Jacques Heers wybitny znawca sredniowiecza i renesansu ukazuje dwor papieski w Rzymie od powrotu papiezy z Awinionu w XV wieku az do sacco di Roma 1527 Ostentacyjny luksus i nepotyzm wladcow Panstwa Koscielnego co pamietaja wszyscy milosnicy serialu Rodzina Borgiow to tylko jedna strona medalu Papieze byli mecenasami sztuki i literatury ich dwor stal sie schronieniem dla poetow i filozofow a rozwoj uniwersytetu papieskiego i biblioteki watykanskiej przyczynily sie do narodzin humanizmu Jacques Heers 1924 2013 byl profesorem na Wydziale Humanistycznym ParisNanterre i dyrektorem studiow sredniowiecznych w Paris IV autorem takich ksiazek jak Esclaves et domestiques au Moyen ge dans le monde mditeranen La ville au Moyen ge czy tez tlumaczonej na polski Swieta glupcow i karnawaly 1995
Jacques Heers was a French historian specializing in the history of the Middle Ages, Professor at the Faculty of Humanities of Paris-Nanterre and Director of Medieval Studies at Paris IV.
Born in Paris, Jacques Heers was raised in La Ferte-Bernard in the Sarthe, where his parents ran a business. After a good academic career, he became a teacher in 1945. While performing this function, he prepared for a degree in history at the Sorbonne. He aggregated in history in 1948 and 1949. Between 1949 and 1951, he became a professor at Le Mans and Alencon, and finally at the national military academy.
From 1951 he was attached to the CNRS. There he met Fernand Braudel who sent him to Italy to prepare a state doctorate dedicated to Genoa in the fifteenth century. He defended his thesis at the Sorbonne in 1958. Upon his return to Italy, he became assistant to Georges Duby in the Faculty of Arts in Aix-en-Provence. In 1957 he was appointed professor at the University of Algiers a function he held for five years until 1962. Thereafter, he worked as a professor at Caen, Rouen, Paris X University and the Sorbonne.
Honorary Professor of the University of Paris IV, where he held many years the chair of medieval history, he was vice president of the SHMESP (Society of Medievalists of Public Education) from 1971 to 1973. In retirement, Jacques Heers, outside of writing and research, was often present in radio programs.
Libro interessante per una panoramica della Roma dei Papi post-avignonese e prima del sacco dei Lanzichenecchi. Non un libro perfetto tuttavia ma che merita una lettura. I problemi sono su vari livelli. Traduzione. Al netto della versione originale francese, l'italiano appare lessicalmente troppo contorto con frasi lunghe, punteggiatura non perfetta e consecutio confusa. Mi è capitato più volte di dovere rileggere paragrafi per capirne il senso. Poiché non si tratta di una traduzione di fine '800 ma di pochi anni fa, non c'è la scusa di un italiano aulico. Essendo un saggio e non un poema, il traduttore ha il compito anche di snellire la eventuale sintassi dell'originale. Fonti. Di fatto l'autore ha preso a piene mani dal libro di Emmanuel Rodocanachi centrato sulla storia di Roma, estraendo i decenni di interesse. Contenuto. In verità c'è poco di "vita quotidiana" qui. L'analisi verte principalmente sulla curia e sulle principali famiglie romane (e non, come i Medici, Della Rovere, ...) ma in modo non lineare. Ad esempio manca in toto uno schema riassuntivo della successione temporale dei papi per cui non è semplice capire quando posizionare Sisto IV, Pio II, ... . Avrei preferito dei capitoli iniziali in cui si analizzano temporalmente i vari papi (famiglia, contesto, atti,...) e nei capitoli successivi analizzare invece i vari aspetti in cui eventualmente inserirli quando si tratta di aspetti tematici che li hanno visti attori come Umanesimo, cambiamento urbano, impatto politica internazionale, gestione dei pellegrini etc etc. Alla fine è stata una lettura utile per capire il contesto storico in cui di fatto Roma rinacque e superò Venezia e Firenze come hub culturale, la disinvoltura dei costumi di fatto necessaria per porsi come corte principesca, quindi di potere, di fronte ai sudditi e verso l'esterno. Il tutto alla vigilia del giubileo che tanto avrebbe scandalizzato i "provinciali" Lutero et similia ma che qui viene meglio compresa come integrante della vita di uno stato basato sul potere spirituale e temporale.
Non so perché, ma i libri di Heers mi convincono generalmente poco. Eppure è uno storico coi fiocchi, sulle cui capacità accademiche non si può metter becco. Bene, forse è per il titolo un po' fuorviante, non si parla della vita quotidiana del popolo romani, ma della Roma pontificia dell'epoca. I papi di allora, la loro corte, gli spettacoli, e poi l’urbanistica romana. Ma forse in Heers trovo la presenza di aggettivi e commenti personali che mostrano le sue simpatie e antipatie, cosa che in un storico mi piace poco.
Interessante saggio che racconta l’evoluzione della Roma pontificia, tra ‘400 e ‘500, alla vigilia della Riforma protestante di Lutero. In mezzo alle lotte tra le famiglie nobili romane e le corti papali, fiorisce la Roma rinascimentale e capitale della cristianità mondiale.