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Quattro novelle sulle apparenze

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Un uomo come tanti, con un lavoro come insegnante e la passione per il rugby, un giorno decide di non parlare più. Un vecchio pittore d’insegne è ossessionato dai fenomeni di “disfazione” della luce.Un ex studente di letteratura tenta di cambiare vita viaggiando per il mondo. Un quarantenne dirigente d’azienda, padre di un ragazzo che non capisce, si “vede vivere” e si sente perduto. C’è un testo giovanile di Kafka in cui si dice che dietro le apparenze ci sono altre apparenze: da un pensiero del genere nascono i quattro racconti di Gianni Celati, riconducibili alla tradizione della novella filosofica. Uomini e donne alle prese con la vita di ogni giorno si trovano all’improvviso di fronte all’inaspettato: di colpo qualcosa si incrina e va in frantumi, mostrando ciascuno a se stesso come un punto disperso fra milioni di “lumicini percorsi da brividi”, estranei l’uno all’altro. Sono svolte del destino suscitate da un’attrazione verso l’esterno, che non determina nessuna consapevolezza superiore. Nelle sue operette morali, Celati non ci indica la via d’uscita dal labirinto. “Di fatto,” ci dice, “tutto questo libro è un gioco per abbassare le pretese dell’io, rendendolo perduto o disperso”, raccontando “storie per rendersi perplessi”. Salvo poi suggerirci queste parole, sommesso barlume d’utopia: “Nell’essere perduti noi aspettiamo che gli altri ci trovino, perché solo loro possono trovarci in tutto l’universo”. (Nunzia Palmieri)

111 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1987

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About the author

Gianni Celati

86 books45 followers
Gianni Celati (Sondrio, 1937) è stato uno scrittore, traduttore, anglista, critico letterario e documentarista italiano.

Nasce a Sondrio, dove si trova la famiglia a causa del lavoro del padre, usciere di banca spostato spesso di sede in sede a causa dei litigi con i suoi superiori. Il padre Antonio era originario di Bondeno, vicino a Ferrara, mentre la madre, Exenia Dolores Martelli, era nata a Sandolo, vicino al delta del Po. Celati passa l'infanzia e l'adolescenza in provincia di Ferrara.
Laureatosi in letteratura inglese presso l'Università di Bologna scrive articoli per Marcatré, Lingua e stile, Il Verri, Il Caffè, Quindici, Sigma, ecc. oltre a pubblicare le prime traduzioni. Assume la cattedra di letteratura angloamericana del DAMS di Bologna e riprende anche l'attività critica e di studioso della letteratura europea. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, Comiche, per Einaudi. Sempre da Einaudi escono i successivi Le avventure di Guizzardi (1972), La banda dei sospiri (1976) e Lunario del paradiso (1978),
Torna alla narrativa nel 1985 con i trenta racconti di Narratori delle pianure che segnano anche il passaggio alla casa editrice Feltrinelli. In seguito vengono le Quattro novelle sulle apparenze (1987), dove alla precisione stilistica si accompagna una tematica della fiducia e del disincanto della società contemporanea, e Verso la foce (1989). Insegnato quindi all'Université de Caen e alla Brown University di Providence e per il resto della sua vita risiede a Brighton, in Inghilterra. Nel marzo 2013 Einaudi pubblica l'Ulisse di James Joyce in una nuova versione tradotta da Celati, frutto del lavoro di oltre sette anni e attesa già da diverso tempo. L'anno successivo si piazza terzo al Premio Chiara con la raccolta di racconti Selve d'amore. Nel 2016 esce presso la collana I Meridiani di Mondadori un'ampia raccolta di opere narrative dal titolo Romanzi, cronache e racconti, a cura di Marco Belpoliti e Nunzia Palmieri. Il 3 gennaio 2022 muore nella sua casa di Brighton, in Inghilterra, una settimana prima di compiere 85 anni.

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Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,474 reviews2,457 followers
August 27, 2024
L’ARTE DI SCOMPARIRE

description

Sempre caro mi fu quest’ermo scrittore, che dell’amato PierVittorio fu mentore, e con Luigi a spasso andò in sulla Emilia via, a piedi viandando senza il ronzio delle frasi interiori per strade nere e strade bianche, viottoli argini ponti lungo canali attraverso piane, lungovia scrivendo cose belle lui (Narratori delle pianure, Verso la foce), scattando foto eterne l’altro, Luigi, e insieme facendo documentari.

Queste quattro storie hanno come denominatore comune la vita di gente, talvolta senza nome, guidata da mille faccende, fino al momento in cui in ognuna di quelle vite non accade qualcosa d’inatteso che mostra inesorabilmente a ciascuno la propria fragilità esistenziale. Qualcosa che incrina la propria realtà: lasciarsi vivere è l’unico modo per continuare a vivere, ma si diventa un altro io, diverso dal primo, nel quale è difficile riconoscersi.

description

Le novelle che ho preferito sono la prima e la seconda.
Nella prima, chiamata Baratto come il nome del suo personaggio principale, Baratto è un bravo insegnante di educazione fisica. Gioca a rugby. Potrebbe essere un mediano, ma io non so se esistono i mediani nel rugby. Immagino di sì, il mediano è un concetto ontologico.
Comunque, Baratto, durante una partita, si blocca in mezzo al campo, scuote la testa, smette di giocare e si siede in panchina. Poi si cambia nello spogliatoio mentre la partita va avanti, sale sulla moto e se ne torna a casa.
Da quel momento in poi smette di parlare con tutti: moglie, vicini di casa, preside della scuola, studenti, compagni di squadra, amici, tutti quanti. La moglie lo lascia, la donna di un altro gli si dichiara, gli amici si preoccupano, il preside lo sospende dall’insegnamento, certa gente gli apre la porta di casa, Baratto lascia la sua sempre aperta…
Va avanti così per mesi in una sorta di congedo provvisorio da tutto e da tutti.
L'esistenza, si sa, può essere pesante, può diventare un incubo, e Baratto, stremato dalla fatica di essere se stesso, ha spento la realtà.
Il suo è un abbandono, una defezione dalla responsabilità di essere: l’unica risposta che Baratto (e forse non solo lui) riesce a escogitare per non essere schiacciato e gravato dal peso che sono gli impegni verso la società, verso gli altri. Provvisoriamente, con dolce straniamento, recide il legame sociale.
Una forma di fuga da sé e dal mondo circostante.
Zen.
Il mutismo di Baratto si trasforma nella cartina al tornasole, l’agente reagente, la pietra lanciata nello stagno, le cui onde cominciano a propagarsi all’infinito, e ciascuno assegna al suo silenzio un significato personale e diverso.

description

L’illuminazione di Celati è raccolta nel fatto che non si comunica con gli altri per dirgli qualcosa, ma soprattutto per rassicurare loro (e noi stessi) che continuiamo a esistere: Le frasi vengono e poi vanno, e fanno venire i pensieri che poi vanno. Parlare e parlare, pensare e pensare, poi non resta niente. La testa non è niente, succede tutto all’aperto.

Nei quattro racconti di Celati i personaggi cercano di interrompere la commedia delle apparenze. Baratto, in particolare, rimanda a Bartleby lo scrivano, che rispondeva al suo principale con preferirei di no.
C’è un senso di liberazione nel gesto di Baratto.
E in queste quattro novelle, perché sembrano accrescere la nostra comprensione del mondo, sembrano spiegare che ci stiamo a fare qui.

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Profile Image for Gabril.
1,063 reviews265 followers
March 6, 2022
“Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l’ombra, l’erba secca, le pietre dei muri che crollano e la polvere che respiriamo.”

1. Baratto
“ Racconterò la storia di come Baratto, tornando a casa una sera, sia rimasto senza pensieri, e poi le conseguenze del suo vivere da muto per un lungo periodo.”
“E vedendosi grande e grosso e tutto nudo nella specchiera dell’armadio, gli viene da pensare: ‘A cosa potrei pensare adesso?’. Rimane a vacillare davanti allo specchio ma nessuna frase gli viene in mente.”
“E se ne va sulla sua moto, mentre l’altro continua a chiedersi se Baratto abbia davvero avuto la grazia di restare senza pensieri, senza il ronzio delle frasi interiori, libero da questa farneticazione continua che ognuno porta dentro di sé.”
“E i suoni che sentiamo, le cose che tocchiamo, e il buio e la notte, non potrebbe essere tutta una grandissima messinscena? Tutta una commedia delle apparenze, che ci fanno credere chissà cosa e invece non è vero niente?”

2. Condizioni di luce sulla via Emilia
“Emanuele Menini ha vissuto vent’anni su quella strada, ed essendo anche pittore di paesaggi sapeva bene come la luce viene giù dal cielo, come tocca e avvolge le cose.”
“Le cose apparivano nitide e tranquille solo quando i venti di tanto in tanto riuscivano ad irrompere, spazzando l’aria. Ma più spesso erano vacillanti e incerte per un velo di piccoli barlumi che ne offuscavano i contorni, e che gli impedivano di vedere la loro immobilità.”

3. I lettori di libri sono sempre più falsi
“Cercava dovunque un libro che potesse spiegargli di cosa parlano i libri e i professori”.
“… credeva di scorgere nelle linee stampate qualcosa di incerto e indistinto: come un muto apparire contro cui le parole si agitavano. E sembrava che le parole scritte, e le parole in generale, lanciassero sempre segnali per attirare l’attenzione, con i più strani ammiccamenti. Ma era come se ammiccassero per dire: ‘ascolta che adesso ti dico qualcosa’, per poi non dire niente e solo per sbarrare il passo ad un’apparenza estranea e senza facoltà di parola che spuntava là fuori.”

4. Scomparsa d’un uomo lodevole
“Cosa vedevano quelle vacche? Qualcosa di indistinto e senza sigle, vedevano forse l’essenza della grande nullità. Per questo avevano l’aria così riposata e riposante, immagino.”
“Com’è facile in fondo raccontare una situazione e poi dire: ‘io sono questo’. Un uomo diventa subito il questo del suo indicare, e finché muore non farà che indicare il questo che lo rappresenta.”

“Cammineranno di buon passo e sempre con l’espressione di lieta attesa, per andare dove? Dove? Ma chi può dirlo dove un uomo sta andando? Spesso si crede di saperlo, ma è un errore. Tutto quello che si sa è che bisogna continuare, continuare, continuare come pellegrini nel mondo, fino al risveglio, se il risveglio verrà.”
Profile Image for a.g.e. montagner.
244 reviews42 followers
July 1, 2012
A due anni di distanza dai brevissimi racconti di Narratori delle pianure*, Celati proseguì la sua seconda maniera narrativa con la pubblicazione nel 1987 di una nuova raccolta: quattro novelle (circa 30 pp. ciascuna) "che possono essere ricondotte alla tradizione della novella filosofica", come dice la quarta di copertina. Di nuovo una pluralità di narrazioni quindi, più approfondite e al contempo più enigmatiche delle precedenti.
Ancora una volta torna la dimensione orale del raccontare; ma soprattutto torna il senso di degrado, squallore ed impotenza della Padania di Celati. Per i lettori con un minimo d'empatia questa è una lettura dura: è necessaria molta empatia per cogliere i rari, brevi momenti di poesia e bellezza.

Baratto
È il nome del protagonista, la cui situazione domestica suggerisce immediatamente un certo squallore, in cui lui comunque sembra vivere sereno. Così come serena è la sua improvvisa decisione (che non svelo), drastica ed apparentemente immotivata, fonte di perplessità, disagio ma anche ammirazione nei suoi conoscenti. Una curiosa metafora della comunicazione.
Incipit tipicamente celatiano: "Racconterò la storia di come Baratto...". La narrazione è comunque chiaramente anti-realistica: gli amici di Baratto si chiamano Bicchi e Bertè, ed ogni personaggio è identificato solo dal cognome (usati anche dalle mogli con i propri mariti).

Condizioni di luce sulla Via Emilia
La novella più triste e più poetica delle raccolta, probabilmente la più bella.
Le condizioni di luce del titolo sono quelle provocate dal traffico pesante sulla Via Emilia, una "nube micidiale" di smog (p. 52) che causa fenomeni ottici strani ed innaturali. L'ambientazione è quindi la 'città diffusa', una terra di nessuno anonima ed alienante, fatta di capannoni industriali e discariche di rottami, cipressi d'Arizona trapiantati e "dispersi" e piante bruciate dalle piogge acide, case coloniche abbandonate in favore di palazzine in stile "geometrile" e colline affettate "per ricavarne argilla e farne piastrelle" (p. 45).
Al degrado ambientale corrisponde da subito, specialmente in questa novella, un decadimento linguistico, una povertà d'espressione che si nota in espressioni come 'scintillazione' e 'disfazione' anziché scintillio e disfacimento.
Le condizioni di luce hanno a loro volta conseguenze negative sulla psyche delle persone che abitano in questi "luoghi che non erano luoghi, solo sfilze di palazzine e colori acrilici" (p. 49).
Il protagonista, Emanuele Menini, è un pittore di paesaggi per vocazione e un dipintore d'insegne per lavoro, dotato di una sensibilità quasi impressionistica per la luce naturale: un poeta tormentato e fuori posto nell'ambiente appena descritto. Menini cerca caparbiamente un angolo nitido, sereno, pacifico, sebbene lui stesso sembra non avere le parole per esprimere questo anelito. Alla fine la sua recherche avrà successo, in una rivelazione delicata e toccante nella sua quotidianità.
Struggente.

I lettori di libri sono sempre più falsi
Il racconto che tutti i venditori di libri porta a porta dovrebbero leggere. Dico sul serio: la prossima volta che qualcuno vi entra in casa nel tentativo di appiopparvi un qualche volume, mettetelo alla porta (gentilmente, s'intende) con una copia di questa novella. Specialmente se si tratta del tipo di persone che i libri non li legge ma si limita a venderli.
L'ambientazione questa volta sono le periferie di Milano, descritte in termini davvero deprimenti; tanto che il lettore arriva a chiedersi come riescano i personaggi a (soprav)vivere in un ambiente umano simile, praticamente impossibile da sopportare.

Scomparsa di un uomo lodevole
In cui l'uomo lodevole del titolo è il narratore e protagonista: un quarantenne residente nelle periferie borghesi di Parigi (Neuilly-Sur-Seine, dove le carote sono "color carota"), figlio di immigrati italiani, che odia a morte (letteralmente) il figlio adolescente, i vecchi genitori e sotto sotto anche se stesso. Un personaggio quietamente disperato, impiegato in una fabbrica di contenitori di alimenti che lui vende senza averli mai visti.
La crisi di mezz'età forse più surreale che mi sia capitato di leggere, ed anche una delle più lievi dopo i due racconti precedenti. Fino alla conclusione, sconclusionata e poetica.

* Narratori delle pianure: http://bit.ly/MLTaHB
Profile Image for Zak P.
36 reviews
September 13, 2025
My novella ranking:

1. Conditions of light on the via Emilia
2. The disappearance of a praiseworthy man
3. Baratto
4. Readers of books are ever more false
(This isn’t to say that any are significantly better than another, only that I preferred them by small orders of magnitude.)

With how long this took me to read it might as well have still been written in Italian. Celati writes in such a way that the most important and impactful quotes and phrases are like gold nuggets that need to be carefully sifted from each story, and I was worried that I might miss one. (I am grateful to have read an annotated copy, which helped with this process.)

Though in appearance (get it?) these are four separate novellas, the themes and ideas are so similar and interconnected that each story seemed to weave into the others. The characters are lost in their own way; confused about their place in their world and the meaning of the world around them. Each has peeked under the mask of society and must come to terms with their own mask, and whether or not they will continue wearing it. I enjoyed Celati’s metaphors involving dust and light, as well as mobility vs. stagnancy. His sense of humor was also appreciated.
Profile Image for Francesca Monnanni.
8 reviews
January 16, 2026
Quattro novelle sulle apparenze è l’opera celatiana che più profondamente affronta la tematica esplicitata dal titolo. Infatti, se Narratori delle pianure si configura come una raccolta di brevi novelle, prevalentemente dal finale aperto e scevre della pretesa di veicolare un insegnamento, le Quattro novelle si discostano leggermente da questo modello (motivo per cui vengono scorporate e rese autonome dalla suddetta opera). Qui troviamo novelle di estensione maggiore e, dunque, una più profonda introspezione psicologica dei protagonisti che le popolano (senza dubbio legata al modello leopardiano delle Operette morali). L’intento pedagogico è ancora assente da parte di Celati, ma è inevitabile — alla fine di ciascuna novella — trarre un messaggio, anche se non necessariamente edificante. Una lettura gradevole, foriera di spunti di riflessione interessanti e, addirittura, di intuizioni profetiche sulla società a noi contemporanea.
Profile Image for Giovanna Tomai.
408 reviews5 followers
June 13, 2024
[Aveva pensato che per vedere la nube bisogna trovarsi in punti speciali, come ad esempio al di qua di quel cavalcavia. Ma anche nei punti speciali le cose erano due: o si sta dietro al tremore o si guarda. E in quelle periferie guardare e vedere qualcosa era quasi impossibile.
«Perché?» si è chiesto. E ci ha spiegato il perché: perché uno guarda e pensa di aver visto qualcosa, ma il tremore nell’aria porta via subito il pensiero di quello che ha visto.]

La mia preferita:
Condizioni di luce sulla via Emilia.
Profile Image for Lorenzo.
93 reviews6 followers
January 28, 2024
Divago come se fossi un po’ cieco e non vedessi più bene le mie mete
Profile Image for Luis.
42 reviews1 follower
July 15, 2024
4 historias de la realidad, contadas de manera sorprendente y original . Ágil y de buena lectura.
Profile Image for Chiara Marcelli.
84 reviews3 followers
May 18, 2023
cercare il punto cieco, immobile del mondo - un uomo smette di parlare e comincia a pensare i pensieri degli altri, un pittore di paesaggi osserva le condizioni di luce sulla via Emilia, uno studente di letteratura decide di scoprire cosa dicano davvero i libri, in una domenica di rivelazione un uomo esce e va alla ricerca del suo io - e accettare che il resto sia apparenza; che oltre l'acqua che scorre senza direzione e i lampioni che si susseguono con continuità, in questo vasto mondo di comparse come lombrichi sulla terra, tutto sia allora anche sorridente finzione.
Profile Image for Terra.
1,240 reviews11 followers
February 4, 2025
probabilmente queste novelle sono troppo raffinate e profonde per me, dato che mi hanno annoiata parecchio.
Profile Image for Bruna.
179 reviews4 followers
January 16, 2022
Vivere è difficile, vivere e accettare le responsabilità che la vita ti impone può diventare così faticoso che a volte desideri andartene, scomparire, tagliare i legami relazionali e sociali con quelli che ti stanno attorno. Parlare, comunicare, leggere libri, avere figli sono tutte attività senza senso, che facciamo per dare un senso all’esistenza senza capire quale sia.

Baratto, professore di educazione fisica del primo racconto, è Bartleby di Melville, ma anche un po’ Kafka. Un giorno smette di parlare, tra lo stupore delle persone che lo conoscono.

“Grazie a tanta gente che pensa le stesse cose, la frase «È l’alba» vuol proprio dire che è l’alba con tutte le sue apparenze. E grazie a Baratto che guarendo comincia ad avere solo pensieri di altri, adesso anche al dottore appare tutta vera questa messinscena dell’alba.”

Poi un giorno riprende a parlare, per dire:

“Le frasi vengono e poi vanno, e fanno venire i pensieri che poi vanno. Parlare e parlare, pensare e pensare, poi non resta niente. La testa non è niente, succede tutto all’aperto.”

Emanuele Menini, nel secondo racconto, è un pittore di paesaggi che però adesso dipinge insegne. Vive sulla via Emilia e osserva la luce e le cose. Ma devono essere ferme, immobili.
Solo che ormai è diventato impossibile riconoscere l’ombra e la luce, le cose dalle forme distinte. Il paesaggio che lo circonda è fatto di file continue di auto e capannoni industriali, discariche e palazzine. La luce si mescola con lo smog e le esalazioni delle auto. Attorno a lui un movimento incessante di persone che non si accorgono della nube in cui vivono. Insieme vanno nel paese delle piastrelle, dove l’imprenditore di una fabbrica di scale a chiocciola li aspetta. Il paesaggio industriale che ha preso il posto di campi di grano e colline. I nuovi miliardari costruiscono capannoni tutti di vetro, vivono in ville californiane e piantano cipressi dell’Amazzonia.

“Quegli alberi lì sono dei dispersi, perché il loro posto è su qualche montagna. Li piantano qui perché crescono in fretta e non richiedono manutenzione. Ma sono dei dispersi come me, Emanuele Menini, e quasi tutti quelli che vedo in giro dalle mie parti. Tu che scrivi, scrivilo questo nel tuo quaderno».”

Nel terzo racconto c’è uno studente di letteratura e venditore di libri che vuole sapere di cosa parlano i libri, ma è circondato da persone che i libri non li leggono o fanno finta di leggere, che sanno come superare gli esami senza avere capito cosa hanno letto e pure da docenti universitari, critici e scrittori che si arrabbiano alle domande dello studente. Leggere è pericoloso, ti mette in testa idee, ti fanno venire troppe domande e ti inquietano. Perché partire per luoghi lontani e misteriosi? Meglio “andare dalla sorella a Codogno”.

Ancora una volta un'altra apparenza.

“Tutto ciò che si scrive è già polvere nel momento stesso in cui viene scritto, ed è giusto che vada a disperdersi con le altre polveri e ceneri del mondo. Scrivere è un modo di consumare il tempo rendendogli l’omaggio che gli è dovuto: lui dà e toglie, e quello che dà è solo quello che toglie, così la sua somma è sempre lo zero, l’insostanziale.
Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l’ombra, l’erba”


Nel quarto racconto, l’uomo lodevole è un vedovo di mezz’età con un figlio che si gratta la testa e sbadiglia quando lui parla e che lui detesta. Non sa più cosa fare e dove andare, tutto gli appare senza senso. Lavora per una ditta di contenitori che non ha mai visto ma su cui dà al telefono risposte competenti.
Il finale di questo racconto dà forse una spiegazione a tutte le novelle. Il narratore si immagine di scappare sulle Alpi con la non più giovane signora Agnès.
“Cammineranno di buon passo e sempre con espressioni di lieta attesa, per andare dove? Dove? Ma chi può dirlo dove un uomo sta andando? Spesso si crede di saperlo, ma è un errore. Tutto quello che si sa è che bisogna continuare, continuare, continuare come pellegrini nel mondo, fino al risveglio, se il risveglio verrà.”
Profile Image for Elisa Berard.
12 reviews
December 23, 2025
Ne apprezzo la qualità ma non fa per me. È una scrittura troppo minimalista, disossata, fanciullesca. Segue sì le divagazioni, le fissazioni e le distrazioni del pensiero ma sono l'unico ornamento alla narrazione. Eppure i vuoti erano perfetti, calibratissimi. Sembra un libro d'infanzia per adulti (ma forse non è solo questo il mio problema con queste novelle, perché Calvino lo adoro). Sinceramente penso di o non aver capito tutto o di aver capito male qualcosa (o forse ho capito ma non mi sconvolge) perché a livello di contenuti mi ha parecchio annoiata. Sono tutti profondamente perplessi, vedono la finzione della realtà e non riescono più a reimmergersi. Guardo questo libro e penso: "Ma posso essere barocca perfino nei miei gusti letterari?" Evidentemente, sì.
Profile Image for Maria.
17 reviews21 followers
February 19, 2023
"Tutto ciò che si scrive è già polvere nel momento stesso in cui viene scritto, ed è giusto che vada a disperdersi con le altre polveri e ceneri del mondo. Scrivere è un modo di consumare il tempo rendendogli l'omaggio che gli è dovuto: lui dà e toglie, e quello che dà è solo quello che toglie, così la sua somma è sempre lo zero, l'insostanziale. Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l'ombra, l'erba secca, le pietre dei muri che crollano e la polvere che respiriamo."
Profile Image for Cecilia Emme.
12 reviews10 followers
January 22, 2019
"Condizioni di luce sulla via Emilia" contenuto in questa raccolta é un racconto breve stupendo, che ti lascia l'idea di aver bisogno di nuovi occhi per guardare le cose. Belli anche il racconto che apre e il terzo. Purtroppo il libro perde molto con l'ultimo racconto, troppo lento e a tratti fastidioso.
35 reviews1 follower
December 29, 2019
Brillante ma semplice come una parabola.
Il titolo della seconda novella (Condizioni di Luce sulla Via Emilia) è di per sé una poesia.
Tutte le novelle sono popolate di un'umanità che mi sembra di aver conosciuto, di conoscere e di incontrare costantemente, o forse di vedere allo specchio ogni giorno.
95 reviews1 follower
January 6, 2020
Un libro che si legge in un pomeriggio ma che da tanto. Ci si riconosce nei tratti dei personaggi. Ognuno alla ricerca di qualcosa che non sia solo apparenza. Mi colpisce come spesso quel che vediamo, non è. Come una infinità di pensieri, di azioni, scandiscono la vita alla ricerca di una non mobilità
Profile Image for Bill Clinton.
57 reviews
September 27, 2025
“Cosa dicevano? Sempre cose che gli altri sapevano già. Ma per ognuno sembrava fosse molto importante pronunciare delle frasi e mostrare di voler dire qualcosa, per poi non dire niente, o soltanto richiamare l’attenzione altrui sul fatto che lui stava parlando.”
Profile Image for Arf.
154 reviews8 followers
November 13, 2020
3.5
c'è un qualcosa nei racconti di Celati che rimane sempre sospesa, una sensazione familiare e allo stesso tempo estranea che mi fa chiedere "Cosa voleva davvero dire ?".

Profile Image for Cristiana Casagrande.
116 reviews12 followers
July 2, 2023
Tutto quello che si sa è che bisogna continuare, continuare, continuare come pellegrini nel mondo, fino al risveglio, se il risveglio verrà.
Profile Image for Anshin.
229 reviews3 followers
August 22, 2025
«Sembra un’ombra che passa senza darsi il pensiero d’essere un’ombra. Un apparire che è già uno scomparire. Come se niente in lui si agitasse per comprovare qualcosa».
Profile Image for Ernesto Priani saiso.
76 reviews2 followers
April 11, 2014
Historias preciosista, hermosas, brillantes, que hacen énfasis en como las cosas se perciben, en el modo como aparecen, enla fuerza de su presencia.
Displaying 1 - 24 of 24 reviews

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