É sobejamente conhecida a morte do sábio Sócrates, bebendo sem hesitação a taça de cicuta, enquanto explicava em pormenor aos seus amigos o que acontece à alma assim que se separa do corpo. Já Platão, que nos relata o episódio, morreu no dia do seu octogésimo primeiro aniversário, alcançando prodigiosamente com a sua vida um perfeitíssimo número: o nove multiplicado por nove. Fins bem diferentes tiveram o dissoluto imperador Heliogábalo, encontrado escondido numa latrina pela guarda pretoriana e cujo corpo nu e decepado foi arrastado pelas ruas de Roma e atirado da Ponte Emília para o Tibre, e o grande orador Cícero, cuja cabeça e mão direita – com a qual havia escrito as Filípicas – foi ordenado que fossem levadas ao próprio imperador Augusto, para grande regozijo deste. Eis alguns dos casos exemplares de mortes admiráveis que a Antiguidade Grega e Latina nos deixou.
Livro singular, fascinante e poético, Mortes Fabulosas dos Antigos conjuga erudição e arte de narrar, reunindo, como num repertório, tão rigoroso quanto fabuloso, mortes de poetas, pensadores, atletas, reis, tiranos, de povos, cidades e exércitos inteiros, mas também mortes por homicídios selvagens, pela mão de familiares, por suicídio a contragosto, repentinas, ou mesmo aparentes, da literatura clássica.
Interessante saggio che raccoglie la narrazione di morti favolose, strane, buffe, tragiche, misteriose e divine. L'autore infatti ci illustrerà le morti di poeti, atleti, pensatori, re, condottieri, tiranni, imperatori, popoli, città, eserciti ma anche celesti sparizioni, selvaggi omicidi, suicidi controvoglia, morti per mano dei parenti, morti improvvise per cause naturali, suicidi a testa alta e dulcis in fundo quasi morti, quasi vivi.
Magari non pensiamoci troppo spesso, ma qualche volta ricordiamocelo: la nostra morte rivelerà molto di come abbiamo vissuto e di quello in cui credevamo.
E gli antichi, almeno quelli passati alla storia per aver fatto della vita spericolata uno status symbol, non fanno eccezione; così Dino Baldi scorre l'indice delle biografie illustri e su ogni nome chiude gli occhi per ripercorrere in pochi attimi tutta una vita. Proprio come accade - dicono - mentre si muore.
Non manca nulla: dal dolore muto di mamma Cornelia fino alla boriosa disperazione di Cicerone negli ultimi giorni, il libro è una grande vetrina dei vizi noti e meno noti di uomini illustri, vili codardi, matrone notevoli e prostitute per passione. Si ride, anche, sin dall'indice.
Perché noi moriamo e a chi rimane tocca archiviare la cartella che porta il nostro nome. Ma se saprà ricordarci, la nostra esistenza diventerà nel tempo un capitolo del romanzo su quei meravigliosi tic e quelle ridicole convinzioni che ci appartenevano: e lo leggeranno centellinandolo, una morte al giorno.
Al di là di quello che potrebbe far pensare il titolo, è una lettura spassosa come poche. Il libro è una raccolta di brevi ritratti, due o tre facciate perlopiù, delle vite e delle morti di illustri personaggi del passato, che siano poeti, pensatori, atleti o imperatori. Ogni ritratto è tratteggiato con ironia e naturalezza e l’autore restituisce quella “capacità di dialogare con la morte” che è “il miglior indicatore del livello di civiltà di un’epoca”. Consigliatissimo per tutti coloro che amano, di tanto in tanto, (ri)tuffarsi nel mondo antico.
Un'interessante raccolta delle più iconiche morti che possiamo leggere nei testi latini e greci, guidati da un autore che trova giustamente necessario puntualizzare come il momento della dipartita, per molti scrittori classici, fosse un qualcosa da ritrarre con precisione, vividezza, in quanto culmine ideale del percorso in vita del personaggio in esame. I capitoletti, organizzati a seconda della categoria "professionale" del deceduto, alternano traduzioni più o meno libere dai testi a sezioni di raccordo nelle quali l'esposizioone è frutto di una più decisa rielaborazione e procede per cenni rapidi.
Un libro che andrebbe letto per comprendere un connotato fondamentale del modo di procedere di chi ha scritto in greco e latino classico: percepiamo che molte delle morti descritte in questo libro sono mitiche, fittizie o, se reali, organizzate in uno svolgimento alterato o almeno arricchito da particolari che giudichiamo eccentrici, poco realistici; avvertiamo, però, la volontà della fonte di fare in modo che la morte corrisponda, per il personaggio immortalato, a una dipartita corrispondente in tutto alla sua condotta da vivo, nella quale emerge, innegabile, il valore della persona. Sul ritratto della figura storica si giocava spesso la codificazione del passato e della tradizione.
Credevo che le morti favolose fossero trattate in modo diverso, più filosofico, tipo'cosa imparare dagli ultimi istanti di questi personaggi famosi'. Invece no; sono più un pretesto per raccontare in breve le vite (e le morti) di tanti personaggi'antichi', perlopiù tra i greci e i romani. È forse un po'troppo lungo, poteva ridurre i personaggi e approfondire di più i principali; è però una buona lettura, sia per cultura generale, ma soprattutto per lo stile, del tutto inaspettato: ironico, fresco, moderno.
colectânea - vertida para português são e escorreito! (parabéns à editora) - de relatos de muitas mortes de inúmeras personagens, reais e mitológicas, povos, exércitos, cidades e outras entidades do mundo antigo, de um tempo em que a morte não era apenas o fim da vida e sim uma parte viva da vida. muitíssimo interessante.