Tra i miei libri, L’inglese è quello che ha mostrato più intraprendenza” scrive Beppe Severgnini. “I lettori ne hanno fatto ciò che hanno un pamphlet sulla lingua del mondo, un gioco, una provocazione, un testo scolastico, un divertimento per quelli che l’inglese lo sapevano, una speranza per quanti volevano impararlo.” Questa vitalità ha convinto l’autore che occorreva un aggiornamento. L’inglese infatti cambia in fretta, e la gioiosa manomissione degli italiani tiene il passo. Pensate al linguaggio di Internet, o alle semplificazioni dell’inglese d’America. Ecco, quindi, queste nuove Lezioni semiserie. Troverete esercizi, cacce all’errore, indovinelli, giochi con i phrasal verbs, analisi di opuscoli surreali, valutazione di follie idiomatiche al limite del virtuosismo. Buono studio. buon divertimento.
Una lettura facile alla portata di tutti, che in maniera ironica (e spesso autoironica) riesce a mettere in luce tutti gli errori più frequenti che gli italiani (e non solo) commettono quando vogliono esprimersi in lingua inglese. Ottimo per chi vuole rispolverare questa lingua, con molte pagine dedicate a spiegazioni di grammatica (sempre con uno stile molto leggero e giocoso), che però possono risultare noiose a chi già conosce la lingua discretamente. Possono però essere saltate senza alcun problema, per concentrarsi sulle parti più "narrative" del libro. È un libro di un po' d'anni fa, pertanto alcune informazioni (per esempio, in alcune pagine sono presenti acronimi tecnici) sono obsolete, ma questo non è di certo un manuale da dove ricavare elevate conoscenze scientifiche (basti leggere il titolo del libro). A mio parere, un libro da leggere in estate sotto all'ombrellone in riva al mare, nella calma più totale.
Quattro e non cinque stelle solo perché gli aggiornamenti dovrebbero essere uno all’anno, per questo prontuario delizioso che in edizione originale fa data 1992: istruttivo e a tratti esilarante, è infatti l’antitesi della soporifera, asettica grammatica pronta a snocciolarci tutte le regole della lingua...e a renderci gli italiani-medi che conoscono (sulla carta) i quattro tipi di periodi ipotetici, ma non le parole-base pentola, fornello, ciabatta e via discorrendo;)
[versione audiolibro] Per ragioni varie mai avrei letto il libro ma quando se è capitata l'occasione ho ascoltato la nuova versione audiolibro. Una scelta che rifarei perché mentre il testo avrebbe potuto farmi assopire o saltare decine di pagine alla volta (l'elenco dei verbi modali e il loro utilizzo), la versione audio aveva il plus della pronuncia di tutto ciò che è inglese della brava Rizzi. Come lo stesso autore sottolinea più volte questo non è né può essere un manuale ma una passeggiata per chi l'inglese già lo mastica a sufficienza. In effetti ho trovato molte informazioni utili soprattutto nella parte gergale (io più abituato all'americano) e in alcuni approfondimenti che vale la pena tenere a mente. Per il resto ho trovato il libro simpatico (a volte soporifero) nella parte "educational" cioè nei fraintendimenti più comuni (dai false friends, traduzioni letterali e la parte di slang) che è sempre bene ricordare. In molti punti mi sono fatto sonore risate il che è sempre un punto a favore di un libro.
È un libro simpatico nell'insieme, ma per lo più rivolto a chi non conosce bene l'inglese, pertanto tutta la prima metà del libro e buona parte della seconda mi hanno annoiata. Più interessanti invece i capitoli finali (phrasal verbs, idioms and slang).