Utilizzando tutte le informazioni rese disponibili dalla lettura del patrimonio genetico, affiancate dai dati acquisiti da scienze come l'archeologia, l'antropologia, la storia, la demografia e la statistica, lo scienziato Luca Cavalli-Sforza, coadiuvato dal figlio Francesco, ricostruisce in questo libro le origini della razza umana e le cause delle diversità tra le varie popolazioni. Integrando la propria straordinaria esperienza di genetista con i risultati di ricerche paleontologiche e linguistiche, lo studioso, alla luce delle ultime illuminanti scoperte, ridisegna le mappe dei vari gruppi etnici, analizzandone la provenienza e lo sviluppo nell'arco di oltre centomila anni di storia. Risultato di questa notevolissima impresa di divulgazione è un'analisi lucida e puntuale che affronta con serenità paure ancestrali e fa piazza pulita di preconcetti, tabù e strumentalizzazioni che nel corso dei secoli hanno portato all'elaborazione di teorie razzistiche.
¿Quiénes somos? Historia de la diversidad humana, libro escrito por Luca y Francesco Cavallini-Sforza. Denso y con muchos temas de interés tratados en pocos párrafos, como la Evolución, inteligencia, desarrollo del lenguaje, racismo, diversidad humana, etc. Por lo cual no admite distracciones, pues pasa de un problema complicado a otro más difícil. Empieza con las descripción de la vida de los pigmeos, como ejemplo de vida antigua. Personas de un metro veinte centímetros de estatura con hábitos primitivos de sobrevivencia. Ejemplo, posiblemente, de como vivían los primeros sapiens. Continua con un repaso del árbol evolutivo del homo sapiens para continuar con una explicación de la teoría de la Evolución. Publicado hace veinte años, su temas e información no desilusionan, pues hace un recuento de la Evolución biológica y cultural de la humanidad, tratando de contestar la pregunta planteada en el título del libro, aunque al final del libro, se mete en temas, como la inteligencia que solo trata someramente.
"Non ci sono differenze genetiche quantificabili tra gli aborigeni australiani e i caucasici"
Questa è la tesi -supportata da evidenze solidissime- del saggio di Luca e Francesco Cavalli Sforza. Gli autori decostruiscono il razzismo ideologico, che afferma l'esistenza di razze "superiori" e "inferiori", basandosi sulla pseudo-osservazione che alcuni popoli hanno raggiunto un livello di civilizzazione superiore.
Fa il paio con "Armi, acciaio e malattie" di Jared Diamond, che spiega perché alcune popolazioni abbiano raggiunto stadi di civilizzazione superiori rispetto ad altre in meno tempo.
lettura sospesa per Craveri, che ha la priorità dato che lo devo restituire in biblioteca :) edit: dopo una partenza in sordina, piuttosto lenta (o forse scontata, almeno per me), diventa un testo decisamente interessante grazie all'evidente multidisciplinarietà. Sono infatti riportati risultati di genetica, glottologia, etnografia, e chi più ne ha più ne metta. Peccato sul finale l'eccessiva fiducia dell'Autore nell'accettazione degli OGM, che ad oggi, 17 anni dopo, sono ancora incredibilmente confinati alla sola alimentazione animale, almeno in Europa. Testo interessante.
¡Vaya! tenía mucho tiempo que no leía un libro que me atrapará tanto, un ensayo de divulgación científica plagado de ejemplos y explicaciones técnicas sobre la evolución humana, genética (molecular y convencional), estadística, antropología y lingüística, que pueden ser un poco áridas para personas que no están familiarizadas con estos conceptos relacionados a estás disciplinas (de hecho el autor lo reconoce en algunos capítulos) pero en el que se hace un esfuerzo por tratar de explicarlo de una forma sencilla entendible por todos.
En el centro del libro se trata la cuestión de la evolución y propagación de la especie humana en los últimos 150,000 años. Desde la aparición de la especie humana, sus migraciones hasta la aparición de los primeros pueblos y culturas contrastando datos biológicos (marcadores genéticos y caracteres anatómicos y fisiológicos) con datos antropológicos (familias lingüísticas, herramientas fabricadas por el hombre y costumbres). Menciona los estudios realizados y muestra los resultados obtenidos de una forma que a mí parecer es clara y amena (nota: soy biólogo de formación así que la terminología me resulta familiar). Pero dentro de todo esto se encuentra una narración acerca del desarrollo de la disciplina en cuestión (genética de poblaciones en la especie humana) y las experiencias del autor mientras realiza sus estudios, como por ejemplo el tiempo que pasó en la selva centroafricana con los primeros y sus tradiciones, dando a este libro un aire de familiaridad.
Este libro al parecer fue publicado hace más de 30 años (leí la versión en español, traducida en el 2010) por lo cual me temo que varios de los datos se encuentren desactualizados (pero no del todo incorrectos). pero lo que resulta increíblemente actual es la reflexión sobre el racismo y la xenofobia que maneja el autor. Tanto hoy en día, como hace 30 años (e incluso tiempo antes y me temo que tiempo después) la absurda idea del racismo en los seres humanos persiste. No existen razas en los seres humanos y las diferencias morfológicas que observamos son de carácter superficial, producto de la interacción de las personas con el ambiente. En el fondo todos somos iguales y compartimos una historia matizada por la cultura a la que pertenecemos y las idiosincrasias en las que nos desenvolvemos como personas.
Cuenta con referencias bibliográficas, y un índice analítico, que para libros de este tipo se agradece bastante. Tiene un sustento técnico sólido pero se lee como un libro de divulgación científica, ideal para que quieras empezar a introducirste al tema. Lo conseguí en una feria de libros de segunda mano, por lo que no se si tenga existencia en librerías, pero a mí parecer es un libro fascinante y escrito de una manera que transmite una calidez muy humana. Totalmente recomendable.
Luca Cavalli-Sforza è un genetista genovese di calibro mondiale che si occupa, tra le varie cose, del progetto internazionale di studio della Diversità genomica umana dal 1991. Nel libro "Chi siamo – La storia della diversità umana" l'autore, insieme al fratello Francesco, traccia una panoramica abbastanza completa (grazie anche alle illustrazioni di Laura Arienti) sull'origine dell'attuale distribuzione e diversificazione planetaria umana, a partire da quando i primi Homo sapiens abbandonarono l'Africa per raggiungere gli altri continenti. La scienza più accreditata per questo tipo di ricostruzione storica è senza dubbio la genetica, per questo alcuni capitoli presentano spiegazioni tecniche che però dovrebbero essere comprensibili a chi ha una buona base di biologia scolastica. Sebbene la genetica svolga un ruolo predominante nella ricostruzione dell'abero genealogico umano e delle tappe della sua distribuzione globale, con l'umiltà tipica di un grande scienziato Luca Cavalli-Sforza ammette che per eseguire uno studio così complicato ha dovuto collaborare con altre discipline scientifiche, come la statistica, e umanistiche come la storia, l'antropologia, la geografia umana, la linguistica (considerata anche da Darwin come parallela all'evoluzione biologica dell'uomo), lo studio dell'origine dei cognomi e via discorrendo. Il saggio si conclude con una considerazione che stupisce gli idioti: la superiorità intellettiva di un popolo su un altro, vale a dire qualsiasi teoria di razzismo a partire da quella più recente di hitleriana memoria, è scientificamente infondata. I trogloditi che ancora praticano il razzismo giungono alla deprimente conclusione che se due popoli sono fisicamente diversi, con naso occhi bocca e pelle differenti, a tali differenze corrisponderebbe una differenza interna a partire dalle capacità cerebrali. Ma le caratteristiche fisiche esterne sono soltanto un banale adattamento all'ambiente, a fattori come la temperatura e l'esposizione ai raggi solari. L'intelligenza e il livello di coscienza non sono caratteristiche generalizzabili a questa o quella razza e tanto meno sono scientificamente misurabili, lo stesso test del QI esteso su scala nazionale è altamente approssimativo e dipende dalla qualità della vita e dal livello di istruzione. Inutile aggiungere che anche la definizione di razza sta difficilmente in piedi. Non esistono popolazioni "pure", ognuna è il frutto di innumerevoli incroci avvenuti nel corso di millenni tra un'infinità di popolazioni differenti, e spostandoci geograficamente da una nazione ad un'altra le caratteristiche fisiche non presentano un cambiamento netto ma una variazione graduale e non misurabile. Anche nell'improbabile eventualità che si creasse una razza pura in seguito a dispendiose e velleitarie operazioni di eugenetica volte a selezionare alcuni geni rispetto ad altri, la stessa natura instabile del DNA (che poi è quella che ha permesso alla specie umana di sopravvivere fino ad oggi) porterebbe il pool genico di quella popolazione a uscire dalle righe tracciate verso una ritrovata e naturale diversità, per non parlare della suscettibilità di una simile popolazione a nuove malattie (genetiche e non) o a cambiamenti ambientali che rischierebbero seriamente di portarla all'estinzione. Nella sua vita, Luca Cavalli-Sforza (classe 1922) ha incontrato spesso i famosi pigmei africani ed è rimasto sorpreso dalla loro intelligenza, cultura e umanità. I pigmei vivono senza computer e ignorano qualsiasi tecnologia moderna, non perché siano più stupidi ma semplicemente perché hanno uno stile di vita con il quale stanno bene e sono felici. L'autore è rimasto scioccato dalle tecniche di caccia raffinatissime e da come essi conoscano a fondo una grande varietà di foglie, radici e frutti per cui non sempre i botanici occidentali hanno un nome; inoltre hanno compiuto grandi scoperte sul comportamento degli animali per le quali neanche National Geographic saprebbe fare di meglio. A detta dell'autore sono anche incredibilmente gentili, dignitosi e molto sensibili. Questo ed altri esempi mostrati nel libro (e non solo) sono a dimostrazione che non sia il Pil di una nazione a decretare la superiorità innata di un popolo su un altro, né il fatto che una qualsivoglia nazione sia stata la più potente e florida in un determinato periodo della storia. Ad esempio in Europa possono vantare periodi di grandezza la Francia, la Spagna, la Germania, l'Italia con l'impero romano e chi più ne ha più ne metta, e ognuno di questi popoli ha avuto i suoi periodi di dominio e splendore seguiti da un inevitabile declino; nessuno può dunque vantare alcuna superiorità assoluta rispetto a un altro popolo nemmeno facendo appello alla storia.
Forse invece di Se questo è un uomo di Primo Levi o Diario di Anna Frank dovremmo far leggere questo libro nelle scuole, affinché sia ben chiaro a tutti che il razzismo non solo è scellerato, ma è anche stupido.
L'autore intraprende un lungo viaggio attraverso la spazio e il tempo per dimostrarlo. Inizia dai cacciatori e raccoglitori dei nostri tempi per raccontarci di quando tutta l'umanità aveva quello stile di vita.
Poi ci conduce lungo tutta l'evoluzione dell'essere umano, il suo diventare agricoltore per necessità, il suo aumento demografico, il bisogno di spostarsi e stabilirsi in nuove terre. Cavalli-Sforza ci mostra (e dimostra) come tutte le differenze che possiamo percepire con i nostri sensi (colori e forme diverse tra esseri umani) sono tutti frutto della nostra straordinaria capacità di adattarci a ambienti diversi. E dovremmo eliminare alcuni portatori di queste particolarità che mostrano la straordinarietà dell'essere umano?
Anche perché la scoperta del DNA ha inequivocabilmente dimostrato che i nostri mattoni biologici sono gli stessi per tutti gli esseri umani della Terra. Anzi, sono andati oltre. Si è chiesto: ha senso il razzismo? La supremazia di una “razza” sulle altre? La risposta è no, senza ombra di dubbio. Innanzi tutto, non esiste una “razza pura”: siamo tutti così incrociati tra di noi che nessuno può essere definito “puro” da un punto di vista genetico. E se anche qualche pazzo squilibrato si mettesse a incrociare esseri umani per raggiungere la “purezza” (come si fa con gli animali), otterrebbe individui sterili. Sai che bel risultato...
Quindi il razzismo non ha alcun senso e da esseri intelligenti dovremmo riconoscerlo per quello che è: paura, invidia, ignoranza, che non si combattono con la pigrizia o il non voler vedere, ma con la ricerca di soluzioni intelligenti che massimizzino il benessere di tutti. Come dice Cavalli-Sforza, non è necessario rendere l'uomo più buono e altruista di quello che è (un programma che sembra non avere speranze) per migliorare una situazione difficile. Basta cercare soluzioni intelligenti.
Il grande genetista ripercorre in parallelo la propria carriera e la storia recente delle scoperte sulla diversità umana. Un testo consigliato a chi, da completo profano, vuole cominciare a conoscere questa branca della scienza: chi già frequenta, anche da non specialista, questi lidi, forse leggerà più rapidamente molte parti alla ricerca di altre più dettagliate e foriere di spunti di approfondimento.