Combines an account of the career of veteran arms-control negotiator, Paul Nitze, with an account of arms-control diplomacy during Nitze's career and the negotiations that continue
Mi dà fastidio abbandonare i libri, in questo caso neanche a metà. Ma è troppo strettamente focalizzato sugli schemi rigidi del confronto della guerra fredda. Nitze è una figura che mi suscita anche simpatia perché nonostante fosse una figura brillante non è mai riuscito ad avere dei posti che desiderava per motivi politici o per dire troppo francamente quello che pensava, tralasciando quella volta che durante la crisi di Cuba preferì l'escalation al ritiro dei missili in grecia e turchia ma ehi nessuno è perfetto. Però ripeto il libro rimane rigido negli schemi della guerra fredda, si sofferma sui dettagli tecnici dei missili delle strategie e dei sistemi di delivery, di continue ipotetiche teorie dei giochi. E purtroppo, ma questo perché l'area di competenza di Paul Nitze questa era, è molto settorializzato sulla diplomazia nucleare riconducendo la sicurezza nazionale unicamente alle armi atomiche e ciò che le riguarda. Preferisco concentrarmi su altro.