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Storia del jazz. Una prospettiva globale

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Questo testo è la più ricca e completa storia del jazz mai pubblicata in italiano. Le vicende musicali vi sono narrate nell’abbraccio fra Stati Uniti ed Europa, America Latina e India, Giappone e Russia, gettando luce sulle complesse relazioni culturali e artistiche dell’espansione musicale afroamericana tra il xvi e il xxi secolo. E la musica è vista anche nelle sue connessioni con gli stili di danza, i diversi ambienti (club, sale da ballo, teatri), le condizioni professionali (il ruolo di produttori e manager, le regole del music business) e i movimenti politici, in un’indagine globale e profonda. Soprattutto, centinaia di capolavori del jazz vengono offerti alla comprensione del lettore sulla base di robuste fondamenta musicologiche, con una prosa rilassata e avvincente.
Emerge una prospettiva polistilistica, che si avvale delle metodologie più avanzate; una visione inedita che include le relazioni fra individui, i movimenti geografici – le migrazioni intercontinentali come le microdinamiche urbane – e gli intrecci fra generi, senza trascurare i rapporti fra jazz e musica classica, tra improvvisazione e scrittura.
Rovesciando i cliché consueti, l’autore inaugura così un nuovo paradigma narrativo, usando innovativamente rimandi grafici agli ascolti, diagrammi di ausilio all’analisi delle composizioni, illustrazioni e mappe che esaltano il taglio geografico del racconto.
Un’indispensabile integrazione al precedente e pluripremiato volume dello stesso autore, I segreti del jazz: uno dei più apprezzati successi editoriali del settore.

608 pages, Paperback

First published January 1, 2012

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Stefano Zenni

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Profile Image for Franco Vite.
218 reviews16 followers
January 11, 2014
Forse il più bel libro di storia del jazz che abbia mai letto (e a questo punto ne ho letti parecchi).
Che inizia subito benissimo, almeno per i miei gusti, con una partenza tutta all'insegna della "migrazione" come categoria base per capire come si è evoluta la storia dell'uomo.
Migrazione, meticciato, mix, scambio, libertà, tutta una serie di categorie senza le quali non si avrebbe il blues, il jazz, il rock, il reggae, e via discorrendo.
Una storia del jazz che tiene conto della storia: quindi del come una forma d'arte - nel nostro caso la musica - sia direttamente influenzata da quel che le accade attorno.

Come tutte le storie del jazz manca qualcosa che ci fa dire "ah, manca X, bestemmia"; come in tutte le storie del jazz alcuni punti sono "tirati via". Ma per essere l'opera di un uomo solo, tanto di cappello, davvero. Un libro che se vi piace il jazz e vi interessa la storia di questa musica, si può tranquillamente classificare come "imprescindibile".
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