'Ik weet wie je bent, Alessandro Veronesi, ik ken jouw ziel, en ik voorzeg je dat jij je uiterste best zult doen en je ervoor zult inzetten dat je vader niet sterft in een ziekenhuisbed, maar, volgens zijn wens, in zijn eigen bed, in de vertrouwdheid van zijn eigen woning, op de eerste verdieping van het, door hemzelf in 1968 ontworpen, functionalistische herenhuis aan de Via Bruno Buozzi 3 in Prato, waar jij bent opgegroeid.' Sandro Veronesi (1959) staat inmiddels algemeen bekend als een van de grootste Italiaanse schrijvers van zijn generatie. Zijn gestaag groeiende oeuvre bevat onder meer de schitterende romans Kalme chaos (verfilmd met Nanni Moretti), XY en het inmiddels ook verfilmde Nauwelijks geraakt, boeken die ook in Nederland en België bijzonder veel succes hadden. Misplaatste kussen is de eerste verhalenbundel van Veronesi, die zich ook in dit genre een meester betoont. Al zijn verhalen eindigen met een verrassende draai: een zoon die denkt zijn dominante vader eindelijk te hebben verslagen komt bedrogen uit, een doodgemartelde schildpad laat zijn kwelgeesten niet met rust, en een vrouw keert terug naar haar minnaar op grond van een denkbeeldige droom. Een schitterend boek, zowel voor Veronesi's talrijke liefhebbers als voor degenen die hem nog nooit lazen.
Sandro Veronesi, born in Florence, Tuscany in 1959, is an Italian novelist, essayist, and journalist. After earning a degree in architecture at the University of Florence, he opted for a writing career in his mid to late twenties. Veronesi published his first book at the age of 25, a collection of poetry (Il resto del cielo, 1984) that has remained his only venture into verse writing. What has followed since includes five novels, three books of essays, one theatrical piece, numerous introductions to novels and collections of essays, interviews, screenplay, and television programs.
Sandro Veronesi ha la capacità di cogliere le piccole cose, le azioni e gli oggetti più ordinari e farli diventare qualcosa di grande e sfuggente. Riesce a mettere in moto una forza narrativa a cui non resta che abbandonarsi I “Baci scagliati altrove“ sono traiettorie, frammenti del mistero della vita all’apparenza prive di visione d’insieme e di controllo eppure così perfette nell’accompagnare le esistenze di persone comuni che cercano di dare un senso a ciò che fanno e di rispondere a domande irrisolte.
La storia più cruda ineguagliabile e autobiografica è Profezia, uno dei più bei tributi che un figlio possa dedicare al padre: un racconto caotico in seconda persona , scritto al futuro ( un futuro già scritto, da qui il senso di "profezia") nello sforzo di recuperare l'essenza del rapporto, tra senso di vuoto e sofferenza. “ti dico che ti adopererai e ti industrierai affinché tuo padre non muoia in un letto d’ospedale“ Veronesi va, in poche parole, all'essenza delle cose e raggiunge la perfezione nelle sue storie.
Nei quattordici racconti, la vita con le sue contraddizioni e i suoi contrasti, è una montagna da scalare al ritmo irregolare del destino
AVEVO DICIOTT'ANNI,ERA SETTEMBRE. La prospettiva di andare a Viareggio e passare il pomeriggio a casa della mia ragazza mi arrapava appassionatamente,e prima ancora di partire ce l'avevo gia' duro. La mamma mi diede cinquantamila lire,mi disse qualcosa riguardo alle sospensioni della 127,si raccomandò che andassi piano,ma io non l'ascoltavo. Con i miei pensieri ero già arrivato a destinazione e stavo già facendo l'amore con Elena; trafficavo,palpavo,esploravo, mentre lei, meravigliosa ,mi lasciava fare. Anche in macchina,mentre raggiungevo l'autostrada,la periferia di fabbriche che mi sfilava sotto gli occhi io non la vedevo. Vedevo solo carne, ciglia,cosce ,capelli e capezzoli , e per poco a una rotonda non tamponai un furgone. Da quando Elena si era messa con me,d'altra parte,quella perpetua tensione concentrata dentro ai pantaloni non era piu' una tortura- al contrario ,mi faceva sentire inviolabile, al sicuro e pareva davvero che non ci fosse nulla da soffrire, nel mondo , se era vero che il mondo conteneva anche Elena e anche i posti ,e i pomeriggi ,in cui io potevo restare solo con lei.
Mi regalarono questo libro molti anni fa, ma, a causa di motivi personali, non riuscii nemmeno a terminare la lettura del primo racconto... Almeno fino ad oggi! Adesso, a distanza di anni, ho deciso di riprenderlo in mano anche solo per non fare un torto a coloro che così gentilmente me lo avevano regalato. Quindi, veniamo a noi e alla mia recensione.
Prima cosa: si tratta di racconti. Apprezzo i racconti (alcuni dei miei preferiti sono, ovviamente =p, quelli di Allan Poe, cui aggiungo un inaspettato Wilde, favolista magnifico e tormentato), ma ritengo che debbano essere collegati da un filo conduttore (amore, odio, horror…).
Parlando di questa raccolta di Veronesi. I racconti sono scritti in prima persona, legati a varie situazioni umane: l'amore, la protezione dei genitori, le amicizie, l'infanzia… Mi manca un po' il filo conduttore che leghi tutti i racconti gli uni agli altri, ma tendenzialmente li potremo raccogliere sotto la categorie 'tormentati e un po' inetti'. Alcuni racconti hanno davvero poco senso; di altri mi è sfuggito il significato recondito. I protagonisti dei vari racconti hanno molti (forse troppi) punti in comune: tormentati, donne belle, uomini ricercati, spesso infelici e buongustai dell'erba. Alcuni pigri; alcuni arrapati; altri irrimediabilmente falliti. Insomma, nessuno di loro spicca rispetto agli altri e spesso reazioni e comportamenti si assomigliano (ma questo potrebbe essere il filo conduttore dei racconti che io non sono riuscita a trovare con certezza).
Quando si tratta di racconti non mi è possibile dare un giudizio sui singoli (anche perché incorrerei in spoiler). In questi casi, quindi, preferisco citare quelli che mi sono piaciuti di più o che mi hanno impressionato particolarmente. Be', qui purtroppo mi trovo nell'imbarazzo di non sapere davvero quale scegliere. E non perché ho troppe meravigliose alterative tra cui decidere: la verità è che non ne ho nessuna. Nessuno dei racconti mi ha impressionata o colpita. Anzi, spesso sono rimasta perplessa, incapace di comprendere il significato o il messaggio insito nel racconto.
Un appunto speciale, però, lo merita Profezia, il primo racconto (quello definito da Antonio D'Orrico: «La cosa più bella della letteratura italiana da molte stagioni»). Si tratta di un racconto particolare, ispirato (o, almeno, immagino) al flusso di coscienza di Joyce. Mancano completamente i punti fermi al termine delle frasi (ecco perché credo che Veronesi abbia voluto ispirarsi a Joyce). Non certifico i risultati, ma almeno il tentativo è stato fatto. Pur comprendendo le motivazioni che hanno spinto l'autore a non usare il punto di interpunzione per segnare la fine delle frasi in questo specifico racconto, è un racconto davvero difficile da leggere. Anche perché è composto di una decina di pagine senza un punto che fermi la frase… È davvero dura da seguire con attenzione. Se, invece che della forma, vogliamo analizzare il contenuto di questo racconto (la morte del padre dell'autore per un tumore) ebbene non è né il primo né l'ultimo esempio che abbiamo in letteratura (di gravi malattie mortali) e vi sono tantissimi altri esempi che trasmettono molto di più a livello emotivo e affrontano il dolore e la sofferenza con vivo sentimento.
Quattordici racconti concentrati sulle angosce del soggetto, in perenne ricerca di risposte agli interrogativi della vita. Lo stile asciutto è ben accompagnato da oggetti iniettati di vita, come una scarpa, un accendino o un vano motore, funzionali per la narrazione.
Parte forte "Baci scagliati altrove" con "Profezia", il racconto più riuscito. L'azione è tutta al futuro, la lettura è mozzafiato, in una storia profetizzata nella quale un figlio accompagna il proprio padre alla morte.
La tensione narrativa però non è costante: storie cariche di luci e dolori, sono contrapposte ad altre più leggere, che giungono meno efficacemente al lettore.
Sono abbastanza deluso: nel primo racconto ci sono 3 (tre) punti, il secondo racconto è veramente banale con gli altri abbiamo qualche idea ma poco sviluppo, non c'è la motivazione che ha portato l'autore a scrivere i racconti, l'editore a pubblicarli e a portarli fino a noi! Profezia, che dovrebbe essere il più riuscito, mi ha lasciato perplesso, di un altro non ho capito il senso... Insomma, non ne vale la pena! Ci sono due racconti pruriginosi, ma per lo più a mio parere non si tratta di racconti ma più di aneddoti senza né capo né coda. Roba che potrei benissimo sentire al bar, ecco.
Ci sono poi errori madornali come concetti ripetuti identici nella stessa pagina e dallo stesso personaggio, quasi una dimenticanza dell'autore... Boh! Se è fatto apposta è una pessimo espediente secondo me.
Altra cosa: c'è un erroraccio di editing! "Tolse la bocca dalla bocca e la avvolse nella carta argentata..." Doveva essere l'inizio della parte erotica... Sigh!
Conclude il libro un racconto di Wallace, ovviamente il migliore del libro, per il quale Veronesi ovviamente non ha alcun merito.
Si salva solo Una telefonata dal cielo ma uno su quattordici non è abbastanza.
Je n'ai pas l'habitude de lire des recueils de nouvelles. Chaque histoire est plus tordue que la précédente, et le style d'écriture change également d'une nouvelle à une autre. J'avoue avoir eu du mal à m'y retrouver, et à vraiment comprendre certaines d'entre elles. Certaines abordent tout de même des sujets auxquels on peut, d'assez loin, se référer, et il y a des points de caractère négatifs mis en avant dans certaines pour porter à réfléchir un peu. Mais c’est parfois si compliqué à comprendre que j'ai trouvé difficile d'en ressortir grand chose ! J'ai eu beaucoup de mal à accrocher, heureusement que les nouvelles étaient courtes sinon je pense que cela m'aurait pris beaucoup plus de temps pour finir cet ouvrage.
Forse la chiave di lettura sta nel contrasto tra la cifra dei racconti di Veronesi e quello inserito a fine libro di D.F.Wallace: disorientamento italiano vs disgregazione americana. Preferisco il primo.
Alcune cose mi sono piaciute. "Profezia" su tutte, per la quota di verità che contiene, e per il taglio che è stato dato. "La furia dell'agnello" perché mi angoscia. "La scarpa" perché si guarda se se stessi da un altro punto di vista, e forse è questo l'Altrove dei racconti. Non sempre siamo qui, spesso siamo altrove, e da dove siamo ogni tanto vediamo noi stessi, e ci vediamo bene. Peccato che non sappiamo fare altro che guardare. Boh, chissà se è così.
Alcuni passaggi, alcuni tratti mi sono sembrati dejà vu. Forse sono stati ripresi nei romanzi successivi. Non si fa.
De verhalen variëren tussen briliante, stylistische vondsten en gemiste kansen.
Het is een genot om te lezen hoe met zo weinig woorden een wereld opgeroepen kan worden. Hoewel meerdere verhalen scherpe, verassende en geslaagde eindes hebben voelt het bij andere verhalen alsof een plot twist geforceerd wordt. Een wisselvallige maar verassend intrigerend boek!
Wow, Veronesi begint meer en meer mijn held te worden! Ik lees niet vaak verhalenbundels, maar in deze stonden echt sublieme stukken. Hoe iemand mij kan boeien met een vertelling over een schildpad of een aansteker, bijna niet te geloven. Maar hij doet het, in verhalen die genoeg inhoud en diepgang hebben om een hele roman te vullen. Verhalen die eruit sprongen voor mij waren De woede van het lam en De buik van de auto. Blij dat deze in m'n kast staat...
Misplaatste kussen is een kortverhalenbundel van Sandro Veronesi, die eerder al klasseromans schreef als Kalme Chaos. Het ene verhaal is krachtiger dan het andere. Eén verhaal deed me geeuwen en uitkijken naar het einde, andere verhalen (en gelukkig de meerderheid) boeiden en smaakten naar meer. Veronesi toont alvast ook in zijn kortverhalen wel hoe hij in de geest van de mens kan kruipen, en hoe hij van een dagelijkse gebeurtenis een mooi, breed en diep verhaal kan maken.
Er zitten enkele parels tussen deze kortverhalen, maar ook wat mindere. Ideaal boek voor drukke tijden, wanneer je maar de tijd voor een hoofdstukje. (Maar geef mij toch maar Kalme Chaos en XY van dezelfde schrijver...)
Geweldig hoe Sandro Veronesi je blijft boeien bij een verhaal van slechts enkele pagina’s. Je aandacht is niet weg te slaan bij elk nieuw verhaal. De absurditeit bij sommige stukken gecombineerd met de genialiteit van Sandro zijn schrijfstijl is top.
ik las de vertaling: misplaatste kussen. verhalen met , net zoals XY en Kalme Chaos, een onverwachte wending. De romans zijn wel volwaardiger uitgewerkt.