. Rispetto alle altre storie quella che ho scelto di raccontare, per quanto meno strutturata nell'indagine, mette in evidenza il lato umano del vicequestore, un aspetto che ho apprezzato anche nei libri precedenti. Il tormento è sempre lo stesso che ritroveremo anche nell'esperienza ad Aosta, forse in questo caso è solo stemperato dal fatto che Rocco vive ancora nella sua città e in quella grande casa che ha diviso con la moglie Marina. Una segnalazione a parte merita l'ultimo racconto, "Rocco va in vacanza". Non ci sono indagini da seguire in questo divertente racconto ma si può apprezzare tutto il sarcasmo di Schiavone e la sua totale intolleranza agli scocciatori e ai prepotenti. Come nei precedenti libri lo stile di Manzini rimane quello che già conosciamo, autentico e fluido nella narrazione, e il suo vicequestore fuori dagli schemi si conferma uno straordinario personaggio che incanta il lettore.
Lettura davvero consigliata. Il mio giudizio quattro stelle e mezza su cinque.
Lettura da treno (trad: fa passare il tempo senza pensieri). I racconti brevi non consentono di avere dei gialli articolati e "densi" ma quello che non mi entusiasma è il vicequestore, che non riesce a sembrarmi dotato di una terza dimensione (trad. mi risulta sempre un po' piatto).
Questo romanzo raccoglie cinque racconti pubblicati in diverse antologie che ci danno un quadro delle caratteristiche del vicequestore Schiavone ma anche dell'uomo ferito che si cela dietro il suo cinismo e la sua scontrosità. Il racconto della vita di un uomo che si scontra con la impunita e pervasiva corruzione del privilegio sociale, nel disincanto assoluto dell’Italia d’oggi. Un personaggio brutale perché la tenerezza che lo anima sarebbe debolezza, incapace d’amare perché pieno di un amore totale per chi adesso è solo un fantasma, cinico perché la disonestà sembra aver vinto. Un personaggio di una verità e una profondità tali da sembrare che viva di vita propria. Un personaggio che sento vicino, che mi fa ridere, mi fa riflettere, mi mette di fronte all'imprevedibilità, a volte terribile, della vita. Manzini ha creato un personaggio tangibile, pieno di difetti ma anche di pregi assoluti in una Roma vera, anch'essa divisa tra la bellezza storica dei sui monumenti e la pattumiera, resti di cibo, topi, cadaveri. "Trenta dicembre, sei di pomeriggio. Il vicequestore Rocco Schiavone guardava fuori dalla finestra il buio picchiettato delle luci degli uffici dei palazzi di fronte....La sua città"
È stato bello ritrovare Rocco in queste 5 indagini romane, seppur brevi. Il tono è sempre lo stesso, da un lato scanzonato, dall’altro cupo e angosciato dalla perdita, che in questo caso è più vicina ancora e viva. Precisamente ritroviamo il nostro vicequestore (mi raccomando non commissario!!!) negli ultimi mesi di permanenza a Roma, proprio poco prima che gli arrivi tra capo e collo la destinazione del trasferimento per questo fantomatico evento che ha compiuto ma che non viene comunque ancora svelato. Ormai conosciamo il lato fragile e ferito che si nasconde dietro quella facciata di uomo duro e rude e i suoi modi non proprio ortodossi, che però qui svelano anche una delicatezza e una gentilezza impreviste verso i più deboli. Il problema fondamentale che io proprio non riesco ad accettare e comprendere in lui è il ricorrere a tante donne diverse, anche quando per loro prova aperto disprezzo, come in uno di questi casi, quando poi invece nella sua testa e nei suoi sensi tutti continua ad esserci solo Marina! L’ultimo caso lo conoscevo ed è forse quello meno bello di tutti. In realtà temevo i racconti per la loro brevità e in fondo, soprattutto per il primo dei cinque, la soluzione è poco approfondita, ma credo per forza di cose. Nonostante tutto comunque è stato piacevole rileggerlo seppure per poco e molto velocemente.
5 stelle convinte. Io che di solito non amo i racconti - perché non riesco a vivere appieno le storie, a entrare in empatia con i personaggi, a seguire le trame troppo veloci - con Manzini ho avuto invece l'impressione di aver letto 5 romanzi interi! In poche pagine è riuscito a creare mondi complessi di delinquenza e povertà, situazioni ironiche o drammatiche, personaggi indimenticabili e precisi. E poi Rocco...uno dei pochi personaggi negativi che non posso proprio fare a meno di amare! Davvero, non mi delude mai. Chapeau!
A collection of five short stories where these investigations by the (un)popular Rocco Schiavone are carried out in the year before he was punishingly transferred from Rome to Aosta (and which start with his first novel La Pista Nera). So Antonio Manzini lays out Rome in all its glory, underbelly, crime, humour and nastiness.
As per any collection, some stories are much better than others, some are more predictable and others twist and turn. The last two - where Schiavone investigates the murder of a gold seller and the tardiness of a flight - are the best of the lot and the most humane.
Plus this collection of Roman investigations forms a backbone to the formation of his character which is then developed more at length in the eleven novels published thus far.
Non avevo mai letto nessun episodio della serie di Rocco Schiavone, per quanto mi avesse sempre incuriosito, ancor di più dopo la realizzazione della serie tv. Questo libro è solo un assaggio,dal momento che raccoglie cinque racconti brevi,provenienti da raccolte, ma nonostante questo mi è piaciuto molto! Ovviamente attraverso i racconti non si riesce ad entrare nel merito di indagini complesse e dei ragionamenti che portano alla soluzione. Allo stesso modo è difficile valutare i personaggi che, a meno del protagonista, hanno ruoli per lo più marginali. Rocco Schiavone è vicequestore all'EUR, in attesa di un provvedimento disciplinare che, molto probabilmente, consisterà in un trasferimento lontano dalla sua Roma. Stanco, soprattutto solo, a meno dei suoi amici di infanzia, cui spesso si appoggia per aiuti poco ortodossi nel suo lavoro, che cercano di trascinarlo in divertimenti da ragazzini. E' un poliziotto fuori dagli schemi a cui ci ha abituato la letteratura, ma che alla fine risulta simpatico al lettore al pari di tutti i protagonisti "politically correct" dei comuni libri gialli. In cinque racconti si girano tantissimi posti di Roma, non le solite strade rinomate ai turisti, ma i quartieri ben noti ai romani e a me che, a Roma, guardo sempre con nostalgia. Mi è sembrato di attraversarne le strade, forse avvantaggiata dal fatto che mi siano tutti posti noti...compreso il grande raccordo anulare che
era lì pronto ad abbracciarlo insieme ad un altro milione di macchine
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Ora non mi resta che leggere gli episodi della serie!
Una raccolta di racconti, cinque storie, cinque gialli, che occupano una precisa locazione temporale e cronologica e che, nonostante la loro singolarità, costituiscono un narrato unico con comune denominatore lo stesso vicequestore. Un prequel, un antefatto, che serve un po' a fare il punto della situazione, che ci mostra un personaggio simile sì, ma a tratti dissimile a quello già conosciuto. Recensione completa sul blog: http://appuntidiunagiovanereader.blog...
in questo volumetto sono raccolti cinque brevi storie ambientate a roma, prima del trasferimento ad aosta del protagonista. anche nella sua città rocco schiavone è indisponente, poco limpido e molto umano- quindi mi è parecchio simpatico. davvero nulla di memorabile ma regala qualche ora di svago ai fan della serie.
Cinque scorrevoli racconti che così assieme possono anche costituire un unico romanzo, dato che sono in ordine cronologico e fa da trait d'union l'attesa per la lettera di trasferimento di Schiavone da Roma a...? Una piacevolissima lettura.
Cinque avvincenti storie con il vicequestore (e non commissario, mi raccomando) Rocco Schiavone, in attesa della nuova destinazione lavorativa, causata da motivi disciplinari che in tutta la raccolta non vengono spiegati, ma che in realtà si conoscono se si è letto i primi libri della serie ed è per questo che questo libro penso si possa tranquillamente leggere anche prima di "Pista Nera". Cinque racconti ambientati in cinque periodi dell'anno: Capodanno, Ferragosto, Natale, Carnevale, Estate. In queste poche pagine ritroviamo le classiche freddure di Rocco: "Chi sarà stato?". Rocco lo guardò. "Come mi chiamo io, dottor Andreotti?". L'amministratore lo osservava senza capire. "Schiavone?". "Appunto., Rocco Schiavone. Non Gesù di Nazareth" o la sua mania di classificare le persone in base alla loro somiglianza con qualche animale, fissazione risalente alla sua infanzia, passata a divorare un'enciclopedia degli animali regalatagli dal padre oppure la sua passione per le Clarks che non smetterà mai di indossare anche dopo il suo trasferimento in montagna. "Anna, io le altre scarpe non me le compro." "Sai le risate quando te cioncano le dita dei piedi perché te se so' congelate!". Mi ha fatto piacere ritrovare nelle pagine citazioni a zone delle mie parti (Circeo, Terracina) o del paese natio di mia madre (Subiaco).
In questa raccolta di racconti ritroviamo il nostro vicequestore del cuore alle prese con cinque diverse indagini prima del suo trasferimento ad Aosta. Io ho letto solo le prime quattro storie (e ho decurtato le pagine) perché l’ultima l’avevo già letta insieme a Lorenza e Baba, mie fidate compagne di lettura a tema Rocco. Tutte ambientate in periodi festivi oltre alla parte delle indagini il filo conduttore presente in ogni racconto è la solitudine di Rocco che, durante le feste di fa sentire ancora di più, col ricordo di Marina sempre vivo. Le varie indagini sono semplici e piuttosto prevedibili, eppure riescono ad intrattenere piacevolmente le affezionate al vicequestore. Abbiamo un caso di omicidio commesso per disperazione e povertà, un tentativo di truffa con la complicità di un banchiere, omicidi commessi per denaro e per gelosia. Insomma una bella varietà di situazioni e dinamiche. Rocco è sempre il punto forte, ormai lo amo, l’ho già detto e lo ripeterò nei libri successivi. Riesce sempre a strapparmi un sorriso. Il mio racconto preferito è stato il primo, quello ambientato al mercato, perché il colpevole mi ha davvero fatto tanta tenerezza e mi si è stretto il cuore al pensiero che certe situazioni sono anche troppo comuni.
This entire review has been hidden because of spoilers.
When I walked into the bookstore in Lecce, Puglia, I intended to buy a book or two for light reading on the plane. A series of smallish volumes put out by Sellerio editore Palermo caught my eye. Among the slim books I bought was Antonio Manzini's 'Cinque indagini romane per Rocco Schiavone,' which I think translates roughly to 'Five Roman cases for Rocco Schiavone.' The character in the title is a misanthropic, somewhat mysogenistic, hard-bitten Roman detective, a vice-questore on the police force. Manzini's tales seduced me slowly but surely. Last week I was in Italy again and bought some more of the 'Rocco' books. Despite the trickiness of Roman dialect dispersed throughout each tale, or maybe because of it, Manzini's narratives move ahead with grace. Schiavone is, as the jacket urges us to believe, a 'fallen angel,' a man whose grief-filled life gives him a verisimilitude and immediacy not often encountered in run-of-the-mill noir novels.
Cinque indagini di Rocco Schiavone, indagini brevi e romane. Indagini che, permettono al lettore di conoscere Rocco a Roma prima del suo trasferimento ad Aosta. La vita del Vicequestore antecedente alle indagini di “Pista nera”, “La costola di Adamo”, “Non è stagione”, “Era di maggio”. Rocco (con i suoi metodi sempre poco ortodossi) continua a risolvere indagini. Sulla sfondo: il Raccordo, il rione Testaccio, il Circeo, l’EUR, il mare di Ostia. Ma vi è di più. Il lettore viene ancor più, preparato al successivo romanzo: 7-7-2007; il romanzo della verità. Ho letteralmente “divorato” questa raccolta di indagini del quale vi consiglio la lettura e non vedo l’ora di iniziare al più presto la lettura del prossimo. Buona lettura 🪐
Manzini's novels featuring Rocco Schiavone are pretty much an automatic five stars. I was a little concerned about this one, since it is a series of 5 long stories/short novels designed to give some background on Rocco and chronicle his last months in Rome, before being transferred to Aosta, where the main novels about him take place. Like usual, the writing is clever, interesting, takes some unexpected twists and turns, and features a, to say the least, very idiosyncratic detective. Basically, if you have the time, you can read all these Manzini novels in one go, perhaps stopping for meals and a bathroom break now and then. They are just a joy to read.
A me la serie di Manzini piace molto e trovo che il personaggio di Rocco Schiavone sia piuttosto interessante in tutta la sua ruvidezza, tuttavia questi racconti non mi hanno particolarmente entusiasmato. Ho apprezzato "Buon Natale, Rocco!" e "La ruzzica de li porci", mentre gli altri sono decisamente sottotono e l'ultimo tutto è fuorché un'indagine. Bellissime certe ambientazioni romane, specie quella di Campo de' fiori, e mi è sembrato molto gradevole il personaggio di Anna Limentani, la proprietaria del negozio di scarpe di Via dei Giubbonari. Ecco, lei mi piacerebbe rivederla nella serie!
Una raccolta di racconti collocati temporalmente prima dell'arrivo ad Aosta del vicequestore per delineare con un tratto più deciso e marcato il carattere di Schiavone.
I racconti qui riuniti sono:
- L'accattone;
- Le ferie di agosto;
- Buon Natale, Rocco;
- La ruzzica de li porci;
- Rocco va in vacanza.
Da divorare tutti insieme o centellinarli per continuare ad affezionarsi a Rocco. Ormai i romanzi di Manzini sono una sorta di "rifugio" perché la sua scrittura è una certezza, una conferma.
Un libro di ottima compagnia, scrittura semplice, romanaccia forte e, a tratti, frivola. Ma questo fa in modo che le pagine scorrano più in fretta.
Quattro indagini raccontate alla perfezione in quasi 50 pagine l’una, dove il vicequestore Schiavone riesce ad arrivare alla verità con un lampo di genio.
L’ultima non è una vera e propria indagine, perlopiù un racconto abbastanza divertente per chiudere in bellezza questo libricino.
Non avrei mai pensato di leggerlo perché ‘a pelle’ non mi diceva nulla, ma questa è la prova che non bisognerebbe mai giudicare un libro dalla copertina.
Cinque frammenti del vicequestore Schiavone prima del fatidico trasferimento al Nord. C'è tutto il sottobosco della piccola delinquenza italica, l'indolenza dei pomeriggi romani che sia estate o inverno, la malinconica assoluzione per i reati commessi dai percossi dalla vita. E spazio anche per una tirata contro i soprusi dei potenti. Tutto saporito, certo. Ma il freno a mano sembra un po' tirato.
Un personaggio efficace come il vice questore Schiavone non ha bisogno né di molte pagine per brillare né di un'indagine vera e propria. Ben vengano dunque queste brevi storie (alcune un po' pallidine come gialli), che permettono a Manzini di arricchire e sfumare ulteriormente il suo personaggio più riuscito e a noi di godere di una raccolta di racconti piacevole e senza cadute di stile.
Manzini sempre coinvolgente, se avete amato Schiavone in televisione é impossibile perdersi i libri...le descrizioni ed i testi sono strettamente legati alla parte visiva, l'autore é stato perfettamente in grado di trasportarti a Roma e di farti vivere la città non solo nelle ambientazioni ma anche nei personaggi della quotidianità. da rileggere
Ho adorato questo libro. Racconti ironici, divertenti, che aiutano a scoprire di più sul personaggio chiaro scuro di Rocco Schiavone. In particolare, eccezionale l’ultimo racconto “Rocco va in vacanza”. Non è un’indagine, ma un magistrale esempio di come un personaggio possa prendere vita e estendersi e mostrarsi anche in una nicchia di vita vissuta come un volo non preso. Adorato!!
Per fi! El vaig començar fa algun any pel repte de llegir en italià, però no vaig poder. A més té força romà, més que italià estándar. Fa uns mesos vaig decidir-me a tornar a la llengua italiana, i acabats els Manzini que tocaven, he recuperat aquest. I ara sí! Cinc historietes (alguns ja l'havia llegida per separat) a estan prou bé!