Uno studio rigoroso e acuto – i cui risultati furono apprezzati anche da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – oggi completamente rivisto e aggiornato fino ai nostri giorni. Uno strumento indispensabile per comprendere la natura di Cosa Nostra, per fare luce sui torbidi rapporti, sempre in bilico tra collusione e aperto conflitto, fra lo Stato e questo enorme potere criminale, per ricordare gli eroi, i vincitori e gli sconfitti di una g uerra infinita. Un’opera enciclopedica che mette a sistema, senza censure né retorica, i fatti che hanno segnato la storia della mafia; una fotografia fedele della sua evoluzione, priva dell’alone folcloristico che solitamente offusca le cronache criminali; il punto d’arrivo e allo stesso tempo la premessa di una riflessione sul futuro di Cosa Nostra. E del nostro Paese.
Saverio Lodato è di padre siciliano (di Canicattì) e di madre milanese. I genitori, dipendenti statali, furono sottoposti a trasferimenti continui per essere simpatizzanti del PCI; così Lodato, prima di trasferirsi a Palermo ad otto anni, ha abitato a Reggio Emilia, Modena, Pisa e Livorno[1].
Laureato in Filosofia, ha iniziato a scrivere nel 1979 sul quotidiano L'Ora. Dal 1980 scrive su L'Unità come corrispondente da Palermo[2]. Fu arrestato nel 1988 insieme al collega Attilio Bolzoni di Repubblica per aver pubblicato le rivelazioni del pentito Antonino Calderone, violando il segreto istruttorio[3]. Furono entrambi assolti nel 1991 dall'accusa di peculato e amnistiati per quella di rivelazioni del segreto istruttorio [4].
Nei suoi articoli e nei suoi saggi, Lodato affronta e sviluppa i temi e le connessioni della politica italiana, con particolare attenzione alla mafia. In proposito è autore di una cronaca del fenomeno mafioso, continuamente aggiornata; l'ultima edizione (Quarant'anni di mafia) è stata pubblicata nel 2012.
In altre opere ha incontrato i protagonisti della lotta alla mafia (i Pubblici ministeri Piero Grasso e Roberto Scarpinato) e i pentiti Tommaso Buscetta e Giovanni Brusca.
A dicembre 2012 ha aderito al manifesto del comitato promotore “Io ci sto”, il cui primo firmatario è il magistrato Antonio Ingroia, quale candidato premier del movimento Rivoluzione civile.
Questo libro è stato giustamente definito "la Bibbia dell'antimafia". La prima edizione risale al 1990 ed era intitolata Dieci anni di mafia. La guerra che lo Stato non ha saputo vincere e Falcone stesso aveva presentato il libro insieme a Lodato a Roma. Dopo appena due anni Lodato aveva sentito la necessità di aggiornare il libro per raccontare delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Due anni dopo ancora, nel '94, è uscita un'altra edizione, questa volta per riportare la cattura di Riina e le stragi di Roma, Firenze e Milano. E così, dopo varie edizioni, si arriva a quella di oggi che risale al 2012 con il sottotitolo Storia di una guerra infinita, e l'aggettivo "infinita" ci sta a pennello.
Il libro è diviso in due parti. Nella prima (fino a pagina 523) sono narrati gli eventi più importanti della lotta alla mafia, dalle indagini di Boris Giuliano sullo spaccio di droga nel 79 alla scoperta della trattativa stato-mafia. La seconda parte è una raccolta di articoli e interviste che Lodato ha scritto e pubblicato per l'Unità. Ho apprezzato davvero tanto quest'ultima parte, alcuni articoli sono stati davvero interessanti da leggere, andando a memoria posso citare quello in cui viene raccontato del riappacificamento tra Sciascia e Borsellino dopo il controverso articolo I professionisti dell'antimafia dello scrittore siciliano e un'intervista a una dottoressa che lavora per la polizia scientifica italiana, assurdo come sentir parlare di impronte può essere interessante se a spiegare è una specialista in materia. Devo dire che sulla prima parte mi sarei aspettata un approfondimento maggiore per quanto riguarda le vicende giudiziarie, ma spero che sarà colmato nel prossimi anni con una nuova edizione. Ci sta ancora molto da dire, proprio negli ultimi giorni si sta parlando dell'ergastolo ostativo definito incostituzionale e la scarcerazione di Brusca ha sollevato del malcontento per la legge sui collaboratori di giustizia. Ho letto gli articoli dell'autore su Antimafia Duemila e non posso che condividere la sua opinione.