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Prof. Camilla Baudino #1

La collega tatuata

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La protagonista e voce narrante di questa storia è una "profia": una professoressa quarantenne, una donna informata e curiosa , a volte un pò irritabile e frustrata. Quando a scuola si presenta un'insegnante nuova, bionda, bella, ricca, nessuno sembra disposto a trovarla simpatica. Ma quando la nuova collega finisce misteriosamente ammazzata, le cose cambiano. La nostra profia decide allora di mettere le sue doti di intelligenza, tenacia, acume e ostinazione al servizio dell'indagine poliziesca, ma scoprirà che farlo può essere molto pericoloso...

191 pages, Paperback

First published January 1, 2002

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About the author

Margherita Oggero

27 books32 followers
Margherita Oggero, ex insegnante di lettere, è nata e vive a Torino. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, La collega tatuata, con Mondadori. L'anno successivo esce Una piccola bestia ferita, che ispira la serie televisiva "Provaci ancora, prof!" con Veronica Pivetti. La professoressa investigatrice Camilla Baudino è anche la protagonista dei romanzi L'amica americana (2005) e Qualcosa da tenere per sé (2007). I suoi ultimi libri, sempre con Mondadori, sono Risveglio a Parigi (2009), L'ora di pietra (2011) e Un colpo all'altezza del cuore (2012).

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5 stars
44 (13%)
4 stars
127 (37%)
3 stars
126 (37%)
2 stars
34 (10%)
1 star
7 (2%)
Displaying 1 - 30 of 40 reviews
Profile Image for Serena.. Sery-ously?.
1,151 reviews225 followers
November 30, 2012
Che romanzo delizioso!! Veramente consigliato!
E' un giallo, ma un giallo leggero, frizzante, con personaggi memorabili ed estremamente divertente.. E complimenti alla Oggero, che è riuscita a stupirmi..!
Mi è piaciuto perché, tra le altre cose, la protagonista è una persona completamente normale. Come potrebbe essere ciascuno di noi, insomma! E' una donna di mezz'età (quasi!) con un marito e una figlia di otto anni, che riesce ad avere sempre l'ultima risposta, sagacissima, tralaltro! E' una professoressa e quando decide di indagare sull'assassinio della sua nuova collega, non finge sentimentalismi inutili e falsi: no, continua a non provare poi così tanta simpatia..
Mi è piaciuto anche perché trasmette allegria e serenità la vita quotidiana di questa donna.. Sono molto carine le scene di famiglia, anche se certi pezzi mi hanno fatto ridere come una cretina :D
Ecco, fra tutte le altre cose le risate.. La Profia, come ogni tanto si definisce la protagonista, è fantastica *_*
Gaetano è il mio personaggio preferito.. Mamma che tenerezza, che mi ha fatto!!! Ammetto di aver fatto il tifo per lui.. E anche se Renzo e la Prof sono carini, la scappatella ce l'avrei vista bene.. Dolcissimo *_*
Imperdibile!!

In prima elementare, dovendo comporre tre pensierini sugli animali domestici, aveva testualmente scritto: “Il cane puzza. Il gatto apartiene alla tribu dei felini. Il canarino è ciallo e signorile.” La maestra non aveva apprezzato nessuna delle tre perentorie affermazioni, non aveva gradito né forma né contenuto e aveva imposto di rifare il tutto. La seconda versione, chiaramente provocatoria, era stata: “Il cane fa le scoregge. Il gatto no. Il canarino neanche.”

Va bene, d’accordo, cederò alla tentazione e leggerò le annotazioni dell’agenda, tanto lo sapevo sin da stamattina che sarebbe finita così. Ho soltanto sfoggiato con me stessa un abito di ipocrita virtù, pur essendo disponibile allo striptease integrale.

Oggi è venerdì e dopo il venerdì viene il sabato, i bambini lo imparano a tre anni, salvo Renzo che l’ha imparato a dodici, non perché sia particolarmente ritardato ma perché ha passato l’infanzia nelle savane dell’Africa, come un povero piccolo Tarzan o Mowgli, con genitori umani più eccentrici e imprevedibili di scimmie e lupi.

Sfamato l’animale, ci fu la piccola consolazione di non dover preparare, in assenza del pater familias, un pasto regolare e di poter mangiare, secondo la locuzione impropria ma efficace di Livietta, “alla bastarda”: una specie di pâté in tubetto spalmato su fette di pane in cassetta fortunosamente ritrovate in frigo, ma con sospette striature verdastre, tre pomodori superstiti due formaggini e un pezzo di torrone.

Insomma, lei non l’aveva certo sposato per passione, perché Eros è bendato ma non deficiente e le frecce non le scocca alla cazzo di cane.

Sono stata indiscreta o meglio troppo brutalmente diretta, agli uomini non piace l’attacco frontale, anche i più evoluti, quelli che non usano la clava, preferiscono le moine circonlocutorie e i balletti seduttivi, se li tratti alla pari si sentono minacciati nella loro virilità, poveri maschietti infragiliti dal femminismo e dal ribaltamento troppo rapido dei loro piedistalli...

«C’è qualcosa che non va?» «Si vede?» «Si vede. Scusami, sono stata indiscreta. Non sempre riesco a frenare il mio lato canino.» «Canino in che senso?» «Nel senso che la tristezza del prossimo – non di tutto il prossimo, sia chiaro – mi mette in apprensione e ho subito voglia di scodinzolare o dare la zampa o fare qualche numero da circo per tirare su il morale.»

(QUi e alla scena successiva ho riso come una demente.. Fortuna che ero in solitudine!!)
Profile Image for charta.
306 reviews5 followers
August 25, 2017
Prosa scoppiettante e oltremodo citazionista.
Mescolata con un pizzico di sociologia femminile.
Scivola leggera come acqua e al pari di questa evapora in fretta e senza tracce.
Profile Image for Fede La Lettrice.
836 reviews86 followers
January 10, 2016
Questo romanzo fa parte della serie che ha ispirato i telefilm "Provaci ancora prof" (che tra parentesi non ho visto) ed è un giallo con protagonista appunto una annoiata, acida e a tratti depressa profia quasi quarantenne di Torino, sposata a Renzo, madre di Livia "Mai discutere con Livietta che ignora il buonismo, se ne infischia delle ipocrisie consolatorie e ha della vita una visione darwiniana." e padrona di un simpatico bassotto. L'anno scolastico è da pochi giorni iniziato e la nostra non fa in tempo a capire se e quanto detesti la nuova collega che questa viene ammazzata e buttata in una discarica.
Da questo momento la prof inizia un'indagine che procede parallelamente a quella della polizia, scoprendo che il delitto ha a che fare con cani avvelenati, quadri, un'agenda in cuoio e parentele misteriose. Il commissario che si occupa del caso è giovane e bello e ha un debole per lei e proprio grazie alla loro equivoca amicizia scopriamo l'opinione spassosa della protagonista sul sesso maschile: "...agli uomini non piace l'attacco frontale, anche i più evoluti, quelli che non usano la clava, preferiscono le moine circonlocutorie e i balletti seduttivi, se li tratti alla pari si sentono minacciati nella loro virilità poveri maschietti infragiliti dal femminismo e dal ribaltamento troppo rapido dei loro piedistalli."
Un giallo leggero e godibile, condito di ironia e humour, ma che lascia spazio alla riflessione su temi scottanti come l'adulterio, l'incesto, il matrimonio di comodo, il giudicare gli altri senza conoscerli. Lo stile è particolare in quanto la Oggero fa un uso insolito delle virgole quasi a creare un flusso di coscienza che inizialmente può disorientare. Il finale commovente è l'unica parte del romanzo dove c'è la totale assenza di ironia.
Profile Image for Chomsky.
196 reviews36 followers
December 17, 2017
Il mondo visto da una "profia" torinese.

Pur essendo un divoratore di romanzi gialli non avevo mai letto niente di Margherita Oggero e quando ho comprato "La collega tatuata" per recuperare il tempo perso ho preso anche il libro successivo "L'amica americana". "La collega tatuata" è uno spassoso giallo-rosa che avvince per la capacità affabulatoria della Oggero che tratteggia con ironia il ritratto di una professoressa quarantenne e dell'ambiente che la circonda. Il plot della vicenda poliziesca, che ruota intorno al furto di un quadro, non convince fino in fondo ma sono le vicissitudini di Camilla Baudino che rendono il libro molto godibile. Emula della collega Hildegarde Withers nata dalla fantasia di Stuart Palmer, la nostra professoressa si getta a capofitto in una difficile indagine durante la quale incontra il suo platonico principe azzurro nelle vesti di un commissario con cui riesce a venire a capo del mistero. Nel libro successivo "L'amica americana" questo rapporto investigativo si ripropone mentre il legame affettivo giunge ad un punto critico e anche il romanzo vira verso una visione piuttosto problematica del rapporto uomo-donna e del matrimonio in genere.
Ambientati in una Torino inconsueta, i due libri mi hanno piacevolmente sorpreso per la scorrevolezza del testo e per le divertenti considerazioni della "profia" e non posso nascondere che c'è un caldo charme in certe passeggiate lungo il Po. Con questi romanzi Margerita Oggero fa rivivere le atmosfere create da Fruttero & Lucentini in celebri libri come "La donna della domenica" e "A che punto è la notte" e come nei gialli dell'affiatata coppia torinese si intuisce il sorriso divertito della scrittice in molte pagine davvero esilaranti. Un libro da tenere sul comodino per le giornate uggiose.
Profile Image for Debora.
173 reviews8 followers
March 25, 2021
Seguiamo una professoressa nella sua vita quotidiana sconvolta dalla morte di una collega non amata. Questo è un giallo atipico, scritto con uno stile e una voce molto netti che però non lo rendono sempre scorrevole a causa dei lunghi flussi di coscienza, dei cambi di persona narrativa e delle moltissime sequenze riflessive.
Profile Image for Chiara.
91 reviews1 follower
October 23, 2022

Quando a scuola si presenta una nuova insegnante giovane, bella, alta, bionda e ricca la professoressa Camilla Baudino - che è meno giovane, meno bella, meno alta, meno bionda e decisamente meno ricca - matura fin da subito una certa antipatia nei suoi confronti. Sensazione che aumenta ancor di più quando la sente esprimere del disprezzo nei confronti dei cani, che lei invece vede come creature notevolmente più affidabili degli esseri umani, per il semplice fatto che "non parlano non scrivono non rilasciano interviste alla tivù - non ancora". E quando pochi giorni dopo l'inizio del nuovo anno scolastico la nuova insegnante viene trovata morta, lei non sceglie la via dell'ipocrisia che fa sì che qualunque persona che in vita non ci va a genio, da morta "era proprio una bella persona". Al contrario, rimane ferma nella sua convinzione, salvo poi ammorbidire la sua opinione pian piano, man mano che impara a conoscerla attraverso ciò che viene a sapere della sua vita. E lo viene a sapere perché da brava amante dei gialli non sa resistere alla tentazione di indagare un po' sul suo conto, per scoprire chi l'ha uccisa e perché. Questa sua incontrollabile curiosità la porta a conoscere Gaetano, il poliziotto che si sta occupando del caso, e che è attratto da lei, il che non guasta. E tra informatori inaspettati e l'infrangimento del segreto professionale, vengono a galla a una a una tutte le tessere di un puzzle che rivela un'immagine molto diversa da quella che Camilla si era figurata.

Il romanzo rientra nella categoria dei gialli perché è incentrato sulla risoluzione di un caso di omicidio, ma si tratta di una lettura molto leggera, il classico poliziesco all'italiana della televisione (non a caso ne hanno fatto un telefilm), ben farcito di ironia di dubbio gusto e personaggi al limite dell'ordinario. Lo stile è a tratti indefinibile, confusionario, certamente voluto per dare al lettore l'impressione di trovarsi dentro la mente della professoressa e di assistere ai suoi continui flussi di coscienza. Ma nonostante io ne capisca lo scopo, l'ho trovato comunque irritante. Decisamente troppi elenchi per lo più privi di punteggiatura (sempre per dare l'impressione di pensieri a ruota libera), troppi riferimenti letterari inseriti solo per dare un tono al personaggio. Ma come ho detto, si tratta di scelte stilistiche giustificabili, e che semplicemente non incontrano il mio gusto personale.

La scelta che invece non ho proprio capito, e che mi ha irritata di più durante la lettura, è stata quella di saltare di continuo dalla prima alla terza persona e viceversa. Penso che l'unico effetto che possa avere sul lettore è di creare confusione. Oltretutto lo trovo totalmente innecessario, dal momento che come ho scritto prima i pensieri della protagonista erano già ampiamente presentati al lettore sottoforma di elenchi. C'era davvero bisogno di inserire anche la prima persona tra una frase e l'altra? La storia in sé non è neanche male, ma non mi sono goduta la lettura come avrei voluto, e di conseguenza non posso dare più di due stelle, che per me sta per "ok".

Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews111 followers
January 27, 2014
Un giallo, ambientato a Torino ma senza voler imitare F&L, con una protagonista che pi� anticlimax non si pu�: una professoressa di lettere di mezz'et� (non alzate ferocie muliebri, � pi� giovane di me), in una scuola di normale figliolanza del generone bogianen torinese d'importazione, che non vuole piacere a tutti costi, (ha svariate spine poco politically correct e numerose coazioni del mestiere) incluso nel pacchetto marito e figlia e madre (nonch� nonna della figlia) pesantemente plausibili, senza abusare di colpi di scena, erotismi incongrui, violenze improbabili et voil� l'Oggero entra nel gotha delle mie preferenze personali. La vicenda � ovviamente un omicidio dove gli indizi scoperti dalla Profia corroborano quelli snidati dal commissario, personaggio a suo modo centrale per esaltare alcune caratteristiche dell'animo della Prof. Camilla Baudino. Potti (il cane di famiglia) fa incredibilmente solo il cane. Trattandosi di inusuale protagonista femminile, (pi� che intelligente: brillante, ben oltre l'et� puberale e nel pieno delle forze & consapevolezze, con la sua brava dose di tiramenti e velleit� temperate, sonno arretrato e pure graziosa), � stata subito cooptata per un duplice stupro sia attraverso il casting incongruo di un film (la profia � una bella signora fatta interpretare invece alla scatologista Luciana L.) che di un iniquo serial (la profia � una donna misurata, in TV l'attrice � la sorella dell'ex presidente della Camera che direi che recita sopra le righe se le righe fossero del PIL Bolivian-Colombiano, per non parlare del marito che ha intelligenza, fascino e presenza pari ad un bidet nuovo appena installato: solo una maniaca dell'anticalcare potrebbe veleggiare lenzuola con un tipo del genere).
Profile Image for Annalisa.
124 reviews34 followers
August 5, 2017
D'estate non amo azzardare nuove letture.
Solitamente mi rifugio in una rilettura, e la Oggero è una delle mie riletture predilette!
Con lei mi pare di seguire i discorsi ed i ragionamenti di un amica e le cose che mi racconta non sono mai scontate.
287 reviews1 follower
April 9, 2021
La protagonista è una "profia", una professoressa di mezza età, con una normale famiglia composta da due figli mediamente rompiscatole e un marito mediamente polemico verso la cucina affrettata di una donna che lavora fuori casa. Quando a scuola arriva una collega nuova, la bionda, ricca, elegante Bianca De Lenchantin, la nostra eroina non è per niente disposta a trovarla simpatica. Solo quando Bianca viene uccisa, senza nessuna apparente ragione, la nostra professoressa troverà il modo di sfoderare il proprio talento investigativo. Tanto più che il commissario è un uomo colto e affascinante.

E' stata una lettura lunga e travagliata che ho portato avanti con poca voglia e molta delusione.
All'inizio l'idea mi sembrava carina e anche lo stile di Margherita Oggero mi sembra interessante... poi però mi sono ricreduta.
La trama gialla è davvero risibile, sembra un pretesto per inserire la figura del Commissario Gaetano nella vita della professoressa.
Le indagini si sviluppano lentamente in modo un po' caotico e la soluzione a sorpresa sembra non poggiare su nulla.
Quanto allo stile, alla lunga mi è sembrato caotico con il passaggio dalla prima alla terza persona, con infiniti incisi e divagazioni che aggiungono poco alla storia.
Ho trovato strano anche l'uso della punteggiatura, soprattutto delle virgole, che in certi punti sono misteriosamente assenti.
In alcuni punti il libro è un continuo flusso di coscienza che spiazza e distrae, con frasi ad effetto che alla fine stancano.
Per me non è stata una lettura rilassante.
Non sono nemmeno riuscita ad affezionarmi alla protagonista, che mi sembra troppo saccente e ambigua.
Gli altri personaggi rimangono sullo sfondo e solo il marito e il Commissario spiccano.
Profile Image for Giulia.
55 reviews5 followers
May 2, 2023
Giallo contemporaneo di intrattenimento e poco più, rientra perfettamente nella categoria "libri da trasferta" o "da mezzi pubblici" per la sua portabilità e leggerezza. La protagonista, "profia" torinese di letteratura quasi-quarantenne che si trova invischiata in un caso di omicidio di una collega, è la narratrice: ho apprezzato la sua voce, che è spigliata e colta, e lei mi è stata molto simpatica, ma la storia in sè non ha niente di speciale o originale. Ecco, sembra di leggere una fiction Rai degli anni 2000 (e infatti da questa serie di libri hanno tratto la fiction "Provaci ancora prof"). Certo, il romanzo non annoia di certo: c'è la trama mistery da sbrogliare e uno stile vivace e molto scorrevole, benchè per me un po' troppo citazionista. Un difetto dello stile è che l'autrice ha deciso di narrare la storia in terza persona (n. onnisciente), però molto spesso il POV cambia e passa alla prima persona: un dettaglio un po' disturbante, per me, ne ho ricavato spesso un senso di straniamento che forse era pure voluto ma non l'ho apprezzato molto, avrei preferito uno stile più ordinato. Mi è piaciuta molto l'ambientazione a Torino, di per sè nulla di emozionante ma i libri ambientati nella mia città, per me, hanno sempre una marcia in più. Rimane il fatto che la soluzione del mistero sia un po' banalotta, e così anche il finale, alla fine dei conti mi aspettavo di più.
Profile Image for Amanda Rosso.
333 reviews29 followers
December 15, 2024
Una goduria da leggere. Più amaro, irriverente e meno "buonista" della serie TV, che nella sua ammirevole evoluzione negli anni in cui è andata in onda, si è sempre tenuta saldamente dalla parte della commedia gialla rassicurante.
La Camilla del romanzo è più spigolosa, tagliente e 'imbruttita' nel miglior modo possibile. I personaggi sono meno accoglienti, più problematici e per questo più divertenti da amare ma anche osteggiare.

La penna di Oggero è sorprendente, caustica, arricchita da una lingua assolutamente pirotecnica e una mitragliatrice di citazioni che spaziano dall'arte, alla letteratura alla cultura generale.

Un romanzo non solo piacevolissimo, ma anche linguisticamente ricco, sperimentale, a tratti persino, mi arrischio a dire, più risqué di molta letteratura "alta" che non sbava, ma nemmeno sorprende. Oggero si diletta nella scrittura di un romanzo che è un character study, ma è soprattutto viatico di una sperimentazione letteraria originale e solida, senza mai perdere di vista la trama e le sue evoluzioni.

Il primo di una lunga serie di romanzi di genere che si legge e si gusta come un banchetto sontuoso.
Profile Image for Gaia Zappia.
93 reviews9 followers
August 7, 2016
Probabilmente sono stata condizionata dal fanatismo per la trasposizione televisiva, ma oggettivamente posso dire che Margherita Oggero ha uno stile anticonformista (di cui parlerò meglio tra qualche riga) e che si tratta di una bella lettura sia per chi cerca un giallo sia per chi cerca un rosa.

Ciò che colpisce subito fin dalla prima riga è lo stile adottato dell’autrice. I pensieri di Camilla – che in tutto il romanzo non viene mai nominata e quindi non so ancora da dove sia uscito che si chiama cosi – dicevo, i pensieri di Camilla ci vengono svelati mediante la tecnica dello stile indiretto libero: Camilla pensa, pensa, si divaga, fa mille giri, torna al punto di partenza e ricomincia; tutto questo senza uno straccio di virgolette o di corsivo. Subito dopo può capitare e capita spesso che la narrazione passi al mattatore esterno, che non è in prima persona come si ci aspetterebbe ma in terza. Un’altra peculiarità è data dall’ assenza di virgolette negli elenchi e ciò accelera notevolmente il ritmo e renda l’idea del flusso di pensieri di Camilla. Per intenderci:

"Potti aveva effettivamente l’aria depressa del cane che ha mal di pancia o si vergogna delle proprie deiezioni e l’aveva accolta con una fiacca sventagliata di coda senza muoversi dalla cuccia. Lei si accovacciò per carezzarlo e consolarlo: guarda che a tutti gli scappa molle qualche volta, non devi mica vergognarti povero bassottino mio che sei bello bellissimo anzi molto bellissimo come tutti i cani, meno quelli di Ginotta che non lo sono per niente, i cani sono creature amabili, riuscite proprio bene nel pasticciaccio della creazione. Perché devi sapere Pottolino mio che Lui – Dio Javeh Allah Prajapati o Comesichiama – non aveva mica in mente un disegno preciso o un bel progetto strutturato quando si è messo in moto a giocare con materia ed energia a mescolare manciate di questo e di quello, così, per vedere l’effetto che fa. Perché se no, se ci avesse studiato prima, mica avrebbe creato la zanzara che ti passa la filariosi, le pulci e le zecche che ti danno la grattarola e le infezioni e poi le cimici gli acari i pidocchi … Anche i coccodrilli e i cobra e i boa ce li avrebbe risparmiati, se solo ci ci avesse studiato su. Coi dinosauri ha rimediato dopo, tirandoci un bel frego sopra, ma non ha avuto la coerenza di fare altrettanto con quasi tutto il resto. Che po anche coi mammiferi è stato abbastanza sbadato o se preferisci imprevidente o forse ha sbagliato perché era la prima volta, forse è stato proprio il lapsus del demiurgo maldestro degli gnostici, ma dimmi tu che senso ha regalare un bel musetto alla leprotto per poi farlo maciullare dalla volpe che è bellissima anche lei, o sfinirsi per disegnare la muscolatura del cervo e poi precipitarlo nelle ganasce del leone. O dell’uomo. Salsicciotto mio, è tuta un’assurda insensatezza, anche se naturalisti ecologi e teologi sbrodolano elogi all’economia del sistema o alla perfezione del creato e ti contrabbandano l’infame catena alimentare come una mirabile strategia della natura. Mirabile un cazzo, credi a me. Il bassotto le credeva, forse con qualche riserva data la sospettosa indole bassottesca, e per dimostrarglielo cominciò a leccarle mani collo e faccia, mentre lei lo lasciava fare senza preoccupazioni igieniche, perché contro la tosxoplasmosi doveva essersi autovaccinata da un bel pezzo."

Infine, Margherita Oggero fa sfoggio del proprio sapere incastrando citazioni, nomi e termini sconosciuti qua e là. Tutto ciò, letto di seguito e per quasi duecento pagine, ha un effetto destabilizzante e travolgente. Il rischio è quello di un’emicrania ma, non so se ciò dipenda dalla mia spassionato adorazione nei confronti dell’autrice, a me è piaciuto.

Passando sii personaggi (finalmente!) sono tutti perfettamente affilati, probabilmente perché si tratta comunque di un romanzo giallo e una buona caratterizzazione è fondamentale per la risoluzione del mistero. Lo stile indiretto libero ci trascina nella centrifuga che è la mente di Camilla, brillante nell’accostare gli indizi, furba, passionale, forse un po’ più svampita di quella che stasera alle 21,25 vedrò su Rai 1 (repliche, sigh). Anche Renzo si discosta vagamente dal suo alter ego in pixel – quello letterario è un po’ più diretto, ma conserva sempre la tipica battuta pungente -, mentre Gaetano è semplicemente Gaetano e si meriterebbe un articolo tutto suo condito da foto di Paolo Conticini – magari a petto nudo, *coff coff*. Livietta è una bambina sveglia, schietta e che contribuisce ad alleggerire il tono del racconto e a creare e situazioni divertenti. Ci sono rimasta un po’ male quand’ho sciopero che Potti è un bassotto, mentre nella serie TV no, ma ciò non ha diminuito la mia stima nei suoi confronti.

Per quello che riguarda i due colori predominanti:

– Giallo: non sono un’esperte di questo genere e non ho nemmeno mai letto Camilleri (al massimo ho seguito qualche stagione di Detective Conan), ma personalmente trovo che sia stato sviluppato opportunamente. Fa da sfondo a tutta la vicenda, è la molla molla che spinge i personaggi a interagire, non è un caso semplice ma nemmeno troppo difficile, i colpi di scena ci sono e sono ben disseminati, magari alla fine non tutto è proprio chiaro (per esempio, io non ho ben capito cosa c’entrasse la questione del tatuaggio) ma bisogna riconoscere che come risultato è più che buono.

– Rosa: C’è e non c’è, va e viene eppure rimane un pilastro della trama sia per quello riguarda il delitto che per il triangolo Camilla- Renzo – Gaetano, Se si tratta di un pilastro che cade o no e se cade dove cade, non ve lo dirò.

In conclusione, appena tornerò in libreria mi ordinerò gli altri quattro e né voi né la Oggero vi liberate facilmente di me.
20 reviews
November 14, 2017
Noir medio borghese che ironizza su vizi e virtù della media borghesia cittadina. Mi è piaciuto lo stile di scrittura in cui il pensiero viene riportato esattamente come fluirebbe nel cervello, facendo un uso particolare della punteggiatura. Cosa che a volte può renderne difficoltosa la lettura nel momento in cui si cerca di mettere mentalmente una virgola al posto giusto e si perde il senso di quanto scritto precedentemente. Comunque un romanzo che, anche se non all'altezza, può essere messo accanto a quelli della Ditta Fruttero & Lucentini
Profile Image for Katiuscia.
552 reviews8 followers
January 12, 2023
Nella scuola dove insegna la protagonista arriva una nuova collega: bionda, bella, affascinante, tanto da attirare l'attenzione di tutti. Un giorno, però, scompare nel nulla: il suo corpo verrà ritrovato alcuni giorni dopo. Chi l'ha uccisa? Perchè?

Romanzo da cui hanno anche tratto un film con Luciana Littizzetto, ammetto che, sebbene la storia fosse interessante, lo stile mi ha lasciata veramente perplessa. Ci sono dei salti di utilizzo delle persone (dalla prima alla terza) che ho fatto fatica a comprendere o delle frasi scritte senza punteggiatura che non riuscivo ad interpretare nel modo corretto. Vero che lo stile vorrebbe riprendere il "reale" modo di pensare delle persone, ma trovarselo nero su bianco mette (almeno a me) un po' in difficoltà.
Profile Image for Giovanna.
24 reviews
April 2, 2023
Bello! Mai banale né tanto meno noioso.
Stimolante dal punto di vista intellettuale.
14 reviews
August 4, 2024
Ho letto il libro per scuola, e devo dire che non mi è piaciuto molto, storia molto noiosa e per essere un giallo privo di colpi di scena.
Profile Image for Alessandro Giuliani.
349 reviews1 follower
November 16, 2024
Libro delizioso, scritto molto bene, divertente e ironico, un giallo molto tranquillo, senza pathos né colpi di scena, che si fa molto apprezzare.
Poche ore per la lettura, ma molto ben spese!
6 reviews
August 14, 2025
lettura leggera e abbastanza scorrevole, ricca di dettagli e alcune descrizioni.
Il caso in sè non è troppo intrigante, ma la scrittura della scrittura colpisce
Profile Image for Silvano.
195 reviews1 follower
January 24, 2021
Molto divertente, è un libro a tema “soluzione caso di omicidio” ma vi ho trovato molti punti veramente divertenti. Il pezzo della dottoressa delle visite d’ufficio scolastiche è da antologia dell’umorismo, al pari di pezzi di Fantozzi e via discorrendo. È chiaro che l’autrice viene dall’insegnamento, quella è vita vissuta!
Profile Image for Lupurk.
1,106 reviews34 followers
March 20, 2017
Lo stile della Oggero (almeno in questo libro, non so se scriva sempre così) all'inizio è un po' straniante: il continuo passaggio da prima a terza persona, il flusso di coscienza di tanto in tanto, elenchi senza virgole...insomma, ci si mette un attimo per entrare nel mood giusto, ma poi fila che è un piacere. La figura del commissario poi non è niente male (sarà che avevo in mente Marcorè, ma una cotta me la sono presa anch'io!). Lettura piacevole, sia per la parte investigativa sia, soprattutto, per l'atmosfera torinese, che per me è quasi casa :)
Profile Image for Rosa.
158 reviews1 follower
February 24, 2021
Este es un libro que llevaba mucho tiempo en mi biblioteca y que la verdad, ni recordaba que tenía, pero he de reconocer que me ha gustado bastante, es un libro entretenido y que se lee muy rápido, es el primero de una serie de libros sobre una profesora que acaba "investigando" diversos casos, en este primer libro se nos presentan los personajes mientras intentan descubrir como se llevó a cabo un asesinato, como ya he dicho es muy entretenido y los personajes son muy carismáticos, no descarto leer más libros de esta saga.
Profile Image for Greta 哥珍珠.
113 reviews6 followers
March 6, 2014
Inizialmente pensavo di abbandonare la lettura di questo libro a causa del flusso di coscienza utilizzato dall’autrice, per me di difficile comprensione. Più procedevo con la storia, però, più ho adorato la protagonista: una donna di 40 anni che si destreggia tra la sua vita familiare (le faccende domestiche, portare fuori il cane, aiutare la figlia nei compiti e sopportare le lamentele del marito in fatto di cibo), scolastica (correzione di verifiche e spiegazioni di autori che i ragazzi non amano) e la sua curiosità per il caso di omicidio. La donna si improvvisa quindi detective e aiuta il commissario a risolvere il caso, perlopiù fornendo informazioni che ha reperito da amiche.
Grazie al flusso di coscienza il lettore è catapultato dentro la mente confusa, disordinata e ironica della donna e si immedesima completamente con lei.

Citazioni:
1. L’ora – recitano i dizionari – è l’unità di tempo pari alla ventiquattresima parte del giorno solare medio, uguale a 60 minuti primi e a 3600 secondi, ma in molte scuole la definizione non vale e ogni anno si ricomincia a discutere su quanto debba durare un’ora, pesare un chilo e essere lungo un metro.
2. Non ci si conosce mai abbastanza e l’imbecillità, anche la propria, è davvero sorprendente.
3. È facile essere fedeli se non si hanno tentazioni, se gli altri uomini non interessano come maschi. “Non ci indurre in tentazione”, recita il Padre Nostro ed è una richiesta assennata: non metterci alla prova, lasciaci nel nostro bozzolo, al riparo da forme, voci, colori, odori, idee che potrebbero farci desiderare ciò che non abbiamo o essere ciò che non siamo. Ma la tentazione è anche uno stimolo per uscire da torpori paralizzanti e abitudini, è una spinta a guardare oltre, a mettersi in discussione.
Profile Image for Temperamente.
148 reviews
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May 16, 2011
Cosa ci può essere di peggio, per una professoressa di lettere simpatica, moderatamente giovane, brillante e arguta, con un marito, una figlia piccola e chiacchierona e un bassotto, una madre noiosa e una latente tendenza alla depressione e al malumore, che ritrovarsi, il terzo giorno di scuola, già stanca e scocciata, ad ascoltare sgomenta una collega bella ricca & nobile, che esibisce un tatuaggio multicolore e si lamenta dell’esistenza degli animali domestici? Forse essere chiamata da una cara amica in lacrime perché il suo cane è stato avvelenato? E cosa può sorprenderla di più, se non scoprire che la collega tatuata abitava proprio nei paraggi? A volte saltare alle conclusioni è semplicistico e riduttivo, ma terribilmente umano; e mentre le due amiche masticano amarezza, l’antipatica nemica-dei-pet misteriosamente viene trovata uccisa. Panico, sorpresa, pena e curiosità: un mix di sentimenti sgradevoli per la “profia”, che si ritrova invischiata in una storia nebulosa e poco comprensibile. A complicare la situazione, e a rischiare di far traballare un ménage già affaticato, si inserisce un poliziotto affascinante e sicuro di sé, che la copre di domande, attenzioni, gesti galanti e sospetti. Bugie, paure, reticenze, parole non dette, indizi non rivelati: individuare l’assassino non sarà facile.

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Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
March 13, 2020
Un esordio fulminante, molto alla Fruttero & Lucentini, molto torinese-come-ci-si-immagina-che-siano-i-torinesi, peccato che il cinema e la tv ci abbiano subito messo le zampe sopra (senza offesa per la Littizzetto e la Pivetti che sono simpaticissime, è lo sfruttamento commerciale del libro che dà fastidio).
Profile Image for Imogen Herrad.
Author 2 books4 followers
March 20, 2011
Ganz großartig: schwungvoll geschrieben, mit einer glaubhaften und hochgradig sympathischen Protagonistin. In ihr vollgestopftes Leben (die ebenso nervige wie surrealistische Lehrtätigkeit, Mann, Dackel, Kind, Mutter, beste Freundin) zwängt sich die Krimihandlung als ein weiteres Element hinein; geölt, sozusagen, durch das Auftauchen des ermittelnden Commissario mit hübschem Gesicht, ironischem Blick und galanten Gesten.
Der Gewissenskonflikt, in den sie durch das mehr als berufliche Interesse des hübschen Kommissars an ihrer Person stürzt ist glaubhaft ud realistisch dargestellt und bereichert die Handlung um noch eine wetere Facette.
Die Lösung des Mordes passiert relativ holterdipolter und entspricht nicht der feinen englischen Art - dh. der Leser (wesentlich wahrscheinlicher: die Leserin) kann nicht miträtseln, aber das macht eigentich gar nichts. Ein hochvergnügliches Lesevergnügen. Den nächsten hole ich mir auch.
Profile Image for Simonetta.
239 reviews15 followers
June 25, 2012
Molto carino, ironico e scorrevole. Spero però che l'autrice non me ne voglia, semmai dovesse leggere questo commento, se dico che per tutto il tempo ho avuto l'impressione che lo avesse scritto Luciana Littizzetto. Non so, forse mi sono fatta condizionare dal fatto che ha interpretato la profia nel film "Se devo essere sincera", di Davide Ferrario, liberamente ispirato al libro e interpretato anche da Neri Marcoré (una coppia che non si può perdere). Comunque, la protagonista sembra lei. Il modo di pensare è il suo. Giurerei che la Oggero abbia costruito un personaggio ispirandosi alla Litti (che tra l'altro faceva la profia anche lei prima di diventare famosa). Ma credo sia soltanto una mia visionaria teoria.
Profile Image for Soobie is expired.
7,183 reviews135 followers
September 18, 2016
DNF a pag. 26 di 255.

Ho scoperto questo libro grazie a Serena!, che ne aveva scritto una recensione strepitosa. Ho fatto richiesta di prestito inter-bibliotecario ed eccomi qua.

Son riuscita a leggere 26 pagine. Poi ho detto basta. Io e il flusso di coscienza non andiamo granché d'accordo. Poi, c'è una punteggiatura assurda - sempre per via del flusso di coscienza - e una voce narrante che mi sta enormemente sulle scatole. Davvero, dei suoi pensieri non m'importa nulla. E neanche del libro a questo punto.

Dov'è la Camilla interpretata da Veronica Pivetti? SIGH! Dev'essere uno dei casi in cui guardare il film prima di leggere il libro rovina la lettura.

Restituito in biblio senza rimpianti.
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