Deludente. Il libro di per sé è molto interessante nonostante sia un romanzo epistolare, cosa che di solito non amo tanto; bella la storia e anche la narrazione, buona caratterizzazione dei personaggi e anche lo stile un po’ adolescenziale della scrittura e dei pensieri e moti d’animo di Christine, dato che in fondo è solo una ragazza di 16 anni. Tratto dalla storia vera della scrittrice, la cui figlia è andata davvero in Germania per studiare musica e vi è morta. Molto interessante la descrizione dei comportamenti e degli atteggiamenti dei tedeschi, che ci svela come, già molto prima della seconda guerra mondiale e del nazismo, avessero già questi aneliti profondamente nazionalisti e belligerante con qualsiasi nazione gli stesse intorno, solo per affermare la loro supremazia su tutti. Fa molto arrabbiare il voltafaccia improvviso di tutti quando reputano che siano diventati gli inglesi i nemici. Ed anche il fatto che Bernd non abbia in fondo reazioni e che, nonostante la vita da militare non sia ciò a cui aspiri per sé, e nonostante sia “diverso” nel modo di pensare e di comportarsi dagli altri, poi in fondo si pieghi al volere del Kaiser e del generale nell’episodio finale, solo per dovere e per “il buon nome della famiglia”. E anche il fatto che Kloster, tipo che non la manda a dire fin dall’inizio a nessuno, all’improvviso cambi e si faccia irretire dall’inganno per spaventarlo e tirarlo dalla propria parte e renderlo innocuo. Ma la cosa che ho odiato più di tutto è il modo in cui finisce! È vero che conoscendo come siano andate le vicende reali si può immaginare comunque l’evoluzione dei fatti, ma ciò non toglie che questo lasciare in sospeso senza alcun senso il racconto, toglie tutto il valore e la bellezza al libro, lasciandolo una sterile raccolta di lettere di una meravigliosamente dotata violinista inglese di 16 anni che, dal suo soggiorno di studio in Germania, ci regala uno spaccato storico della vita politica e sociale dei tedeschi in quegli anni....nulla di più!