Brando è nato per la danza. Corpo perfetto, movimenti che incantano. Sua madre ha cucito su di lui un sogno preciso, che forse gli va troppo stretto. Ma quando il mondo tace, Brando disegna. Disegna per sentirsi libero, per correre incontro alla sua vera essenza. Ettore è l’opposto. La danza non lo ha scelto, lui l’ha strappata al suo corpo con ostinazione e fatica. Ogni passo è una sfida, ogni errore un colpo incassato. Suo padre non capisce, ma Ettore continua a danzare. Perché lottare è tutto ciò che conosce. Ettore però ha anche un talento naturale. Disegna con istinto e grazia, come se fosse la cosa più semplice al mondo. Brando lo vede. Lo invidia, quasi. Perché mentre lui cerca la libertà nel disegno, Ettore la possiede senza sforzo. Sono così simili, Brando ed Ettore, molto amici e un poco rivali. Ma poi c’è Mirta, che arriva come un temporale d’estate, e li vede, li comprende. E portando scompiglio e allegria li costringe a guardarsi davvero, e a ripensare a tutto quanto... Brando, Ettore, Mirta. La danza, il disegno, l’amore. Qual è il vero talento? Quello che ti è stato dato o quello che scegli di inseguire, contro tutto e tutti? In una coreografia dove tutto si tiene, Matteo Bussola intreccia movimenti e desideri in un crescendo di emozioni. Perché forse il vero talento è trovare il proprio passo e condividerlo con chi si ama.
Matteo Bussola ritorna in libreria con “Il talento della rondine”, per parlare ai giovani e non solo a loro.
Qual è dunque il talento della rondine? “[…] la rondine, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è un predatore. Uno dei più adattabili e pericolosi in natura.”
Il volo della rondine si può paragonare ai movimenti di un danzatore, così come può essere il volo della farfalla:
“la Farfalla e la Rondine, due modi opposti di stare nel mondo, due visioni diverse, antitetiche, della danza.”
Brando e Ettore sono due giovani che danzano e che disegnano, legati da amicizia. Hanno sogni, talenti e aspirazioni diversi. Poi c’è Mirta.
Davvero contano solo gli amori corrisposti? O l’amore conta in quanto amore?
“L’amore nasce dal desiderio, e i desideri fanno così: ci mettono alla prova per vedere quanto ci teniamo davvero.
Desiderio deriva dal latino de sidera, che significa ‘mancanza delle stelle’. Ogni desiderio esprime dunque una nostalgia, o un’aspirazione.
Il simmetrico di desiderare è considerare. Considerare deriva da cum sidera, che significa ‘guardare le stelle’, ‘prestare attenzione’. Ogni considerazione esprime dunque una volontà, o un atto, una forte determinazione.
Desiderare indica la direzione che ci manca, considerare ci aiuta a non smarrire la strada.
Amare senza ritegno è un salto che ci restituisce ogni volta un posto fra gli astri, comunque vada.”
“Il talento della rondine” esplora il confine tra talento naturale e passione coltivata, attraverso l’opposizione tra due giovani, Brando ed Ettore. Brando, soprannominato “la farfalla” è il simbolo del talento naturale nella danza: foglio di una ex-ballerina, dotato di un corpo perfetto per la danza classica e di movimenti seducenti, sembra nato per ballare, ma vive questo dono come un’imposizione da parte della madre, che proietta in lui tutte le sue aspettative, i sogni di un passato infranto. Brando, soprannominato invece “la rondine”, non ha le doti fisiche del ballerino ma i suoi eccellenti risultati nella danza classica sono il risultato della sua totale dedizione, del suo impegno quotidiano e della sua forte motivazione. Nel disegno i talenti dei due ragazzi si capovolgono: Brando trova se stesso ogni volta che prende la matita ma non è particolarmente portato per disegnare, mentre Ettore nel disegno ha un’abilità innata ma meno motivazione rispetto alla danza. Le differenze tra questi due giovani protagonisti li definiscono, li uniscono e li rendono uno lo specchio dell’altro. L’interrogativo sul quale Matteo Bussola mette l’accento è questo: che cos’è davvero il talento? E’ un dono naturale, che ci rende facile ciò che risulta difficile agli altri oppure è la forte dedizione che ci spinge a riuscire, seppur con fatica, ciò che per gli altri è facile? Sorrido pensando alla maestra Alessandra Celentano che, nel celebre talent show “Amici” da anni fa di questo interrogativo il suo campo di battaglia, sostenendo che, nella danza classica, solo eccezionalmente una bravura eccelsa può sopperire alla mancanza di una predisposizione fisica naturale. Matteo Bussola, invece, non pare dare risposta personale a questo interrogativo e colloca i due ragazzi in uno spazio di parità, alternando l’interesse della danza a quello del disegno. Il linguaggio da lui usato è semplice ma non superficiale: dialoghi agili e ritmo equilibrato, mai forzato, rendono infatti il racconto accessibile ai lettori più giovani mantenendo intatta la profondità emotiva delle riflessioni e la naturalezza dei punti di vista dei personaggi. Cosa non mi è piaciuto? La scelta finale di Brando, che, con uno stratagemma lascia il posto a Ettore nella selezione dell’Accademia Paganelli (perché? L’ho trovato altruista ma disonesto, con se stesso e con l’amico) e la figura della madre di Brando, odiosa e piena di aspettative pericolose e antipatiche, specchio purtroppo di molte madri di oggi.
Un libro che volevo leggere da un po e che non mi ha deluso. Due ragazzi, uno appassionato di disegno ma che ha un talento naturale per la danza, l’altro l’opposto. Al duo si aggiunge una ragazza un po strana, ma dalle mille risorse. Sullo sfondo due famiglie un po complicate. Finale non banale. Non male!
This entire review has been hidden because of spoilers.
"Gli ostacoli che incontri lungo il cammino non sono lì per impedirti di fare qualcosa, ma per permetterti di dimostrare quanto davvero tieni a qualcosa."
“Aveva solo voglia di accogliere la propria paura, sentirla sulle braccia, nelle gambe, nello stomaco, una nota che poteva farlo vibrare come un violino e non più un allarme che gli paralizzava la schiena”.
“Ogni sentimento può diventare energia. Allora balla la tua preoccupazione, balla il tuo dolore, balla la tua rabbia”.
Vola adesso. Vola. Vola. Vola. Non fingere più. Ora. Vola. Prendi tutto lo spazio.
"Il talento della rondine" è un libro che parla di crescita, di sogni che fanno paura, di quel momento in cui bisogna scegliere se essere ciò che gli altri si aspettano o ciò che si è davvero.
Da adulta, l’ho trovato delicato ma un po’ prevedibile; da insegnante, invece, l’ho visto accendere qualcosa nei miei alunni di terza media, insieme ai quali lo sto leggendo in classe. A loro piace perché si riconoscono: nei dubbi, nelle paure, nei piccoli talenti che non sempre trovano spazio o approvazione.
È una lettura che insegna ad ascoltarsi, a credere nelle proprie inclinazioni anche quando sembrano “fuori rotta”. Perfetto per adolescenti e preadolescenti, che ancora cercano le ali giuste per spiccare il volo.
Che scriva per adolescenti o adulti i romanzi di Bussola sono sempre scritti molto bene e pieni di messaggi attuali e impattanti che favoriscono una riflessione. Anche questo romanzo non è da meno: delicato come una farfalla e caparbio come una rondine. Lettura consigliata non solo ad un pubblico giovane ma anche a lettori adulti. Bellissimo.
Bussola è un maestro nello scrivere con delicatezza qualcosa di potente come un volo, come un talento. Lo consiglio come autore, sa accompagnare dal sorriso alla lacrima, ma sempre con dolcezza.
I libri di Matteo Bussola li puoi leggere quando vuoi, sarà sempre il momento giusto! Questo in particolare è arrivato nel momento perfetto, quando sto cercando di capire cosa voglio fare veramente della mia vita. E qui dentro ci sono tutti gli strumenti per aiutarmi ad aprire gli occhi!
Un Bussola 2.0 che sperimenta un nuovo ambito, un nuovo vestito. Ho trovato questo libro meno intenso e vibrante rispetto agli altri suoi testi ma la sua capacità di scrittura rimane invidiabile.
"Desiderare indica la direzione che ci manca, considerare ci aiuta a non smarrire la strada. Amare senza ritegno è un salto che ci restituisce ogni volta un posto tra gli astri, comunque vada."
Voto: 5 stelle su 5 (Motivo: Semplice e riflessivo allo stesso tempo)
Trama: Due ragazzi nati con talenti straordinari e ambizioni diverse. Brando è un gran ballerino ma ha la passione del disegno. Ettore fa un baffo a Picasso, ma sogna di ballare. Sostenuti dalla loro amica comune, Mirta, dovranno scegliere cosa seguire: Il talento o la felicità?
La mia opinione: Questo romanzo ci insegna ad essere coraggiosi nel perseguire la propria ambizione, anche se si incontrano ostacoli. Anzi, sono proprio questi a formarti e ad avvicinarti al sogno. Ci ricorda non solo di aiutare, ma di chiedere aiuto. Ottimo per la crescita personale.
A chi lo consiglio: Ai miei coetanei.
Frasi preferite: "Forse il talento non ha a che fare con la possibilità di diventare i migliori. Forse ha invece a che fare con la necessità di sentirsi felici a fare ciò che si fa, perfino attraverso la temporanea infelicità del non riuscire, del non sentirsi all'altezza, dello spaesamento che proviamo quando lo sguardo degli altri non ci contiene più, perchè non siamo più in vista." (cit. pagina 32)
"Entrambi sognavano di diventare ciò che volevano attraverso la strada più difficile: non il talento con cui erano nati, ma la passione che avevano scelto." (cit. pagina 59)
"gli ostacoli che incontri lungo il cammino non sono lì per impedirti di fare qualcosa, ma per permetterti di dimostrare quanto davvero tieni a qualcosa. Non è importante da che livello parti, o che obiettivo raggiungerai, ma solo l'amore che ti muove, questo sembrava dirgli Ettore." (cit. pagina 123)
"Sentiva che farsi male, cadere, disubbidire, non essere più il bravo bambino che tutti volevano, e che lui stesso si era costretto a essere, era stata la sua prima vera conquista." (cit. pagina 165)
"In tre facciamo il club dell'amore triste. Io che piaccio a te che piaci a Ettore che piace a me. [...]" (cit. pagina 193)
Oltre il Preconcetto: "Il Talento della Rondine" di Matteo Bussola, Un Faro per Adolescenti (e Adulti) La mia stima per Matteo Bussola è ormai un dato di fatto: il suo stile inconfondibile e la sua profonda sensibilità nel trattare il mondo dei ragazzi mi spingono a leggere ogni sua nuova uscita. Con "Il Talento della Rondine", Bussola non solo conferma le aspettative, ma le supera, offrendo una narrazione che parla direttamente al cuore e alla mente dei giovani lettori. Questo libro è un vero e proprio manifesto contro l'idea che il talento sia qualcosa di esclusivamente innato. Bussola, con la sua consueta maestria, scardina il preconcetto del "o nasci con quella cosa o non ce la puoi fare", guidando i ragazzi in un viaggio alla scoperta delle proprie potenzialità. Attraverso le pagine, si dipanano storie di talenti emergenti, di legami di amicizia profondi, di primi batticuori e della complessità delle dinamiche familiari. È un racconto sfaccettato e ricco di sfumature, che celebra la bellezza della diversità e della crescita personale. Ciò che rende "Il Talento della Rondine" un'opera indispensabile va oltre il suo target primario. La chiarezza con cui Bussola affronta il tema dei talenti lo rende una lettura fondamentale anche per genitori e insegnanti. Il concetto di coltivare le proprie abilità, di riconoscere i propri punti di forza (e di debolezza) con serenità, è un messaggio che necessita di essere trasmesso e questo libro lo fa in maniera egregia, stimolando riflessioni e dialogo. In sintesi, un libro che non solo intrattiene, ma educa e ispira. Se cercate una lettura che dia voce al mondo interiore dei ragazzi e offra spunti preziosi per affrontare il concetto di talento in modo più inclusivo e costruttivo, non potete perdervelo.
Brando è nato per danzare, il suo è un talento naturale. La sua passione più grande resta però il disegno, interesse che ha messo da parte perché è negato.
Preferisce fare ciò che gli viene bene e, in questo modo, soddisfa pure le aspettative della madre e degli insegnanti che vedono in lui la futura stella della danza.
Ettore, invece, è nato con un corpo inadatto per il ballo eppure, con impegno costante e rabbioso, ha raggiunto un buon livello tecnico.
E danza, nonostante le critiche che gli vengono rivolte e l’atteggiamento ostile del padre, che affatto tollera un figlio ballerino.
Matteo Bussola entra ancora una volta con delicatezza e rispetto delle dinamiche familiari e nelle problematiche proprie dell’età adolescenziale.
Tanti gli spunti di riflessione, le tematiche sollevate, senza l’arroganza di dare consigli né soluzioni.
Nei libri di Bussola si trovano conforto e vicinanza, dolcezza e tanti sorrisi : scusate se è poco!
È giusto inseguire i propri sogni, lottando con impegno e duro lavoro per raggiungere i nostri obiettivi oppure è più facile accontentarsi ed accettare quello di cui la natura ci ha dotati?
Quanto di ciò che facciamo è volto ad assecondare il volere degli altri? più si è bravi e più gli altri hanno forti aspettative che non si possono deludere. La società di oggi non perdona gli errori, abbiamo pochi margini per provare e sbagliare.
Gli adolescenti si scontrano spesso con i genitori, non dimentichiamo però che anche da adulti la vita obbliga a fare delle scelte a prendere decisioni che a volte fanno male.
Bussola racconta le infinite sfaccettature dell’amore che non è mai sbagliato, in nessuna declinazione.
Brando, quindici anni, figlio di una ballerina non ha scelto la danza. Si trovato a studiarla perché sua madre l’ha scelta per lui, proiettando sul figlio le proprie aspirazioni. E’ un ballerino talentuoso, lo chiamano “la farfalla” e sembra danzare anche quando cammina, nella vita di tutti i giorni. Ma quello che ama fare di più è disegnare. Ettore, coetaneo di Brando, quando danza sembra più una rondine, nei suoi movimenti più che grazia c’è rabbia, e, in contrapposizione a Brando, Ettore ama la danza, e’ la cosa che più gli piace fare, nonostante il suo vero talento sia disegnare. Due coetanei diversi ma anche simili e complementari. Poi c’è Mirta, un amica speciale che li capisce e che li scombussola con la sua spontaneità ed allegria.
Bussola, con la sua narrazione sempre delicata, racconta di amicizia, di passione, di talento, di amori non corrisposti. Mette in evidenza il rapporto genitori/figli, gli squilibri che si creano quando si proiettano aspirazioni ed ambizioni personali su di loro. Rispetto ad altri suoi libri l’ho trovato meno coinvolgente, forse perché ne ho ascoltato uno emotivamente più forte più o meno una settimana fa qui ho avuto l’impressione che il messaggio un po’ ripetitivo. La storia è come sempre piacevole e scorrevole. Adatta sia ai genitori di figli adolescenti che ai ragazzi. Consigliato anche se, tra quelli letti o ascoltato, non è tra i miei preferiti.
This entire review has been hidden because of spoilers.
“Bisognerebbe ricordare che non sempre ci appassioniamo alle cose che ci riescono meglio.
Perché se l'innamoramento è una cosa che accade, e non ci si può fare nulla, l'amore invece lavora sempre, sempre sulla trasformazione e sulla possibilità. Anche quando quella possibilità è minima.
L'amore nasce dal desiderio, e i desideri fanno così: ci mettono alla prova per vedere quanto ci teniamo davvero. Desiderio deriva dal latino ‘de sidera’, che significa ‘mancanza delle stelle'. Ogni desiderio esprime dunque una nostalgia, o un'aspirazione. Il simmetrico di desiderare è considerare. Considerare deriva da ‘cum sidera’, che significa ‘guardare le stelle', 'prestare attenzione'. Ogni considerazione esprime dunque una volontà, o un atto, una forte de-terminazione. Desiderare indica la direzione che ci manca, considerare ci aiuta a non smarrire la strada. Amare senza ritegno è un salto che ci restituisce ogni volta un posto fra gli astri, comunque vada.”
Sapete cos’è? È che la scrittura di Bussola emoziona, punto.
Pur riconoscendo tutta la bravura di Matteo Bussola, questa volta non mi ha colpita come altri suoi libri. Non è il “solito” Bussola a cui ero abituata, quello fatto di brevi storie che si intrecciano per costruire un unico grande discorso su un tema universale. Qui invece c’è una storia unica, con un inizio e una fine ben definiti, sempre incentrata sui personaggi principali. La sua scrittura resta comunque ciò che lo rende speciale: dolce, delicata, capace di sfiorare le emozioni senza mai forzarle. È una penna che riconosco e che continuo ad amare, perché riesce a raccontare la quotidianità con una sensibilità rara. Anche in questo romanzo ci sono momenti intensi e riflessioni che colpiscono nel segno. Semplicemente, forse, non è stato il mio libro preferito tra i suoi. Una lettura piacevole, ben scritta, ma che non mi ha lasciato addosso la stessa emozione profonda di altri titoli dell’autore. Resta comunque un buon romanzo, soprattutto per chi ama il lato più intimo e gentile della sua narrativa.
Libro molto semplice, ma allo stesso tempo ben definito, sa cosa vuole trasmettere e ci riesce, con l'estrema delicatezza tipica dell'autore. Ok, devo essere sincera, talvolta mi sembrava di più di leggere un manga che un libro, forse per il carattere dei nostri protagonisti e certi dialoghi che (purtroppo) non mi aspetterei mai di sentire da dei giovani ragazzi, ma non è di certo un aspetto che ho trovato negativo.
L'unica grande pecca che ho trovato è la sua brevità. Certo, la storia ha comunque la sua conclusione, ma ci sono così tante sottotrame aperte, così tante cose che potevano ancora dare questi personaggi, che mi dispiace davvero tantissimo averlo già finito.
P.s. tutto il discorso dei "fiori che non sbocciano" tratto da un anime mi ha fatto pensare molto intensamente a Blue Lock... mmmh vuoi vedere che...?
P.p.s. molto felice di averci preso su Ettore dal primo secondo. Davvero MOLTO felice.
Sono entrata in libreria cercando speranzosa un nuovo libro di Bussola e la commessa mi ha subito accompagnato alla sezione ‘libri per ragazzi’. Ero delusa, delusa come una bambina quando scarta un regalo a Natale per scoprire che non è quello che aveva desiderato.
Ho acquistato il libro e l’ho dimenticato nella pila dei libri da leggere e ci sono voluti diversi ‘incontri’ casuali perché mi decidessi finalmente a leggerlo, inizialmente con il piglio della maestrina che legge il tema di un alunno e lentamente lasciandomi finalmente trasportare dalla scrittura e dai sentimenti, sentimenti che non hanno etichette e che non sono appannaggio dei ragazzi perché quando un libro parla al cuore non ci sono sezioni e divisioni.
Non ho letto il romanzo del secolo, non ho letto un romanzo che segnerà indelebilmente la mia vita ma ho trovato la profondità dei sentimenti e il ricordo dell’assolutismo e delle ostinazioni adolescenziali
Anche questo libro mi è piaciuto moltissimo, il modo in cui Matteo Bussola scrive mi rapisce sempre e crea personaggi e storie che restano nel cuore. Brando è un ballerino formidabile, acclamato in giovane età e danzare gli riesce naturale, come respirare, lo stesso non si può dire del disegno; Ettore, invece, disegna perfettamente senza sforzo, mentre per la danza lo sforzo ce lo deve mettere eccome. Tra i due nasce una splendida amicizia, fatta di affetto e aiuto reciproco, ai quali si unisce Mirta, una ragazza molto portata per la fotografia e che farà amicizia con entrambi. Che dire, Matteo Bussola è sempre una garanzia per me.
Libro semplice ma riflessivo, espone due tematiche principali, che sono redatte da due frasi: “l’ossessione batte il talento” e “amando non si sbaglia mai”, entrambe non citate dal libro, ma frutto di una mia lettura piacevole e leggera. Consigliato se si vuole leggere qualcosa di molto scorrevole e non pesante ma allo stesso tempo che lasci pensare. Anche perché la storia (anche dei personaggi stessi) essendo un libro breve non viene approfondita e quindi lascia lo spazio, secondo il mio parere, solamente a quelle sue riflessioni. Tre stelle però mi sembra riduttivo, avrei preferito dare un 3,5… Tutto sommato è stato interessante leggere questo libro.
carino questo libro, nulla toglie ma si legge molto velocimente. Bussola è sempre delicato nelle sue storie, e affronta sempre temi psicologici o sociali se non parla della sua vita e della sua famiglia. scrittore molto piacevole. questa storia racconta di due ragazzi uno dal fisico muscolo e scolpito, che disegna come un angelo ma il suo sogno e la danza classica, anche se ha un corpo non adatto, e dove non c'è il talento c'è la caparbietà e la volontà a cercare di raggiungere il proprio sogno. dall'altra c'è l'altro ragazzo che balla come una rondine, talento puro con il minor sforzo, ma il suo sogno è disegnare, danza per accontentare la madre. i due ragazzi diventano grandi amici, il talento comtro la caparbietà, sapranno trovare la loro strada e il loro destino.
In questa storia Matteo Bussola ci racconta le dinamiche di tre adolescenti che si incrociano grazie ad una passione comune, la danza. Brando è dotato di un grande talento per la danza ma ama disegnare. Ettore ha talento per il disegno ma ama la danza con tutto se stesso, in essa esprime la rabbia di non poter seguire le sue inclinazioni. Mirta ama fare le foto, soprattutto ai ballerini. Così, in un percorso di crescita e di aiuto reciproco, i tre si frequentano ed imparano i rapporti umani. Bussola non delude mai, entra in punta di piedi e narra con delicatezza storie vere.
“Il talento della rondine” è un romanzo che ci porta attraverso un percorso di formazione di due adolescenti, Brando ed Ettore, i quali sono nati col Dono sbagliato. Attraverso la le loro storie destinate a intrecciarsi, si comprende come i desideri e l’aspirazione siano alla base dell’esistenza e che senza di essi non esisterebbe l’amore, poiché sono i desideri che ci fanno capire quanto ci teniamo davvero.
"E forse essere forti vuol dire non abboccare all'idea facile di felicità che ti vendono, perché la felicità omologata è spesso una bugia. È una bugia quando ti fanno credere che essere felici voglia dire niente preoccupazioni o inciampi o cadute o incomprensioni, l'assenza di problemi. Invece, come diceva non ricordava più chi, è una roba che ha più a che fare con il saper danzare nel cuore della tempesta."
JUST KISS ALREADY (apparte gli scherzi io non sono in target per questo libro in verità, però l'ho apprezzato. Nella sua semplicità riesce a comunicare tanti bei messaggi che sono utili e ti fanno riflettere. Ho apprezzato anche che per Brando ci sia anche questo finale un po' aperto e malinconico in cui non eccelle nella sua passione ma è soddisfatto lo stesso della sua avventura e delle sue amicizie. carino)
Come tutti i libri di Bussola, anche questo è un bel libro, ma devo ammettere che mi ha coinvolto un po’ meno, probabilmente perché l’ho percepito più indirizzato ad un pubblico adolescente. Molto bello e positivo, comunque, il messaggio che dà. Come sempre Matteo Bussola è una garanzia.
Chi l'ha detto che un libro che parla di ragazzi sia indirizzato solo a ragazzi? se così fosse per questo non è così. Tanti sono i temi trattati: i rapporti con i genitori, l'amicizia, la ricerca di sé e delle proprie ambizioni
Stereotipi a bizzeffe, dialoghi improbabili in bocca a 15 enni che alternano frasi infantili a riflessioni esistenziali-filosofiche da adulti di mezza età a frasi fatte e aforismi tumblr. Purtroppo, nulla a che vedere con il realismo e la misura e la serietà de "La neve in fondo al mare".