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Angels on the Head of a Pin

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In this contemporary Russian classic, a samizdat document arrives at a Soviet newspaper headquarters with unimaginable consequences.

Angels on the Head of a Pin is set in Moscow in the late 1960s, at a time when Khrushchev-era liberalization is being threatened by the return to personality cult and repression following the Soviet intervention in Czechoslovakia. The editor-in-chief of the organ of the Communist Party collapses with a heart attack outside the Central Committee building. This is partly brought on by the appearance of a samizdat manuscript on his desk that leads to his anguishing over who left it there and what to do with it to avoid falling victim to the malevolence its content is likely to unleash. The solution lies with Yakov Rappoport, an ageing and cynical Jewish veteran of the war and two spells in the Gulag, the author of not only the obnoxious popular campaigns sponsored by the newspaper (and all its letters to the editor) but of every speech that gets made in public by the principals of the regime as well. His efforts to help his stricken editor, as well as the novel's star-crossed lovers, lead to a hallucinatory climax.

566 pages, Hardcover

First published January 1, 2002

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About the author

Yuri Druzhnikov

21 books1 follower

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Community Reviews

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21 (42%)
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17 (34%)
2 stars
2 (4%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Aurora.
238 reviews7 followers
April 28, 2020
Questo romanzo è stato scritto nel periodo staliniano in Russia, riuscendo a sfuggire alla censura dell' Unione Sovietica. La vita dell' autore non è stata facile proprio per questa ragione, trattando tematiche scottanti, contrarie al regime comunista.  La  vasta diffusione di questo libro si ha quando l' autore riesce a fuggire negli Stati Uniti, evitando così di essere perseguitato e ucciso. Candidato al premio Nobel, questo libro come i romanzi di "Solzenicyn", autore molte volte citato in questo romanzo, rappresenta una denuncia sociale contro il comunismo, mettendo in luce verità scomode e nascoste dal regime, lasciando intuire che non fosse affatto tanto differente dalla monarchia zarista e dal regime nazista e fascista. Non ha una prosa sopprafina, anzi scritto in molto molto fluido, scorrevole e moderno, stranamente dissonante dalle modalità di scrittura tipicamente russa, dalla costruzione di frasi dai periodi molto lunghi e complessi. Non c'è l' evidente volontà di scrivere un romanzo stilisticamente accurato e distintivo, quello che preme più Druznikov è mettere in luce attraverso l' introduzione dei personaggi, dei dialoghi e delle vicende quanto l' intera macchina che muove il sistema comunista sovietico sia tossico. 

La caratterizzazione dei personaggi è complessa e dettagliata, si finisce per perdersi e far un po' di confusione a destreggiarsi fra i vari nomi russi,dato che in ogni capitolo viene raccontata la storia di un personaggio diverso. Tuttavia, nonostante alcuni personaggi forse avrebbe potuto evitarsi, diminuendo di gran lunga la mole di 560 pagine, mi è piaciuta questa meticolosa attenzione e cura dell' aspetto umano e psicologico dei personaggi, da far trasparire che sono tutti potenzialmente buoni, appunto angeli sulla punta di uno spillo, che però non hanno scelta, non possono opporsi, perché qualora lo facciano finiscono con lo spillo piantato sul cuore. Con questo libro Druznikov dichiara che  Il regime controllasse tutto, diceva persino cosa dovevi scrivere, dire e pensare, nessuno poteva fare e dire diversamente, altrimenti la prigione e la morte erano dietro l' angolo. I dialoghi fra i personaggi sono riflessivi e pregni di significato. Druznikov riesce perfettamente a inserirti nella redazione russa di un giornale di partito comunista, in quel periodo storico, facendoti scoprire tutte le notizie nascoste, la manomissione e distorsione degli avvenimenti e della realtà. Molti dei personaggi principali sono inventati, o meglio ne sono stati cambiati probabilmente i nomi, prima di iniziare il libro dice chiaramente "di non indagare sui personaggi se esistenti o meno perché non ne verrà nulla di buono". Tuttavia, ci sono apparizioni di personaggi di meno rilievo effettivamente esistenti, tra cui "Solzenicyn" citato molte volte e altri personaggi politici russi di quel periodo.

Non è un libro che si legge giusto per il piacere di leggere, ma è più una lettura di denuncia ideologica, che serve per far scoprire cose che si ignoravano e non si conoscevano del regime comunista, dato che si cercava a tutti i costi di farlo apparire più democratico e progressista rispetto agli altri regimi totaliritari. Io personalmente sono stufa di leggere sempre e solo del nazismo e degli ebrei, sicuramente sono state una delle principali vittime di quel periodo storico, ma ce ne sono state altre che hanno suscitato meno indignazione e meno rumore, e non per questo meno degne di interesse e attenzione. Buonagiornata! E mi raccomando non uscite e state a casa, se non sapete come passare il tempo leggete un buon libro! 
Profile Image for Karenina.
135 reviews105 followers
August 17, 2017
Deludente è l’aggettivo adeguato; una trama abborracciata, per non dire inesistente, è l’esile pretesto per elencare tutte le storture del sistema sovietico, dalla vodka al kgb, meschinità, delazioni, soprusi, corruzione, non manca nulla…tranne la letteratura, di quella non c’è traccia.
Profile Image for Katya Bukhtinova.
2 reviews16 followers
April 3, 2018
Заинтересовала 50/50, но концовка оказалась сильная.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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