Scritto nel 1907, questo romanzo è ambientato nel futuro cioè negli anni duemila.
Due gentiluomini americani, Toby Holker un medico di mezza età e James Brandok un giovane dandy attanagliato dallo spleen, si auto ibernano per potersi risvegliare 100 anni dopo e vedere le meraviglie che l’uomo è riuscito a inventare durante il secolo del loro sonno. A risvegliarli e a far loro da cicerone nel futuro è il nipote del medico, il signor Holker, medico anch’egli.
Fra macchine volanti, treni che arrivano al polo nord in 2 giorni, mezzi anfibi terracquei, cibo pronta consegna a domicilio, mastodontiche centrali idroeletteiche che hanno soppiantato completamente gli idrocarburi e città sottomarine, i due resuscitati avranno di che meravigliarsi a ogni piè sospinto di tutte le straordinarie invenzioni dell’uomo del futuro. È stato davvero spassoso leggere un romanzo, in cui il protagonista è il futuro che è però il tuo presente e mi ha fatto anche un certo che, se devo dire la verità. Non nego di aver sorriso per certe visioni troppo ottimistiche di questa nostra epoca, altre invenzioni invece scaturite dalla penna di questo prolifico scrittore mi hanno sbalordito, perché molto vicine per concetto a quello che effettivamente oggi c’è. Salgari tocca ogni aspetto della vita sociale: dalle forme di governo, ai penitenziari, alle divisioni in classi sociali, allo stress della vita moderna, alle invenzioni tecnico-scientifiche, dimostrando in particolare per queste ultime di avere delle conoscenze davvero strabilianti oltre che una vividissima creatività, ritrovandovi perché anche un po’ di Jules Verne. Per non parlare poi di alcune azzeccatissime previsioni sui mutamenti politici realmente accaduti come per esempio la perdita, da parte dell’Inghilterra, di tutto il suo impero coloniale o la fine del comunismo in Russia: davvero incredibile! Non si creda però che il romanzo sia tutto e ottimisticamente un inno alla modernità, anzi, spesso attraverso le osservazioni meravigliate dei due resuscitate si percepisce una critica negativa verso le moderne invenzioni tecnologiche, perché si sa che la medaglia ha sempre un rovescio. Tutto questo Salgari lo racconta con un linguaggio fluido e piano, che rende piacevolissima la lettura di questo romanzo così "strano" per noi, abituati invece a leggere del nostro lontanissimo futuro: provare per credere!