Deliziosa ironia reciproca tra Simenon che descrive l’impatto di questa città popolata da “Tom, Bill, Tony senza cognomi e dai sorrisi a tutti denti, sicuri di sè e pronti a spintonarti senza chiedere scusa” su un Maigret strappato alla quiete della pensione (a 56 anni!), una città dove si può diventare importanti miliardari grazie a un monopolio continentale sui juke-box.. e viceversa del suo amico commissario O’ Brien, pacifico ma scrutatore. Ai tempi in cui la traversata si faceva ancora via transatlantico..
Siamo lontani dalla Manhattan romantica e chic dei film di Woody Allen: è ancora il tritacarne umano descritto pochi anni prima da Céline nel Viaggio al termine della notte e da Henry Miller in Nexus, dove imperversano i gangster e tutti si dedicano ad alcolizzarsi negli “American bar”; e figuriamoci il Bronx! L’unica nota gentile, più che dai negozi sbrilluccicanti della Quinta Strada (anche in francese: Cinquième Avenue!), è data dal Greenwich Village e dai suoi artistici, bislacchi abitanti. E il resto degli USA non è meglio: “durante un nostro spettacolo nel Sud, uccisero un negro”.
Il finale è uno spettacolare interrogatorio via telefonata intercontinentale, di cui naturalmente non anticiperò i dettagli; Simenon tramite Maigret lascia ancora una volta trasparire la sua simpatia per l’individuo magari feroce e assassino, ma dotato di un rigore e di una coerenza interna di cui spesso le persone “gentili” appaiono carenti (come si vedrà nel romanzo di due anni dopo, che ho letto subito prima di questo, Maigret et son mort).
Il romanzo è interessante anche per come il poliziotto francese si dilunghi nello spiegare ai colleghi d’oltre Oceano, in particolare il rigido (e astemio!) Lewis, i suoi metodi così diversi dai loro: mai dedurre, pensare il meno possibile, fiutare l’aria, lasciarsi portare dalla corrente..
L’amore per il nostro commissario è tale che spesso dimentichiamo come le trame siano abbastanza incongrue. Provo a ricapitolare i fatti di questo romanzo (non la trama!), sperando che qualche lettore più attento mi aiuti a capirli meglio.
SPOILER
Intorno al 1915 due giovani musicisti di Bayonne, Joachim e Jacques, emigrano negli USA, dove formano il duo musicale “J and J”. Durante una tournée nel Sud degli USA, conoscono una povera orfana, Jessie, e la mantengono con gli avanzi dei loro pasti (essi stessi i più poveri della troupe). Abbandonati dal capocomico, i tre tornano fortunosamente nella Grande Mela e vivono in appartamenti adiacenti; Jessie è la donna di Joachim. Presto questi deve tornare in Francia per ricevere l’eredità del padre; Jessie si fa prontamente “consolare” da Jacques; poco dopo è incinta, ma di Joachim. Quando questi, dopo un anno, torna, non crede che il figlio sia suo e la uccide; Jacques fugge vigliaccamente; Angelino, un vicino di casa, vede tutto. Joachim lascia il bambino, Jos, presso una donna di fiducia, la sig.ra McGill, e con gli anni lo perde di vista; intanto diventa miliardario con i juke-box, sposa una donna senza amarla (nel romanzo non ne sapremo nulla) e ha da lei il figlio Jean, che manda a studiare in Francia; Jacques invece torna in Europa, diventa direttore d’orchestra di successo nelle “città d’acqua” e forma una famiglia. Il giornalista alcolizzato Parson si reca per qualche motivo in Europa, casualmente conosce Jacques che chissà perchè gli racconta il fattaccio; Parson decide allora di tornare a New York e ricattare l’ormai miliardario “Little John” (così si fa chiamare Joachim) con l’aiuto di amici gangster; ma guarda guarda, tra questi gangster c’è proprio Jos McGill, nonostante avesse studiato a Montréal, in Canadà! Questi capisce di essere figlio di Little John, si dissocia dagli amici gangster (questa parte non è descritta) e compie una agnizione con il padre; contemporaneamente in Francia Jean, informato dal notaio di famiglia M. Hoquélus degli strani movimenti contabili del padre (necessarii a pagare i ricattatori) si rivolge a Maigret.
Qui comincia la trama vera e propria.
Maigret traversa l’Atlantico con Jean, che però sparisce all’arrivo (questa sparizione non è mai ben spiegata), ed è poi accolto freddamente dal di lui padre, che in pratica lo invita a tornarsene. Il nostro commissario fiuta puzza di bruciato. Il vecchio amico delll’FBI O’ Brien, che si diverte molto a imbeccare il collega francese perchè faccia quello che lui non potrebbe, gli dà senza spiegazioni un indirizzo nel Bronx; qui Maigret vede uccidere investito da un’auto il vecchio Angelino, cosa che lo indigna e probabilmente lo porta a intestardirsi nelle indagini, sebbene Little John e il suo “segretario” McGill facciano di tutto per rimandarlo in patria. Ma Maigret si intestardisce a indagare sul periodo bohemièn di « J and J« : un pezzetto alla volta scopre la tresca della povera Jessie, ma rivelerà il tutto ai suoi “datori di lavoro riluttanti” tramite uno spettacolare interrogatorio di Jacques via telefonata intercontinentale! (e nessun altro saprà mai del delitto di Joachim: tutto resterà tra loro)