“L'abbazia dei cento delitti”, secondo volume della trilogia Codice Millenarius Saga, riprende le vicende dei protagonisti esattamente dove si erano interrotte nel primo. L’opera di Simoni cattura il lettore dalle prime pagine e lo trascina nel Tardo Medioevo, tra intrighi, tradimenti, duelli all'ultimo sangue, fughe rocambolesche, amori impossibili e un grande mistero: quello del Lapis exilii.
La costruzione del contesto storico di riferimento, il Tardo Medioevo, e dei luoghi dove il romanzo è ambientato, risulta particolarmente accurata, così come la caratterizzazione dei personaggi: dalla "cultura materiale" alla forma mentis. Il risultato è un romanzo avvincente che ha il respiro del grande classico, in cui si intrecciano amore, odio, vendetta, perdono, onore, avidità, desiderio, fede, mistero.
La prosa ben si adatta all’epoca e all’ambientazione, ciononostante il linguaggio è molto scorrevole e fruibile; emerge un notevole lavoro di informazione e ricerca storica, preciso che ne avalla la credibilità.
“L’abbazia dei cento delitti” è un romanzo ricco di colpi di scena, il ritmo sostenuto lo rende avvincente e la storia narrata mostra un’accurata preparazione dell’autore. Marcello Simoni ha realizzato con molta cura una perfetta ricostruzione storica. Alcuni personaggi che si muovono sullo sfondo della vicenda sono realmente esistiti. L’autore si è avvalso della “licenza narrativa” per delinearne i tratti caratteriali. Storia, leggenda e tradizione letteraria sono state abilmente intrecciate, il risultato è un romanzo che si legge con vero piacere e che lascia la voglia, anzi la curiosità, di conoscere il proseguo delle avventure.