Quarto romanzo che leggo di AGB, tutti della pregiata coppia investigativa; rispetto al precedente Dìa de perros, però, questo mostra segni di stanchezza. I due protagonisti, che in quel romanzo avevano intrecciato vorticose relazioni, qui tornano single disinteressati alla compagnia, anzi si trovano a dover saggiamente e filosoficamente consolare due persone piantate in asso dal coniuge: il collega Moliner e Amanda, sorella di Petra. Un po’ stanchi anche i battibecchi tra uomini e donne, e non solo perchè il romanzo ha ormai 25 anni: oltre tutto, proprio Petra che all’inizio dice bene: “noi donne non siamo una specie a parte, nè una categoria sociale, nè una stirpe maledetta, caro Moliner. Semplicemente siamo state molto bistrattate. Forse questo ci ha ingenerato certe amarezze, però la maggior parte delle volte le giustifica la realtà”, alla fine non solo è una single che nemmeno desidera più un compagno, ma ribatte al povero collega di indagini Moliner, abbandonato dalla moglie (e anche da Amanda):
“Sono solo questa notte. E se andassimo a cena?
Essere soli di solito non è mai una cattiva scelta, Moliner. Te lo dico per mia esperienza.
Immagino che agli uomini non si addica troppo la solitudine.
È una cosa che si impara, credimi!”
Ho trovato anche la trama un po’ confusa e difficile da seguire:
SPOILER
Il limite è la simpatica Maggy, che nel giro di una pagina diventa assassina per essere poi subito dimenticata (non ho nemmeno ben capito chi abbia ucciso e perchè: niente meno che Rosario Campos?); idem la dolce Pepita Lizarràn nei confronti di Marta Merchàn, anche lei solo per un po’ di soldi?