Terzo libro del ciclo di romanzi “Il Lume dei Giusti” scritti da Henri Troyat all’inizio degli anni sessanta del novecento, racconta come le discussioni tra amici e vecchi compagni d’arme delle guerre napoleoniche portino a un movimento politico/militare, detto poi dei decabristi che, approfittando della morte dello Zar Alessandro I, insorgono contro Nicola I, appena divenuto zar, chiedendo aperture democratiche e liberazione dei servi della gleba: l’immediata repressione zarista ha come esito la prigione prima e, dopo il processo a porte chiuse, la condanna e la deportazione in Siberia degli ufficiale e degli intellettuali coinvolti nei disordini di piazza. Qui il protagonista del romanzo, Nicola Ozarev, verrà poi raggiunto dalla moglie che condividerà con lui la difficile vita dei deportati in quelle gelide e inospitali regioni nella speranza di un condono. Romanzo storico ben scritto come i precedenti capitoli e di piacevolissima oltre che istruttiva lettura su un periodo difficile della Russia, all’indomani della sconfitta della Francia napoleonica che seminò dappertutto il seme della libertà dei popoli, e che racconta le vicissitudini personali, familiari, nazionali del popolo russo e della sua intellighenzia qui rese con grande maestria descrittiva da questo scrittore russo naturalizzato francese.