📚 Roald Dahl e l’intelligenza artificiale prima dell’intelligenza artificiale 📚
Avete presente quei libri che avete in casa da tempo, anche abbastanza brevi, che vi ripromettete sempre di leggere ma senza mai riuscirci? Ecco, a volte queste letture possono regalare meravigliose e inaspettate chicche: è il caso de “Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra” di Roald Dahl, edito da Guanda.
Su Roald Dahl, uno dei miei scrittori preferiti fin da quando ero bambina, nutrivo pochi dubbi: lui è stato davvero un fuoriclasse della letteratura britannica . Ma uno dei suoi racconti si è rivelato davvero profetico sul tema dell’intelligenza artificiale generativa.
Il libro – neanche 100 pagine – è diviso in due racconti: “Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra”, scritto nel 1986, che dà il titolo al libro, e “Lo scrittore automatico” che risale al 1953. Forse il più divertente è il primo, ma il secondo fornisce spunti davvero attuali.
Ecco perché leggere questo breve volume.
1⃣ Perché è ricco del feroce e impietoso sarcasmo di Roald Dahl, lo stesso che rendeva i suoi personaggi meravigliosamente cinici e che mi faceva tanto ridere quando ero bambina. Ma in versione adulta. Rileggere questo divertente autore è stato come tornare indietro nel tempo, un’esperienza bellissima.
2⃣ In questo caso, i racconti sono anche una critica della società e del mondo della cultura: nel primo due librai si arricchiscono con un imbroglio grazie alla credulità e all’ipocrisia del loro tempo. Nel secondo, un giovane uomo inventa una macchina in grado di scrivere meglio degli scrittori contemporanei. I libri, artificiali e scritti nel giro di pochi minuti impostando alcuni parametri, vanno a ruba tanto da convincere l’uomo a voler proporre di pagare scrittori veri (svelando loro l’imbroglio) in cambio del loro nome. Accetteranno?
3⃣ In un momento in cui si parla tanto di intelligenza artificiale generativa di testi come ChatGpt, Google Gemini e altri, ho trovato il secondo racconto terribilmente attuale. Lo scritto di Dahl è straordinariamente profetico: una macchina in grado di generare racconti (e poi romanzi) impostando alcuni parametri iniziali come il genere, il numero dei protagonisti, l’ambientazione e così via. Dahl aveva immaginato una cosa ai suoi tempi incredibile, fantascientifica, volutamente esagerata. Praticamente l’intelligenza artificiale, prima dell’intelligenza artificiale. Oggi il racconto sembra tecnicamente superato, ma i quesiti etici e morali sono sempre gli stessi