En el trasfondo de la Italia de hoy cuatro mujeres muy distintas entre sí deciden rebelarse contra el destino que las ha sometido a hombres corruptos. Para recuperarsu vida se convertirán en Las vengadoras. Eva es la segunda novela del ciclo LAS VENGADORASEva D’Angelo es una verdadera romana. Franca y serena, regenta la per fumería Vanità. Renzo, su marido, la ha abandonado, dejándola sumida en un mar de deudas. Pese aello, cuando él regresa, Eva no puede resistirse a la dulzura del amor reencontrado. Pero Renzo, como siempre, se ha metido en un lío. Eva estará dispuesta a salvarlo porúltima vez, aunque para ello tenga que desafiar las reglas de un mundo cruel y desconocido que le atemoriza. Ksenia, Luz y Sara estarán a su lado, dispuestas aprotegerla. Porque cuando los acontecimientos toman un cariz verdaderamente amenazador la venganza es la única forma de liberarse del pasado.
Massimo Carlotto began his literary career in 1995 with the noir novel The Fugitive, a fictionalized account of his time on the run. In 1998 he published Le irregolari, the semi-autobiographical novel on the Argentine military regime of the Seventies. In 2001 he released Arrivederci, amore ciao, which was adapted into a movie in 2005. In 2004 he published Death's Dark Abyss, a nihilistic noir on the theme of revenge.
Puro pulp, pura pulp fiction, ma senza alcun riferimento al magnifico film di Quentin Tarantino. Il pulp nasceva per essere pubblicato a puntate: e qui, questi quattro romanzi sembrano episodi di una storia che si prolunga nel tempo, appuntamenti fissi a scadenza stabilita (più o meno trimestrale). Psicologie tagliate con l’accetta: ma tanto i personaggi devono corrispondere a etichette più che essere approfonditi, o descritti a tutto tondo. Stile grossolano, sia nell’uso di certi termini che in vari momenti di trama, tutto sopra le righe, emozioni e sentimenti che spesso echeggiano varietà del sabato sera. E meglio dimenticarsi il patto col lettore, ché qui è a senso unico: io lettore faccio finta di crederti, tu scrittore ti sforzi così così per farti credere.
L’arredo di una delle ville sequestrate al clan dei Casamonica.
Curioso che la donna indicata nel titolo sia raramente la vera protagonista del romanzo che in linea teorica le sarebbe dedicato: qui per esempio Eva lascia più campo a Ksenia (che nel suo romanzo non ce la faceva a essere protagonista), a Sara, e soprattutto all’antagonista Melody, che venendo dalle forze del male, ha in partenza più fascino e palcoscenico. I cattivi di turno sono una famiglia di zingari che ricorda molto quella della serie Suburra, uscita dopo Le vendicatrici, serie che sviluppava il film omonimo, anche questo seguente ai romanzi di Carlotto e Videtta. Mentre il romanzo che origina film e serie uscì più o meno in contemporanea a queste storie. È per me aspetto interessante che Carlotto e Videtta siano riusciti a descrivere questo clan di malavitosi con le sue regole e leggi e prassi, le sue ville, i suoi arredi, il suo habitat, senza aver a disposizione i riferimenti letterari e visivi più noti.
Casamonica style.
La trama incalza, marcia spedita, e credo sia per questo che si tende a divorare questa specie di “albi”. Il personaggio che a me intriga di più è quello di Sara, che fino a qui è il più misterioso, anche se spesso in scena. Peraltro con comportamenti e azioni che fanno pensare a poteri speciali un po’ da super-eroe (forza, agilità, intelligenza, mobilità, velocità molto fuori dal comune). Solo per questo, per arrivare alla sua storia, che è il prossimo e terzo romanzo, ho letto anche questo. Ma tutto ciò premesso, è lettura, sono letture maledettamente divertenti che si fa fatica a posare.
Secondo libro della serie, un po' meno accattivante del primo. La storia è sempre bella, le donne la fanno sempre da padrone, ma sembra ci sia meno mordente del primo libro, Eva è anche lei una grande donna, provata dalla vita come Xenia, ma non viene tratteggiata con lo smalto che aveva permeato il primo libro, si parla sempre molto anche di tutte le altre donne e a tratti sembra fare più spicco Sara, che sarà la protagonista del terzo libro, dal quale mi aspetto sicuramente di più di questo.
Este segundo libro de la serie Las Vengadoras, estará protagonizada por Eva, una de las cuatro amigas que conforman el grupo de Ksenia -siberiana-, Luz -colombiana-, Sara -es un misterio su origen-, y la misma Eva -romana de pro-. Mujeres que por un motivo u otro, tendrán cuentas pendientes que saldar con hombres corruptos. Renzo, el marido de Eva a la cual abandonó por su adicción al juego y la dejó prácticamente en la ruina... http://www.abrirunlibro.com/2015/11/e...
Che dire? È una lettura divertente, molto. È il secondo libro della serie, in cui ho ritrovato le protagoniste della prima. Le vicende, però, sono un po' più spostate su Eva, come si capisce dal sottotitolo, la romanissima titolare del negozio di profumi.
Come il primo, l'ho letto in un giorno, perché scorre via, nell'attesa di vedere i cattivi che si prendono le botte che si meritano. Ho già per le mani il terzo, dedicato a Sara.
Decidi di inframezzare le letture da comodino con un libro di Carlotto… finisce che lo leggi in mezza giornata. No comment. Bello questo secondo capitolo della saga, decisamente all’altezza del primo! Leggendolo mi sono resa conto che le storie sono consecutive e non concomitanti. Credevo, erroneamente, che i quattro romanzi raccontassero la stessa storia nello stesso momento, ma da quattro punti diversi e partendo dalle quattro realtà diverse delle protagoniste. Invece, cambia la protagonista, ma la storia continua.
Eva d’Angelo. Quarant’anni di donna portati egregiamente, bella, intelligente e per via della sua parlata bonaria e tipicamente romana, decisamente simpatica. Un unico difetto: il marito Renzo. Già, perché oltre ad essere un giocatore ormai malato, quel cafone l’ha anche tradita scappando con una commessa ventenne, lasciando Eva in mano agli strozzini. Tanto indebitato, che alla moglie quasi costa la profumeria che dirige da anni con molto amore e competenza. Ksenia, Luz e Sara però, l’anno convinta a chiudere definitivamente con Renzo ed hanno salvato sia Eva che la profumeria, tanto che le prime due ne sono addirittura diventate socie e commesse. O almeno così credono loro. Eva in realtà non ha mai dimenticato l’uomo che per molti anni l’ha resa una donna felice, appagata ed orgogliosa. Lo ama, lo ama molto ed anche se ha accettato che Renzo è un debole e un poveretto, quei ricordi la assillano al punto tale da aver rifiutato sistematicamente qualsiasi avances da parte di altri uomini. Ma il divorzio no, quello no, a quello Eva non vuole nemmeno pensare. Così quando Renzo riappare a Roma, lei non riesce a resistergli; le fa credere di aver smesso di giocare da mesi, di essersi trovato un lavoro onesto e di essere pentito di averla tradita e messa nei guai. I due ricominciano a frequentarsi, ritrovando lo slancio di tanti anni di matrimonio, di nascosto. Eva non ce la fa a parlarne alle sue amiche, sa che Ksenia e Luz non capirebbero. Il trucchetto riesce, fino a quando Eva non viene brutalmente aggredita da Melody Mascherano ed altre donne del suo clan, che le intimano di stare alla larga da Renzo, l’uomo di Melody. Eva, ferita e sotto shock chiede spiegazioni al marito (che mente) e conforto alle amiche, vuotando il sacco. I guai sono decisamente seri: il clan dei Mascherano, capeggiato da Zio Serse, è gente che non scherza, dedita perlopiù allo spaccio, al riciclaggio di denaro e all’usura. Dopo essersela spassata con Melody, Renzo ha sottratto del denaro e fatto una soffiata che è costata la vita ad un ragazzo del clan ed ora, i Mascherano, lo vogliono. Deve nascondersi. Ma tutto a questo Melody non importa, lei sa solo che lo ama e non ha preso di buon grado il fatto che Renzo sia tornato dalla moglie. Eva, comprende fin troppo bene lo stato di cecità nel quale è sprofondata Melody e decide di saldare personalmente i debiti del marito (unica cosa che Renzo le ha confessato) recandosi dai Mascherano, pedinata dal commissario di polizia Mattioli a sua insaputa. Ksenia e Luz si offrono di aiutare Renzo, a patto che evapori, sparisca, se ne vada per sempre dalla vita di Eva (e dalla loro). Dopo avere trovato inizialmente asilo da Sara (che è solo l’ombra di ciò che era) Renzo viene cacciato e lasciato a se stesso. Preludio di guai ancora peggiori. Nessuna di loro è preparata a ciò che sta per succedere. Ksenia, preoccupata per le condizioni di declino in cui versa Sara la porta a casa di Angelica Simmi e la fa curare da Felix, il dolcissimo badante cubano settantenne che amorevolmente cura Angelica. Sara oppone resistenza a tutto, quantomeno inizialmente, ma poi si lascia conquistare da Lourdes (la figlia di Luz) e comincia ad aprirsi fino ad arrivare a confessare tutta la sua vita ad Angelica, a considerare quella casa la sua casa, ricominciando ad allenarsi duramente con Ksenia e a tornare ciò che era… appena in tempo, perché ora Renzo è stato ucciso, Melody rischia un futuro per certi versi peggiore ed Eva è decisa a non permettere che i colpevoli di tanto dolore restino impuniti. Serse sta preparando la festa di fidanzamento tra Melody e il giovane Christian, che oltre ad essere l’esecutore dell’omicidio di Renzo ha anche abusato di Melody per chiarire la gerarchia e la sua posizione di proprietario. Nonostante questo, non c’è verso di fare collaborare la ragazza con Mattioli, non per il verso buono quantomeno; l’unica che riesce a farsi ascoltare dalla biondina ribelle è Sara. Già, Sara la vendicatrice, con i suoi metodi poco ortodossi e l’odio che la fa da padrona. Ma giustizia e vendetta sono due cose molto diverse. Quando poi ci sono in mezzo interessi e tornaconti, la questione si complica ancora di più…
Decisamente colpita da questo secondo capitolo. Mi è piaciuto tanto quanto il primo. Non è scontato, non è ripetitivo, anzi, sembra che Videtta e Carlotto indaghino ogni volta in un ambiente diverso, mettendo in luce i vari ambienti criminali della Roma in cui si muovono le protagoniste. Mi piacciono i riferimenti musicali ed anche quelli letterari contemporanei… è davvero molto attuale. Ovviamente adesso c’è Sara che mi guarda dalla libreria, ma ho bisogno di distaccarmi un attimo, questi libri sono boccate d’ossigeno e non sono infiniti (sono solo quattro!!!).. vanno centellinati!!
Massimo Carlotto, Marco Videtta. Canción triste del jugador sin suerte
Segunda entrega de su serie de novelas Las vengadoras, Eva es una vuelta de tuerca en el escenario creado por Massimo Carlotto y Marco Videtta. Recordemos la idea de partida: cuatro mujeres de ambientes y maneras muy distintas se ven unidas en la adversidad por una cierta idea de la venganza, que en cada una de ellas se concreta de una manera distinta. Cuestión de temperamentos. Ksenia, una gimnasta siberiana traída a Roma para casarse con un viejo usurero, protagonizaba la primera entrega. Allí se encontraba con el amor de su vida, Luz, una prostituta, a la vez que lograba encontrar su lugar.
Eva tenía su propia historia. Propietaria de una perfumería, abandonada por su marido, un ludópata que no duda en correr detrás de cada mujer (vista como una posibilidad de obtener dinero), seguía ligada a él por la costumbre, por los temores de sus cuarenta años y por la esperanza de que todo sea algo temporal, una forma como otra de engañarse. Cuando creía haberse librado de él, vuelve a aparecer. Y ella no puede resistirse a sus encantos o a sus propios miedos. Pero en su reencuentro aparecerá alguien más, Melody Mascherano, una jovencita que ha ocupado los últimos meses de su marido y que no está dispuesta a perderlo. Y las fuerzas tal vez irían parejas, más allá de edades, si no fuera porque los Mascherano son un grupo criminal, una familia gitana que controla el tráfico de drogas y la extorsión en la zona. Y Melody es el ojito derecho de Serse Mascherano, el tío.
Liberados de la necesidad de presentar en profundidad a los personajes y también de una trama más complicada, más llena de alternancias, en la primera entrega, Carlotto y Videtta concentran todo lo que le daba su carácter a Ksenia y se centran en una historia más lineal. Si el libro anterior era una mezcla de novela negra con novela romántica, aquí ese segundo género no se abandona pero sí se transforma en algo más frío, más cerca de lo pasional, pero de una pasión que se acaba. Cierto que todas Las vengadoras, en palabras de sus autores, están construidas sobre esa esperanza de escapar a la realidad. Pero no es menos cierto que Eva tiene algo de decadente o de fin de tiempo. Y también que, sobre todo y por encima de Eva, es el libro de Melody, que se convierte en auténtica protagonista de la historia.
Cierto, Massimo Carlotto y Marco Videtta siguen confiando en que todo saldrá bien, aunque ese salir bien se lleve por delante tantas cosas. Y cierto que lo suyo sigue siendo una novela negra que tiene no poco de fábula, una fábula que incluso esconde alguna moraleja. Cierto que esta entrega está más lejos de ese cine de mujeres vengadoras que se hacía hace unas décadas (y quién sabe si coger a una rusa como primera protagonista no fue un homenaje), menos violento, más intrigante. El gran acierto es no repetir fórmula, no transitar los mismos caminos y dejarnos con ganas de más (la tercera entrega será Sara, precisamente el personaje más oscuro, más destructivo de los cuatro). Volver a dibujar un retrato turbio de Roma, acercarse a una realidad, a una presencia constante de la inquietud, y hacerlo desde esas miradas de mujer. Con hombres al fondo. Muy al fondo. Como una amenaza o como la última de las decepciones.
Secondo capitolo della quadrilogia Le vendicatrici, più breve e dalla trama meno intricata. Carlotto e Videtta proseguono il viaggio attraverso la criminalità dell’usura e del pizzo: la loro è la Roma dei clan, una capitale corrotta degna di Romanzo criminale. La dichiarazione poetica di Carlotto vorrebbe questa saga come momento di passaggio da una “letteratura della crisi” a una “letteratura del conflitto”. La crisi è ben tratteggiata dall’onnipresenza dei delinquenti di quartiere, sempre pronti a sciacallare i piccoli commercianti e la gente comune con la connivenza della finanza; ma il conflitto, scaricato addosso alle protagoniste, è risolto sbrigativamente per mezzo di vendette melodrammatiche che né risolvono né esasperano la qualità delle situazioni di partenza. Grossolana la definizione delle psicologie femminili; i personaggi abusati spesso si trasformano in creature feroci, come se non esistesse una mezza misura tra il ruolo di vittima e quello di carnefice (se non si diventa carnefici, si continuerà ad essere vittime), suggerendo che l’unica via di emancipazione concessa ai più deboli sia la strada di quella stessa prevaricazione precedentemente subita. Gustosissimo il sommario delle vicissitudini di Renzo con il clan Mascherano. Come nel caso del primo romanzo, anche questo dovrebbe intitolarsi “Melody”, e non “Eva”: l’antagonista diventa protagonista e ruba la scena a tutte le altre.
Questo libro è, molto semplicemente, brutto. Scritto male, con un'abbondanza di aggettivi buttati senza pietà nella pagina, sembra uno scarto da scrittore esordiente, mi ha ricordato spesso lo "spiegone" di Boris: i due autori ci tengono a dirci continuamente cosa provano e perché lo provano i personaggi, senza lasciare nulla al lettore da interpretare. A questo aggiungo che la storia è inspiegabilmente forzata, procede a scossoni e a botte di deus ex machina, mi sono trovato molto spesso a dover accettare, mio malgrado, spiegazioni assurde a eventi senza capo né coda. A me sembra evidente che questa sia solo un tentativo di riprodurre in casa nostra il successo della saga di uomini che odiano le donne et simila, ma il risultato è talmente disastroso che per me, anziché "Le vendicatrici" si sarebbe benissimo potuto intitolare "Dotto', tengo famiglia".
Carlotto, Massimo e Marco Videtta (2013). Le Vendicatrici. Eva. Torino: Einaudi. 2013. ISBN 9788858409664. Pagine 183. 2,99 €
Dei 4 che compongono la serie è quello che mi è piaciuto meno.
Curiosamente, la famiglia Mascherano, di origine rom, che gestisce il crimine organizzato dalla sua base all’Anagnina, è molto simile alla famiglia Anacleti che svolge il medesimo ruolo in Suburra di De Cataldo e Bonini: come è naturale, dal momento che le due finzioni parallele condividono il medesimo modello reale. Ma De Cataldo e Bonini sono scrittori che stanno a Carlotto e Videtta come una Mercedes Classe E sta a una Micra Cabrio…
Mi piacerebbe poter dire, come per gli altri libri del medesimo autore, che "Carlotto non delude mai", ed invece questo secondo episodio della quadrilogia "Le Vendicatrici" l'ho trovato un po' piatto e senza quel solito mordente che caratterizza i suoi libri. Può darsi che incida il grave errore di averlo letto per primo, pur essendo il secondo della serie (errore di cui mi sono purtroppo accorto a libro praticamente terminato), ma la storia non prende e non convince. Tutto sembra lasciato a metà, in un limbo indefinito che ti lascia con diversi interrogativi. Magari bisogna leggere tutti e quattro gli episodi della serie per poi inquadrare ogni libro nella giusta prospettiva, chissà...
Gli eventi di questo "episodio" della serie apparentemente avvengono dopo quelli narrati in Ksenia e sara ma alla fine solo Ksenia che introduce le protagonoste va letto obbligatoriamente per primo. Titolare ciascun libro con il nome di una sola delle "vendicatrici" è parzialmente fuorviante in quanto tutte e 4 rimangono co-protagoniste dei romanzi ma è pur vero che in questo volume in particolare seguiamo le vicende di Eva e del suo scapestrato marito Renzo sempre malato di gioco.
I libri sono piu' leggeri dei romanzi di Carlotto, piu' "televisivi" e forse in questo si sente l'influenza di Videtta.
Piacevoli da leggere in treno o sotto l'ombrellone ma nulla di piu'.
Molto bello. Non più del primo ma piaciuto. Naturalmente non vedo l'ora di leggere il terzo e scoprire (finalmente) la verità su Sara anche se la mia Vendicatrice preferita è Luz e il suo libro è l'ultimo (>.<) Mi è dispiaciuto il fatto che appunto Ksenia e Luz fossero poco presenti in questo romanzo anche se giustamente è il libro di Eva e quindi è lei La protagonista. SPOILER
Povero Renzo e che stronzo Christian!! Il primo Christian stronzo che incontro...
Anche questo secondo libro continua a non convincermi, credo anche di aver capito che la ragione possa imputarsi alla serie di personaggi (quasi tutti femminili) assolutamente poco credibili che popolano il romanzo. Sono piuttosto indecisa ma credo che continueró a leggere anche perché fin'ora Sara é quella che mi interessa di piú, oltre che quella che assomiglia di piú a Mila, altro personaggione di noir.
Sono al 2° capitolo delle Vendicatrici, ma mi rimane questo senso di freddezza nei confronti delle protagoniste. Non riesco ad entrarci in empatia e non capisco se è colpa della scrittura, dello stile o di 'mancanza' mia. Il tema è forte e d'attualità, quindi dovrebbe coinvolgermi. Ma mi rimane un senso di scrittura cronachistica, "perché bisogna parlarne".