PRESENTED AT COMIC-CON INTERNATIONAL, SAN DIEGO 2014 The realm of Cambria has been ravaged by war for decades. Towns and villages are reduced to heaps of rubble and wasteland. On one side, the Imperial Lances and Cambria’s fearsome chanters, capable of shaping reality through the power of their harmonies. On the other, Eldain’s proud rebels, guardians of the free domains in the East. Three brothers are born and grow up submerged in the despair of the fighting, smothered by a hatred that infects them and fuels them to seek each other out on the battlefield. They are dragged by remorse and recrimination with roots too deep to be eradicated, tied double to the blood-steeped failure of their family. And so the war front becomes the stage where Mordraud, Dunwich and Gwern will play out their personal tragedies, between irresistible passions, rampant careers, and drawn-out nights shivering in tents assailed by the Long Winter.
"Peculiar protagonists in a winding, worthwhile story." - Kirkus Reviews - https://goo.gl/pF5FSv
Non mi piace stroncare i libri, ma in questo caso devo farlo. L'idea di base, come già espresso da altri commentatori, è molto buona ed interessante. Soprattutto il fatto di inserire un sistema magico basato sulla musica mi ha affascinato, ricordandomi The Sound of Broken Absolutes, contenuto nella raccolta Unfettered. Però il libro è penalizzato da doversi problemi che potevano essere gestiti meglio.
Innanzitutto interessante il modo con cui i protagonisti vengono introdotti, cioè con una lunhgissima introduzione che inquadra meglio (ma non del tutto) la situazione di conflitto che fa da cornice alla vicenda. Però, appunto, è troppo lunga e appesantisce la lettura, buona parte poteva essere accorciata.
In secondo luogo, molte delle scene hanno un impianto molto "televisivo", cioè si sviluppano come una carrellata unica senza stacchi di camera tra un personaggio e l'altro, rendendo a tratti difficoltoso il seguire il cambio di POV. Se tali scelte sono molto interessanti perché permettono di avere degli sguardi con ottiche differenti sulla stessa scena, spezzando la "monotonia" dell'essere sempre con gli stessi personaggi, alla lunga stancano e soprattutto vanno usati con personaggi minori per consentirgli apparizioni fugaci; oppure anche con i personaggi principali, ma per scene in cui loro non sono i protagonisti (come invece accade).
In terzo luogo, i colpi di scena sono resi molto male: alcuni perché evidenti (), altri perché raccontati in punti sbagliati () oppure proprio perché raccontati e non accennati per richiamo ().
Non credo che sarò interessato a leggere il sequel, anche se certi punti lasciati in sospeso mi farebbe piacere risolverli. Ma, come diceva Frank Zappa,
Autore esordiente, autopubblicato, libro senza editing. Sembra il trailer di una tragedia, uno di quei disastri annunciati che ti fanno alzare gli occhi al cielo chiedendoti dove andremo a finire. A fine lettura, direi che finiremmo in un posto non tanto male. E se non escono i seguiti perchè la gente non l'ha letto... non mi sorprenderei, perchè la mia fiducia nel buon gusto è molto labile. Mi è piaciuto: c'è azione, guerra, violenza, introspezione psicologica, intrighi politici, personaggi interessanti, un sistema magico fichissimo, misteri e un'ambientazione complessa. È una di quelle storie dove ti affezioni ai personaggi al punto che vorresti vederli risolvere le loro dispute seduti ad un tavolo, e al diavolo se è anticlimatico: almeno non si fa male nessuno. È uno di quei libri che ti prende a tradimento: cominci cauto, continui perplesso, ti compiaci che hai davvero tra le mani un bel libro... e poi, nonostante fossi felice in primo luogo per l'ambientazione cattiva e dark, inizia a sperare che lo sia un po' meno. Che finisca a fiorellini e arcobaleni. Signor Scalini, lei è riuscito a portare a galla la mia vena sanguinaria e la mia vena sentimentale contemporaneamente.
Ma andiamo avanti. Non è che non ci siano difetti: il libro non è stato editato e si sente. Ci sono errori (tipo un 'quel insulso' e un 'non gli sembrava una buona idea' pensato da una donna) che in genere mi fanno salire la bile, ma qui mi hanno fatto pensare 'un editor avrebbe fatto comodo', e il ritmo della prima parte non mi è piaciuto. Mi spiego: ci viene presentato un gruppo di personaggi. Scopriamo i loro nomi, vediamo la loro vita, ci danno dettagli su loro stessi e sul loro mondo. Bene, penso, la storia la vivo con loro. Invece no: dopo essere stata sulla scena abbastanza a lungo da sentirmi a mio agio e interessata, si parte col flashback. Benissimo. Non è un problema: non è certo la prima volta che c'è una cosa simile. Ma c'è un ma: il 'secondo inizio' è molto prima. Così prima che siamo a come si sono conosciuti i genitori dei protagonisti, Varno ed Eglade. La storia è un classico: fanno parte di due popoli che si odiano, lui umano e lei aelian (più o meno un'elfa). Lui viene ferito gravemente, lei lo cura. Si innamorano, come da copione, e come da copione fuggono insieme. Il non indifferente dettaglio è che vediamo la storia sorpassare il lieto fine e divenire tragedia: le differenze tra le due razze pesano su Varno, che vede il tempo passare su di sé ma non sulla moglie. Lui invecchia, lei no. Lei è più bella di lui, lei è più intelligente di lui. In qualunque ambito, lei è migliore di lui. Le cose peggiorano con la nascita dei figli: bambini strani, che crescono lentamente e più intelligenti dei coetanei. E Varno si sente sempre più escluso in una famiglia che non comprende, sul confine tra due mondi, uno che preclude l'altro. Se Dunwich, il primogenito, abbandona la casa abbastanza presto per poter studiare nel regno di Cambria, al secondogenito Mordraud spetta proteggere la madre e il fratellino Gwern da un padre sempre più violento. È una storia drammatica, triste, crudele, che getta le basi per l'evoluzione psicologica dei personaggi, per le scelte che faranno. Quindi dove sta il problema? Il problema è che è lunga: anche Varno ed Eglade non sono la storia e quando arrivi all'infanzia dei tre fratelli tu, lettore, sei al terzo inizio e stai cominciando a chiederti dove diavolo stiamo andando a parare perchè non si arriva mai. Ho quasi esultato quando Mordraud ha dato fuoco alla vecchia casa perchè almeno si schiodavano da lì. Vedo la concatenazione degli eventi (la violenza di Varno spiega i problemi di Mordraud; i problemi nel matrimonio spiegano la caduta nell'abisso di Varno; come si sono incontrati Varno ed Eglade spiega perchè si sono sposati in primo luogo... dove tagli, senza appiattire uno dei personaggi?), ma resta al limite dell'esasperante.
Tra l'altro all'inizio ho fatto una confusione pazzesca perchè siamo in un mondo in guerra: il regno di Cambria da un lato e i ribelli di Eldain dall'altro, per cui quando all'inizio mi sono trovata di fronte ad un scaramuccia tra gli umani e gli aelian non riuscivo a capire di che cosa si stesse parlando (spoiler: prima c'erano gli aelian, poi è successo un casino che nessuno ricorda e gli uomini hanno 'ereditato' la terra; gli aelian se la sono legata al dito - ammazzano ogni umano che incrociano - mentre gli umani non hanno memoria di questi eventi). Ero convinta che la guerra fosse tra aelian e umani.
Ma adesso basta parlare dei difetti e passiamo ai lato positivi. Non dico niente della trama, fidatevi che è interessante. Da un certo punto di vista è una saga familiare, in cui i rapporti che legano i tre fratelli si intersecano con la situazione politica del mondo in cui vivono: messi su fronti opposti, la guerra è un modo per dare sfogo al risentimento che covano, l'opportunità di regolare i conti. Se parteggiare per uno degli schieramenti è fin troppo facile (tutti tendiamo a tifare per gli eroici ribelli) è meno facile parteggiare per la vendetta personale di Mordraud. Capirlo è facile, immedesimarsi non tanto, sapendo che Dunwich non ha colpa per le violenze subite dalla famiglia mentre non c'era. Questo non è un difetto ma la conseguenza di avere personaggi sfaccettati ed approfonditi su entrambi gli schieramenti: non ci sono un bene ed un male definiti, niente è bianco o nero. Anche se non mi piace Cambria in linea generale, ci sono personaggi buoni - o 'semplicemente' interessanti - che vivono e combattono lì. Ci sono personaggi terziari, o di sfondo, così delineati da coglierti di sorpresa quando capisci che non diventeranno membri fissi del cast, e che danno la netta impressione di essere a vivere un'altra storia, non destinati a svanire nel momento in cui non sono più in scena. Poi vabbè, ci sono anche quelli che detesti con tutta l'anima (ciao, Deanna) pur capendo perchè sono come sono e fanno ciò che fanno... Il sistema magico è interessantissimo: qui le magie si fanno tramite canzoni, e i cori possono essere delle vere e proprie armi di distruzione di massa. La cosa può sembrare stupida, ma nel libro funziona molto bene (in più mi ha ricordato Tales of the Abyss, e apprezzo qualsiasi cosa mi ricordi Tales of the Abyss) e fa capire perche i maghi non sono dio: non è facile tirare fuori una canzone perfetta nel mezzo di una battaglia, figurarsi farlo fare ad una decina di persone contemporaneamente - e se ne ammazzano una l'incantesimo non solo fallisce, ma ti esplode in faccia. Questi limiti sensati e precisi rendono la magia ancora più interessante perchè scopri come i personaggi si organizzano per aggirarli, rendono equilibrato lo scontro. E dopo aver letto decine sistemi magici che non stanno né in cielo né in terra pur di rendere il protagonista il miglior Gary Stu (o la miglior Mary Sue) del mondo, trovarne uno con regole che non si infrangono è rilassante... e più divertente di quelli dove la magia è un deus ex machina che ti chiedi perchè non la usano sempre. In più c'è anche tutta la storia del Flusso, e di come si manifesti in modo anomalo in Mordraud e Gwern, da scoprire nel secondo libro.
Non posso dire nulla sulle battaglie: non so se siano realistiche o meno, e non sono portata alla strategia (nei videogiochi la mia tattica base è "avanti a testa bassa, e statisticamente prima o poi toccherà a me vincere"), però mi hanno coinvolta e non mi sono sembrare idiozie.
In definitiva: leggetelo. Ci sono dei personaggi notevoli, una bella storia, una bella ambientazione, un bel sistema magico. Un paio di svolte prevedibili, ma niente che pregiudichi la lettura.
It took me a chapter or two to get into the story but after that, it read very smoothly. Thank god for that because it's a long ass book and I hardly had time to read last week (see my previous post). When things picked up, I was internally screaming "ZOMG, 5 stars!!" already, yet this turned out to be a bit of premature excitement. The further the story progressed, the lower my rating became. Not dramatically low but just a bummer when you're thinking it's going to be 5-star material.
So, after a sluggish start, it gets really interesting and awesome for a good while. We get to meet the Khartians, who are human, and the Aelians, who basically look like supermodel versions of humans and age very slowly. It wasn't until I was 25% into the book when I discovered the pun after reading out loud for a bit...I'm slow like that. You can compare the Aelians more to elves than sci-fi like extraterrestrials, though.
If you've started to think this is your typical Fantasy book, you're wrong; this is Dark Age Fantasy with a twist of horror to it. Not horror as in monsters or anything, but more brutal combat horror. Heads are being chopped off more times than I can count (that's not entirely true, I just can't be arsed to count), bloated corpses fill the ground the characters walk on, and death and betrayal are two key ingredients to the storyline. It felt like reading a very dark Patrick Rothfuss novel. The writing style can be compared to Rothfuss's: detailed storytelling without it getting boring. Yet when I encountered the female main character for the first time and saw her name was Deanna, I made a note saying: "You gotta be shitting me". For those of you who have no idea what I'm talking about: here's my old review of The Name of the Wind (I ended up hating Deanna just as much as Denna).
Luckily, Mordraud is an entirely different story and, might I say, a unique one as well. We follow the lives of three brothers: Dunwich, Mordraud and Gwern. If I understood it correctly, each brother was born 10 years after the previous one (making the age difference between Dunwich and Gwern 20 years).
Dunwich, the oldest, goes off to Cambria, the Khartian capital in which the royalty and arcane magic reside, to become a chanter a.k.a. a wielder of that arcane magic. I thought the magic system was very interesting because it's powered by music. Singing, to be specific. A well-trained chanter can conjure a fireball into his hands by merely humming a certain tune. I believe any human can be a chanter, yet some are way more talented than others. Dunwich is one of the talented ones, for sure. And an incredibly smug dipshit.
Mordraud is more of a warrior with great strength and super stamina. He also has a bit of a vile temper which can make him lose control and literally kick the crap out of people. His bold courage leads him to great battles and makes him a fearful opponent, but characterwise, I think he should take a chill pill from time to time...
The youngest brother, Gwern, takes more after his oldest brother when it comes to his talent. But unlike both his brothers, Gwern has a very gentle and good-natured personality. I definitely liked him the most because it's often hard to feel sympathy for the other two. It's actually odd to feel any sympathy for Dunwich at all because he's such an unlikable character. Yet the author pulled it off to still keep me interested in his point of view.
Some points I came across that contributed to deepening my frowning wrinkles:
*A lot of things (including one of the main plot twists) are extremely predictable. With a big pinch of subtlety thrown into the mix, the story could've had many more "OMG, I can't believe that just happened?!"-moments. If someone does an evil smirk after every time he says something, no one will be surprised to see that the particular smirking character turns out to be... *holds breath*...evil.
*Then there's a lot of redundancy that could've been easily edited out. Characters are introduced multiple times. The same sentences are used multiple times. Some situations are explained way too thoroughly. Like explaining a joke right after you made it. Not cool.
*The fonts. I would've really liked to see some Italics when the characters are either thinking or talking to themselves out loud. It's confusing without them, really. And then there's the CAPS-issue. Every time someone even slightly raises his voice, the caps lock turns on. At other times, when someone is yelling, there are no caps at all. It just doesn't make any sense and makes things look overly dramatic. Keeping up with the Khartians yo.
*Dunwich. He's supposed to be extremely smart yet he fails to see all the conspiracies going on around him. There might be some chanting involved to erase any suspicions he might have, but for the love of god, when he's far out of chanting reach, he still acts like a complete dumbwit. In fact, I think I might just call him that from now on...
*A thing I kept wondering about was how far the distances traveled in the book actually are. There's a map in the beginning of the book, but it still makes no sense to me that people can just travel back and forth so quickly while at other times, they're traveling for days on end without getting anywhere. Might just be me, though.
*My last point of critique is the switching between characters. It sometimes felt like hopping from one scene to the next in a movie, yet this is a book and it can get pretty confusing without the right layout for separating the scenes.
Apart from these occasional messy transfers, the characters' point of views were woven together extremely well. We hop back and forth, not missing anything of any character and keeping a fast pace at the same time. Brilliantly done!
Then there are the consequences of a war which are so well depicted, I could feel the despair in my bones. The hunger, the loss, and all of it taking place in the dead of winter...
And then there's the topic of brotherly love...
Together with the great storytelling and intriguing magic system, this book is well worth the read and I can sincerely recommend it to lovers of the Fantasy and/or Horror genre. Also, if you really dig the action style used in, for example, 300, The Walking Dead orDeadpool, this'll be a satisfying read for ya. I've already got book Two lined up on my Kindle!
3.5 stars
The e-copy is currently available for free on Amazon, so you can enjoy it without having to pay a dime as well. The paperback edition, however, is quite expensive...
Non mi piace stroncare i libri, ma in questo caso devo farlo. L'idea di base, come già espresso da altri commentatori, è molto buona ed interessante. Soprattutto il fatto di inserire un sistema magico basato sulla musica mi ha affascinato, ricordandomi The Sound of Broken AbsolutesThe Sound of Broken Absolutes, contenuto nella raccolta Unfettered. Però il libro è penalizzato da doversi problemi che potevano essere gestiti meglio.
Innanzitutto interessante il modo con cui i protagonisti vengono introdotti, cioè con una lunhgissima introduzione che inquadra meglio (ma non del tutto) la situazione di conflitto che fa da cornice alla vicenda. Però, appunto, è troppo lunga e appesantisce la lettura, buona parte poteva essere accorciata.
In secondo luogo, molte delle scene hanno un impianto molto "televisivo", cioè si sviluppano come una carrellata unica senza stacchi di camera tra un personaggio e l'altro, rendendo a tratti difficoltoso il seguire il cambio di POV. Se tali scelte sono molto interessanti perché permettono di avere degli sguardi con ottiche differenti sulla stessa scena, spezzando la "monotonia" dell'essere sempre con gli stessi personaggi, alla lunga stancano e soprattutto vanno usati con personaggi minori per consentirgli apparizioni fugaci; oppure anche con i personaggi principali, ma per scene in cui loro non sono i protagonisti (come invece accade).
In terzo luogo, i colpi di scena sono resi molto male: alcuni perché evidenti (), altri perché raccontati in punti sbagliati () oppure proprio perché raccontati e non accennati per richiamo ().
Non credo che sarò interessato a leggere il sequel, anche se certi punti lasciati in sospeso mi farebbe piacere risolverli. Ma, come diceva Frank Zappa,
Si tratta della storia di tre fratelli. La loro genesi li rende straordinari: non sono esattamente umani, ma non per questo non lo sono nei sentimenti. Ciascuna delle sfumature caratteriali e dei risvolti interiori è trattata con sensibilità e profondità. Lo stile narrativo è dettagliato, piacevole, talvolta crudo. Gli eventi si dipanano con i tempi necessari ad assaporarne anche gli aspetti introspettivi: insomma, lo scrittore non si pone il problema di affannarsi alla ricerca della frenesia a tutti i costi, questo in antitesi con quanto accade in molte produzioni attuali. Ciò non significa che manchi l'azione, quella c'è ed è stupendamente rappresentata, ma solo che essa è intervallata da splendidi dialoghi a volte funzionali alla trama altre alla delineazione della psicologia degli interpreti. Certo, i lettori che preferiscono opere completamente centrate sulla trama troverebbero questo libro almeno il doppio più lungo di ciò che dovrebbe. Se invece, si approccia l'opera con l'intenzione di assaporarne le innumerevoli sfumature, la lettura garantisce un'esperienza piena e appagante. Concludo con una metafora culinaria: se preferite il fast food non è roba per voi, ma se amate lo slow food di qualità, saprà soddisfare il vostro palato.
Avevo questo libro nel Kindle da un po' di tempo e mi ero frenata per la quantità di pagine ma devo ricredermi perché è un fantasy, molto leggero e con una buona narrazione. La storia è interessante e le storie dei vari protagonisti sono intrecciati davvero bene. Vi è un seguito che leggerò di sicuro anche se non è proprio un obbligatorio per come è finito il libro. Questo mondo fantasy è diviso tra umani ed esseri, sempre con sembianze umane, che possono utilizzare la magia e vivere per secoli invecchiando molto lentamente. Le due fazioni sono in lotta tra di loro fin dalla notte dei tempi ma, una notte, un umano fugge e trova rifugio in una casa isolata del nemico abitato da una donna. I due si innamorano e fuggono, vanno ad abitare in una casa di confine ma i veri problemi iniziano adesso. Con la nascita dei figli, la famiglia verrà divisa ulteriormente per questioni umane di conquista di territori, i fratelli verranno divisi dall'odio che nascerà tra di loro e dalla guerra che incombe da secoli tra umani. Un susseguirsi di scontri, incontri, odio, intrighi politici e molto altro che porterà al finale in un batter d'occhio.
Per il mio gusto personale avrei dato qualcosa in meno, e spiegherò più avanti il perché; ma Mordraud è oggettivamente un romanzo che prende una buona idea di base e ci costruisce sopra con cura, fatto ancora più notevole se lo paragoniamo alla media dei suoi colleghi autopubblicati. La cosa più notevole in questo romanzo è un sistema magico che si basa sul canto, un'idea sviluppata bene e in modo non banale fin nei suoi dettagli. Anche l'ambientazione, pur non essendo di per sé molto originale, è curata e risulta perciò verosimile e vivida. Il ritmo complessivo della lettura risente di una prima parte lenta e a tratti confusionaria, in cui tramite flashback si pongono le basi di quelli che saranno i caratteri dei protagonisti partendo addirittura dalla storia d'amore dei genitori e indugiando IMO più del necessario nel periodo della loro infanzia; una volta che la trama finalmente decolla, però, la lettura diventa molto più spedita. Per quel che riguarda i personaggi, un merito di Scalini è sicuramente l'impegno che mette nello sfaccettarli in modo che non ci sia un "cattivo" o un "buono", ma semplicemente diverse persone con ambizioni diverse e vissuti diversi che li pongono giocoforza in conflitto gli uni contro gli altri; il personaggio che mi è piaciuto di più è quello di Dunwich, spesso ambiguo e per questo particolarmente accattivante, mentre la nota dolente del romanzo è IMO proprio il protagonista, Mordraud. Trovo che con lui Scalini non sia riuscito a fare il buon lavoro che ha fatto con Dunwich, forse proprio perché si tratta del protagonista, nel lasciargli quella piccola libertà di manovra che rende un personaggio una "persona": mentre Dunwich nel bene e nel male sceglie di diventare quello che è, e mostra dei tratti caratteriali anche conflittuali tra loro che lo rendono così umano, ho avuto invece la sensazione che Mordraud fosse infilato a forza in un percorso di cinismo e dolore, una strada per lui obbligata e che per questo in un certo senso gli toglie profondità. La storia, compresi diversi personaggi secondari, sembra costruita appositamente per far soffrire Mordraud quanto più possibile, per costringerlo a diventare quello che è - ovvero un personaggio definito da pochissimi tratti caratteriali che si rafforzano l'un l'altro, l'angst sopra tutti. Mi ha ricordato per molti versi Guts di Berserk, un altro personaggio che mi sta antipatico a pelle per tutta la faccenda del "tormentato dalla sorte e perciò meritevole della compassione/ammirazione del lettore". Strettamente connesso a questo problema c'è anche quello delle donne nel frigorifero. Le donne in Mordraud, quando ci sono (e sono in forte minoranza rispetto agli uomini), sembrano avere l'unico scopo di far procedere gli archi narrativi degli uomini in scena: così la madre dei tre protagonisti, che dopo aver dato alla luce i tre fratelli serve come vittima del padre e come casus belli tra lui e Mordraud, sorte che la condurrà in conclusione alla tomba; così la ragazza di cui Dunwich si infatua, che (se non vado errata) diventa un focolare di rivalità tra lui e il suo nemico prima di venire accantonata dalle scene; così Deanna, a mio parere la meglio sviluppata delle tre ma comunque un personaggio il cui ruolo nella storia è fortemente influenzato dall'essere la "moglie di", il desiderio proibito che si mette in mezzo nei rapporti tra due uomini, un personaggio che - manco a dirlo - una volta esaurita la sua utilità tira anche lei il calzino. Ed è un peccato che Scalini abbia voluto mettere la storia sostanzialmente nelle mani degli uomini, perché come ho spiegato sopra secondo me le capacità per creare dei personaggi solidi e interessanti le ha.
Set in an alternate reality, Mordraud is really an awesome book for fantasy lovers. The vivid description of Cambria and Eld and the surrounding places caught and held my attention from beginning to end. The intricate design of the story really brought my imagination to life, even to the point where I wouldn’t even know where I was and what I was doing before I started to read this book. The scenes and characters remain stuck in my mind long after I’ve stopped reading. The battle scenes and the struggles at the battlefield are so real that I felt as if I were a part of it, watching everything unfold around me.
I’d likened the first book of this series to that of the Old Kingdom series, by author Garth Nix. Both books use music as a medium to create and release power, a medium which I seldom come across. The way the author explains the concept of using harmonies in chanting and to create resonances actually made sense in certain aspects and reminded my of my Physics lessons in sound and vibration. Mordraud is a fantasy book in a realistic manner.
Of all the characters in the book, I love Gwern the most. I love his tenacity at life; even though he was born sickly and weak, he remains bright and bubbly. His cheerfulness and innocence is something to be admired and followed. Another reason I love him is because I can relate to his love for books (as all book lovers can) and his thirst for knowledge. He continued to work hard in learning chanting even though he was already on the brink of giving up. I think that it was his personality that dragged him through that time of his life, as when he was young and beaten up by his father.
The story and the tone of it honestly reminded me of The Witcher series on a far more epic scale. It follows three brothers across a realm-wide war, in a time when villages are being burnt to the ground and death is an ever-present threat. It didn’t mirror it so much as it had the same heart, and the characters had the same grit as The Witcher’s morally gray protagonist, Geralt.
Scalini has combined all the things that make a long-lasting and popular medieval fantasy epics: intense battles, original realm mythology, and an immersive world set in a time of turmoil. There’s also, for those who enjoy it, a little bit of romance. It’s not easy to create an original setting for ideas that have been rehashed repeatedly, but somehow Scalini has managed to build up a world completely independent of any fantasy epic I’ve read. There are familiar elements without falling into a predictable pattern.
The book itself is an amazing read, the interactive media surrounding it is rare and wonderful. If you’re a fan of medieval fantasy, this would be the world to immerse yourself in. (Or, if you’re a Witcher fan craving that same fix.)
I have received a free copy of this book in exhange for an honest review. I am in complete awe at how the book managed to capture my attention from the very start. The struggles that the characters go through are complex given their state to which their heritage originates from, which allows for a supernatural thrill throughout the book. It was translated from Italian to English, and I am sure that great care was taken to ensure the integrity of the story. The characters were well developed, the story was easy to follow, and I am not one to spoil the read for potential fans of the book, but even if I had to pay for the book, I would do so in a heart beat. It is an incredible read with all the correct elements of fantasy thrown in it to allow the reader some footing with real life and real struggles! Pick it up! You won't be disappointed!
I received a digital copy of this novel from Story Cartel in exchange for a review.
It began well, but then I started to lose interest - a bit too much doom and gloom, albeit well-written doom and gloom. I skipped lots of pages, something I don't usually do while reading, but the beginning did make me want to find it worth reading. I picked it up again in a new chapter with a change of character viewpoint and kept reading from there. The story swept me in and didn't let go until done. Now I'm sorry I didn't read those pages. Next read, for I feel I will read it again.
I liked it. The main characters were a little overpowered but that was balanced nicely by personality issues they all had. Good job juggling the story lines and keeping things neatly tied together. There were only a couple of tedious moments while giving us the back-story.
There's some non-consensual sex in this book. Some of it is sudden so skip this book if that's a deal breaker for you.
This book is a great surprise. I downloaded this book for free from Amazon, i thought that being free, would have been a "quick book", one of those book written quickly.
Instead was gorgeous, a Fantasy without superpowers, without strange animals, but with a story so well written and so well thought that is hard to leave the reading.
Book set in a medieval land called Cambria. The characters are relatable and don't necessarily have one distinct protagonist. It is up to the reader to decide what path is the most righteous. Definitely a different book but for fantasy readers it is one to put on your reading list.
Magnifico!!!Grazie Fabio!!!!!Sono ancora senza parole...Devo metabolizzare il finale....Sono già alle prese con il secondo libro e non vedo l'ora di scoprire cosa succederà ai tre fratelli!!!!
Le vite di tre fratelli, Mordraud, Dunwich e Gwern, si intrecciano con le trame, le battaglie e gli intrighi che caratterizzano la decennale guerra tra Cambira e Eldain. Da una parte l’Impero con le sue Lance e i suoi Cantori dell’Arcana, dall’altra Eldain con i suoi ribelli disposti a tutti pur di resistere all’avanzata della macchina imperiale. La sfondo è quello piuttosto classico di un medieval- fantasy che, personalmente, mi piace sempre molto. Ho apprezzato moltissimo l’idea di sviluppare un sistema magico basato sul controllo del Flusso mediante l’uso del Canto e delle Risonanze. Ben fatte anche le caratterizzazioni dei personaggi che, cosa insolita, mi son piaciuti quasi tutti (soprattutto il quartetto Mordraud, Adramant, Dunwich, Asaeld). Personaggi contorti, ingarbugliati, con dei forti chiaro scuri che li rendono vividi e interessanti. Un libro fatto di sentimenti forti, di odio e dolore, di un destino che sembra portarti inevitabilmente dove vuole lui, della forza degli uomini che provano a costruirsi da soli. Un libro che ti attanaglia le viscere con le sue emozioni forti, che ti lascia senza fiato e che ti fa battere il cuore all’unisono con quello dei protagonisti.