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La città degli angeli: Racconto da Beslan

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Ci sono giorni in grado di cambiare per sempre la storia. Il 1° settembre 2004, a Beslan, nell’Ossezia del Nord, davanti alla scuola elementare e media numero 1 sono riuniti gli alunni, impazienti di iniziare il nuovo anno scolastico. È la Giornata della conoscenza, una delle ricorrenze sovietiche che ancora si festeggiano in pompa magna, e il cortile è gremito, tra genitori, parenti, cronisti locali e semplici curiosi. Alle nove e un quarto, improvvisamente, riecheggiano degli è l’inizio di un incubo che durerà tre giorni, durante i quali un commando di terroristi tiene in ostaggio più
di mille persone, sotto lo sguardo impotente delle autorità e del mondo. Un blitz dei corpi speciali russi segnerà il tragico epilogo, costato la vita a 334 vittime, di cui 186 bambini. A vent’anni di distanza, sono molti gli interrogativi ancora aperti, troppe le ombre residue sulla vera identità di quegli uomini e sui loro obiettivi. Nel tentativo di trovare risposte, Erika Fatland si è recata a Beslan per due lunghi soggiorni, con lo sguardo della giovane antropologa che poi sarebbe diventata una tra le più grandi narratrici europee dei luoghi di frontiera. Scandagliando gli atti giudiziari e i rapporti delle commissioni d’inchiesta, ma soprattutto incontrando chi ha vissuto il dramma sulla propria pelle, in questo toccante racconto ci consegna le testimonianze dei superstiti, di chi ha perso l’unico figlio e di chi è stato costretto a scegliere quale tra due bambini trarre in salvo, ma anche di blogger e giornalisti che hanno rischiato la vita per scoprire la verità, nonostante le minacce ricevute. Ricostruendo sullo sfondo la storia del Caucaso, getta nuova luce sull’operato senza scrupoli di Vladimir Putin e fornisce un punto di vista unico su questa regione che cosa la rende così ingovernabile? Dove nascono i conflitti e perché rimane una polveriera?

238 pages, Kindle Edition

First published July 11, 2011

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About the author

Erika Fatland

13 books688 followers
Erika Fatland is a Norwegian anthropologist and writer who has written multiple critically-acclaimed books, including Sovietistan and The Border. Fatland was born in Haugesund, Norway, in 1983, and studied at the University of Oslo and the University of Copenhagen.

Fatland is best known for her travel writing and has written several books: Her first travel book Sovietistan, published in 2015, was an account of her travels through five post-Soviet Central Asian nations, Kazakhstan, Tajikistan, Kyrgyzstan, Turkmenistan and Uzbekistan. It has been translated into 12 languages. This was followed by The Border: A Journey Around Russia Through North Korea, China, Mongolia, Kazakhstan, Azerbaijan, Georgia, Ukraine, Belarus, Lithuania, Poland, Latvia, Estonia, Finland, Norway, and the Northeast Passage, an account of her travels around Russia's border, from North Korea to Norway. Both books have been translated into English by Kari Dickson, and both received critical acclaim from reviewers in the US and UK.

She wrote two earlier books: The Village of Angels (2011) about the Beslan massacre and The Year Without a Summer about the Utoya massacre. She has also written the children’s book The Parent War.

She has received numerous awards, among them the Norwegian Booksellers’ Prize for Nonfiction and the Wesselprisen (2016). She speaks eight languages including Norwegian, English, French, Russian, German, Italian, and Spanish. She lives in Oslo.

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40 reviews
April 19, 2019
Dette er en åtte år gammel bok om femten år gamle hendelser jeg hadde særdeles lite kunnskap om. Den står i aller høyeste grad som like aktuell i dag.
Konsekvensen av terrorangrepet i Beslan var 333 døde, med mangetalls flere offere. Fatland gjør en vanvittig god jobb med å objektivt skildre hendelsene før og under gisseldramaet, men ikke minst de tragiske ringvirkningene dette får for et lite samfunn. Jeg kan ikke annet enn å anbefale denne sterke, rørende boka.
Profile Image for Emil Erstad.
Author 4 books46 followers
April 25, 2019
Ei av dei sterkaste bøkene eg har lese. Den var til å grine av frå byrjing til slutt.
Profile Image for Astri.
2 reviews1 follower
Read
October 6, 2025
En svært gripende bok om terroraksjonene i Beslan i 2004 og hvordan ren ondskap påvirker et samfunn. Dette er hendelser jeg ikke har hatt et forhold til, og til nå, visst alt for lite om. Anbefaler alle unge (som meg) å lese denne, hvor Fatland for øvrig som alltid skildrer godt!
Profile Image for Chiara.
175 reviews31 followers
September 7, 2024
La Fatland che fa la Fatland e ti racconta una storia atroce. Consigliatissimo
Profile Image for Manuela Rotasperti.
490 reviews16 followers
July 25, 2025
"𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗲𝗰𝗶 𝗺𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝗰𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝘀𝗹𝗮𝗻 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀'è 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼".

Il primo settembre del 2004, a Beslan, piccolo paese dell'Ossezia del nord, 1100 persone vengono prese in ostaggio nella palestra di una scuola. Come si può intuire, si tratta soprattutto di bambini e donne, al primo giorno di scuola, che coincide con la giornata della riconoscenza, una ricorrenza sovietica molto sentita. È così che un momento di festa si trasforma in tragedia: dopo tre giorni di sequestro ed in seguito a diverse esplosioni si contano 334 morti, di cui 186 bambini. A distanza di tempo Erika Fatland, antropologa, si reca sul posto per raccogliere informazioni su quanto successo, attraverso interviste alle famiglie delle vittime dell'attentato o ai superstiti.

Il libro è un saggio da pelle d'oca che mostra l'orrore di un massacro di innocenti, attraverso le testimonianze di chi miracolosamente si è salvato, le indagini di chi ancora cerca di far luce sulle dinamiche e le colpe dell'attentato ed il lavoro di ricerca dell'antropologa Erika Fatland. È proprio quest'ultima che, in prima persona, ci rende partecipi del materiale raccolto durante i suoi due soggiorni in Ossezia. Una strage ammantata da disinformazione e non solo: i media parlavano di un numero molto inferiore di ostaggi, solo un terzo degli effettivi. La richiesta degli attentatori era il ritiro delle truppe sovietiche in Cecenia, ma dal governo non c'è stato nessun movimento in tal senso. Ancora oggi risulta impossibile conoscere la verità, anche perché tutte le organizzazioni nate in tal senso sono state perseguitate e ostacolate dal governo. Non per nulla molti dei sopravvissuti attribuiscono la colpa della carneficina a Putin, senza contare ipotesi che avvalorano la tesi che le esplosioni siano arrivate addirittura dal servizio per la sicurezza russo. Dalle pagine emerge un dolore smisurato, oltre alle immagini raccapriccianti di bambini e genitori tenuti in ostaggio senza cibo e acqua, spinti dalla disperazione a bere la propria urina, di madri costrette ad abbandonare un figlio per poterne salvare un altro, di cadaveri e brandelli di carne ovunque... Immagini che fanno mancare l'aria... A chi è scampato resterà per sempre il trauma irreversibile della perdita, se non gravi menomazioni che hanno cambiato radicalmente la loro vita: bambini impossibilitati a frequentare la scuola, mogli invalide abbandonate dai mariti. L'autrice pone l'accento anche sulla città di Beslan, una città silenziosa, in cui nessuno osa più ridere, un paese fantasma. Mostra tutti i divari politici e territoriali, l'odio radicato tra l'Ossezia e la vicina Inguscezia, l'arretratezza, la povertà, la disoccupazione e la criminalità di questi paesi. Beslan avrà mai la sua verità? Sicuramente non riporterebbe in vita le vittime, ma allevierebbe forse in parte il dolore di chi ancora non riesce a spiegarsi il motivo di un gesto talmente disumano. Per ora resta solo la Gorod Angelov, la città degli angeli, il cimitero in cui riposano tutte le vittime dell'attentato di Beslan, sulle cui tombe continua a piangere una madre, un padre, un parente... e sulle cui morti dovrebbe continuare a piangere tutto il mondo...
Profile Image for giduso.
345 reviews26 followers
August 31, 2024
Un libro diverso dagli altri dell'autrice (e scritto prima). La terribile vicenda della strage alla scuola di Beslan ricostruita attraverso lo studio dei documenti e soprattutto tramite l'incontro con sopravvissuti e famigliari. A distanza di vent'anni, una storia che dice molto anche sulle vicende che hanno interessato la Russia e il Caucaso negli anni successivi.
Profile Image for Ilaria_ws.
974 reviews76 followers
September 18, 2025
"Nulla potrà mai essere come prima. Come puoi pensare al futuro, come puoi guardare avanti quando hai dentro un dolore così grande?"

La città degli angeli è un saggio dell'antropologa e scrittrice norvegese Erika Fatland, di cui ho già letto diversi altri libri. Questa volta la ritrovo in una nuova veste; infatti i precedenti saggi erano dei diari di viaggio che raccontavano paesi di cui sappiamo ancora molto poco. Questa pubblicazione invece è dedicata alla strage di Beslan del 2004. Il 1 Settembre 2004 la scuola elementare e media n.1 di Beslan, un paese dell'Ossezia del Nord, viene presa d'assalto da un gruppo di terroristi. Il rapimento dura tre giorni, tre giorni durante i quali quasi 1200 persone, principalmente bambini, vengono segregati in una palestra senza cibo e quasi senza acqua. Oltre alla vicenda vera e propria, quello su cui si indaga in questo romanzo inchiesta è la reazione del governo durante quei tre giorni, reazione che sfocerà in un blitz delle forze armate che farà più vittime dell'attentato stesso.
Erika Fatland si reca più volte in visita a Beslan; la prima volta come volontaria della Croce Rossa e in seguito con un visto turistico. Parla con i sopravvissuti, con i genitori che hanno perso i figli, con le madri distrutte dal dolore e incapaci di continuare a vivere, con famiglie che non saranno più intere e a cui è stata negata anche quella giustizia che forse gli avrebbe potuto dare un po' di pace.

Ho sempre apprezzato il modo in cui Erika Fatland racconta il mondo che la circonda, quello che ha visto e ascoltato durante i suoi viaggi in quei paesi di frontiera che spesso restano quasi sconosciuti. Qui dà forse il meglio di sè, diventando voce di una strage a cui ancora oggi non si sa dare spiegazione. Non si tratta di una lettura leggera, è un libro denso, denso di eventi e personaggi, estremamente doloroso.

Oltre al racconto dei morti e dei sopravvissuti, largo spazio viene dato anche al processo che mira a svelare la verità dietro l'attentato. Perchè non sono stati fermati? Perchè la reazione delle autorità è stata tanto lenta? E ancora, perchè è stato deciso quel blitz improvviso? Perchè le pseudo indagini sono tanto incongruenti e diverse dai racconti dei sopravvissuti? Tantissime domande ancora in parte senza risposta. Probabilmente resteranno per sempre così, anche se quella verità potrebbe essere un balsamo per chi ha perso chi amava in quella strage.
Sullo sfondo c'è poi il Caucaso con la sua storia, altro grande protagonista del racconto. Erika Fatland ha saputo raccontare senza scadere nel banale, con occhio onesto ma empatico. Al centro di tutto ci sono le voci di chi è rimasto ma anche di chi non c'è più, delle vittime, di Emma, Alana, di tutti i bambini che riposano nella Città degli Angeli.

Ma dove posso sperare di trovarti,
ora che ho visto con i miei occhi
tua madre affogare nel dolore,
tua nonna gemere per la stanchezza?
E la tua camera, dove il tempore e le risate
ti attendono ancora, è vuota,abbandonati
anche i tasti
del tuo infelice pianoforte.
dalla poesia per Emma
Profile Image for Alice.
675 reviews12 followers
July 31, 2025
Molto difficile commentare questo reportage, scritto attraverso incontri svoltisi in due anni diversi, il 2007 e il 2010, prima in qualità di cooperante della Cri e successivamente da privata cittadina, con visto turistico.
Nel 2004 un'enorme tragedia si è verificata nella Scuola n. 1, paese di 35.000 abitanti, il primo giorno dell'inizio delle lezioni un commando di terroristi ha preso in ostaggio migliaia di persone tutte stipate nella palestra del plesso.
Il racconto crudo e doloroso di queste pagine squarcia ogni cosa.
L'omertà delle istituzioni agghiaccia.
Un libro difficile ma molto interessante.
Profile Image for Arild Sørensen.
249 reviews1 follower
January 11, 2024
Nok en velskrevet bok fra Erika Fatland om terrorangrepet i Beslan. Hun har skaffet seg kunnskap om det som skjedde men som ventet er det mange ubesvarte spørsmål. Liker godt når hun selv leser selv men Marit Christensen er ikke noen dårlig erstatning.
132 reviews2 followers
December 15, 2018
4.5 sterren. indrukwekkend, je wordt er echt stil van. ontluisterend ook. en nodig!
349 reviews1 follower
January 19, 2022
9 op 10 voor dit boek dat het verhaal probeert te reconstrueren van de gijzeling in Beslan.
Profile Image for Daniel.
8 reviews
February 23, 2025
Dette kan vel klassifiseres som en eldre bok, men oppleves som like aktuell i dag. En velskrevet bok med innsikt og en dyp sårhet. Klarte ikke legge den fra meg.
Profile Image for Anita.
309 reviews10 followers
September 17, 2019
Vilka otroligt sorgliga berättelser vi har fått läsa i denna bok. Och vilka fina övergångar mellan historier, fakta om dådet och hennes egna dagboksanteckningar. Det är nästan chockerande varje gång man inser hur många olika uttryck sorg kan ta sig. Trots att jag tidigare läst om fruktansvärda händelser är det något med sorgen bland människorna i Beslan som är svår att ta till sig. Att tiden går men tiden inte läker några sår hos dem. Man läser om alla dessa människor och dess öden och hur de praktiskt taget drunknar i sin egen sorg. En hel stad som lever i något typ av konstant mörker sedan de där dagarna i september 2004. En man som förlorade sin dotter spenderar varje dag på kyrkogården, äkta par har skiljt sig för att sorgen blev för mycket och den där mamman som blev ensam kvar och har låtit sin dotters rum stå orört sedan den dagen.

"Under det första året talade han knappt med en människa. Rak i ryggen satt han där vid graven, i solsken som i regnväder. Om nätterna, när mödrarna så småningom reste sig från gravstenarna och började röra sig längs den breda, asfalterade vägen som en svartklädd karavan, stannade Kaspolat kvar. Han kunde inte låta Mariana vara ensam om natten." (162)
Profile Image for Inge Vermeire.
377 reviews84 followers
March 20, 2013
Indrukwekkend boek over het gijzelingsdrama in Beslan op 1 september 2004. Zeer meeslepend geschreven. Genuanceerd én kritisch tegelijk. Fatland slaagt erin, om voor mij als leek, de kluwen van landen en intriges in de Kaukasus min of meer te ontwarren en op een bevattelijke manier te beschrijven.
Onderzoeksjournalistiek van zeer hoog niveau.
Profile Image for Harald.
484 reviews10 followers
March 29, 2016
The author uses her combined background in social anthropology and journalism to write a riveting account of the terrorist act in Beslan, North Ossetia in the Russian Federation in 2004. In particular we get a picture of the devastating effect the event had on the survivors that she interviewed. I read the original Norwegian edition.
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