Un romanzo tutto dedicato al mio idolo personalissimo Terence Lawson. Sarei anche un pelino grande, per averci gli idoli, ma però questo qua è un idolo che mi porto indietro fin dal febbraio 2002. C'avevo vent'anni, uno scooterone orrendo, una fidanzata che me l'ero fatto regalare e poi per leggerlo inventavo che stavo male, così non dovevo uscire con lei. Sarebbe orgoglioso di me, Terry Lawson. Di me e dei miei sotterfugi. Adesso di anni ne ho ormai trentatré, non ho più quella fidanzata, né lo scooterone brutto, ma la passione per Terry è rimasta intatta. I sotterfugi pure: cosa non ho fatto per levarmi di torno le bimbe e mandarle a letto presto, così da stare in pace a godermi il mio ultimo acquisto letterario.
E insomma, io sono molto contento e felice di aver letto un altro libro di Irvine Welsh e vorrei che me ne scrivesse uno alla settimana. Con Terry Lawson, ça va sans dire, ma se si stufa di Terry mi vanno bene anche Renton, Sick Boy, oppure Secondo Premio, oppure ancora Spud... faccia come vuole lui, Irvine Welsh, io leggo ogni cosa. E Begbie! Accidenti, Begbie, un tomone tutto su Begbie, perché no?
Allora, come si fa a non apprezzare oltre ogni ragionevole modo il signor scrittore Irvine Welsh? Che in ogni sua pagina c'è una sciocchezza degna di essere raccontata, un dialogo meritevole di essere ascoltato, un soprannome buono a essere inciso ora e per sempre nel marmo della memoria. Sono molto contento. E anche un po' triste: da provincialotto quale sono mi verrebbe voglia di contattare la Pro Loco di Edimburgo, sezione di Leith, per chiedere se accettano uno scambio culturale. Ci potrebbero prestare Irvine Welsh, per qualche settimana, e in cambio noi forniamo, ma se li possono pure tenere per sempre, due o tre Scrittori a scelta tra Erri De Luca, Alessandro Baricco, Antonio Scurati, quell'altro che ha scritto un libro con i pappagalli in copertina, Isabella Santacroce, Michela Murgia, Francesco Piccolo, Maurizio Maggiani, quello di Latina con la sciarpetta rossa, la moglie del figlio di Sofri, Margaret Mazzantini, tutti gli scrittori sardi, Aldo Nove, e altri che non cito perché non ho voglia di cercarli.
Ultima cosa: leggete Welsh, se non l'avete già fatto. E firmate in calce a questo commento per la richiesta di scambio da inoltrare alla Pro Loco di Leith.