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Poison Fairies #2

I re delle macerie

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La Discarica è sull’orlo del baratro, e nessuno lo sa meglio di Albedo, il Re dei Goblin. Sua sorella Cruna e i suoi amici fuorilegge sono scomparsi, forse morti, forse prigionieri dei nemici di sempre, i selvaggi Boggart. La guerra è sempre più vicina e i Boggart sono troppi, e troppo inferociti, perché i Goblin abbiano una sola possibilità di sopravvivere.
E mentre Disgelo si prepara a una folle missione di salvataggio con l’unico aiuto della persona che più lo odia al mondo e che ha giurato di ucciderlo, il diabolico Argiope, Re dei Boggart, dispone attentamente le sue pedine per la battaglia.
Stretto tra le nuove, terrificanti stregonerie del nemico e l’agonia della sua gente, Albedo non potrà fare altro che scendere in campo armato solo della sua intelligenza e della sua disperazione, e affrontare l’idea che forse un atto mostruoso e innominabile, il sacrificio che non ha mai avuto il coraggio di compiere, diventerà presto la sua unica possibilità di salvezza...

172 pages, Kindle Edition

First published October 30, 2015

18 people want to read

About the author

Luca Tarenzi

41 books104 followers
Laureato in Storia delle Religioni all’Università Cattolica di Milano, è stato giornalista e redattore. Attualmente collabora con varie case editrici come traduttore, editor e consulente: tra le sue traduzioni figurano opere di Douglas Preston e Lincoln Child per Rizzoli, e di Jonathan Stroud e Nahoko Uehashi per Salani.

Ha esordito come scrittore nel 2006 con il romanzo urban fantasy Pentar (Alacran) (ripubblicato nel 2008 con il titolo Pentar – Il Patto degli Dei).

Sempre nel 2006 ha dato alle stampe il saggio-biografia a tema spirituale La Sciamana del Deserto (Lindau – L’Età dell’Acquario), sulla vita di Doña Maria, un'italiana istruita nello sciamanesimo dagli Huicholes del Messico.

Nel 2008 ha pubblicato Il Libro dei Peccati (Alacran), raccolta di racconti di varia natura (storici, fantasy, horror) e ambientazione (la Costantinopoli del VII secolo, la protostoria biblica, l'Italia del XIII secolo, la Scandinavia medievale e il mondo contemporaneo), tutti sul tema della colpa e della redenzione.

Nel 2009 ha partecipato all’antologia Sanctuary (Asengard) con il racconto Saint Vicious, e ha pubblicato Le Due Lune (Alacran), primo urban fantasy ambientato a Milano; il romanzo, descritto dal punto di vista di una ragazza diciassettenne, ha per tema la licantropia e basa buona parte della propria ambientazione su leggende tradizionali italiane, personaggi storici (come il conte Giuseppe Gorani) e luoghi realmente esistenti (la chiesa di San Bernardino alle Ossa, la cripta di San Giovanni in Conca, il Cimitero Monumentale di Milano).

Nel 2010 ha pubblicato per Asengard il romanzo breve Il Sentiero di Legno e Sangue, rielaborazione in chiave new weird di Pinocchio; ha poi partecipato all'antologia Stirpe Angelica (Edizioni della Sera) con il racconto Il Re, l'Angelo e il Serpente, ambientato alla corte di Salomone.

Nel febbraio 2011 viene pubblicato Quando il Diavolo ti Accarezza, edito da Salani: il romanzo, sempre di genere urban fantasy, è ambientato nella stessa Milano de Le Due Lune e ha per tema principale gli angeli e i demoni; anche in questo caso l'autore si rifà a figure reali della mitologia inerente (Arioch, Azazel, Hadraniel), della storia (il conte Manfredo Settala) e della città in cui il racconto si svolge (in particolar modo vanno ricordate la Stretta Bagnera, Piazza Mercanti e Piazza Vetra).

Appassionato di occulto, cinema, telefilm e giochi di ruolo, prosegue tuttora i suoi studi di storia delle religioni e ha tenuto numerose conferenze in Lombardia e Piemonte. Alan D. Altieri lo ha definito “il geniale autore italiano che ha portato in primo piano la variazione di genere nel genere chiamata urban fantasy”.

Vive ad Arona con la moglie Erica, veterinaria, in una casa piena di animali.

(Tratto da Wikipedia)

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Tanabrus.
1,981 reviews204 followers
February 18, 2018
** SECONDA LETTURA **

Oltre a confermare le impressioni della recensione di tre anni fa, devo però aggiungere che data la dimensione ridotta di questi libri e la loro velocità, rendono molto meglio se letti di seguito, uno dopo l'altro, trattandoli come parti di un bel tomo.
In questo modo mi sono goduto maggiormente le similitudini tra i due re in guerra tra di loro, i re delle macerie (sia letterali, visto che combattono per spartirsi frazioni di spazzatura nella Discarica, sia più metaforiche, visto che sono gli ultimi rimasti del popolo fatato che un tempo era grande e potente, rivaleggiando con gli stessi umani da cui ora invece si nascondono). Entrambi decisi a proteggere la loro tribù e a farla sopravvivere, entrambi pronti a compiere sacrifici per questo scopo, entrambi pronti a rischiare in prima persona sperimentando cose nuove per ottenere poteri inimmaginabili.
Ovvio che le simpatie vadano verso Albedo, fratello della nostra protagonista e re dei Goblin, piuttosto che con il più potente e crudele Argiope e con i suoi militarizzati Boggart, ma comunque i due sovrani alla fine sono abbastanza simili.

E in questo secondo volume la fuga dei nostri protagonisti passa quasi in secondo piano, rispetto alle azioni dei due Re delle Macerie. Gli esperimenti senza fine, la ricerca della conoscenza e del potere, la crudeltà verso i Moryan estranei ma anche verso i propri sudditi, qualora la cosa venga reputata necessaria.
Così abbiamo Argiope che tortura tranquillamente sia la Piota che Verderame, non per piacere personale ma per raggiungere uno scopo ben preciso; e così abbiamo Albedo che con i prigionieri catturati lungo il confine sperimenta la portata del proprio potere.
Così abbiamo Argiope che sacrifica un suo Boggart per conferire ai suoi soldati il potere necessario a portare avanti il suo piano (e sconfiggere senza troppe perdite la tribù dei Goblin), e Albedo che sacrifica parecchi suoi sudditi reputati "sacrificabili" per tentare di capovolgere le sorti della guerra e vincere contro ogni previsione la battaglia.

Purtroppo il libro è troppo corto, finisce subito, ma ora che sono stati pubblicati tutti e tre i volumi si può leggere la storia tutta insieme senza risultare delusi dalla loro lunghezza. Infatti questo secondo libro mi è piaciuto più di quanto non mi fosse capitato la prima volta, quando rimasi a bocca aperta dicendomi "tutto qui? E poi che succede?"


** PRIMA LETTURA **

In questo secondo libro ritroviamo i nostri goblin dove li avevamo lasciati un anno fa: Cruna e Verderame prigioniere di Argiope, Livido e Disgelo in missione per salvarle, la guerra incipiente, le stregonerie del re dei Boggart e i suoi esperimenti con la creatura del sottosuolo.

L'ambientazione ovviamente rimane affascinante e piena di meraviglie urbane, compresi gli umani che finalmente compaiono sullo sfondo, figure tremende e mostruose come Gulliver per i Lillipuziani.

Però questa volta, rispetto al primo libro, si resta con un po' di amaro in bocca.
Troppo breve il libro, o troppo veloce la storia per le pagine che la compongono.
Resta la sensazione di aver fatto una corsa con Cruna e i goblin, un passaggio rapido che dopo lo stupore provocato dal primo libro ci conduce attraverso dei campi di battaglia per portarci al terzo e finale volume della saga.

Un classico volume di passaggio, farcito in questo caso di battaglie oltre che di viaggi, ma sempre un classico volume di passaggio, un tipico "secondo di tre" che alla fine ci fa chiedere "tutto qui?" e ci fa volere subito il terzo libro, con la conclusione della storia, con le risposte, con l'esito del confronto tra i fratelli.
Profile Image for Valentina Bellettini.
Author 13 books41 followers
October 31, 2016
Al primo volume della serie avevo dato quattro stelle, ciò nonostante mi sono decisa solo dopo alcuni mesi a buttarmi sul seguito; in "Poison Fairies - La Guerra della Discarica" ci sono stati dei momenti un po' lenti e noiosi, e avendo vissuto un periodo pesante ho preferito rimandare quella che presupponevo essere un'altra lettura impegnativa. Ora che l'ho finito posso affermare che non immaginavo che mi sarei trovata davanti a un secondo volume così ricco d'azione, esplosivo, proprio come c'è scritto nella sinossi!

Non è stato difficile tornare a immergersi nel piccolo mondo di Luca Tarenzi popolato da fate che vivono in mezzo a noi ma che non possiamo notare, un po' perché usano una nube di "Glamour" (una sorta di magia) per rendersi invisibili ai nostri occhi, e un po' perché sono creature piccole quanto un dito della mano, e vivono là dove noi comuni mortali non amiamo stare, ossia in mezzo all'immondizia di una discarica!
Queste fatine, forse condizionate dall'ambiente lugubre e torbido in cui vivono, sono delle creature sanguinarie e violente in continua lotta tra loro, ad esempio per stabilire i confini tra i popoli, divisi in razze (Boggart e Goblin le principali, ma ci sono anche le veggenti Sluagh, le enigmatiche Sirene e i terribili Bwca), oppure per contendersi preziosi oggetti come la batteria vista nel primo volume. In ogni caso, tra le diverse razze c'è una costante guerra a prescindere, perché non si tollerano gli uni con gli altri.
Il secondo volume comincia subito così: con una lotta che è solo la prima tra i Boggarts e i Goblin; ne seguiranno tantissime altre fino all'epica battaglia finale che coinvolge i re delle due razze, Argiope per i Boggarts e Albedo per i Goblin, in un crescendo di poteri e magia, trucchi meschini e indicibili segreti rivelati; è impossibile staccarsi da una lettura così avvincente!

Esperimenti, torture, massacri e sacrifici: l'azione scandisce il ritmo di questo fantasy adrenalinico fatto anche di fughe e corse contro il tempo, il tutto senza mai cadere in uno schema e senza mai essere banale e scontato, anzi, si tratta sempre di scelte originali in grado di stupire il lettore, perché lo scenario è imprevedibile e in continuo mutamento proprio come i sacchetti dell'immondizia che rotolano e alterano il percorso dei nostri piccoli "amici".
Lo scrivo virgolettato perché sebbene abbia provato uno slancio automatico verso la principessa Cruna dei Goblin, ho ancora una volta appurato che questa razza non è meno innocente dell'altra! Non si sa da che parte schierarsi perché in fin dei conti i due re compiono entrambi un'ultima azione estrema e sconsiderata.

Tornando al ritmo della storia, è reso bene anche grazie al continuo cambio di scena tra i tre gruppi di personaggi principali: quello del re Albedo da una pare, quello di re Argiope dall'altra, e infine quello dei giovani Cruna, Verderame, Disgelo... Purtroppo la misteriosa creatura che qui scopriamo appartenere "al sottosuolo" è ancor più vaga rispetto al primo volume; non lascia trapelare nulla di più di quel poco che è già stato detto ne "La guerra della Discarica".

Ancora una volta sono rimasta colpita dall'originalità della narrazione e dai particolari, perché Tarenzi considera davvero ogni elemento di questo microcosmo.
Riguardo alla narrazione sono preferiti i dialoghi alle lunghe descrizioni, tuttavia non si sente il peso di questo sbilanciamento perché il continuo confronto tra i personaggi non fa che arricchire la loro storia e la personalità di ognuno, senza contare la trovata geniale della nube che manifesta le emozioni di ogni personaggio in modo eloquente; non a caso, uno dei modi in cui si può usare la nube è per soggiogare la mente altrui... E a tal proposito vi cito anche il curioso passaggio di poteri, spesso temporaneo, bevendo (o offrendo) il sangue di un'altra fata. Mi ricorda un po' i vampiri, nonostante per questi ultimi bere il sangue sia un "semplice" nutrimento quando per le fate è un gesto dalle mire accattivanti.

Tra i personaggi, la Sluagh Verderame è quella che, come nel capitolo precedente, mi ha incuriosita di più: molto interessante e intrigante quel cenno alle origini della sua specie.

Come per il capitolo precedente ho percepito anche una sottile ironia (che potrebbe essere anche solo la mia sensazione) nell'assistere alle imprese di queste fatine vendicative e assetate di sangue che scatenano un putiferio nel mini-mondo ma sono irrilevanti in una visione dell'insieme; basta pensare a quando si presenta la minaccia degli esseri umani o delle "pallide morti", ossia i gabbiani. Come dire: "il pesce grande mangia il pesce piccolo", e per quanto possano fare i fenomeni, sono pur sempre delle creature microscopiche!

"I gabbiani erano un tetto ondeggiante sopra le loro teste, un oceano capovolto di onde grigie da cui calava un frastuono che si sentiva fin dentro le ossa.
[...]
La ruspa [...] Era soltanto questo: una cosa, un mostro di
dimensioni inconcepibili, un'intrusione aliena, innaturale nel paesaggio che Cruna aveva sempre conosciuto."

Un po' spiazzante l'epilogo, sia per il modo brusco in cui è interrotto, sia perché c'è un taglio netto delle scene che lascia sorgere mille domande.
Stavolta sì che non vedo l'ora di leggere il seguito!
Mi auguro che il terzo volume non si faccia attendere troppo.

Mi sento di consigliare questa serie agli appassionati di fantasy e horror, perché la serie di Luca Tarenzi è diversa da tutte quelle che ho letto finora; l'originalità e la fantasia sfrenata sono i suoi punti di forza, ed è evidente che la trama, così come l'universo in cui si muovono i protagonisti, sono studiati con precisione senza lasciare nulla al caso.
Perdersi Tarenzi equivale ignorare una delle colonne portanti del fantasy italiano; sarebbe un'enorme lacuna per gli appassionati del fantastico!

Questa e altre recensioni su http://valentinabellettini.blogspot.com
Profile Image for Emanuele Corsi.
Author 12 books9 followers
February 11, 2016
Che dire? l'attesissimo (da me, ma non solo) seguito di "La guerra della discarica" è ancora meglio del primo capitolo. Sarà perché i personaggi ormai sono lì e non c'è più bisogno di "perdere tempo" a conoscerli, sarà perché la narrazione scorre rapida come un fiume in piena tra eventi prevedibili e altri del tutto inaspettati, sarà perché il mondo delle Poison Fairies ha ormai acquisito una concretezza e una coerenza tale da farci accettare con passiva gratitudine tutto ciò che l'autore decide di metterci dentro.
Dopo le basi gettate nel primo capitolo l'azione si snocciola perlopiù lontana da Cruna, che ritroveremo con la sua spietata determinazione più o meno da metà libro. Abbiamo modo di approfondire personaggi già conosciuti o meno "esplorati", come il possente Vanadio. Si delinea il terribile piano di Argiope, re dei Boggart. E dall'altra parte Albedo è costretto a venire a patti con le scelte che un re deve fare per la sopravvivenza della propria gente.
La caratterizzazione psicologica dei personaggi è senza dubbio ancora la carta vincente di Tarenzi, oltre alla capacità di osare senza il minimo timore delle conseguenze. E di nuovo spicca la personalità di Cruna, la nostra fatina media preferita, che pur non possedendo poteri speciali come tanti altri è letteralmente colei che "fa accadere" le cose. Nel bene e, soprattutto, nel male.
Il finale a mio gusto avrebbe potuto benissimo chiudere la saga, ma c'è un terzo capitolo in produzione e non vedo l'ora di metterci mani e occhi.
Profile Image for Debora.
174 reviews8 followers
June 9, 2020
Secondo volume della serie svolge egregiamente il suo lavoro: alcuni aspetti si chiariscono, i personaggi si muovono su strade che forse si incroceranno e un grande evento alla fine non fa altro che farti desiderare il seguito!
Ottimo fantasy italiano che mostra come anche i nostri autori possano cimentarsi nel fantastico senza copiare gli anglosassoni.
Profile Image for Erica.
6 reviews
November 9, 2024
Se al primo libro avevo dato 4 stelle, a questo non posso che dare il massimo! Con il secondo volume l’autore è riuscito a tenermi incollata alle pagine al punto da pensare a Cruna e gli altri anche mentre non stavo leggendo.
Profile Image for I Mondi Fantastici.
247 reviews22 followers
January 15, 2017
Verderame e Cruna prigioniere dei Boggart, la prima in particolare è sottoposta a crudeli torture da Argiope, che vuole estrarre il potere Glamour dei Veggenti. Disgelo è ancora libero e, per salvare le amiche, è costretto a un patto con il diavolo, ad allearsi cioè con l'odiato Livido, e a intraprendere una missione suicida. Ma l'amicizia e l'affetto che lo legano alle compagne prigioniere sono superiori al pericolo. I due capi, nel frattempo, pensano a come chiudere la questione con il clan rivale: Argiope, un personaggio davvero interessante (anche se è un cattivo, è molto figo!), sta portando a compimento un piano iniziato tempo addietro per usare il glamour dei veggenti e farne un'arma contro i Goblin. Albedo, invece, cerca di controllare la mente dei Boggart, nonostante i consigli del saggio Bicorne che vorrebbe tenerlo lontano da quella follia.

Come avete letto, molte cose in ballo, tante sottotrame (forse anche di più che nel primo libro, che si concentrava prevalentemente su Disgelo, Cruna e Verderame) che danno spazio anche ai comprimari, come Livido e Vanadio. Un libro veloce, sono circa duecento pagine, che si legge in pochi giorni, complice anche l'ottimo stile semplice e scorrevole e il ritmo forsennato degli eventi. Azione, avventura, adrenalina, colpi di scena e scontri continui fanno davvero arrivare alla fine in poco tempo. Una fine che, però, non c'è. Come il primo libro, anche questo si interrompe a un certo punto, lasciando il lettore con il fiato sospeso, a chiedersi: E ora? Motivo per cui aspettiamo fortemente il terzo libro! :-)
Profile Image for Angharad Eldrige.
83 reviews10 followers
July 3, 2017
*4 stelline e mezzo*

https://labellaeilcavaliere.blogspot....

A distanza di un anno dalla prima lettura, mi ritrovo a recensire Poison Fairies – I re delle macerie di Luca Tarenzi. Sono una brutta persona, ma come si dice: meglio tardi che mai.
Quindi ho ripreso in mano il romanzo, l'ho ricominciato e... divorato come fosse la prima volta. Trattandosi del secondo volume della serie Poison Fairies, ci saranno spoiler relativi al primo.



Questa volta ci ritroviamo alle prese con Cruna e Verderame prigioniere di Argiope, re dei Boggart; Disgelo e Livido inaspettatamente alleati; Albedo, il re dei Goblin, che deve far fronte a una guerra sempre più imminente, in cui sono proprio i Goblin a essere svantaggiati.
I re delle macerie risulta più adrenalinico del romanzo precedente. Non che al primo mancasse l'azione, ma qui si aggiunge una tensione che scorre costante fino all'impennata degli ultimi capitoli. Una tensione dovuta all'avvicinarsi dello scontro tra Boggart e Goblin e al voler conoscere quale sarà il destino dei nostri Goblin preferiti (se non avete Goblin preferiti, siete dei brutti Boggart).
Molto spazio viene dedicato ai due re, Albedo e Argiope, che si fronteggiano ben prima della battaglia. Se da un lato abbiamo Albedo ormai più vicino alla disperazione, considerate le esigue possibilità che ha il suo popolo di uscire vittorioso (o anche solo vivo), e che deve fare una scelta alquanto rischiosa; dall'altro abbiamo Argiope, un re senza scrupoli, con un'intelligenza acuta e uno stratega molto attento. Due re all'apparenza molto diversi, ma che riveleranno alcune affinità.
Premesso che il mio tifo va tutto ai Goblin, al momento la fazione più debole e sfigata e oltrettuto hanno un nonsoche di simpatico (simpatia piena di veleno e zanne, chiariamoci), ho apprezzato molto Argiope, o quanto meno il suo cervello. A me i personaggi brillanti piacciono. Anche quando sono odiosi. Anche quando li prenderei a sprangate perché mettono i bastoni tra le ruote ai miei preferiti (o cercano di ucciderli). E Argiope è proprio uno di questi personaggi: abile stratega e molto astuto. Poi sia chiaro: per me deve morire male, eh. Però lo apprezzo, ecco.
E grazie a questo secondo volume conosciamo meglio anche Albedo e... a un certo punto avrei preso a badilate pure lui. È un personaggio interessante, che ha ereditato una situazione complessa e difficile che cerca di gestire al meglio. È evidente quanto tenga al suo popolo e si intuisce anche fino a che punto si fosse spinto già prima delle vicende dei romanzi per salvaguardarlo. Questo volume, però, rappresenta un po' il limite per il re, superato il quale Albedo dovrà far fronte alle conseguenze delle sue scelte.

E ora, bando alle ciance e parliamo dei miei preferiti, o meglio del mio preferito e di quello che si è rivelato un personaggio davvero intrigante: Disgelo e Livido. Disgelo si era già guadagnato un posto nel mio cuore in precedenza, posto che è stato solo confermato con tanto di lastra col suo nome. Folle, imprevedibile e molto leale: un amore, insomma.
Livido, invece, è stata una sorpresa. Ne La guerra della discarica non mi aveva colpito particolarmente; qui, sebbene non abbia lo spazio dedicato ad altri personaggi, si è rivelato in poco tempo davvero interessante e sono molto curiosa di vedere cosa avrà in serbo per noi.
Sì, ci sarebbero anche Cruna e Verderame, ma loro non hanno ulteriori guizzi al momento e continuano a piacermi come prima.
Di nuovo mi ha colpito molto il mondo pensato da Tarenzi per queste fate così agguerrite. La discarica è un'ambientazione sempre presente, l'inventiva nel creare armi, tende, contenitori dai materiali che abitualmente utilizziamo e gettiamo via è davvero brillante. Ed è anche utile per riuscire a immaginarsi nel dettaglio i luoghi e gli oggetti usati dai personaggi.
Anche questa volta c'è un cliffhanger di non poco conto che fa venire voglia di andare a caccia del terzo volume, che si spera uscirà in tempi non troppo remoti. Altrimenti potrei trasformarmi in Goblin e iniziare a mordere.

Piccolo momento da fangirl: ho shippato alla grande anche le fatine velenose. E non mi pento di nulla.


“Una scoperta?” Torsolo batté le palpebre. “Cosa hai scoperto?”
Il re si avviò veloce, senza più voltarsi.
“La via per l'inferno” sussurrò.
Profile Image for Mario Pacchiarotti.
Author 9 books33 followers
June 29, 2016
Molto divertente questo secondo episodio. Si legge in una volata. Ma il terzo? Su su...
Profile Image for Alessia Palumbo.
Author 10 books33 followers
February 23, 2017
In questo capitolo, più che nel precedente, si evincono le straordinarie capacità narrative di Luca Tarenzi. Il libro sembra composto interamente da un'unica scena, tanto gli avvenimenti sono veloci e spasmodici. I colpi di scena sono meravigliosi e azzeccati, e il non dover più caratterizzare e presentare ogni personaggio, perché li abbiamo già conosciuti nello scorso episodio, lascia spazio all'azione pura.
Soltanto una cosa mi ha fatto letteralmente star male in senso negativo, e per la quale, lo ammetto, avrei voluto dar un punto in meno al romanzo ancora prima di averlo letto (ma alla fine non l'ho fatto, perché mi dispiaceva troppo che la storia di Tarenzi venisse inficiata per una cosa che magari neanche è dipesa da lui); il primo e il secondo libro hanno dimensioni diverse. Li ho presi entrambi su Amazon, a circa due settimane di distanza. E vederli sulla libreria, uno di fianco all'altro, con il secondo decisamente più basso, mi fa proprio stringere lo stomaco.

Tornando al libro, ottima caratterizzazione dei personaggi, lo stile di scrittura è curato e convincente, e la trama non lascia un attimo di respiro. In attesa che esca anche il seguito, non posso far altro che augurare a tutti buona lettura!
170 reviews3 followers
July 22, 2018
"I re delle macerie" è il secondo volume della trilogia di "Poison Fairies", preceduto da "La guerra della discarica" e seguito da "La cosa più pericolosa".
"I re delle macerie" mi ha fatto ricredere su questa trilogia: molto meglio del primo volume, cui avevo dato solo 3 stelle. Quasi ogni elemento che avevo considerato un difetto ne "La guerra della discarica" è stato brillantemente risolto in questo secondo volume.

I motivi principali per cui mi è piaciuto questo secondo libro sono:

- Narrazione di eventi dalla grande epicità. (Questo è uno dei tratti in cui si è avuto un netto miglioramento rispetto al primo volume, ove gli eventi narrati non erano poi così importanti nell'economia del mondo).
- Protagonisti che hanno subìto una maturazione (altro miglioramento rispetto al primo volume, ove la protagonista era invece lamentosa e testarda)
- Un worldbuilding che era stato molto originale già ne "La guerra della discarica", ma che ne "I re delle macerie" viene sviluppato ad un livello superiore. Il più gran complimento che potrei fare è che il sistema magico mi ha ricordato, a tratti, quelli di Sanderson, sebbene nel finale la puzza di "deus ex machina" sul funzionamento delle barriere protettive si è sentita.
- Non c’è un attimo di inattività. Il ritmo è sempre altissimo.

Un consiglio fondamentale è leggere la trilogia intera come se fosse un libro unico, dato che la trama viene sempre troncata in maniera brusca al termine di ogni libro e nessun filo narrativo trova una sua conclusione al termine dei libri intermedi. In tal modo è anche possibile considerare "La guerra della discarica" (di sole 200 pagine) come una sorta di capitolo introduttivo alla storia piuttosto che come libro da cui pretendere qualche soddisfazione.

Infine una nota per la casa editrice: perché i 2 volumi hanno dimensioni diverse?
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