Un viaggio nella storia d'Italia. Si parte dal Risorgimento: massoneria, settarismo carbonaro. Già le prime radici di "religioni civili". Con l'Italia unita la ricerca di una religione di Stato diviene ancora più importante per tenere vicini popoli da tempo divisi e con tradizioni e culture ormai differenti. Da qui nasce poi il mito della guerra come rigenerazione morale.
E questo è solo il principio di quel filo rosso che conduce alla sacralità della politica, all'ascesa del fascismo come religione di stato, fino all'apice dello sviluppo del culto del littorio. Gentile descrive oggettivamente i punti di forza del fascismo e quelli deboli. Il tutto attraverso riti che tenevano unita la massa, fedele al Duce e all'Italia, in attesa della rivoluzione italiana per opera del fascismo.
Un'opera importante per riflettere anche sulla politica di oggi, sulla forza persuasiva di alcuni meccanismi di propaganda. E per capire il reale valore del voto del singolo, nel suo affidarsi a un volto o a un partito. I partiti in Italia oggi sono forse troppo legati al volto (e alla vita personale visto che i gossip vendono più delle notizie di politica o di cronaca locale!) dei leader di partito, rischiando spesso poi di annegare con loro nel momento in cui crolla la fiducia in essi così come fu per Mussolini e il crollo del sogno fascista. Non si può legare uno Stato a una singola figura, semmai a dei valori, a delle priorità, ad un programma ben stabilito di opere concrete da farsi. Un partito questo dovrebbe offrire, no?