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World History of the Dance

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This book is the most comprehensive history to appear before the public of the art which has been so fundamental an expression in every period of human history. It contains a discussion of the general types and characteristics of the dance, and also deals specifically with its forms and symbols from the Stone Age through classical antiquity, the middle ages, the 18th century, and the not so distant era of the waltz and polka, to the 20th century. More inclusive than any other art, the dance has been associated with every phase of human life. In relation to their historical setting the author deals with the magic powers attributed to the dance, and such motives as fertility, war, marriage and health. We read that the Indian divorces his wife in the dance and, when he is ill, dances to dispel the disease; and that once in front of the Turkish soldiers sixty Greek mothers and girls danced the old Romaiika as they threw themselves one after another into the abyss. The book includes analyses of many forms of the art--sitting dances, dances of the hands, solo, group and couple dances--and a discussion of rhythm and melody in relation to the dance. But it is not only because of its informative character that the book is distinguished. World History of the Dance , written with rare force and insight, communicates a feeling for its subject such as is seldom found in works of historical research. It is the author's understanding of the essence of the art, its exhilaration and power to break down the distinctions of ordinary life, that makes his book so rich a contribution to the knowledge and appreciation of the dance.

516 pages, Paperback

First published January 1, 1933

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About the author

Curt Sachs

74 books6 followers
1881-1959

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Profile Image for Svalbard.
1,147 reviews68 followers
December 31, 2020

Chi non partecipa alla danza non sa ciò che avverrà

Molti anni fa avevo letto un pessimo libro di musicologia, “La musica cristiana dalle origini al gregoriano”, di Solange Corbin. Iin realtà, più che parlare di musica questo libro polemizzava contro qualsiasi visione del cristianesimo che non fosse quella canonica, fatta di preghiera e di severità. Orrore, orrore, c’è persino chi pensa che i cristiani delle origini onorassero il Signore con canti, danze gioiose e festanti, facendo “capriole come pecore al pascolo”. Per convalidare la sua tesi, la Corbin additava al ludibrio una preghiera eucaristica tratta dagli atti apocrifi di Giovanni, confrontandola con quella più canonica contenuta nella “Didachè”. Il buffo è che non pareva accorgersi di quanto il paragone fosse perdente, dato che la profondità e la potenza della preghiera cosiddetta apocrifa era di gran lunga superiore a quella canonica, nient’altro che la solita glorificazione di Dio e di Cristo. Al contrario, l’altra si concludeva con le parole: “Chi non partecipa alla danza non sa ciò che avverrà. Amen”. Bella sorpresa è stata trovare queste parole poste in epigrafe della Storia della danza di Kurt Sachs, in una traduzione un po’ diversa: “Chi non danza, ignora quel che accade”. Sachs è stato un grandissimo musicologo ed etnoantropologo. I suoi studi sulla nascita della musica e sulla musica presso le popolazioni antiche e primitive hanno fatto storia. In questo voluminoso libro, Sachs si occupa della danza, come forma espressiva e cultuale propria dell’umanità fin dai tempi più antichi. Egli riesce a mettere in correlazione importanti temi antropologici, come i riti della fertilità, con le danze che li esprimevano, di cui rintraccia caratteri che in vario modo sono trasmutati fino in epoca più recente. A fianco di queste tematiche vengono affrontati, con dovizia di particolari (a volte piuttosto incomprensibili, ma è una questione di lontananza da un certo tipo di lessico e di simbologie - probabilmente a un danzatore professionista tutto questo apparirebbe chiarissimo) gli aspetti più strettamente tecnici e storici. Interessante è scoprire che comunque nella cultura cristiana, contro le certezze della Corbin, connotazioni coreutiche nella devozione popolare ma anche in alcuni culti geograficamente determinati sono sopravvissute fino all’epoca della Controriforma, e che è stato solo con questa che gli spazi del sacro e del profano, della devozione e del divertimento sono stati nettamente separati. Si parla anche delle danze di corte e di società e della loro parentela con quelle della cultura popolare - ben note a chi ha frequentato uno dei numerosi corsi di danze popolari europee che da alcuni anni vanno tanto di moda - con l quali vi era sempre un movimento di scambio bidirezionale (il popolo copiava la nobiltà e la nobiltà copiava il popolo). Curiosamente, Sachs si rifiuta di esaminare la danza coreografata che trova spazio nelle rappresentazioni festive e teatrali dal Cinquecento in poi, il cosiddetto balletto, in quanto la considera troppo artificiosa, troppo lontana dalla reale espressività umana, e quindi estranea al suo campo di indagine. Conoscevamo già, peraltro, la strettissima correlazione tra poesia e musica corrente fino al Rinascimento inoltrato, di cui si è progressivamente persa memoria (sarebbe così offensivo pensare alla Commedia di Dante cantata invece che declamata?). Ora, grazie a questo libro, scopriamo che la stessa correlazione coinvolge anche la danza: musica, poesia e danza erano pressappoco la stessa cosa in tempi ben oltre che antichi. Lo studioso, peraltro, non perde mai di vista quelli che sono i temi antropologici primari: il corteggiamento ritualizzato, i riti della fecondità, della terra e del cielo, nonché la dimensione “estatica” che è il motore primo della danza. Così il voluminoso trattato si conclude: “...Questa danza dà viva espressione a quanto fu il segreto ardente desiderio dell’umanità fin dalll’origine: vincere la gravità, tutto ciò che è pesante e che opprime, trasformare il corpo in anima, elevare la creatura al creatore, perdersi nell’infinito, nel divino. Chi conosce la forza della danza vive in Dio”. Cos’è che ti sfugge, Solange Corbin?
Profile Image for Irina.
4 reviews
May 2, 2019
Great research on a topic mostly covers tribal and community dance forms from all over the world with very detailed examples of the differences and/ or similar movements in each dance form variation, their meaning and ritual use. I would say it is more like a reference book. The European modern dance genres are briefly described in a last 50 pages of a 500 p book.
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